mercoledì 19 dicembre 2018

Biscotti pan di zenzero | Cooking&Reading


Oltre al panettone e pandoro, quale dolce rievoca alla perfezione l’atmosfera natalizia? Senza ombra di dubbio, i biscotti pan di zenzero! Dal classico omino alla renna, i gingerbread sono un must in questo periodo. Non sono solo buonissimi da mangiare, ma anche perfetti per decorare l’albero di Natale.  
Si dice che siano stati portati in Europa, e precisamente nella cittadina di Pithiviers, in Francia, da un monaco armeno, Gregorio di Nicopoli, nel 992. Nel Medioevo si utilizzavano come prodotti terapeutici per combattere l’indigestione, tant’è che in Inghilterra erano venduti anche nelle farmacie.  Ma non solo. Questi biscotti venivano usati anche come omaggio dalla regina Elisabetta I d’Inghilterra, che faceva realizzare per i suoi ospiti più importanti gingerbread a grandezza naturale.

BISCOTTI PAN DI ZENZERO


INGREDIENTI (per circa 20 biscotti) 

Per i biscotti 
  • 350gr farina 
  • 150gr burro 
  • 150gr zucchero di canna 
  • 150gr miele 
  • 1 uovo 
  • ½ cucchiaino di lievito in polvere 
  • 1 pizzico di sale 
  • 2 cucchiaini di zenzero 
  • 2 cucchiaini di cannella 
  • ½ cucchiaino di noce moscata 

Per la glassa 
  • 1 albume 
  • 125gr zucchero a velo

PROCEDIMENTO 
Mescolate la farina, il lievito, le spezie e il sale. Mettete la farina e le spezie in un mixer, aggiungete lo zucchero e il miele e mescolate. Infinite, aggiungete il burro tagliato a dadini. 

Frullate, poi ponete il composto su una spianatoia infarinata formando una fontana. Versate l’uovo e lavorate il tutto velocemente fino ad ottenere un impasto omogeneo. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e fate riposare in frigorifero per un’ora.  

Su una spianatoia infarinata, con un mattarello stendete la pasta ad uno spessore di circa 5 mm. Create i biscotti con la forma natalizia che più vi piace, posizionateli su una teglia rivestita di carta forno e infornate in forno preriscaldato a 170° per circa 12/15 minuti.  

Una volta che si sono raffreddati, decorate a piacere con la glassa che avrete realizzato poco prima montando a neve l’albume a cui va incorporato man mano lo zucchero.  

I vostri gingerbread sono pronti, perfetti da gustare con un caffè e una lettura natalizia! 



lunedì 29 ottobre 2018

Recensione: Shakespeare in love | Un lettore a teatro


SHAKESPEARE IN LOVE

DALLA SCENEGGIATURA DI MARC NORMAN & TOM STOPPARD
ADATTAMENTO TEATRALE DI LEE HALL
MUSICHE DI PADDY CUNNEEN
TRADUZIONE EDOARDO ERBA
ORIGINARIAMENTE PRODOTTO PER IL WEST END
DALLA DISNEY THEATRICAL PRODUCTIONS E SONIA FRIEDMAN PRODUCTIONS
REGIA DECLAN DONNELLAN, SCENE NICK ORMEROD
CON
LUCIA LAVIA – VIOLA DE LESSEPS/THOMAS KENT
MARCO DE GAUDIO – WILL SHAKESPEARE
E CON
LISA ANGELILLO, STEFANO ANNONI, LUIGI AQUILINO, ROBERTA AZZARONE,
MICHELE BERNARDI, LORENZO CARMAGNINI, MICHELE DE PAOLA, NICOLÒ GIACALONE, CARLO AMLETO GIAMMUSSO, ROSA LEO SERVIDIO, PIETRO MASOTTI, GIUSEPPE PALASCIANO, EDOARDO RIVOIRA, ALESSANDRO SAVARESE, GIUSEPPE SCODITTI, FILIPPO USELLINI, DANIELE VAGNOZZI, GULLIVER
SCENE PATRIZIA BOCCONI, COSTUMI ERIKA CARRETTA, REALIZZAZIONE VIDEO SCENOGRAFICA CRISTINA REDINI, COREOGRAFIE E COMBATTIMENTI BIAGIO CARAVANO, AIUTO REGIA DAFNE NIGLIO, DISEGNO SUONO EMANUELE CARLUCCI, DIREZIONE MUSICALE MATTEO CASTELLI, DIRETTORE DI PRODUZIONE CARLO BUTTO’, DIREZIONE ARTISTICA OTI ALESSANDRO LONGOBARDI
REGIA GIAMPIERO SOLARI
REGIA ASSOCIATA BRUNO FORNASARI
UNA PRODUZIONE ALESSANDRO LONGOBARDI PER OFFICINE DEL TEATRO ITALIANO



