lunedì 5 settembre 2016

Premio Raccontami la Storia: l'evento raccontato da Sonia Morganti

Buona sera a tutti lettori sognatori! Oggi, con grande onore, ospito il resoconto della giornata del premio Raccontami la storia scritto dalla carissima Sonia Morganti, a cui vanno i miei complimenti per il secondo posto.
E ora lascio la parola a lei! 

Foto di Sonia Morganti
 
Il premio Raccontami la Storia è giunto alla sua seconda edizione e, come si suol dire informalmente, già è diventato maggiorenne. Quest’anno vi ho partecipato anche io e, a sorpresa, su ottanta romanzi storici il mio è stato uno dei tre finalisti. Ho promesso a Giovanna di raccontare sul suo blog l’esperienza fatta, ed eccomi pronta a mantenere la mia parola. 

Intanto un cenno su Rocca San Giovanni, il luogo in cui l’evento è nato e si svolge. È un paese incantevole, meritatamente indicato tra i borghi più belli d’Italia, che sorge a poca distanza dalla cosiddetta “Costa dei Trabocchi”, un piccolo paradiso adriatico caratterizzato da spiagge ciottolose e grandi macchine da pesca in legno simili a palafitte, appunto i trabucchi. Al di là della bellezza vista e vissuta, l’accoglienza e l’organizzazione sono state fantastiche, un misto di precisione quasi teutonica e calore tutto italiano, frutto di un lavoro di squadra saggio e determinato.

Foto di Marco Solfanelli
 La serata di premiazione, domenica 4 settembre, è stata particolarmente emozionante. Una menzione va all’accompagnamento musicale, opera di Sarah Rulli, flautista, e Andrea Castelfranato, chitarrista, che si sono esibiti in pezzi di grande suggestione: i suoni e i timbri diversi si intrecciavano, giocando con le melodie, come farfalle che danzano in volo. I saluti di rito sono stati impreziositi dall’onorevole Anna Nenna D’Antonio. Vi chiederete chi sia. Nemmeno io lo sapevo e sono lietissima di averlo scoperto, perché si tratta della prima donna presidente di regione. L’età avrà tolto forza alle sue ginocchia, ma la lucidità, il carattere e la lungimiranza risuonavano chiarissime nelle sue parole determinate e commoventi. Ripartiamo da qui, dalla Storia, dalla cultura, dall’Uomo. È stato un onore ricevere da lei una targa e poterle dire, a tu per tu, quanto fosse stato importante per me ciò che aveva detto.

 A seguire, sono stata chiamata sul palco a parlare un po’ del mio libro insieme all’altra finalista. E qui veniamo al tremito delle mie ginocchia, perché mi sono trovata, con un microfono in mano, seduta di fianco alla grande Carla Maria Russo. Non vi sto a raccontare la tensione e il senso di inadeguatezza, superati grazie all’umanità e alla gentilezza di questa grande scrittrice. Una donna minuta, che quando prende la parola, difende le donne con una voce talmente ferma ed energica che per me, sua lettrice, era inevitabile ritrovare nel suo piglio quello di Caterina Sforza, di cui ha magistralmente raccontato le vicende umane in due romanzi. E “La bastarda degli Sforza” è proprio l’opera che si aggiudica il primo premio, seguito dal mio “Calpurnia, l’ombra di Cesare” e da “E se brucia anche il cielo”, di Davide Rondoni, purtroppo assente. Sono stati poi letti brevi brani di tutti i racconti finalisti, tutti diversi per periodo e taglio narrativo scelto, ma ugualmente affascinanti. Nel panorama dei premi letterari, Raccontami la Storia continua la sua crescita per qualità dei testi e risonanza, diventando un’eccezionale occasione di incontro e confronto per chiunque ami la narrativa storica. Se vi ho incuriosito almeno un po’, è possibile per andare più a fondo su titoli e autori sul sito dedicato all’evento http://premioraccontamilastoria.blogspot.it

 Questo è il racconto oggettivo del premio, ma devo confessare che per me parteciparvi ha avuto un valore oltre il mero premio. Intanto, mentre il pullman percorreva chilometri verso est, ho rivissuto i viaggi che facevo da piccola con la famiglia, per andare a trovare i nonni paterni proprio in quelle zone. Non potevo fare a meno, a tratti, di ridacchiare da sola, ricordando tutte le battute di rito e i giochi di parole che accompagnavano ciascuna tappa. Ogni monte e ogni piazzola diventavano un aneddoto e un ricordo: stavo già sfiorando la storia, questa volta solo mia, insignificante nell’economia del mondo ma piccolo granello che compone la Storia maggiore, quella che ci trascina come sabbia nelle onde. In seguito la dedica del premio a Ericle D’Antonio - che della cultura come riscatto e salvezza fece la sua missione di insegnante - e il racconto della torre che c’era e ora non c’è più - l’esplosione che la distrusse, durante la seconda Guerra Mondiale, lasciò intatta solo una lapide - hanno dato un senso ulteriore, più alto, ai miei ricordi e al pensiero di questa corrente, della marea della Storia, che trascina sì noi granelli di sabbia, ma di cui siamo comunque parte.

Questo libro rientra nella categoria "Books&History

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