venerdì 25 luglio 2014

Recensione: "Non è estate senza te [The Summer Trilogy #2]" di Jenny Han

Buongiorno e buon fine settimana!

Ecco, come promesso ieri, la recensione del secondo volume della Summer Trilogy.
Purtroppo non mi ha entusasmiato molto... ma scoprirete di più leggendo!


Titolo: Non è estate senza te [The Summer Trilogy #2]
Titolo originale: It's not summer without you 
Autore: Jenny Han
Editore: Piemme
Collana: Piemme Freeway
Genere: Letteratura per ragazzi, narrativa contemporanea

Pagine: 318
Prezzo: 12,90€

Belly ha sempre contato ogni singolo giorno che la separava dall'estate, cioè da Conrad e Jeremiah. Ma non quest'anno. Perché Susannah è di nuovo molto malata e Jeremiah ha smesso di curarsene. Tutto quello che nella vita di Belly era bello e giusto sta crollando e lei vuole solo che quell'inverno non finisca mai. Poi però arriva una telefonata che cambia tutto di nuovo: Conrad è scomparso.


Non è estate senza te è il secondo capitolo della Summer Trilogy
Nel finale del primo libro della trilogia, Belly e Conrad sembrano una storia insieme: nel secondo invece tutto si stravolge. Inanzitutto viene a mancare un personaggio importante, Susannah. Tuttala storia sarà incentrata su questa perdita e sull'affrontare la morte di qualcuno caro. Nessuno la prenderà bene e Conrad meno di tutti. 
Questa sarà la prima estate di Belly senza Cousins Beach... o almeno così crede lei. Intenta a organizzare le giornate d'estate con Taylor, Belly riceverà una chiamata da Jeremiah che le chiede aiuto perchè suo fratello  è andato via dalla scuola estiva prima di finire gli esami e ha fatto perdere le sue tracce. I due si metteranno così alla ricerca di Conrad e lo ritroveranno proprio a Cousins Beach.

Troviamo una novità nella narrazione: Belly non sarà più l'unica narratrice, ma ci saranno anche alcuni capitoli in cui a dare voce ai propri pensieri sarà Jeremiah. E finalmente riusciamo a conoscere meglio il più piccolo dei fratelli Fisher. Scopriamo i suoi veri sentimenti nei confronti di Belly e la gelosia che lo lacera perchè Belly ha sempre amato Conrad. Ho apprezzato molto Jeremiah, in quanto sono riuscita a capire il suo personaggio con tutti i suoi punti deboli.
Invece, ho continuato a non sopportare Belly. Anzi, l'ho trovata ancora più odiosa. Nonostante il lutto, mette al primo piano se stessa e i suoi sentimenti. Per esempio, l'avrei presa a schiaffi il giorno del funerale di Susannah. Ha ben pensato di ferire Conrad non curandosi del suo dolore... non che Conrad sia sempre stato un santo nei suoi confronti, ma penso che lì abbia davvero dimostrato di essere una persona immatura.
Il giorno del funerale di sua madre, al ragazzo che amavo più di chiunque altro, dissi: «Va' al diavolo.» Fu la cosa peggiore che avessi mai detto a qualcuno. Non che non avessi mai detto parolacce prima di allora. Ma lo sguardo di Conrad non lo dimenticherò mai. Quello sguardo mi fece venire voglia di morire.
Conrad rimane sempre un personaggio enigmatico: per tutto il corso della storia apparirà sempre il solita egoista, ma alla fine mi sono dovuta ricredere su di lui... in parte però. Il motivo che l'ha spinto a scappare è ammirevole, ma il suo modo di comportarsi nei confronti di Belly non riesco proprio ad accettarlo.

Non è estate senza te purtroppo l'ho apprezzato molto meno del primo. Lo stile dell'autrice è sempre semplice e la storia si legge senza problemi, ma l'ho trovato molto più lento in confronto a L'estate nei tuoi occhi. Proprio perché tratta un tema importante come la morte di chi si ama, avrebbe dovuto essere più toccante... Ma non mi ha fatto emozionare poi così tanto.
Vedremo se nel capitolo finale la storia riuscirà a stupirmi e a rendersi più accattivante. 

VOTO
                                                    e mezzo

3 commenti:

  1. Ho letto e recensito la trilogia tutta d'un fiato, se io l'avessi analizzata separatamente avrei avuto il tuo stesso giudizio, perché il secondo libro è molto di passaggio. :)

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  2. Ciao :), hai dato il mio stesso giudizio neanche a me è piaciuto..ho apprezzato di più il primo, credo che a questo punto tutto dipenderà dall'ultimo :D

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  3. anche io la penso come te e anche secondo me è un libro di passaggio e non mi ha entusiasmato tanto. Speriamo nel terzo

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