giovedì 24 ottobre 2013

Intervista a Alessandra Paoloni

Buona sera a tutti lettori!!!
Dopo aver recensito "The Chroniles of Wendells" (QUI il link), oggi ospito nel mio blog l'autrice Alessandra Paoloni ^^



-Ciao Alessandra, benvenuta nel blog! Ti andrebbe di parlarci di te?
Ciao Giovanna e grazie a te per avermi ospitata. Di me c'è poco da dire. Sono una ragazza che si nutre di un sogno in particolare che, nemmeno a dirlo, è quello della scrittura e di farla conoscere a quante più persone possibili. Dedico moltissimo tempo a ciò che poi pubblico o a quello che spero di pubblicare e mi auguro con tutto il cuore che un giorno i miei sforzi saranno ripagati.



-Com'è nato il tuo amore per la scrittura? C'è qualche autore a cui ti ispiri?

 Il mio amore per la scrittura è nato da bambina. Prima ero solita dire che sono “nata con la penna in mano”. Scrivo storie fin da quando sono piccola e ogni qual volta mi domandavano cosa volevo fare da grande rispondevo sempre la scrittrice. A quei tempi non sapevo quanti sforzi mi sarebbe costato e c'è voluto molto tempo prima di decidermi a espormi e a presentarmi ai lettori e alle ce. Adesso ho acquistato maggiore sicurezza e ho più chiari i miei obiettivi. Gli autori a cui mi ispiro sono diversi e di diverso genere: Emily Bronte in primis, poi King, Tolkien, Wilbur Smith, la Rowling, Coelho, Lovecraft... Tutti loro mi hanno insegnato qualcosa.



-Le tue copertine sono tutte realizzate dalla bravissima Elisabetta Baldan, con la quale sei molto amica. Come è nata questa vostra amicizia? Solitamente sei molto esigente nel richiedere le copertine, o lei ti capisce al volo? :P La nostra amicizia è nata per caso, su fb. Ma lei non sapeva che io scrivevo come io non sapevo che era così brava con la grafica. Queste sono cose che abbiamo scoperto in seguito e una volta compreso quello che potevano fare assieme siamo diventate una squadra collaudata. Siamo amiche prima che collaboratrici ed è forse per questo che lei mi capisce al volo quando le chiedo una copertina. In genere le dico “fai tu, mi fido di te”. E infatti fino ad ora non ha mai sbagliato un colpo. Le lascio campo libero perché so che è brava e nel mio caso sembra quasi mi legga nella mente quando deve creare qualcosa per me.



-Sarebbe impossibile non fidarsi di Elisabetta visto quanto è brava!
Alle spalle hai molte pubblicazioni. La prima è la raccolta poetica "Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento" ( Il Filo 2008); seguono due romanzi fantasy "Un solo destino" e "Heliaca la pietra di luce"(0111 Edizioni). Hai poi pubblicato nel 2012 "La Stirpe di Agortos"(Edizioni Rei), e sei presente in varie antologie: "On the road: diari di viaggio"(Libro Aperto Edizioni), "365 Storie d'amore" (Writers Magazine), "La Stirpe Chimerica"del blog Club Urban fantasy. Il tuo ultimo romanzo è un paranormal fantasy, "La discendente di Tiepole" (Butterfly Edizioni).  La maggior parte sono legate al mondo fantasy, come mai hai deciso di puntare proprio su questo genere? Con il fantasy riesco a creare situazioni che non saprei descrivere altrimenti. In ogni mio libro, ambientato in luoghi immaginari, si nasconde in realtà un messaggio, verità a noi più vicine di quanto sembrino. Scrivere fantasy (anche se nel mio caso si parla più di urban fantasy) non è così facile come si crede, perchè ogni discorso fantastico deve avere un riscontro reale. Ad esempio La discendente di Tiepole null'altro è che una metafora sull'essere se stessi e sulla paura del diverso, il tutto mascherato dietro stregonerie e vicissitudini rocambolesche varie. Il mio scopo è allietare il lettore e allo stesso tempo trasmettergli qualcosa.