Fino al 18 novembre al Teatro Brancaccio va in scena Shakespeare in love, tratto dall’omonimo film vincitore di ben 7 Oscar, con protagonisti Gwyneth Paltrow e Joseph Fiennes. Ritengo che il film sia magistrale e uno spettacolo teatrale sia un gran bella sfida. Una sfida vinta però, perché è impeccabile sotto ogni punto di vista.
A 3 anni dalla prima rappresentazione londinese di Lee Hall, lo spettacolo arriva pure in Italia, pronto a far innamorare anche il Bel Paese.

La storia inizia con un William Shakespeare in piena crisi. Non riesce più a trovare l’ispirazione per nuove opere ed è bloccato nella stesura di Romeo e Ethel, la figlia del pirata. Quando affida il ruolo di Romeo a un ragazzo, Thomas Kent, William è inconsapevole che in realtà sia Viola de Lesseps, nobildonna amante del teatro e della recitazione, e che proprio quella donna gli avrebbe cambiato la vita. Ben presto Viola diventa la musa ispiratrice di William e tra i due nasce un sentimento forte, ma anche impossibile. Infatti Viola è stata promessa in sposa a Lord Wessex: un matrimonio combinato che lei non vorrebbe mai accettare perché, nonostante l’epoca in cui è costretta a vivere, Viola crede nel vero amore. Ma, pur innamorata di William, sa che non può sottrarsi ai suoi doveri.

Shakespeare in love mette in scena una bellissima e complicata storia d’amore, dalla quale poi nascerà la tragedia più conosciuta di Shakespeare, Romeo e Giulietta. Ma non parla solo d’amore, c’è molto di più dietro questa storia. Realtà e finzione si mescolano, c’è la volontà di andare le regole, oltre le leggi di una società che vieta alle donne di potersi esprimere al meglio. Uno spettacolo teatrale che vuole rappresentare non solo l’amore vero e autentico tra due persone, ma anche quello per il teatro. E, questo scopo, gli riesce benissimo.

Gli attori in scena riescono a calarsi perfettamente nei loro ruoli, rievocando l’atmosfera del periodo elisabettiano. Anche la scenografia e i costumi danno il giusto contributo per trasportare lo spettatore in quell’epoca.
Bravissimo Marco di Gaudio nei panni di un William Shakespeare tormentato e innamorato: Shakespeare qui non ci appare solo come un grande poeta, ma come un uomo che deve affrontare molte difficoltà per poter trovare la sua strada.
Non da meno Lucia Lavia, che riesce a destreggiarsi con grande facilità sia nel ruolo di Viola che in quello di Thomas. Con il suo atteggiamento rivoluzionario, si rende anche portatrice di una sorta di volontà di indipendenza femminile.

Tra battute divertenti e allusioni ad altre opere shakespeariane, come La dodicesima notte, Shakespeare in love è una commedia degli equivoci ben riuscita. Non solo si ride, ma ci si commuove, si sogna. Si sogna un amore come quello tra Viola e William che, pur non avendo un lieto fine, riesce a trasmettere molte emozioni perché viene vissuto oltre ogni ostacolo. Si sogna anche di poter realizzare i propri desideri, anche se in apparenza difficili, grazie al coraggio e all’audacia di Viola.
Shakespeare in love è uno spettacolo teatrale capace di far appassionare non solo gli amanti di Shakespeare, ma anche chi non lo è.


mercoledì 10 ottobre 2018

La tragedia del vendicatore - Piccolo Teatro Strehler | Un lettore a teatro


LA TRAGEDIA DEL VENDICATORE
 di Thomas Middleton

drammaturgia e regia Declan Donnellan
versione italiana Stefano Massini
scene e costumi Nick Ormerod
luci Judith Greenwood, Claudio De Pace
musiche Gianluca Misiti

personaggi ed interpreti (in ordine alfabetico)
Ivan Alovisio Lussurioso
Alessandro Bandini  Junior
Marco Brinzi operatore TV / giudice / guardia
Fausto Cabra Vindice
Martin Ilunga Chishimba operatore TV / guardia
Christian Di Filippo Supervacuo
Raffaele Esposito Ippolito
Ruggero Franceschini operatore TV / vescovo / guardia
Pia Lanciotti Duchessa / Graziana
Errico Liguori Spurio
 Marta Malvestiti Castiza
David Meden Ambizioso
Massimiliano Speziani  Duca
Beatrice Vecchione operatore TV / medico / guardia

coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione

foto di scena Masiar Pasquali



Declan Donnellan
dirige la sua prima produzione
al Piccolo Teatro e in Italia
con una compagnia tutta italiana

