venerdì 20 ottobre 2017

Maestre d'amore - Teatro Trastevere | Un lettore a teatro

MAESTRE D'AMORE

tratto da “Ars Amatoria” e “Remedia Amoris” di Ovidio

Ideazione, Drammaturgia e Regia: Compagnia PolisPapin
Con:
Cinzia Antifona, Valentina Greco, Francesca Pica
Oggetti di Scena: Domenico Latronico
Costumi: Cunegonda La piccola Costumeria

Canti e Suoni a cura di: Francesca Pica


“Godetevi la vita”
 cit.

“Godetevi la vita”: all’insegna del più edonistico fra i moniti ha inizio l’opera di Publio Ovidio Nasone nel capitolo dedicato alle donne che tratta l’arte dell’amore. Consigli, precetti, formule, suggerimenti senza veli e senza veti che rivivono nelle parole delle attrici PolisPapin in una sorta di decalogo minimo e fondamentale sull’antica e mai abbastanza conosciuta
ARS AMATORIA.
Uno spettacolo ironico, a tratti graffiante, volutamente ammiccante e sorprendentemente contemporaneo.
Da ciò nasce uno spettacolo, che parla direttamente alle spettatrici senza escludere gli spettatori: gli uni e gli altri diventano i destinatari dichiarati di questo manuale indispensabile a tutti coloro che amano. Lo spettacolo, con musica dal vivo, vanta una serie di canzoni e jingle appositamente creati dall’attrice e musicista Francesca Pica, tra cui “Il coccodrillo egizio” che non manca di appassionare ogni singolo spettatore.
Il lavoro, complesso ed originale, è stato svolto interpretando le parti più briose dei due testi di Publio Ovidio Nasone: Ars Amatoria e Remedia Amoris.
Entrambe scritte oltre duemila anni fa, parlano ancora oggi ad ognuno di noi, uomini e donne del ventunesimo secolo, riuscendo a giocare sulle nostre debolezze, incertezze e fragilità, le stesse, oggi come allora.
Alle tre Maestre dello spettacolo spetterà l’onore di impartire al pubblico gli insegnamenti del sommo Maestro, seguendo le varie tappe che caratterizzano la scoperta, lo sviluppo e gli sconforti dell’amore. L’atmosfera è intervallata da momenti leggeri e gag divertenti, fino a momenti poetici e intimistici, ammiccando alle Maestre della comicità come Bice Valori, Franca Valeri e Anna Marchesini.

INFO
dal 19 al 22 ottobre 2017
Teatro Trastevere | Via Jacopa de'Settesoli 3, 00153 Roma
orari: martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30
contatti: 06.5814004 info@teatrotrastevere.it

Recensione: Ho adottato mio fratello | Un lettore a teatro

HO ADOTTATO MIO FRATELLO 
di Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino, Nazzareno Mattei con Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino




Dal 17 al 5 novembre 2017 il Teatro De’ Servi mette in scena una commedia così divertente che sarà impossibile non uscire con le lacrime agli occhi per quanto vi farà ridere. Ho adottato mio fratello è scritto da Nazzareno Mattei e da quattro ragazzi che si fanno chiamare I pezzi di Nerd: Nicolò Innocenzi, Mirko Cannella, Jey Libertino e Michele Iovane.

Bruno (Nicolò Innocenzi) e Francesco (Mirko Cannella) sono due fratelli che dividono un appartamento che gli è stato lasciato in eredità dai genitori, ma sono due ragazzi molto diversi. Il primo è sfaticato e pigro, non ha voglia di trovarsi un lavoro e passa tutto il giorno in pigiama facendosi mantenere dal fratello minore. È di carattere più aperto rispetto a Francesco che, invece, ha una certa predilezione per gli abitanti del nord e odia i cosiddetti terroni. È però Francesco a portare avanti la casa con il suo lavoro da agente immobiliare. Ha una routine ben fissa nella sua vita, esce ed entra sempre nella stessa ora e neanche la domenica si concede un po’ di svago. A distinguere i due fratelli c’è anche la fede calcistica: Francesco è laziale, così come lo è tutta la sua famiglia da 4 generazioni; Bruno è la pecora nera, è romanista fino al midollo, tanto da rifiutare una proposta di lavoro nella Regione Lazio solo per il nome. 


