mercoledì 10 giugno 2015

Interviste storiche - Andrea Ravel




- Ciao Andrea Ravel, benvenuto nel mio blog. Grazie per aver aderito a questa iniziativa! Cominciamo con una piccola presentazione dell’autore. 
Più che di autore dobbiamo parlare di autori, visto che io e mio figlio scriviamo a quattro mani, utilizzando lo pseudonimo di Andrea Ravel.Pertanto più che della mia parlerei della nostra formazione, che è abbastanza simile. Entrambi viviamo a Torino ed abbiamo frequentato il liceo dai Gesuiti. La nostra istruzione universitaria è di tipo economico internazionale. Io ho lavorato per parecchi anni per una multinazionale, grazie alla quale ho potuto girare il mondo e conoscere Paesi e culture diverse. 

- Come si intitola il vostro romanzo storico? Quale sfumatura ha?
Il Longobardo – Terra di Conquista è il titolo del primo capitolo di una saga che racconta le avventure di un eroe, Claudio, che in qualche modo si sente un pesce fuor d’acqua. In Italia è considerato un romano, cioè un vinto, in Oriente, dove è temuto e insieme disprezzato, è chiamato, per invidia, Il Longobardo.


- Come lo presentereste a chi ancora deve leggerlo?
Il Longobardo è una storia sulla civiltà romana. In un’Europa ancora alla ricerca di un’identità, i discendenti della famiglia Ravello difendono e custodiscono quella romana e cristiana. La loro aspirazione è quella di collaborare alla rifondazione dell’impero in Occidente. Questa idea potente, in cui credette anche Dante Alighieri, si realizzerà con Carlo Magno, durerà cinque secoli e terminerà con la decapitazione di Corradino di Svevia sulla piazza del mercato di Napoli.

- Com'è nata l'idea del romanzo? 
Sia mio figlio che io siamo interessati alla storia e appassionati lettori di romanzi storici. Da parecchi anni avevamo in mente di scrivere una saga che raccontasse la storia d’Italia attraverso le vicende di una grande famiglia. Questo espediente ci avrebbe permesso di spaziare nel tempo, senza soluzione di continuità e senza legarci ad un personaggio in particolare. Così è nata la saga della famiglia Ravello (ed ecco il perché dello pseudonimo Ravel) di cui Claudio, il protagonista de “Il Longobardo”, è uno dei discendenti e, ormai vecchio, decide di scrivere le sue memorie, come ha fatto ogni membro della famiglia nei secoli precedenti. Da qui prende avvio il primo romanzo, ambientato nell’Italia dell’VIII secolo.

  - Vi andrebbe di parlarci dei personaggi del romanzo?
Oltre a Claudio l’altro protagonista è Mistico, un sassone che il padre gli ha messo a fianco perché lo tenga lontano dai guai. Mistico rappresenta l’altra faccia dell’Italia longobarda e assolve, per larga parte del romanzo, la funzione del mentore. Altri personaggi di rilievo sono il fratello Quinto, strenuo difensore della romanità, lo zio, abate di un monastero, che ci mostra il ruolo della Chiesa in quei tempi e Laura, la fanciulla di cui Claudio si innamora.

- Secondo voi cosa deve avere un romanzo storico per attirare l'attenzione di un lettore?  
Fermo restando che la maggior parte dei romanzi moderni uniscono al genere storico almeno un altro stile (avventura, romance, crime) direi che deve essere credibile nella ricostruzione storica, nei dialoghi e nella psicologia dei personaggi. Queste due ultime caratteristiche sono le più difficili da realizzare, soprattutto se si tratta di un’epoca remota come l’alto medioevo. - Il miglior romanzo storico che avete letto. La scuola del romanzo storico è di matrice anglosassone, ma non mi metto a fare nomi, se no riempiamo una pagina. Tuttavia Il nome della rosa è il miglior storico che abbiamo letto per costruzione della trama, caratterizzazione dei personaggi e equilibrio narrativo. Quanti romanzi, anche di grandissimi scrittori, si perdono su quest’ultimo punto, diventando irrimediabilmente noiosi!

- Se poteste fare un viaggio nel passato, in quale periodo vi piacerebbe andare?
L’Italia del Risorgimento. Un periodo cruciale della nostra storia e completamente sconosciuto. Un capitolo della saga dei Ravello lo riguarderà.

- Su quale personaggio realmente esistito vi piacerebbe scrivere un romanzo?
Non amiamo le biografie perché lasciano poco spazio alla drammatizzazione e costringono l’autore a muoversi dentro binari obbligati. Dovendo scegliere ci orienteremmo su un personaggio della cui vita si sa molto poco.

- C'è un film/telefilm storico che secondo voi è da vedere assolutamente?
Ultimamente i film storici sono un genere maltrattato dalle produzioni. L’ultimo storico che ricordiamo di aver visto con piacere è “Le Crociate” di Ridley Scott. È tutta rielaborazione, per nulla aderente alla realtà storica, ma assolutamente verosimile, e con un’idea forte alle spalle. Il personaggio di Baliano, tra l’altro, ci ha ispirato per creare Claudio, il protagonista de Il Longobardo.

- Grazie per essere stati qui con noi, in bocca al lupo per le vostre future pubblicazioni!

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