-La discendente di Tiepole sarà una delle mie prossime letture *_*
A quale tra queste pubblicazioni ti senti più legata, e quale ti ha dato più soddisfazioni?Sono legata indubbiamente a tutte, ma penserò sempre che i Brevi monologhi saranno il mio piccolo modesto capolavoro. Ci ho messo davvero l'anima e il cuore. Però il libro che mi sta dando più soddisfazioni è senz'altro La discendente di Tiepole. Con questa finalmente la gente si è accorta di me e grazie all'universo Tiepole va' a scoprire le altre mie operette. Nonostante le maledizioni descritte mi sta portando una discreta fortuna. 



  
-La tua ultima fatica è un romanzo a puntate, “The Chronicles of Wendells”, un romanzo a puntate. Il 18 settembre è uscito il primo capitolo, “L'esilio del re”, in formato digitale. Pensi che arriverà anche la copia cartacea, una volta terminato? E come mai hai deciso di autopubblicarti, puntando sul mondo digitale?

Arriverà senz'altro la copia cartacea ma alla fine di tutte le pubblicazioni. La saga dei Wendell è nata per caso, una  sera dell'estate scorsa. Dopo aver visto una delle puntate della serie dei Tudors mi sono detta “perché non partorire una corte ma che oltre agli scandali sessuali non abbia anche misteri e intrighi di altro genere?”. Così ho scritto quasi di getto L'esilio del Re, senza nemmeno stare troppo a pensare alla trama generale dell'opera. E ho scelto di autopubblicarla in digitale in modo da arrivare subito al lettore. Per me la saga dei Wendell è un divertimento e tale deve essere interpretata anche da chi la legge. Allietare e tenere compagnia. È questo lo scopo dei Wendell.

 

-Appena uscirà, il cartaceo sarà mio!
Com'è nata l'idea di  questa storia? C'è qualche aneddoto particolare accaduto durante la stesura che vorresti raccontarci?

 Come ti dicevo è nata a seguito della visione dei Tudors anche se naturalmente se ne distanzia e parecchio. Un aneddoto particolare? Le scene di sesso. Scriverle per me è stato difficile perché non l'avevo mai fatto prima in altre opere. Preferirei descrivere battaglie che scene di questo genere perché si deve stare attenti a non scendere nel volgare e a non piazzarle dove non servono tanto per riempire lo spazio della narrazione. Le scene erotiche devono completare la narrazione, equilibrandosi con le altre e all'inizio non è stato per niente facile. Ma credo di aver vinto questa sfida e ne sono felice.



-Se dovessi dare un volto a Re Saul, Luther, Meribeth,  Percy e Wayne, e Sir Raymond,  quali attori sceglieresti?
Per Luther vedrei molto bene Aidan Turner, il Kili de Lo Hobbit nonché il vampiro di Being Human U.K., serie che io adoro. Wayne è senz'altro Henry Cavill. Per Meribeth sono stata indecisa, e anzi lo sono tutt'ora, anche se la giovane Natalie Portman in Guerre Stellari non sarebbe male; dolce e decisa allo stesso tempo. Per Percy e Ser Raymon invece la scelta ancora non è ricaduta su nessun “prestavolto”. Si accettano per tanto suggerimenti.



-A cosa stai lavorando al momento? Qualche anticipazione sui tuoi progetti futuri?
Forse sto lavorando a troppi progetti completamente. È che non riesco a stare ferma, non riesco a mettere a tacere le idee. Così ora mi ritrovo sospesa tra i Wendell e Tiepole. Lo spin off della discendente uscirà senz'altro prima del secondo libro della saga. Conto di far uscire i Wendell prima di Natale, poco ma sicuro. Tutto dipende dagli impegni quotidiani, perché la scrittura purtroppo non è il mio lavoro anche se vorrei lo diventasse. Ti terrò comunque aggiornata!



-Sarà sempre un piacere dedicare delle anteprime ai tuoi lavori!
Grazie per essere stata qui Alessandra, in bocca al lupo per il tuo futuro! Aspettiamo tutti di tornare alla corte dei Wendells :)
Io ringrazio ancora te Giovanna per la tua ospitalità e saluto tutti i tuoi lettori. Sono ansiosa di tornare alla corte dei Wendell quasi quanto te :)

2 commenti:

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