E lo spettacolo inizia mettendo sin da subito in risalto le loro differenze. È domenica mattina, Francesco è già attivo, ha pulito casa e si appresta a cambiare una lampadina che Bruno, anziché acquistarla, ha rubato a un ristorante cinese. 
Quando Francesco rimprovera a Bruno per l’ennesima volta di trovarsi un lavoro, questi si fa venire la brillante idea di affittare la camera del defunto padre che per Francesco è intoccabile. Con il vizio del gioco e con la necessità di procurarsi soldi per delle scommesse, Bruno pensa a un piano in apparenza infallibile: affittare la stanza all’insaputa di Francesco, far rispettare ai nuovi coinquilini determinati orari così da non incontrarsi mai con il fratello. Unico requisito? Non essere terroni!
Si presentano così Nicola (Jey Libertino), un ragazzo in fuga dalle raccomandazioni del padre e che vuole dimostrare di riuscire a cavarsela da solo, e Rosario (Michele Iovane), un ragazzo genuino, un po’ sprovveduto, con il sogno di diventare attore. Ma i due… tutto sono, tranne che del nord! Provano a fingersi veneziano il primo e milanese il secondo, ma vengono ben presto smascherati da Francesco che scopre essere uno della Puglia e uno della Sicilia. Per Francesco ciò non rappresenta un problema, la cosa più importante è una sola: evitare che i due si incontrino con Francesco. Sembra tutto così facile, ma la convivenza si rivelerà più difficile di quanto previsto… Inizia così un susseguirsi di circostanze buffe accompagnate dai proverbi storpiati da Rosario che crede davvero in ciò che dice.


Questi quattro ragazzi sono riusciti a dar vita a un testo che non delude e a interpretarlo a regola d’arte. Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane e Jey Libertino con la loro genuinità e comicità fanno divertire il pubblico in sala, dando dimostrazione di una totale armonia tra loro. Riescono a dare al loro personaggio quella sfumatura in più tanto da renderli reali: a volte un po’ grotteschi sì, ma racchiudono caratteristiche in cui ognuno di noi può calarsi



La commedia si può quasi dividere in due parti: regala tantissime risate nella prima parte e alcune riflessioni nella seconda. I litigi tra fratelli ci sono e ci saranno sempre, ma Bruno e Francesco nelle loro differenze si stanno allontanando molto senza neanche accorgersene. Quando si toccherà l’apice degli imbrogli, i due si separeranno per un anno. Ma questa lontananza farà bene ad entrambi, perché torneranno più uniti che mai consapevoli degli errori fatti in passato. D’altronde, il rapporto tra fratelli è bello proprio perché nonostante le discussioni uno sa sempre che può contare sull’altro.

E che differenza c’è se uno viene da Milano o da Catania? Nessuno! Francesco, grazie alla mediazione di Nicola e Rosario, capirà anche che la discriminazione di chi proviene dal sud è subdola. E questo dovrebbe far aprire gli occhi anche a chi, in Italia, è davvero convinto che sia una cosa giusta discriminare un pugliese, un siciliano o un calabrese. 

Il tutto si svolge sullo sfondo di una scenografia molto semplice, che ritrae parte della casa con la cucina, un salottino, e la porta della camera del padre. 

giovedì 19 ottobre 2017

Muffin senza latte e senza burro | Cooking&Reading



Torna, dopo un periodo di pausa, la rubrica Cooking&Reading!
Oggi vi propongo una ricetta per chi è intollerante al lattosio. Questi muffin sono fatti con l'acqua al posto del latte e con l’olio di semi al posto del burro… e sono BUONISSIMI! Ringrazio la mia amica Claudia per avermi fatto scoprire questa ricetta buonissima. 

MUFFIN SENZA LATTE E SENZA BURRO

INGREDIENTI
·        240 g di farina 00
·        120 g di zucchero
·        200 ml di acqua
·        60 ml di olio di semi di mais
·        1 uovo
·        1 bustina di lievito
·        1 pizzico di sale
·        Gocce di cioccolato [facoltativo]
·        2 cucchiai di cacao amaro [facoltativo]
Io con queste dosi sono riuscita a fare circa 14 muffin. Un impasto l’ho lasciato in bianco aggiungendo le gocce di cioccolato e nell’altro ho aggiunto anche il cacao!

PROCEDIMENTO

In una ciotola mettete le parti solide: farina, zucchero, lievito e, eventualmente, il cacao.
In un’altra ciotola mescolate gli ingredienti liquidi: uovo, acqua e olio di semi.
Unite le parti liquide a quelle solide e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo ed uniforme aggiungendo anche un pizzico di sale. Se volete, aggiungete le gocce di cioccolato nell’impasto.
Riempite i pirottini da muffin per 3/4 e infornate a 180° per circa 15/20 minuti. 


