martedì 12 aprile 2016

Recensione: "La ragazza del treno" di Paula Hawkins

Titolo: La ragazza del treno
Autore: Paula Hawkins
Editore: Piemme
Genere: Thriller

Pagine: 378
Prezzo: 19,50€


La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos'ha visto davvero Rachel?

"C'è un semaforo difettoso sulla linea, a metà del percorso. O per lo meno credo che sia guasto, perché non è mai verde. Ci fermiamo spesso: a volte per pochi secondi, altre per parecchi minuti. Se ho trovato posto nella carrozza D, come capita quasi sempre, e il treno si ferma proprio in quel punto, ho una visuale perfetta della mia casa preferita: quella al civico 15."
 La ragazza del treno così tanto acclamato dai lettori non appena uscito, ha attirato sin da subito la mia attenzione. È davvero il libro che tutti dicono, un caso editoriale da milione di copie vendute?

Rachel, donna divorziata e con problemi di alcool, ogni giorno prende un treno che la porta a Londra e dal quale, quando si ferma a un semaforo, può ammirare quella che per lei è una coppia da favola, Jess e Jason, e la casa nella quale aveva creduto di aver trovato la felicità. 
"Non conosco i loro veni nomi, me li sono inventati. [...] Sono una bella coppia, ben assortita. E, da quello che vedo, sono felici. Sono come eravamo noi, come me e Tom, cinque anni fa. Loro sono ciò che ho perso io. E tutto quello che voglio essere."
Un giorno però, succederà una cosa che cambierà la sua vita e quella di Jason e Jess: ma cosa avrà visto davvero? Un susseguirsi di eventi la porteranno a scoprire che in realtà i veri nomi della coppia sono Scott e Megan e che fino a quel momento lei aveva visto cose che in realtà non erano così. E intanto, Tom e Anna saranno per lei un vero tormento: l'ex marito e la nuova moglie, colei che le ha rubato l'amore della sua vita.

Non ho trovato un protagonista assoluto, ma le figure femminile sono dominanti in questa storia e sono proprio loro a narrarci i fatti. Paula Hawkins le ha sapute ben delineare e dare loro un certo spessore.
Rachel è un tipo molto particolare: alcolista e depressa, sembra che ciò che succede a Jason e Jess sia per lei più un fatto positivo che negativo. Decisa a scoprire la verità, inizierà a smettere di bere, seppur con non poche fatiche: vuole sapere a tutti i costi cos'è successo quel sabato, cosa ha davvero visto e cosa è frutto della sua immaginazione. Non sarà facile per chi, come lei, beve fino a star male.
"Per la prima volta da un sacco di tempo, sono interessata a qualcos'altro che non siano le mie disgrazie. Ho uno scopo. O, quantomeno, una distrazione."
Anna è il personaggio più superficiale di tutta la storia. Non vuole entrare in competizione con Rachel per nessun motivo e si sente addirittura superiore: la sua vita, per lei, è così bella che non vuole avere l'ex moglie di Tom tra i piedi per paura che possa fare del male alla sua bambina.
"Noi siamo felici. Abbiamo pranzato, siamo usciti nel prato, poi siamo rientrati quando ha iniziato a fare troppo caldo. [...] Quando guardo Tom, ringrazio Dio perché ci ha fatti incontrare, così ho potuto salvarlo da quella donna."
Jess/Megan: una donna dalle mille sfumature. Agli occhi di Rachel sembra impeccabile, sembra avere quella vita e quell'amore che per lei ormai sono un sogno lontano. In realtà, è una donna fragile e insicura,  con un passato nascosto che emergerà inaspettatamente sconvolgendo chi le voleva bene. Una donna che sembra cercare riparo lontano da casa sua, nonostante l'amore che prova per lei Scott.
"Sentirsi vuoto: lo capisco perfettamente. Comincio a credere che non esista una soluzione. L'ho imparato dalla psicoterapia: i buchi della vita non si chiudono più. Devi crescere intorno a loro, come le radici che affondano nel cemento, e devi rimodellarti intorno alle crepe."
La Hawkins ha la capacità di attirare l'attenzione e far sì che sia difficile interrompere la lettura per scoprire cosa sia davvero successo.. almeno fino a metà libro. Si inizia già ad intuire qualcosa e infatti ben presto scoprirete che quell'intuizione era giusta. Il finale l'ho trovato molto scontato e piatto.
Per la maggior parte, poi, ho trovato la storia un continuo “Non ricordo cosa sia successo sabato” di Rachel che puntualmente ricadeva nell'alcool. Fortunatamente riesce ad uscirne e a ricordarsi, ma forse è stato allungato un po' troppo il tutto. La trama di fondo, gli intrecci e i personaggi sono sicuramente ben riusciti, ma c'è un qualcosa che ti lascia l'amaro in bocca: lo svolgimento di alcuni fatti sembra essere quasi banale. Un'altra cosa che non mi è piaciuta molto è stato il delineare i personaggi maschili quasi in modo negativo.

Il messaggio che traspare dal libro è forte e chiaro: mai invidiare la vita di chi vedi da lontano. A te può sembrare così perfetta ma in realtà cela terribili segreti.

Una lettura che non sconsiglio del tutto, ma a cui bisogna avvicinarsi senza grandi pretese. Non sarà questo il thriller che vi terrà svegli tutta la notte, come afferma Stephen King, o una lettura da dieci e lode, come dice S. J. Watson. Se cercate una lettura con la quale passare qualche ora piacevole, leggete La ragazza del treno. Se cercate un thriller con T maiuscola, allora vi consiglierei di guardare altrove!


VOTO


2 commenti:

  1. Sono d'accordo con te. A me tutto sommato era piaciuto, l'ho trovato scorrevole e avvincente, ma non il thriller del secolo, ecco :)

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    1. Esattamente! Una lettura sicuramente piacevole, ma osannarlo come thriller del 2015 mi sembra esagerato!

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