venerdì 17 aprile 2015

Interviste storiche - Federica Soprani




- Ciao Federica, benvenuta nel mio blog e grazie per aver aderito a questa iniziativa! Iniziamo con una piccola presentazione, chi è Federica Soprani nella vita di tutti i giorni? 
Grazie a te per l’ospitalità e per l’opportunità che mi offri di presentare il mio romanzo. La vita di tutti i giorni necessita spesso di una dose di eroismo maggiore rispetto a qualsiasi ambientazione romanzesca. Di certo offre meno soddisfazioni ;) Comunque non è facile essere eroi nella quotidianità. Io vivo da sempre la mia personale avventura a Parma, dove lavoro in uno studio di grafica e condivido la mia esistenza con un’amica, due cani, due gatti e tre tartarughe. Sono appassionata di cinema, serie televisive, giochi di ruolo, e, naturalmente, di libri, fin da piccola. Sono stata un’avida lettrice prima di cimentarmi nella scrittura, anche se, fin da bambina, ho sempre intentato storie e personaggi e mondi nei quali mi divertivo a portare anche gli amichetti. Ho sempre amato anche la storia, soprattutto quella dell’Ottocento, dall’epopea Napoleonica alla fine del secolo, e il Rinascimento italiano e francese. Mi sono laureata in Lettere moderne con una tesi dal titolo: La figura del Vampiro nel Teatro tra ‘800 e ‘900. Sì, i vampiri sono sempre stati un’altra mia grande passione, in tempi non sospetti (quando ancora non luccicavano, per intenderci ;)) 

- Come si intitola il tuo romanzo storico? Quale sfumatura ha? 
Il romanzo prende titolo dal nome del protagonista, Michele Corella, uno spagnolo che visse in Italia nel periodo in cui la famiglia Borgia detenne il massimo potere, nella figura di Rodrigo, che divenne Papa con nome di Alessandro VI. Michele fu compagno di studi di Cesare, il suo figlio più famoso, e quando quest’ultimo decise di inseguire il proprio sogno di creare un’Italia unita sotto un unico principe, Michele lasciò tutto e immolò la propria esistenza allo stesso obiettivo. Divenne il sicario di Cesare, lui che era un poeta e un umanista. Divenne il ricettacolo di tutte le colpe e tutti i peccati del suo amico e signore, il depositario della sua oscurità. Da qui il titolo: Corella, l’ombra del Borgia. Gli avvenimenti storici sono quindi filtrati dall’esperienza personale di Michele, dal suo punto di vista, e questo conferisce una dimensione più umana e intimista alle vicende narrate.


- Come lo presenteresti a chi ancora deve leggerlo? 
È un romanzo concepito per essere apprezzato anche da chi non conosca bene la storia del periodo. Gli avvenimenti storici ci sono, ma soprattutto ci sono le vicende degli uomini, le loro passioni, le loro debolezze, i loro sogni, in un mondo in cui la grandezza dell’animo umano andava di pari passo agli abissi di aberrazione e crudeltà in cui gli uomini potevano sprofondare se stessi e i propri simili. È la storia di un sogno e di un amore assoluto, come può essere quello di qualcuno che rinuncia a se stesso in nome di un’altra persona. 

- Com'è nata l'idea?
Diversi anni fa frequentavo una chat in cui si giocava di ruolo. Era strutturata come un castello, con stanze e ambienti vari, e ciascuno poteva entrare e ‘interpretare’ il proprio personaggio. Si trattava per lo più di vampiri. Una sera fece il suo ingresso un certo Cesare Borgia, e, di lì a pochi giorni, lo raggiunsero Michele Corella e altri personaggi appartenenti a un’immaginaria corte di immortali. I giocatori erano davvero bravissimi e scrivevano in modo molto accattivante. Mi fecero nascere la curiosità di saperne di più, e così lessi parecchi libri sull’argomento, tra cui O Cesare o nulla, di Manuel Vazquez Montalban, un romanzo splendido in cui, per la prima volta, Michele Corella non veniva presentato come un semplice tagliagole e assassino, ma come un uomo colto e raffinato che aveva scelto di fare della Morte la propria missione. Io, che fin dai tempi dei cartoni animati giapponesi sono stata più attratta dal comprimario che non dal protagonista, ne sono stata immediatamente conquistata  