E ora, gustatevi un muffin con un buon libro! Io ne ho mangiato qualcuno leggendo Far West di Sonia Morganti.  

BlogTour "Far West" di Sonia Morganti [Prima Tappa] - Presentazione + Estratti


Esce oggi per Leone Editore Far West di Sonia Morganti e, per l’occasione, ecco un blogtour dedicato al secondo romanzo di questa autrice che adoro.  

Seguite tutte le tappe, i contenuti non vi deluderanno!

Titolo: Far west
Autore: Sonia Morganti
Editore: Leone
Collana: Sàtura
Pagine: 296
Prezzo: 12,90€

UN MONDO DISTRUTTO  DALLA CRISI ENERGETICA 

 UN NUOVO FAR WEST  DOVE VALE SOLO  LA LEGGE DEL PIÙ FORTE

2060. Dennis, un nativo americano che ha lasciato la riserva per studiare in una delle più prestigiose università del paese, sta per laurearsi in ingegneria. Ma mentre si trova alla festa di laurea del suo migliore amico Frederick, viene sorpreso da una notizia sconcertante: si è esaurito il petrolio a livello mondiale, e nessuno dei paesi civilizzati è preparato a fronteggiare l’emergenza. Dennis, prevedendo lo scatenarsi del panico, decide di tornare dalla sua famiglia nella riserva, per affrontare così le conseguenze della crisi energetica, che rendono presto le città sempre più invivibili. Maniaci assetati di potere, intrighi politici e separatisti pronti a tutto sono solo alcuni dei pericoli di questo nuovo mondo, un far west in cui la legge del più forte sembra poter soffocare persino quella, eterna, dell’amore.
Sonia Morganti è nata a Latina nel 1978 e vive a Roma. Laureata nel 2001 in Giurisprudenza, da allora ha praticato un’infinità di lavori. Ama la natura, i lunghi trekking in luoghi incontaminati, la storia e la lettura. Nel tempo libero cura un sito di viaggi e uno sull’antica Roma. Con Leone Editore ha pubblicato Calpurnia. L'ombra di Cesare (2015) e Far West (2017).

ESTRATTI

Quella sera il tramonto era particolarmente intenso: il fuoco del sole morente invadeva il cielo sotto gli occhi acuti di un condor che, apparentemente immobile, fluttuava senza fatica tra le colonne oscure delle mesa. Un uomo solo, presenza incidentale in quell’armonia, fissava l’orizzonte stringendo gli occhi, accecato dalla luce e perso nei propri pensieri. Presto sarebbe scesa la notte e lui sarebbe rimasto lì a meditare. Accese un piccolo falò e si avvolse in una coperta decorata da antichi simboli del suo popolo. Sistemò un pentolino sulle pietre vicine alla fiamma per tenere in caldo la bevanda che, insieme al fuoco, sarebbe stata il suo unico conforto fino all’alba. Il vento del deserto risaliva, portato dal respiro calmo della notte imminente. L’uomo si avvicinò al crinale per cogliere l’istante in cui l’ultimo bagliore del sole si arrende all’oscurità.

Il tema della festa di laurea era l’epoca del rockabilly e Dennis avrebbe voluto maledire Frederick per l’idea bizzarra. Quando gli aveva chiesto come gli fosse venuto in mente, Frederick aveva raccontato di aver visto, in una scatola sul camino dello chalet di famiglia ad Aspen, delle vecchie fotografie bidimensionali, stampate in bianco e nero, che raffiguravano i suoi bisnonni. Ne era rimasto incantato. Nello chalet era conservato anche un lettore musicale dei suoi nonni e, durante le ultime vacanze di Natale, aveva avuto la fortuna di ascoltare alcuni cd. La qualità dell’audio era dignitosa. E gli era piaciuto, confessò, immaginare suo nonno ancora adolescente perso nelle sonorità graffianti dei Guns N’ Roses. Per Dennis era affascinante sentire quei racconti dell’amico. Considerava il passato delle persone «normali» come un gomitolo da cui si srotola la linea temporale della crescita. Per lui, invece, il punto d’inizio del percorso e la destinazione erano sempre stati due mondi separati tra cui dover scegliere. Prepararsi era stato divertente. Non aveva i mezzi di Frederick ma, con l’aiuto di Internet e armeggiando con il gel, Dennis aveva acconciato i capelli come al tempo dei bisnonni e, per completare la mascherata, aveva deciso d’indossare una maglietta bianca aderente. E poi… poi si era tuffato nella festa.

