venerdì 1 settembre 2017

Recensione: "Blood" di Robyn Young


Jack stese la mano, fissando l’anello. Il disco d’oro scintillava nella luce screziata del sole. Era sempre stato soltanto un anello per lui, importante unicamente perché apparteneva a Sir Thomas. Non aveva mai avuto alcun significato particolare fino a quel momento. L’anello, la lettera, la cassaforte nella casa abbandonata, tutto riportava a Vaughan, ma sentiva che quel mistero si allargava anche oltre. Ma dove? E verso chi?

Titolo: Blood
Autore: Robyn Young
Editore: Leone Editore
Collana: Orme
Pagine: 544
Prezzo: 14.90€

Jack Vaughan, figlio illegittimo di Sir Thomas Vaughan, viene inviato da lui in Spagna a custodire un prezioso segreto di cui non conosce l’entità. Nel frattempo il padre è arrestato e fatto giustiziare da Riccardo, conte di Gloucester, che reclama il trono d’Inghilterra. Jack decide così di ritornare in patria, portando con sé il tesoro che qualcuno sta tentando di rubargli. Giunto al villaggio natio, scopre che sua madre è stata uccisa brutalmente da dei misteriosi sicari e che Edoardo, il legittimo erede al trono, è tenuto ostaggio dall’usurpatore; non gli rimane quindi che allearsi con gli oppositori che tramano alle spalle del tiranno e imbarcarsi in una missione per liberare il principino. Intanto, le incessanti lotte per il trono d’Inghilterra, coinvolgono anche Harry, il fratellastro che Jack non ha mai incontrato.



Sulla Guerra delle due Rose, purtroppo, non sono stati scritti molti romanzi. Sui Tudor, e in particolar modo su Enrico VIII, si trovano molti più titoli: ma sull’era precedente davvero molto poco, in particolar modo nel nostro Paese. Proprio per questo, quando ho visto che in Italia usciva Blood, ne sono rimasta piacevolmente colpita! Un bel librone di più di 500 pagine che racconta l’ultima fase di questa guerra, in cui i protagonisti sono soprattutto Riccardo III e Enrico Tudor. Infatti, la Guerra delle due Rose si concluderà nel 1485 con la battaglia di Bosworth e il successivo matrimonio tra Elisabetta York, figlia di Edoardo IV e Elisabetta Woodville, la quale ha avuto un ruolo importante anche dopo la morte del marito, e Enrico Tudor, colui che dà inizio alla dinastia Tudor.

Fatta questa premessa storica, passiamo ora a parlare del romanzo in sé per sé. Il protagonista è Jack Vaughan, figlio di Thomas Vaughan, ciambellano di Edoardo IV. Alla morte del suo re, sir Thomas era rimasto fedele al figlio, Edoardo V. Ma il prorompere sulla scena di Riccardo di Gloucester causa nuovi scompigli in Inghilterra: dichiarando illegittimi i suoi nipoti e delegittimando quindi il trono di Edoardo V, si proclama lui stesso re. Sir Thomas e Richard Grey, accusati di tradimento, vengono condannati a morte. Jack, che in quel momento si trova a Siviglia, quando viene a conoscenza della morte del padre decide di ritornare nel suo Paese natale. Porta con sé anche un segreto affidatogli dal padre: un segreto che mette a repentaglio la sua vita in più di un’occasione ma che lui protegge ad ogni costo.
Parallelamente alle sue avventure, si svolgono quelle che coinvolgono i personaggi più rilevanti del secolo. Oltre a Riccardo, sulla scena si muovono anche Elisabetta Woodville, che vuole liberare suo figlio Edoardo V rinchiuso nella torre con suo fratello, dapprima per la loro salvaguardia e in seguito per tutelare il nuovo re Riccardo III. Oltre a lei, troviamo anche Margaret Beaufort, desiderosa di mettere sul trono suo figlio Enrico. 

Blood si presenta quindi come un romanzo che racchiude in sé anni importanti di storia inglese che si intrecciano con la le vicende coinvolgente che riguardano Jack.

