lunedì 19 ottobre 2015

Recensione: "La sconosciuta" di Mary Kubica

Titolo: La sconosciuta
Autore: Mary Kubica
Editore: Harlequin Mondadori
Genere: Thriller
Prezzo: 12,90€

Un incontro casuale. Un atto di gentilezza. Un'intricata rete di menzogne. Heidi vede la ragazzina su un binario alla stazione, immobile sotto la poggia torrenziale, mentre stringe tra le braccia un neonato. La ragazzina sale su un treno e se ne va. Heidi non riesce a togliersi quella scena dalla testa...
Heidi Wood è sempre stata una donna dal cuore d'oro, ma la sua famiglia inorridisce quando un giorno torna a casa con Willow e la sua neonata di soli quattro mesi: trasandata e senza casa, la ragazzina potrebbe essere una criminale, o anche peggio. Tuttavia Heidi invita Willow e la bimba a restare...
A poco a poco, mentre Willow comincia a riprendersi, vengono alla luce inquietanti dettagli sul suo passato e così, quello che è iniziato semplicemente come un gesto gentile precipita sempre più velocemente verso l'abisso...

Tasto la tasca deglla vestaglia porpora e avverto i contorni del coltellino svizzerlo. Una precauzione. Ho prestato attenzione all'ammonimento di Chris: in che misura credi di poter conoscere realmente una persona?
Sarò una voce fuori dal coro, ma purtroppo a me “La sconosciuta” non ha colpito particolarmente.
Avevo apprezzato molto Mary Kubica con il suo primo thriller, “Una brava ragazza” e avevo grandi aspettative anche per questo... ed è stata una gran delusione!

Heidi Wood non riesce a rimanere indifferente quando vede una ragazza e un neonato seduti su un binario della stazione. Dopo vari ripensamenti, decide di portare la senzatetto a casa sua, così da garantire a lei e alla neonata un posto caldo in cui dormire. Chris, suo marito, non è per nulla d'accordo non sapendo chi sia questa sconosciuta. Quello che doveva essere un modo per aiutare il prossimo, si rivela per Heidi un tragico emergere di tormenti. E chi è in realtà Willow?

Ritroviamo anche qui, così come in “Una brava ragazza”, il punto di vista alternato tra i vari protagonisti: Heidi, Chris e Willow ci raccontano i fatti attraverso i loro occhi e, mentre con Heidi e Chris raccontano la storia sullo stesso piano temporale, Willow si destreggia tra presente e futuro per farci conoscere i motivi che l'hanno spinta ad agire in determinati modi e che l'hanno portato ad essere interrogata dalla polizia.

Le prime 150 pagine mi hanno attirata davvero molto, tant'è che le ho lette tutto d'un fiato. Dopodiché, mi è sembrato che lo stile narrativo sia andato a rallentare e che la storia si svolgesse con molta lentezza. Attendevo di leggere solo il punto di vista di Willow, curiosa di scoprire la sua storia. Quando a raccontare la storia erano Heidi o Chris perdevo interesse, perché sembrava un ripetersi di pensieri e nulla di più.

La Kubica dimostra ancora una volta di saper ben caratterizzare i personaggi: Heidi è una donna che ha sofferto e che soffre tutt'ora molto, e con la sua ossessione di diventare madre arriva a non ragionare più. Chris appare come un uomo superficiale, un uomo che non capisce quanto la moglie stia male e che ha come unico interesse il lavoro.
Willow è il personaggio meglio riuscito: una ragazza che ha vissuta un'infanzia difficile, Mi si è stretto il cuore a leggere la sua storia, a pensare a quanti ragazzi rimasti orfani possano essere nella sua stessa situazione. Ed intorno a questo personaggio sono trattati temi molto importanti che portano a pensare, come la perdita dei genitori quando si è piccoli e abusi sui minori. Anche la storia di Heidi è molto forte: una donna che vuole una grande famiglia, che si ritrova a dover rinunciare ai suoi sogni a causa di un cancro.

Speravo che nel finale il libro si riscattasse, ma purtroppo così non è stato. Quando ho girato l'ultima pagina il mio pensiero è stato: “E quindi?!” con un grande punto interrogativo! Mi è sembrato che l'autrice abbia avuto fretta di concludere
Il libro è stato paragonato a L'amore bugiardo, ma devo dire che a parer mio così non può proprio essere. Ho letto anche il thriller di Gillian Flynn e la suspense era una delle caratteristiche dominanti: in La sconosciuta, invece, questo elemento sembra non esserci proprio. 
Nonostante i temi trattati e la riuscita caratterizzazione dei personaggi, penso che la Kubica avrebbe potuto sfruttare meglio questa storia, perché le basi c'erano sicuramente. 

VOTO
e mezzo
  

2 commenti:

  1. Peccato :-( però resta la curiosità di leggerlo...non so...ha qualcosa che mi ispira molto!

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    Risposte
    1. Se lo leggi fammi sapere la tua opinione!
      Ci ho provato in tutti i modi a farmelo piacere, ma non è scattata la scintilla tra noi due... :P

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