Nell’altra stanza squillò il videotelefono. Le disposizioni erano chiare: quando Chang cenava, poteva essere disturbato solo per casi di estrema urgenza come attacco terroristico, guerra nucleare o affini. Per questo Amy sussultò quando sentì che il collegamento non era stato chiuso. I passi del maggiordomo si fecero sempre più vicini, gli si affiancò un membro della sicurezza. Entrarono e raggiunsero il presidente, porgendogli il proiettore. Chang alzò un sopracciglio, con aria interrogativa. Sapeva che quel gesto rimarcava i suoi tratti orientali e ne era particolarmente fiero. Seguì la comunicazione e poi si passò il tovagliolo sulle labbra con un gesto che sembrava mutuato dai lord inglesi. «È accaduto. Qualcosa è andato storto» sentenziò. «Dobbiamo partire.»


martedì 17 ottobre 2017

Anteprima: "Il giglio di fuoco" di Vic Echegoyen


Autore: Vic Echegoyen
Titolo: Il giglio di fuoco
Traduzione di Amaranta Sbardella
Editore: Sonzogno
Pagine: 544
Prezzo: 19,50

IN LIBRERIA DAL 19 OTTOBRE 2017

Francia, durante la Guerra dei trent’anni. Quando il cardinale Richelieu incarica Léon, segretario di stato e capo delle sue spie, di una rischiosa missione segreta in Borgogna, territorio nemico, questi non immagina che dovrà trovare, catturare ed eliminare la donna più pericolosa del regno. Mentre la caccia avanza e la misteriosa preda trova mille stratagemmi per sfuggire ai suoi persecutori, vengono gradualmente alla luce la personalità e il passato dell’eroina braccata: una spregiudicata avventuriera, proveniente dai bassifondi della società, ripudiata fin da piccola dai genitori e marchiata a fuoco dall’Inquisizione, capace però di conquistare le corti di Londra e Parigi grazie al fascino, all’astuzia e a un ingegno senza scrupoli. Aveva saputo entrare anche nelle grazie dell’uomo più potente di Francia, il cardinale; ma ora, al termine di una sequela di raggiri e inganni, inizia tra i due – i cui destini sono intimamente intrecciati – l’ultima sfida, nella quale entrambi metteranno a rischio la propria fortuna, la propria vita, e perfino la pace in Europa. Scrupolosamente documentata e scritta con eleganza e semplicità, l’opera di Vic Echegoyen possiede il dono dei migliori romanzi storici, che riescono a trasportare il lettore in un’epoca lontana grazie alla forza dei loro personaggi e a una trama piena di sorprese.
Tra finzione romanzesca e realtà storica, il ritratto di una grande avventuriera

Nella tradizione di Dumas e Pérez-Reverte, con in più una sensibilità tutta femminile

Avventure, cappa e spada, intrighi amorosi e tradimenti nel romanzo di esordio di una talentuosa autrice spagnola

Il Seicento francese e inglese, epoca ricchissima di eventi e personaggi indimenticabili, raccontato con freschezza e suspence


Emilia - Piccolo Teatro Grassi | Un lettore a teatro

EMILIA

scritto e diretto da Claudio Tolcachir
traduzione Cecilia Ligorio
con Giulia Lazzarini (Emilia)
e Sergio Romano (Walter), Pia Lanciotti (Carolina),
Josafat Vagni (Leo), Paolo Mazzarelli (Gabriel)
scene Paola Castrignanò,
costumi Gianluca Sbicca,
luci Luigi Biondi
produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale



Claudio Tolcachir mette in scena Emilia in italiano
Accanto a Giulia Lazzarini,
Sergio Romano, Pia Lanciotti, Josafat Vagni, Paolo Mazzarelli

Storia di legami contrastati e di apparenze familiari che nascondono segreti inquietanti. Tra dramma e commedia, Emilia è un’analisi sul rapporto tra realtà e memoria del passato, sulla famiglia e le sue dinamiche interne.