Il giorno in cui Vaughan era giunto a Lewes – agitato come Jack non l’aveva mai visto – e gli aveva consegnato il cilindro di pelle chiedendogli di portarlo a Siviglia e di proteggerlo, Jack aveva finalmente scorto una possibilità di dimostrarsi degno dell’investitura. Suo padre gli aveva promesso di raggiungerlo; gli aveva assicurato che si sarebbe trattato di qualche mese al massimo. Ma i mesi erano diventati un anno, e quel seme amaro seppellito in Jack si era trasformato in un albero, sui cui rami la speranza era appassita e, infine, morta.

Se cercate un saggio storico, non leggetelo. Nascendo come romanzo storico, è lecito che in alcuni punti l’autrice usi la sua personale interpretazione dei fatti o che, qualora vi sia un buco storico in alcuni eventi, usi la sua fantasia. Lei stessa, in una nota finale, spiega ciò aggiungendo che alcuni eventi sono modificati per rendere la narrazione più scorrevole. Tra i misteri storici tutt’ora irrisolti, c’è anche quello della scomparsa di Edoardo V e del fratello, dei quali improvvisamente di loro non si ha più traccia. Qualcuno ha ordinato la loro sparizione? E chi? Ero proprio curiosa di sapere come l’autrice avesse affrontato questo tema scottante e, devo dire, non sono rimasta delusa.

Sono molti i personaggi che troviamo in Blood, sia realmente esistiti che di pura fantasia: sono tutti così ben delineati che sembra quasi impossibile fare una netta distinzione. Lo stesso Jack è un personaggio così ben riuscito che si fatica a credere che sia solo frutto della fantasia dell’autrice. E se doveste perdervi tra i molti nomi, alla fine del libro trovate un elenco molto utile con una breve descrizione.
Tornando a parlare di Jack, egli appare come un uomo orgoglioso e duro all’esterno. Costretto a sopportare sin da piccolo le offese ricevute per essere un figlio bastardo, cresce soffrendo la mancanza del vero padre. Cerca a tutti costi di conquistare la sua stima, ma il figlio legittimo Harry ricopre, ovviamente, un ruolo primario. Nonostante tutto, inizia la sua ricerca desideroso di conoscere la verità e di capire meglio quanto gli è stato nascosto.  
Altro personaggio che ho trovato ben caratterizzato è stato Riccardo III. Su di lui hanno detto e scritto molto, soprattutto in negativo. Qui Riccardo appare come un uomo bramoso di potere, che non ci pensa due volte a far fuori dai giochi chi lo ostacola nella sua corsa al potere. Un sovrano che governa su un’Inghilterra devastata dai conflitti e che deve garantirsi la stabilità sul trono: un’impresa difficile, considerando i molti pretendenti alla corona inglese. Troppo speranzoso, quasi illuso, di poter donare al suo Paese quella pace tanto desiderata.

Sì, c’era ancora del lavoro da fare – alleanze da costruire e consensi da guadagnare – ma, a tal fine, aveva già programmato un viaggio ufficiale, subito dopo l’incoronazione. Il suo regno poteva anche essere nato nel sangue e nel disordine, ma ora intendeva dimostrare ai sudditi che il futuro sarebbe stato diverso. […] La bianca rosa di York sarebbe rifiorita in lui ancora una volta, erede della grande casata dei Plantageneti. E il suo regno sarebbe stato splendido, rigoroso e giusto.

Con uno stile che incanta e un linguaggio articolato, Robyn Young difficilmente annoia.
Accanto ai dialoghi e ai fatti, ci sono anche bellissime descrizioni che permettono di rivivere a pieno l’Inghilterra del XV secolo. Grazie a una buona ricostruzione storica, si capiscono meglio eventi e lotte di quel periodo: si percepisce il dramma che i personaggi sono costretti a vivere, a partire da Riccardo sino ad arrivare a Jack.
In alcuni punti la narrazione può sembrare ridondante, ma ecco che subito si riprende regalando scene avvincenti.


Un romanzo che gli appassionati di storia inglese non possono perdersi! 

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