martedì 27 febbraio 2018

Recensione: "Alla deriva" di Chris Simms


ALLA DERIVA

di Chris Simms



 Leone Editore
Mistéria

 448 pagine | 14.90€

L’ispettore di Manchester Jon Spicer e il suo collega Rick vengono incaricati di indagare sul brutale assassinio di un richiedente asilo russo, ma si trovano in un vicolo cieco quando l’identità dell’uomo si rivela falsa. Gli unici indizi sono un gommone trovato alla deriva, delle misteriose lettere restituite dal mare e una flottiglia di paperelle di gomma che navigano in direzione della costa britannica. Intanto altri richiedenti asilo iniziano a morire, ognuno ucciso nello stesso orribile modo. Anche Spicer e la sua famiglia si trovano in mortale pericolo, perché la sua ex moglie Alice, un’assistente sociale, sta cercando di aiutare una giovane donna, che è il prossimo obiettivo del killer. 


Senza dire niente, Jon tornò all’inizio dell’articolo e lo rilesse, con maggiore attenzione. «Questo è…» le parole gli morirono sulle labbra. «Cristo, in due lettere, scritte il primo giorno, sono in ventuno. Poi salta avanti di tre giorni e ne sono rimasti solo sei. Che diavolo è successo?»


Tutto ha inizio su una nave mercantile che sta trasportando illegalmente essere umani. La situazione peggiora quando, colti da una tempesta, il comandante e il suo equipaggio vengono trascinati da un’onda nell’acqua e, i container contenenti le persone, si iniziano a rovesciare nel mare. Consci del pericolo che stanno correndo, il comandante e i suoi uomini, salvati da un peschereccio, non appena arrivano al porto di Liverpool fingono di essere dei richiedenti asilo usando un falso nome. Ma uno di loro viene ritrovato morto con la gola tagliata pochi giorni dopo.

Il caso viene affidato all’ispettore Jon Spicer e al sergente Rick Saville. E si rivelerà più complicato del previsto: dopo aver scoperto l’identità falsa del cadavere, inizieranno le ricerche per capire chi sia realmente. Ma al suo omicidio ne seguiranno altri, tutti richiedenti asilo… A far da contorno a ciò, ci sono delle lettere che impazzano sui giornali ritrovati in alcune paperelle di gomma. Il contenuto di questo lettere rivela la tragica situazione di alcune persone costrette su una zattera dopo essere state abbandonate da una nave.
Cosa si cela davvero dietro queste morti? E che collegamento c’è con le paperelle di gomma?  

Chris Simms ha Saputo dar vita a una trama ben congegnata e intrigante, oltre che originale. Il suo stile è fluido e, nonostante alcuni punti della storia risultino un po’ noiosi e lenti, l’autore riesce comunque a catturare l’attenzione del lettore creando la giusta suspense. Non mancano dettagli e descrizioni a rendere le scene ancora più realistiche.

Le lettere e la loro presenza all’interno di semplici papere sono ciò che destano più curiosità nel lettore, che attende di leggerne di nuove e di saperne di più. Sono lettere malinconiche, infelici, che portano anche a riflettere su quella che è la vera situazione di molti di questi profughi. Pensare che davvero ci sia chi si ritrova in quelle situazioni descritte porta a dispiacersi non poco.
Nono giorno? Immobilizzati in questo posto dal sole. Nessun movimento, nessun rumore. Posso solo rimanere sdraiata e scrivere. Il sole non mi brucia la pelle. [...] La lingua è come se non fosse più mia. 
Dalla penna di Chris Simms nascono molti personaggi. Quello principale è Jon Spicer, ispettore che, parallelamente al caso da risolvere, deve anche affrontare i problemi che caratterizzano la sua vita privata. Classico uomo così tanto preso dal lavoro da non considerare nel modo giusto la sua famiglia, inclusa la figlia Holly. Vive una sorta di competizione con Braithwaite, nuovo compagno della ex moglie Alice che lui vorrebbe riconquistare.  
Alice è un altro personaggio importante per lo svolgimento della storia. Delusa dal suo vecchio matrimonio, cerca di rifarsi una vita con un altro uomo… Ma non sa che il suo lavoro da assistente sociale la avvicinerà più di quanto vorrebbe all’ex marito.
Incontriamo poi lo stesso Braithwaite, verso il quale si proverà solo antipatia, Oliver Brookes, Carmel, giornalista e compagna di Jon, Slavko Mykosowski, uomo avido. Inizialmente vi ritroverete spaesati tra i molti personaggi e tra i primi capitoli che passano da un personaggio all’altro. Ma pian piano che verrete travolti in questa storia riuscirete a destreggiarvi bene.

Alla deriva è un thriller poliziesco ben scritto e da non perdere.
«Quanto tempo ha impiegato a morire?» Domandò Jon.  «Il cappio ha interrotto l’afflusso di sangue al cervello e in una decina di secondi o giù di lì ha perso conoscenza. La morte è avvenuta dai venti secondi a mezzo minuto dopo.» Agitò il pollice della vittima. «Nessun segno di rigidità cadaverica negli arti, per il momento.» «Un’ora o due fa, quindi?» domandò Jon.

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