Emilia è stata la bambinaia di Walter. Dopo vent’anni di lontananza, per puro caso, i due s’incontrano di nuovo e il ragazzo, oramai adulto e benestante, la introduce nel suo contesto familiare considerate le difficoltà economiche che Emilia sta attraversando. Giulia Lazzarini torna sulle scene del Piccolo Teatro nei panni della protagonista del testo scritto e diretto da Claudio Tolcachir, attore, drammaturgo e regista affermatosi nella nuova scena argentina.
L’arrivo della anziana tata provoca la messa in discussione dei rapporti familiari e delle apparenze. Emilia diventa la protagonista di un dramma familiare dall’ esito sconcertante.
La pièce nasce da uno spunto autobiografico: «Ho iniziato a scrivere Emilia – spiega Tolcachir – in seguito all’incontro, dopo molti anni, con una signora che era stata mia tata da bambino. Ricordava moltissime cose di me che io avevo completamente dimenticato e questo ha fatto nascere in me una specie di senso di colpa per questa sproporzione dell’amore. Sono sempre stato commosso da quelle persone che hanno un ruolo tale per cui scelgono di occuparsi completamente degli altri. Ecco, il personaggio di Emilia ha bisogno di prendersi cura degli altri».

Fondatore della compagnia Timbre 4, Tolcachir presenta regolarmente i suoi spettacoli sia nella sua Buenos Aires sia nelle città di tutto il mondo. Nel 2012 ha rappresentato al Piccolo Teatro Il caso della famiglia Coleman e, nel 2015, l’edizione di Emilia in lingua originale.

INFO
dal 17 al 29 ottobre 2017
Martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30 (salvo mercoledì 25 ottobre, ore 15 pomeridiana per le scuole). Domenica, ore 16. Lunedì riposo.
Durata: 105 minuti senza intervallo


Piccolo Teatro Grassi | Via Rovello, 2 – M1 Cordusio [Milano]
Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro
Informazioni e prenotazioni 0242411889 - www.piccoloteatro.org 



giovedì 12 ottobre 2017

Cover reveal: "Dark room" di Jonathan Moore



Titolo: Dark room
Autore: Jonathan Moore
Editore: Leone Editore
Collana: Mistéria
Pagine: 416
Prezzo: 14.90€

IN USCITA IL 19 OTTOBRE

UN ELETTRIZZANTE THRILLER POLIZIESCO CHE TIENE INCHIODATI FINO ALL’ULTIMA PAGINA

Attraversò la strada con la pistola in mano, fermandosi un attimo davanti ai gradini che portavano alla porta di Lucy. Era socchiusa. C’era del sangue su ogni gradino. Si vedevano delle impronte, ma non si capiva in che direzione andassero. Ogni stanza della casa che dava sulla strada era al buio. Fece silenziosamente i cinque gradini, la pistola impugnata con entrambe le mani. Arrivò alla porta ed entrò in casa, poi fece un respiro e guardò per terra. C’era del sangue sul pavi mento, macchie di sangue a ogni metro. Sentiva le sirene in lontananza. Nagata e i suoi stavano ar rivando, ma erano ancora ad almeno venti isolati di distanza. Seguì il sangue fino alla stanza della musica. La portafinestra era aperta e gli spartiti sparpagliati sul pavimento.

L’ispettore Gavin Cain e il suo collega Grassley ricevono un video inquietante: un uomo, malato terminale di cancro, decide in punto di morte di confessare i suoi peccati e invita la polizia a esumare le spoglie di Christopher Hanley, un ragazzo morto nel 1985, per scoprire un terribile segreto. Quando il corpo sta per essere disseppellito, Cain viene riassegnato con la massima priorità a un altro caso: Harry Castelli, il sindaco di San Francisco, ha ricevuto una minacciosa lettera che lo invita a uccidersi per tenere celato uno scandalo legato al suo passato, con tanto di fotografie allegate che ritraggono una splendida ragazza incosciente e legata nuda a un letto. Il sindaco sostiene di ignorare chi sia la ragazza, ma Cain sospetta che gli stia nascondendo qualcosa e inizia a indagare sulla vita del primo cittadino. La caccia al ricattatore condurrà Cain in un intricato labirinto di segreti, che si dipana dietro l’apparente normalità dell’esistenza di Castelli e della sua famiglia. Dark Room – La camera oscura è un thriller affascinante e magistralmente costruito, che inchioda i lettori alle sue pagine tenendoli con il fiato sospeso fino alla fine

mercoledì 11 ottobre 2017

I Bonobo - Teatro Roma | Un lettore a teatro

I BONOBO

di Laurent Baffie
Adattamento e Regia Virginia Acqua
Scena Alessandro Chiti
Costumi  Mara Gentile