Il pubblico ha applaudito al Piccolo Teatro le sue geniali regie di testi shakespeariani: Cymbeline nel 2007, Macbeth nel 2010 e Racconto d’inverno nel 2016.
Ora, Declan Donnellan, uno dei più grandi registi europei, Leone d’Oro alla carriera, sceglie, per la sua prima produzione al Piccolo e in Italia, La tragedia del vendicatore del giacomiano Thomas Middleton. In scena, una compagnia di attori italiani, per la maggior parte cresciuti alla Scuola del Piccolo. Intrighi, corruzione, lussuria, narcisismo e brama di potere in una corte del Seicento spaventosamente contemporanea.

Contemporaneo di Shakespeare – era di sedici anni più giovane del Bardo – Middleton attribuisce ai personaggi della sua pièce nomi “parlanti”, così da connotarne fin da subito il ruolo e il comportamento: Vindice, Spurio, Supervacuo, Lussurioso, Ambizioso, Castiza….
«Middleton e Shakespeare – spiega Donnellan – si affermarono in una Londra teatro di cambiamenti dirompenti. Era un tempo di boom economico e bancarotta, dominato da un disagio sociale destinato a sfociare nella rivoluzione che avrebbe, alla fine, completamente distrutto il contesto culturale dei due autori. Leggendo Middleton si percepisce una minaccia incombente, che cresce come un tumore invisibile fino a scoppiare, alimentata dal rancore e dall’ingiustizia.
Ci parla di un governo corrotto, invischiato in loschi affari, di un popolo che si compra al prezzo dei beni di consumo. Descrive una società ossessionata dalla celebrità, dalla posizione sociale e dal denaro, dominata dal narcisismo e da un bisogno compulsivo di auto rappresentarsi per convincere gli altri – ma soprattutto se stessi – di essere buoni e belli».
«All’epoca l’Italia – conclude Donnellan – era un luogo proibito che ben pochi inglesi avrebbero visitato. L’Europa cattolica rappresentava, per gli Inglesi protestanti, un altrove simile a quel che la Russia sovietica incarnava quando eravamo ragazzi: era il potenziale invasore, latore di un’ideologia perniciosa».

Lo spettacolo, in italiano, sarà sovratitolato in inglese nelle recite del 9, 13, 17, 20, 27 ottobre e 3, 10 novembre. Sovratitoli a cura di Prescott Studio.

INFO
Dal 9 ottobre al 16 novembre 2018
al Piccolo Teatro Strehler | Largo Greppi – M2 Lanza, 20121 Milano 
Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e giovedì ore 20.30 (salvo mercoledì 7 novembre, ore 15 per le scuole); domenica ore 16. 
Tutti i lunedì e giovedì 1 novembre riposo.                     
Durata: un’ora e 50 minuti senza intervallo 
Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro
Informazioni e prenotazioni 0242411889 - www.piccoloteatro.org

Segreti e cipolle in un condominio di Piazza Vittorio - Teatro de' Servi | Un lettore a teatro

SEGRETI E CIPOLLE IN UN CONDOMINIO DI PIAZZA VITTORIO

Scritto da Monica Lugini e Paolo Pioppini
Regia di Monica Lugini
con Roberto Bonaccorsi, Stefania Cofano, Alessandro Demontis, Sandro Lavecchia, Monica Lugini, Paolo Pioppini, Michael Zang


Dal 19 ottobre al 4 novembre al Teatro de’ Servi con “Segreti e cipolle in un condominio di Piazza Vittorio” ci si immerge negli umori e negli odori, permeati di una multietnicità non facile da digerire, di un affollato condominio di Piazza Vittorio. La scena è una modesta cucina, con una finestra affacciata sulle contraddizioni del nostro tempo, dove storie di ordinaria quotidianità si scontrano con difficoltà di integrazione ed inconfessabili segreti.