- Ti andrebbe di parlarci dei personaggi del tuo romanzo? 
Michele Corella è, come ho detto, un uomo che immola se stesso a un sogno non suo. La sua non è nemmeno una decisione. Fin da ragazzo subisce, come molti, il fascino innegabile di Cesare, il suo carisma, e l’affetto che lega i due fa il resto. Per Michele vivere e morire per Cesare e la sua famiglia è la sola scelta di vita possibile, perfino quando le decisioni dell’amico gli appaiono inaccettabili, crudeli. In nome di questa lealtà rinuncia alla propria famiglia, rinuncia all’amore per le uniche due donne che riusciranno a far breccia nel suo cuore. Fino alla fine, perfino quando tutto sembra cadere, la sua fede in Cesare resta solida, inscalfibile. In questo è una figura tragica, e ho cercato di infondergli un’umanità che la storia non gli ha concesso mai. “Cesare Borgia cammina sui sogni” afferma a un certo punto del romanzo un altro personaggio parlando del figlio del Papa. Non solo. Cesare calpesta i sogni, calpesta tutto ciò che può frapporsi tra lui e il conseguimento dei suoi obiettivi. Vive per la propria visione, per la propria ambizione, manifestando a tratti una crudeltà che è solo frutto della sua consapevolezza superiore. Possiede il senso di giustizia di un angelo, la stessa, impietosa determinazione. È consapevole di quanto Michele sia prezioso per lui, la fiducia che nutre nella sua lealtà è cieca, come lo è la volontà di tenerlo legato a sé senza curarsi della sua felicità. Lucrezia, sorella di Cesare, unica figlia femmina di Rodrigo Borgia, è il primo amore di Michele, un amore ideale e impossibile, inconciliabile col suo ruolo di assassino. In qualche modo in Lucrezia Michele ripone tutto il rimpianto per la propria innocenza perduta, la rende custode della dannazione che ha scelto per sé. Il dolore, la condanna, l’inferno per lui ha il suo sguardo limpido, il suo profumo lontano. Caterina Riario Sforza, Contessa di Imola e Forlì, una dei pochi tra i tiranni di Romagna a osare una resistenza contro l’avanzata di Cesare e delle sue armate. Una donna indomita e fiera, raffinata e dedita alle lettere e agli studi, giocherà un ruolo decisivo nella vicenda umana di Michele e nel suo rapporto con Cesare. 

- Secondo te cosa deve avere un romanzo storico per attirare l'attenzione di un lettore?
Deve raccontare la storia attraverso le vicende degli uomini. Per conoscere gli avvenimenti ci sono già i trattati e i libri di storia, per le vite dei personaggi famosi le biografie. Un romanzo deve far assaporare lo spirito e l’anima dell’epoca in cui è ambientato, ma lasciare spazio alla dimensione umana di chi ne è protagonista. Inoltre deve risultare comprensibile. Troppe volte mi sono imbattuta in romanzi che scoraggiavano la lettura dando per scontato conoscenze che il lettore non aveva e precludendogli la comprensione della vicenda narrata.
-Il miglior romanzo storico che hai letto Probabilmente, O Cesare o nulla, già citato, ma anche La papessa, di Donna Woolfolk, sulla storia della papessa Giovanna, e Il manoscritto di Missolungi, biografia immaginaria di Lord Byron scritta da Frederic Prokosch.

-Se potessi fare un viaggio nel passato, in quale periodo ti piacerebbe andare?
Bella domanda  Nell’Ottocento, immagino, per incontrare Percy Shelley e Lord Byron, o un po’ più avanti, nella Londra vittoriana sulla quale ho scritto già quattro romanzi brevi insieme alla mia inestimabile co-autrice Vittoria Corella (è un nome d’arte, e il cognome lo ha preso dal mio primo romanzo, nonostante lei, originaria di Forlì, sia una fiera sostenitrice di Caterina Sforza ;)) 

- Su quale personaggio realmente esistito ti piacerebbe scrivere un romanzo?
Prima o poi mi piacerebbe scrivere di Percy Shelley, il mio poeta preferito, nonché l’uomo di cui ho creduto essere la reincarnazione per anni, quando ero ragazzina. Poi mi piacerebbe scrivere di un maresciallo di Napoleone, Jeanne Lannes, o magari Michel Ney. Erano figure molto affascinanti, anche se terribilmente controverse. In realtà da qualche mese sto valutando di scrivere un romanzo ‘storico’ legato alle figure femminili della mia famiglia, dalla mia trisnonna in poi. Sempre storia è.

- C'è un film/telefilm storico che secondo te è da vedere assolutamente?
Agorà, diretto da Alejandro Amenába, sulla storia di Ipazia di Alessandria; Elizabeth di Shekhar Kapur su Elisabetta I d’Inghilterra; La regina Margot di Patrice Chéreau, sulla Strage di San Bartolomeo e gli ultimi Valois. Aggiungo anche Orlando, di Sally Potter, tratto da Virginia Wollf, anche se è più un fantastico. 

-Grazie per essere stata qui con noi, in bocca al lupo per le tue future pubblicazioni
Grazie a te! A breve uscirà il romanzo Steampunk che ho scritto con Vittoria. Ti terrò informata . Un saluto a tutti.

0 commenti:

Posta un commento