Una produzione di Gianluca Ramazzotti per Ginevra Media prod srl
26 Settembre | 19 Novembre 2017 – Prima Nazionale
Fabio Ferrari, Gianluca Ramazzotti, Giorgio Borghetti, Milena Miconi,
Jun Ichicawa, Stefania Papirio


Al via la stagione teatrale 2017/2018 del Teatro Roma. Il sipario si apre con una grande scommessa: a differenza di quello che avviene in tante altre realtà, non solo romane, dove gli spettacoli restano in scena per pochi giorni, al Teatro Roma si inverte questa tendenza, programmando la maggioranza degli spettacoli per 5 o 6 settimane, alzando, quindi, il livello produttivo ed imprenditoriale. Per un progetto simile bisogna unire le forze, ed è quello che hanno fanno i due direttori artisti, Pietro Longhi e Gianluca RamazzottiUna città come Roma non può non avere un teatro in cui le produzioni siano presentate per un lungo periodo di tempo.  Oramai è un dato di fatto che in tutta Europa le produzioni di quasi tutti i teatri europei restino in cartellone per tante settimane, a volte molti mesi. Quattro prime nazionali, tre riprese della scorsa stagione, due novità italiane, un musical attualmente in scena a Londra, giovani registi ed esperte conferme, beniamini del pubblico ed artisti da scoprire e riscoprire  per un nuovo cartellone fresco dinamico e di grande divertimento.
                                              
La stagione del Teatro Roma si apre con la prima produzione dal 26 Settembre al 19 Novembre – in prima nazionale: I BONOBO  di Laurent Baffie, adattamento e regia di Virginia Acqua. Protagonisti: Fabio Ferrari, Gianluca Ramazzotti, Giorgio Borghetti, Milena Miconi, Jun Ichicawa, Stefania Papirio.
Una commedia irriverente, al di la dei classici stereotipi, con un linguaggio divertente che vi farà ridere a crepapelle delle vicende dei tre protagonisti maschili, tre adorabili canaglie, per i quali vi sarà impossibile non parteggiare.

Andrea, cieco, Daniele, sordo e Leonardo, muto, sono tre amici d’infanzia disabili, che incarnano in tutto e per tutto la saggezza delle tre famose scimmiette. Stanchi per la loro disabilità, di fare sesso a pagamento, perché impossibilitati a sedurre delle vere donne, decidono di mettere un annuncio in una chat per incontrare delle ragazze, elaborando un piano per nascondere il loro handicap e abbordarle tranquillamente senza che queste si rendano conto della loro  disabilità. Grazie a questo piccolo stratagemma e ad un sito di incontri creato dai tre uomini, i tre si alternano nei tre differenti appartamenti per incontrare le tre donne, Tina, Angelica e Giulia che si sono iscritte alla chat. Per non far scoprire le loro disabilità i tre uomini inventeranno i più incredibili stratagemmi che permetteranno a Leonardo il muto di parlare ad Andrea  il cieco di vedere e a Daniele sordo di sentire. Ma malgrado questo, niente andrà come previsto. Uno dei più importanti ed esilaranti successi francesi per la prima volta in una versione tutta italiana.

INFO
Dal 26 settembre al 19 novembre 2017
Teatro Roma | Via Umbertide 3 (P.zza S. Maria Ausiliatrice)   00181 Roma Tel. 06 785.06.26 info@ilteatroroma.it
Info e prenotazioni:   Tel. 06 785.06.26  https://www.ilteatroroma.it/
Orario Spettacoli: dal Martedì al Venerdì: ore 21.00, secondo Giovedì di spettacolo ore 19.00, 1° e 2° sabato di spettacolo ore 17.00 ed ore 21.00. Domenica ore 17.30. Lunedi riposo
Biglietti (comprensivi di prevendita): Intero € 27,00 - Ridotto € 25,00 - Cral (per gruppi di almeno 10 persone) - Ospiti Abbonati  € 18,00  - Centri Anziani (per gruppi di almeno 10 persone) - Giovani (da 12 a 18 anni) € 14,00 - Bambini (fino a 11 anni) € 12,00
Orario Botteghino: Lunedì dalle 10.00 alle 15.00, dal Martedì al Sabato dalle 10.00 alle 20.00. Domenica dalle 11.00 alle 13.00  e dalle 15.00 alle 20.00

