venerdì 5 giugno 2015

Interviste storiche - Miriam Palombi



- Ciao Miriam, benvenuta nel mio blog. Grazie per aver aderito a questa iniziativa! Iniziamo con una piccola presentazione, chi è Miriam Palombi nella vita di tutti i giorni? 
Salve a tutti! Nella complicata vita quotidiana sono una ceramista, appassionata di storia e simbologia medievale e, cosa non meno importante, una mamma. Divido quindi il mio tempo tra la famiglia, eventi artistici e la scrittura. Altra mia passione e il mondo horror, dalla letteratura alla cinematografia.

- Come si intitola il tuo romanzo storico? Quale sfumatura ha?
Il titolo del mio libro è Le cronache del guerriero, io scherzosamente lo definisco un thriller fantastorico. Non m’interessava, infatti, solo creare un “ buon ” thriller storico con una struttura narrativa che funzionasse. Ho voluto introdurre l’elemento fantastico, popolando il mio mondo di eroi dalle debolezze umane e da terribili creature, antiche custodi di un ordine superiore. Nei miei libri, l’equilibrio tra ciò che è bene e ciò che è male, è sempre molto instabile. Sono affascinata dalla parte oscura che c’è in tutti noi.


- Come lo presenteresti a chi ancora deve leggerlo? 
Direi semplicemente che Le cronache del guerriero ha in sé tutte le caratteristiche comuni a testi appartenenti al filone fanta-storico, l’alone di mistero e la curiosità che può suscitare, ma credo che abbia in sé anche altri punti di forza, qualcosa di più intimista. Tutta l’opera è attraversata da un profondo senso di religiosità come lo è la continua battaglia tra bene e male condotta da ogni individuo.

- Com'è nata l'idea?
Sono una ceramista, provenendo dalle arti figurative, il mio approccio alla scrittura è stato quasi un’evoluzione naturale della mia attività e della mia passione per la simbologia Medievale. Ho quindi cominciato con lo scrivere di qualcosa che mi era familiare, ambientando Le cronache del guerriero nel 1203, utilizzando un tipo di scrittura molto “descrittiva”. Da sempre, poi, sono affascinata dal concetto di “mistero”, qualcosa di arcano e incomprensibile, le mie letture hanno fatto il resto. I racconti di Poe, di Lovecraft, di Barker, in seguito i libri di Eco, sono stati per me, una vera guida formativa. Mi sono avvicinata, così, al genere thriller e all’horror, scegliendo di creare storie dense di patos e di mistero, sperando di esserci riuscita.

- Ti andrebbe di parlarci dei personaggi del tuo romanzo?
Nel romanzo, la soluzione degli enigmi, il concetto di “ricerca”, sono vissuti come la cronaca, da qui il titolo, che conduce alla consapevolezza della natura umana. Gli stessi nomi dei protagonisti, il conte Bonifacio Bardi di Bonintento, Massimo di Vigna Fiorita, suo compagno d’armi, e Dante Carsoli di Fonte Scura, il terzo cavaliere, ne delineano le caratteristiche psicologiche, facendo pensare ad un unico individuo. Bonifacio è la parte più razionale che vive il travaglio tra il “fare” e “non fare”. Massimo è la parte più istintiva che però spesso è quella risolutiva. Dante è la parte oscura che innegabilmente è in tutti noi.

- Secondo te cosa deve avere un romanzo storico per attirare l'attenzione di un lettore? Deve sicuramente riuscire ad affascinare e trasportare il lettore nel determinato periodo storico narrato, atmosfere, dialoghi, cercando di essere il più coerente possibile. 

- Il miglior romanzo storico che hai letto.
Senza esitazione rispondo Il nome della rosa di Umberto Eco, è una lettura che ho fatto in età scolastica e ha profondamente influenzato la mia decisione di iniziare a scrivere.

-Se potessi fare un viaggio nel passato, in quale periodo ti piacerebbe andare? 
Nel Medioevo, adoro l’atmosfera che si respira nelle cattedrali antiche, misticismo e solennità.

- Su quale personaggio realmente esistito ti piacerebbe scrivere un romanzo? 
Non ne ho idea. I miei personaggi sono pura fantasia, così sono “libera” di fare compiere loro le gesta più epiche o le più tremende, senza dover rendere conto a nessuno…rimanendo coerente alla verità storica.

- C'è un film/telefilm storico che secondo te è da vedere assolutamente?  A costo di essere monotona cito il film tratto da Il nome della rosa. Fedele ricostruzione veramente all'altezza del libro.

-Grazie per essere stata qui con noi, in bocca al lupo per le tue future pubblicazioni!
Grazie, un saluto a tutti voi e a presto!

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