venerdì 24 novembre 2017

Recensione: "L'uso improprio dell'amore" di Carla Vangelista


L’USO IMPROPRIO DELL’AMORE

di Carla Vangelista

HarperCollins Italia

285 pagine | 17€


Hai mai pensato di vivere una vita che non è la tua? La vita di Guy Gougencourt, parigino quasi cinquantenne, è perfetta. Tutto è al suo posto e va come deve andare: notaio, figlio di notaio, lavora in uno studio prestigioso, ha una moglie, due figli, una bella casa e tutte le settimane va a pranzo dagli anziani genitori. Eppure, ogni mattina Guy si sveglia con un profondo senso di insoddisfazione. Perché la sua vita perfetta non l'ha decisa lui, l'hanno decisa gli altri, gli eventi, il caso. Un giorno, uscendo dalla Gare Paris Saint-Lazare, viene sorpreso da un temporale violentissimo e si rifugia nel primo taxi che vede. Alla guida c'è una donna. Grandi occhi scuri, capelli lunghi e disordinati e un profumo inconfondibile di gelsomino e muschio. Il suo nome è Elodie. Mentre Guy, a disagio, cerca di mettere una distanza fra sé e quella ragazza che lo turba, volge lo sguardo sul sedile e vede un libro rosso dalla copertina consunta e con un piccolo fregio dorato. Ne è irresistibilmente attratto, ma non osa toccarlo. Al momento di scendere per sbaglio lo porta con sé e durante la sua notte insonne, lo legge d'un fiato e il contenuto lo colpisce talmente tanto che non può fare a meno di cercare Elodie. È l'incontro di due persone che abbandonano le maschere che indossano per scoprire la loro vera natura. Elodie riesce a fare uscire Guy dal suo guscio e a liberare la sua anima, ma anche se la ragazza sembra libera e imprevedibile come un temporale estivo è in realtà rinchiusa in un gioco di ruoli pensato per proteggere il suo cuore e per curare le sue ferite segrete. Ma l'amore e la libertà hanno un prezzo, e per Guy ed Elodie è arrivato il momento di pagarlo.


Una sera piovosa di gennaio, mentre un angolo del mio cervello registrava il fatto che presto avrei compiuto cinquant'anni e che più della metà della mia vita era andata, scartai la metropolitana, che con quella pioggia sarebbe stata gremita, ed entrai in un taxi. Al volante c'era Elodie. E da quel momento, niente fu mai più lo stesso.
In un giorno di pioggia incessante, chi potrebbe immaginare di incontrare una persona capace di sconvolgere la propria vita? È quello che succede a Guy, un notaio cinquantenne con una vita alquanto monotona, quando sale sul taxi della trentenne Elodie. Quella donna gli provoca un certo disagio ma ne resta affascinato. Una volta tornato a casa, si accorge di aver preso per sbaglio un libro di lei, e proprio in quel momento inizia per lui una nuova vita. Addio a quelle cose abitudinarie a cui era costretto, ai dialoghi quasi pre impostati con la moglie, ai giovedì passati a casa dei genitori. Guy si ritrova coinvolto in un vortice passionale con Elodie, in un gioco erotico in cui lei è la padrona e lui il sottomesso.

L’uso improprio dell’amore richiama quindi un tema molto in voga, quello della dominazione sessuale. Ma Carla Vangelista riesce a trattarlo in un modo delicato, senza essere mai volgare e, inoltre, ribalta gli schemi ponendo la donna come dominatrice.

I due protagonisti sono ben caratterizzati e non potrebbero avere vite più diverse: quella di lui è totalmente grigia e piatta, lei invece ha paura a legarsi perché troppe volte ha dovuto dire addio nella sua vita. Ma Elodie rappresenta un’ancora di salvezza per Guy perché lo aiuterà a svestirsi di quella maschera che aveva tenuto su fino a quel momento, a godersi la vita appieno.  Guy cresce, matura: è l’emblema dell’uomo che ha paura a ribellarsi al sistema e può essere un esempio per chiunque si sente in catene nella sua stessa vita. Anche a cinquant’anni ci si può liberare di una vita imposta da altri e ricominciare a vivere. Elodie aiuta Guy, ma non lei stessa a superare quelle paure che la accompagnano sin dall’infanzia. Ed è proprio il suo carattere troppo perfettino a volte e le sue scelte poco condivise che portano il lettore a non entrare in sintonia con lei.
«Guy... il suo collega adesso è in qualche regno incantato che noi per ora non possiamo raggiungere. Ma lei è vivo. Domani mattina quando si sveglia si guardi allo specchio e sorrida. Senta la vita e si sorrida. Farà questo per me?»
È un romanzo dal sapore agrodolce, non aspettatevi la classica storia d'amore strappalacrime e sdolcinata. L’amore che vivono i due è intenso e passionale, un amore che aiuta, in parte, a superare i propri limiti. Ma è anche un amore che mette paura, che spoglia di ogni sicurezza lasciando i protagonisti in balia di mille domande.

L’uso improprio dell’amore lancia un messaggio chiaro: nella vita bisogna lasciarsi andare, nessuno deve permettersi di prendere scelte al posto nostro o imporci come vivere. Dobbiamo trovare tutti il coraggio di Guy, con o senza una Elodie disposta a farci rinascere.


Alla fine della lettura ci si pone una sola domanda: “è davvero così effimera la felicità?”. 
«E credi che il gioco ti difenderà? Non mi sembra che l'abbia fatto, a giudicare dalla tua storia.»
«Sono stata disattenta. Non succederà più.»
Lui beve il tè in silenzio per qualche minuto. «Ti confiderò un segreto, piccola Elodie. Il gioco non dura per sempre. Il gioco mostra la corda. L'abitudine soffoca anche lui.»

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