Teresa santa, puttana e sposa #capitolo1 - Teatro Studio Uno | Un lettore a teatro

TERESA SANTA, PUTTANA E SPOSA #CAPITOLO1
Il debutto di Teresa al Cabaret Madama Do Re
- oppure -
Teresa e il castigo dell'usuraio 

di Marco Bilanzone
regia Lorenzo Montanini
costumi Federica Centore
ass. alla regia Alessia Giovanna Matrisciano

 con Nadia Caretto, Flavia Germana De Lipsis , Alessandro Di Somma,
Mattia Giordano,  Jessica Granato,  Federico Le Pera, Riccardo Marotta,
Giuseppe Mortelliti, Eleonora Turco

Produzione Teatro Studio Uno 

Debutta in prima assoluta, in apertura di stagione del Teatro Studio Uno, da 5 al 14 ottobre il primo capitolo di “Teresa santa, puttana e sposa” di Marco Bilanzone, diretto dal regista Lorenzo Montanini, primo di una serie di cinque spettacoli tra loro indipendenti ma intrecciati, che raccontano la storia di Teresa Battista eroina simbolo di libertà, coraggio ed emancipazione.

Peste, fame e guerra, morte e amore. Canzoni d’ubriachi, passi di danza, grida di disperazioni, voci di piazza, leggende di paese. “Teresa santa, puttana e sposa” è la storia di una bambina nata libera e venduta dagli zii a tredici anni, prostituta e schiava, ballerina e cantante ineguagliabile, moglie devota. Regina delle prostitute infermiere contro il vaiolo nero, amante indomita in eterna attesa, guerriera e protettrice dei più deboli, femminista, santa e figlia del dio della guerra.

Nel magico Sud del nostro paese, a Sant’Esolo, ai margini dei monti Filetei, muove i suoi passi la nostra eroina, un territorio/limbo, immaginario e immaginifico, abitato da persone provenienti da ogni regione di questa variopinta nazione. Gente che poco chiacchiera con gli stranieri e che è avvezza al duro lavoro sotto il sole. Lì Teresa troverà l’amore, l’invidia, la vendetta in un turbine di avvenimenti che la trasformeranno nel profondo.

Una serie di cinque spettacoli: uno ogni due mesi fino alla fine dell’anno. La stagione della giovinezza, quando Teresa ormai adulta debutta come cantante al Cabaret (5-14 ottobre 2017), la sua infanzia, quando l’inverno sarà invece alle porte (14-17 dicembre 2017), la sua guerra contro il vaiolo nero a Febbraio (1-4 febbraio 2018), la notte in cui Teresa dormì con la morte quando un timido sole di Primavera si affaccerà su Tor Pignattara (22-25 marzo 2018).
Con l’ultimo capitolo, in scena poco prima dell’estate, la festa delle nozze di Teresa (10-13 maggio 2018), lo spettatore potrà godere di uno spettacolo lungo un giorno, da mattina a sera, per ripercorrere insieme tutta la storia dall’inizio alla fine.

Otto attori, Nadia Caretto, Flavia Germana De Lipsis, Alessandro Di Somma, Mattia Giordano, Jessica Granato, Federico Le Pera, Riccardo Marotta, Giuseppe Mortelliti, Eleonora Turco, si alterneranno nel racconto delle varie età di Teresa interpretando, personaggi, epoche ed atmosfere di un racconto senza tempo in cui la realtà si confonde con la leggenda e dove la storia, sfumata nei contorni, diventa impresa eroica, epopea, fiaba popolare.

INFO
Dal 5 al 14 ottobre 2017
Teatro Studio Uno | Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
Ingr. 12 euro. Tessera associativa gratuita
Giov – Sab ore 21.00, Dom. ore 18.00
Prenotazioni: http://j.mp/prenotaTS1 Per info: 3494356219- 3298027943 www.teatrostudiouno.com – info.teatrostudiouno@gmail.com



martedì 10 ottobre 2017

Déjà vù. A volte ritorno - Teatro Trastevere | Un lettore a teatro

DÈJÀ VÙ – A VOLTE RITORNANO
Regia
Leonardo Buttaroni 
Soggetto di:
Leonardo Buttaroni
Scritto da:
Lorenzo Misuraca
Con
Ermenegildo Marciante, Daniela Ioia, Leonardo Buttaroni
Scene di
Roberto Pavoni


