venerdì 2 settembre 2016

Recensione: "Jane Seymour" di Antonio Antico

Titolo: Jane Seymour
Autore: Antonio Antico
Pagine: 43

Prezzo: 0,99€ (formato ebook)

Paga di ubbidire e servire.
 
La protagonista di questo racconto e la terza moglie di Enrico VIII, Jane Seymour, una donna che la Storia ha ricordato come una regina buona ed onesta che mai osò sfidare il suo sovrano, come precedentemente Anna Bolena fece.
Semplice come questa storia, la protagonista parlerà di come a volte un sorriso può essere solo una maschera di quello che realmente si prova.
Questa è la mia Jane, un’attrice che non vuole commettere gli stessi errori della donna che la preceduta. A costo di annientare la sua personalità.



PAGA DI UBBIDIRE E SERVIRE, quello fu il motto che scelsi durante i miei mesi da regina. Mesi di calma e pace se non fosse stata per la questione della chiusura dei monasteri che il ministro più importante di Enrico, e il re mio marito stesso, volevo portare a termine velocemente.
Continua l'avventura di Antonio Antico con le mogli di Enrico VIII, nonché regine d'Inghilterra.
Così come in Anna, anche con questo racconto l'autore non delude. La protagonista è Jane Seymour, terza moglie di Enrico VIII. Jane è stata colei che ha dato a Enrico il tanto desiderato figlio maschio, molto diversa caratterialmente da Anna Bolena. Antonio Antico dà voce a questa donna docile, quasi sottomessa al suo re: nonostante Jane non sia stata una donna di spessore, l'autore è riuscito a far emergere i suoi sentimenti  e i suoi pensieri.
Jane purtroppo muore pochi giorno dopo il parto, lasciando Enrico VIII nel più totale sconforto.

 Il racconto inizia quando Jane è ancora una dama di Anna; attraverso le sue parole vediamo come era vista la povera Bolena quando Enrico ormai iniziava a disprezzarla. Una strega, non era altro che una strega che aveva ammaliato il re per diventare regina.
L’espressione che si dipinse sul suo mi terrorizzò, alla fine anche io la vedevo come una strega: i suoi capelli erano mossi e poco curati e vidi i suoi occhi mutare in macchie di sangue.

Mi strappò il ciondolo dal collo, ferendo sia me che il palmo della sua esile mano, ma ciò non la fermò e in preda all’ira lo aprii scoprendo il piccolo ritratto di Enrico.

«Uscite!» urlò senza smettere di guardare l’immagine del nostro amato sovrano.

«Uscite tutti!» e la lasciammo sola nei suoi alloggi.
Continua poi dopo la morte di Anna: il matrimonio, i momenti d'amore passati con Enrico, la gravidanza e la nascita del piccolo Edoardo che regalerà tanta gioia al re. 
Mi è piaciuta molto la netta distinzione che Antonio fa tra Anna e Jane: più volte nel testo ricorrono frasi che distinguono le due: la prima fu più propositiva, osava anche sfidare suo marito e re; la seconda non ha mai osato mettere in dubbio ciò che faceva Enrico, accettando tutto ciò che accadeva. Nonostante la seconda moglie sia morta, il suo nome continua a riecheggiare e a non lasciar tranquilla la cara Jane.
Il suo nome era diventato una costante presenza della mia quotidianità, ogni giorno mi perdevo nei miei pensieri mettendomi a confronto con lei. Io ero nettamente più ubbidiente e devota.
Anche in Jane Seymour lo stile dell'autore è scorrevole e non annoia mai. La particolarità di questi racconti è che Antonio Antico riesce a caratterizzare perfettamente queste donne e a far sembrare che siano davvero loro a parlarci e a raccontarci gli avvenimenti. Conosceremo meglio anche Enrico VIII, pazzo d'amore per questa donna e amareggiato dopo la sua morte.

Un racconto breve che vi catturerà e che vi farà venire ancora più voglia di leggere altro su questa dinastia inglese. Attendo ora il racconto su Anna di Cleves, la quarta moglie, che sono sicura sarà di alto livello.

VOTO
e mezzo

Questo libro rientra nella categoria "Books&History


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