mercoledì 8 luglio 2015

Recensione: "Un lungo fatale ultimo addio" di Velonero

Titolo: Un lungo fatale ultimo addio
Autore: Velonero
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 288
Prezzo: 9,90€

Londra 1819. Valéry Campbell sa di mettere a rischio la propria reputazione, quando si reca nella bisca di Lady Venom, ma deve impedire al padre di giocarsi tutto in una mano di carta. Sir Arthur Campbell però ha già barattato la tenuta di famiglia e, con l'acqua alla gola, tenta di vendere anche la figlia a un losco e ricchissimo libertino, Lord Baxton. Questi non è altro che lo zio di Charles, il figlio del dica di Ragland, anche lui ospite della bisca: è proprio in quest'occasione che Valery lo rincontra, dopo anni, e scopre di provare qualcosa per lui. Naufragato l'estremo tentativo di ripagare i suoi debiti, Si Arthur, in un accesso di disperazione, si suicida al tavolo da gioco. Da questo momento in poi la vita di Valery si complica terribilmente. I trascorsi della sua famiglia non le permettono di sposare Charles e al tempo stesso si trova a lottare con tutte le forze per resistere ai tentativi di seduzione di Lord Baxton, al quale non vuole cedere. Lo scontro tra i due è aperto e dichiarato: ma chi è davvero David Baxton? Quel che Valery pensa di lui corrisponde a verità?


Guardo distrattamente fuori, nel buio del mattino e vide una figura scura a cavallo, sulla strada, fuori dal cancello. Si ritrasse immediatamente, appoggiandosi al muro: era lui. Ne era certa. Scrutò ancora una volta in direzione del misterioso cavaliere: era ancora là, guardava verso di lei e i loro sguardi s'incrociarono alla debole luce dell'aurora.
Valery, la protagonista del romanzo, si è ritrovata a dover mantenere sua sorella e sua madre dopo che suo padre, ossessionato dal gioco d'azzardo, si era venduto tutto ciò che apparteneva alla loro famiglia. Un lungo fatale ultimo addio inizia proprio con l'incontro tra padre e figlia in una bisca: Valery tenta in tutti i modi di far allontanare Sir Arthur Campbell da quel posto ma lui non vuole saperne. Anzi, essendosi giocato tutto propone di vendere sua figlia. L'epilogo di quella serata è tragica: Sir Arthur Campell si spara un colpo in testa. Valery è sollevata dalla morte del padre perché così non avrebbe più rovinato la sua vita. In quella bisca Valery incontra Charles, un suo vecchio compagno, e suo zio Lord Baxton che le appare subito come un uomo spregevole. In un susseguirsi di vari eventi, Valery verrà a conoscenza di molti segreti rimasti celati troppo a lungo e capirà come nessuno è ciò che sembra davvero.

A metà libro sembra quasi che tutto sia già stato svelato... ma ecco che Velonero è pronta a stupirci di nuovo. Dopo aver dedicato una parte a Valèry e ai suoi sentimenti contrastanti, l'autrice decide di soffermarsi sulla famiglia di Lord Baxton e sui misteri che cela. Il passaggio da una parte all'altra, purtroppo, l'ho trovato un po' lento... ma poi fortunatamente si riprende e la lettura scorre velocemente.

I due personaggi principali sono ben delineati.
Valèry è una ragazza dotata di una grande forza, che ha saputo prendere in mano la situazione in cui si è trovata a causa del vizio del gioco del padre. Diventata istruttrice,
Nonostante ciò, ho trovato Valèry insopportabile in alcuni momenti intimi in cui si trovava con Lord Baxton... era come se svanisse la ragazza sicura di sè. A parte ciò, è un personaggio ben riuscito e ho molto apprezzato la sua determinatezza.
Lord Baxton è... Lord Baxton. Proverete sentimenti contrastanti per quest'uomo così affascinante: lo odierete a causa dei suoi comportamenti, ma non potrete far altro che essere attratte da lui e da quell'alone di mistero che lo circonda. All'inizio sembra essere il classico nobile arrogante e prepotente, ma pian piano conoscendolo meglio si capiscono molte sue azioni. Del suo passato nessuno sa nulla e molti lo ritraggono come un omicida e un uomo immischiato in loschi affare; in realtà David nasconde un'anima profonda e la sua dedizione verso la famiglia e in seguito per Valéry sono ammirevoli, tanto da renderlo uno dei pochi Ragland degno di rispetto.
I personaggi secondari sono molti e in particolar modo mi ha colpito la dolce Amanda, la nipote di Lord Baxton. Non è come la maggior parte delle sue coeatenne che cercano solo un titolo, ma dimostra più volte di essere un'umile ragazza che vuole seguire il suo cuore nonostante le complicazioni.

Velonero ha saputo creare una storia ben strutturata, caratterizzata da uno stile fluido. Bellissime le scene delle cene ambientate nelle enormi sale, che ti permettono di immergerti ancora di più nella Londra dell'800.
L'epilogo, inoltre, penso sia la parte migliore. Quanto tutto sembra ormai risolto, ecco che Velonero ti stupisce con un epilogo che chiude perfettamente la storia: poche pagine che ti lasciano con il fiato sospeso e che ti fanno anche gioire, perché è giusto che chi ha sbagliato paghi per gli errori commessi.
Un romanzo in cui il romanticismo è un elemento sempre presente e non può non far sospirare chi è romantica come me! Una storia intrigante e coinvolgente, che non si può non leggere!

«È come essere ubriachi. Sotto l'effetto dell'alcol si fanno cose che da sobrio non faresti mai, poi si rinsavisce di colpo e cominciano i sensi di colpa. Per il desiderio è un po' la stessa cosa: è un'ubriacatura.» La baciò sulla fronte poi continuò: «Temo proprio che tu e io ci siamo presi una bella sbornia, di quelle che non passano...»
VOTO
e mezzo

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