Intervista ESSEREMME: "Lo spettacolo porterà il pubblico a lasciarsi suggestionare, accattivare, interrogarsi e porsi delle domande". - Un lettore è un gran sognatore

Intervista ESSEREMME: "Lo spettacolo porterà il pubblico a lasciarsi suggestionare, accattivare, interrogarsi e porsi delle domande".

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Dal 9 al 12 gennaio 2020 al Teatro Basilica andrà in scena ESSEREMME, scritto e diretto da Stefano Vona Bianchini. 
Per l’occasione, ho intervistato Stefano Vona Bianchini e l’assistente alla regia Giorgio Squilloni.  



Come nasce l’idea dello spettacolo teatrale ESSEREMME?
Esseremme nasce da un primo stralcio di testo, una sorta di corto teatrale: una ventina di pagine di dialogo tra due fratelli gemelli sul punto di nascere. I personaggi non avevano un nome; decidemmo di appuntarli provvisoriamente con le iniziali dei nomi dei due attori che erano appunto Esse ed Emme: così nasce il titolo Esseremme. Da quell'idea siamo passati con il tempo ad una storia meglio definita fino ad arrivare alla struttura che presenteremo questo anno. Nel tempo l'idea dello spettacolo è diventata sempre più chiara, arricchendosi dell’ario materiale raccolto che, anche se alla fine scartato, ha lasciato un'impronta, si è sedimentato. 

ESSEREMME si presenta dunque come una commedia nera che affronta il complicato rapporto tra due fratelli gemelli. Cosa vuole trasmettere al pubblico?
 Difficile a dirsi. Più che un messaggio, lo spettacolo porterà il pubblico a lasciarsi suggestionare, accattivare, interrogarsi e porsi delle domande. All'interno della storia, che non segue una linea drammaturgica continua, vengono toccati differenti temi. Si passa dall' ineluttabilità del destino alla possibilità di cambiarlo; dalla violenza familiare al complesso di Edipo; dall'oppressione religiosa alla necessità dell'affermazione del proprio io; dalla spettacolarizzazione del dramma familiare alla lotta per il potere. Ogni spettatore vedrà, rimarrà maggiormente colpito, da questo o da quell'altro tema a seconda della propria indole. Il tutto immerso in una cornice, sì nera, ma anche e soprattutto ilare, comica! 

ESSEREMME è stato semifinalista del Premio Scenario 2017 al Teatro Bellini di Napoli, ha debuttato a dicembre 2018 all’Altrove Teatro Studio di Roma e dal 9 al 12 gennaio 2020 sarà in scena al Teatro Basilica. Cosa è cambiato, e sicuramente migliorato, dal 2017 ad oggi?
Dal 2017 ad oggi è stato completato il testo, cosi come scenografia e costumi. In più la messa in scena è stata arricchita con l'aggiunta dell'elemento video che è diventato un altro protagonista dello spettacolo che l'anno scorso è stato presentato, nella sua prima versione, all' Altrove Teatro Studio. Quest'anno si tratta della versione definitiva, almeno per quanto riguarda la storia... Importante in questo processo è stato il lavoro sinergico di compagnia. Il testo infatti è stato scritto "pensando" agli attori in un continuo lavoro di scambio. Ogni attore ha anche apportato la propria sensibilità artistica che ha fatto sì che lo spettacolo prendesse una piega piuttosto che un'altra. Possiamo dire che quest' anno lo spettacolo, proprio come un bambino che viene al mondo, è cresciuto raggiungendo la maggiore età. 

Lo spettacolo teatrale si ispira a vari film. Quali elementi di film possiamo ritrovare in ESSEREMME?
Esseremme vuole evocare esplicitamente: Back to the future, the Addams family, The gunnies, Bittle juice... i due fratelli, durante uno dei loro incubi, fanno un viaggio nel passato fino al momento della loro nascita; l'ambientazione dello spettacolo è nera e spettrale: un demone è coinvolto nella vicenda mentre i due nuovi vicini sono alla porta. Nella messa in scena ci sono vari omaggi, più o meno visibili, a quelli che sono stati, per la creazione di Esseremme, i nostri riferimenti cinematografici. Questi omaggi possono spaziare dalla rievocazione di un'immagine, di un'ambientazione, dei personaggi, come di un tipo di comicità. Elemento caratteristico inoltre è il ribaltamento comico della situazione drammatica. Si ride e ci si impaurisce allo stesso tempo... 

Una curiosità che molti spettatori hanno quando vengono a teatro. Cosa si prova prima di andare in scena? C’è qualche rito di buon auspicio che seguite?
 Prima di andare in scena si vive sempre un turbinio di emozioni differenti: gioia, ansia, preoccupazione, adrenalina, aspettativa. Non abbiamo dei riti particolari o prestabiliti. Dopo aver preparato tutto ciò che occorre per la replica ogni attore si prende del tempo per sé ed ognuno lo impiega come meglio crede per riscaldarsi, centrarsi, connettersi con ciò che si sta per fare. Proprio prima di andare in scena troviamo sempre un momento di riunione di tutta la compagnia che concludiamo con il classico rito scaramantico di "Merda! Merda! Merda!" 

Terminiamo l’intervista con un invito rivolto al pubblico. Cinque motivi validi per cui dover venir a teatro e non perdersi ESSEREMME.
Uno: per ridere; Due: ascoltare buona musica accompagnata da immagini suggestive! Tre: il biglietto costa molto poco. Quattro:  Perché una commedia del genere a Roma non si vede spesso e cinque poiché pensiamo di potervi far dimenticare il resto per un’ora e mezza circa! 

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