A volte ritorno...il tempo è una grottesca illusione
cit.
Cosa succederebbe se rimanessi incastrato in un loop temporale costretto a rivivere sempre la manciata di minuti che ti separa dal tuo omicidio? E se in questo breve tempo dovessi non solo salvarti la vita ma anche capire chi e perché vuole farti fuori?”
“Déjà vù – a volte ritorno” è un thriller comico che parte proprio da questa premessa e procede in una sequenza di colpi di scena che si abbatteranno come un destino ciclico su i due protagonisti della storia. Tutto calato in un'atmosfera surreale e straniante, solo accettando il corto-circuito del tempo e guardando in faccia la verità, i protagonisti riusciranno ad uscirne vivi. Forse.
L'autore dice:
“Questa idea parte da lontano: c’è tanta difficoltà a mettere in scena questa commedia nera, prima di tutto per il fatto che rappresentare un salto temporale a teatro non è mai cosa semplice, secondo poi strutturalmente è una commedia ostica per gli attori: soprattutto per la complessità dei movimenti scenici.”
Tutta l’atmosfera è densa di mistero: la scelta di tagli di luci che scavino il viso per dare la giusta atmosfera e la recitazione originale, puntano alla credibilità dei personaggi stessi, suscitando il riso e creando la giusta dinamicità, per un risultato pieno di azione.
L'intenzione infatti è quella di regalare al pubblico uno spettacolo ricco ed esplosivo, un mix tra giallo, thriller e commedia noir in cui ad ogni quadro possa succedere qualcosa di imprevedibile e sorprendente per lo spettatore, dove:
“...il buono diventa cattivo e viceversa, dove ad ogni angolo c’è un imprevisto: immaginate tre personaggi in una roulette russa,dove uno di loro può provare ancora e ancora e ancora...”
INFO
Dal 10 al 15 Ottobre 2017
Teatro Trastevere | Via Jacopa de'Settesoli 3, 00153 Roma
Orari: martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30contatti: 06.5814004 - info@teatrotrastevere.it

Ho adottato mio fratello - Teatro de' Servi | Un lettore a teatro

HO ADOTTATO MIO FRATELLO 
di Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino, Nazzareno Mattei con Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino


Un quadro ironico e dissacrante dei difetti dell'Italia di oggi, pigra, litigiosa e un tantino razzista: in scena al Teatro de’ Servi “Ho adottato mio fratello”.
Sbarcare il lunario in modo semplice, poco faticoso e possibilmente senza lavorare? Facile! Affittare la camera rimasta vuota dopo la morte dei genitori nella ex casa di mamma e papà. E’ questa l'idea che innesca la trama di “Ho Adottato Mio Fratello”, in scena al Teatro de’ Servi di Roma dal 17 ottobre al 5 novembre.

Una commedia divertente dal ritmo incalzante, firmata e portata in scena da una giovane compagnia che comunque dimostra sul palco carisma e disinvoltura, trattando con leggerezza al limite della irriverenza anche tematiche drammatiche e molto attuali: si va dallo smarrimento dovuto alla perdita prematura dei genitori, al gioco d’azzardo, alla crisi economica. E su tutto aleggiano i pregiudizi. le frasi fatte, la banalità contrabbandata per saggezza.

Si prefigura così il ritratto di Francesco e Bruno, interpretati da Mirko Cannella e Nicolò Innocenzi. Sono due fratelli che, come il bianco e il nero, in comune hanno solo lo stesso cognome. Sono costretti a convivere nell'appartamento ereditato dai genitori, che è fonte di dissapori ma rappresenta anche una delle poche sicurezza a cui ancorarsi, soprattutto quando si hanno difficoltà economiche. E proprio l'ingresso nell'appartamento di Rosario e Nicola – Michele Iovane e Jey Libertino -  due “folkloristici” ragazzi del sud d’Italia in cerca di una camera in affitto, provoca una reazione a catena di spunti comici e surreali. I due infatti devono accettare la strana richiesta di Bruno: fingersi del nord Italia per fare contento il fratello Francesco, il quale non sopporta i "terroni".

La già difficile convivenza tra i fratelli diventa allora una burrascosa navigazione a quattro su un fragile guscio che rischia ad ogni momento di naufragare: ci si muove tra brillanti colpi di scena verso un rassicurante lieto fine, ma forse agli spettatori resterà un po’ di amaro in bocca a indicare che la commedia ha saputo davvero cogliere nel segno.

INFO
Teatro de’ Servi | Via del Mortaro 22, Roma
info: 06 6795130
www.teatroservi.it