“Segreti & Cipolle nasce da un viaggio fatto ad occhi chiusi, un viaggio negli anfratti della memoria, un viaggio che facevo  da bambina affacciata alla finestra di un grande cortile, spiando e sognando le vite degli altri.- spiega Monica Lugini, che firma anche la regia dello spettacolo. -   Ho voluto che i personaggi rappresentassero ciò in cui è più facile ritrovarsi. Ma soprattutto ho voluto che con ogni gesto, movimento e sguardo raccontassero tutto quello che spesso coviamo e meno facilmente accettiamo di essere”.
E allora, come fosse un “confessionale”, a passare dalla cucina di Marisa (Monica Lugini) ed Umberto  (Paolo Pioppini) - una coppia non più giovanissima e provata dalle vicissitudini della vita - saranno un attore mancato (Roberto Bonaccorsi), che “aveva recitato con Carmelo Bene, ma recitava male”, un parrucchiere innamorato che ha paura dell’amore  (Sandro Lavecchia), una non più giovane prostituta greca che dà lezioni di morale a tutti (Stefania Cofano) e ricorda con trasporto gli splendidi tramonti della natia Santorini, l’amico “arrivato” perché ha fatto i soldi (Alessandro Demontis) ma inesorabilmente cafone ed anche un ragazzo cinese che parla come il più perfetto romano de Roma (Michael Zang).

Il livello di conflittualità e di ansia è alto. Ma in “Segreti e cipolle”, lo spettacolo della compagnia Muse & Musi, le pennellate di ottimismo nella migliore tradizione della commedia sono d’obbligo. Così tra sorrisi e commozione l’odiata “puzza” di cucina etnica si trasforma pian piano in un rassicurante abbraccio in grado di cambiare anche le sorti che sembrano più nere.

INFO
Dal 19 ottobre al 4 novembre
Teatro de’ Servi | Via del Mortaro 22, Roma
info: 06 6795130 www.teatroservi.it

Hitchcock. A love story - Teatro de' Servi | Un lettore a teatro


HITCHCOCK. A LOVE STORY

scritto da Fabio Morgan
regia di Leonardo Ferrari Carissimi
con Anna Favella e Massimo Odierna
costumi Alessandra Muschella
disegno luci Martin Emanuel Palma
organizzazione Gianni Parrella
comunicazione e promozione E45
produzione Progetto Goldstein

Sarà “Hitchcock. A love story” della Compagnia del Teatro dell’Orologio ad aprire lunedì 15 ottobre alle ore 21.00 la stagione Fuoriclasse al Teatro de’ Servi, una stagione esperimento che vede dieci titoli selezionati dalla direzione artistica del Teatro dell’Orologio e ospitati dal Teatro de’ Servi. La Compagnia, dopo gli ultimi eventi in spazi urbani come la Metro C, Mercati Rionali, piazze e vie della periferia romana, torna in teatro con “Hitchcock. A love story”, un lavoro scritto da Fabio Morgan e diretto da Leonardo Ferrari Carissimi, che catapulta lo spettatore in un film noir.

Due ragazzi col sogno di diventare attori, si incontrano durante un provino per uno spettacolo teatrale dedicato alla filmografia del regista. La loro storia, una storia d’amore ricca di colpi di scena e di pennellate noir, si muove attraverso le fitte trame di Caccia al ladroIntrigo internazionaleVertigoIl delitto perfettoPsychoLa finestra sul cortile e Gli Uccelli. L’azione scenica si sviluppa in un divertente alternarsi tra la vita privata dei due protagonisti e la storia, sul palco, dei personaggi che interpretano.

“Essendo il teatro il luogo principe dell'esperienza visiva, non ritengo possibile prescindere, nella contemporaneità teatrale, dalla tecnica cinematografica e dalle sue suggestioni. A questa idea risponde la scelta di incentrare lo spettacolo sulla filmografia di Hitchcock, perché quel tipo di cinema è legato a doppio filo con il teatro, e del teatro restituisce ampiamente i ritmi, i significati, il rapporto tra realtà e finzione.- spiega il regista Leonardo Ferrari Carissimi .- Il teatro deve essere anche un viaggio nella visione e nell'immaginario, così come il cinema di Hitchcock è un cinema che non dimentica la macchina teatrale, straordinaria ed imperfetta finzione che non riproduce la realtà ma la reinventa”.

INFO

15-16-17 ottobre
Teatro de’ Servi | Via del Mortaro 22, Roma
info: 06 6795130 www.teatroservi.it

lunedì 8 ottobre 2018

Un lettore a teatro - L'agenda | Ottobre 2018



IN PROGRAMMAZIONE

PROSSIMAMENTE
  • A testa in giù | Dall'11 al 29 ottobre 2018 - Teatro Manzoni [Milano] 
  • Il martirio di Monsignor Romero | 13 ottobre 2018 - Senato della Repubblica [Roma]
  • Hitchcock. A love story | 15, 16, 17 ottobre 2018 - Teatro de' Servi [Roma] 
  • La famiglia Esposito | Dal 18 al 21 ottobre 2018 - Teatro L'Aura [Roma]
  • Segreti e cipolle in un condominio di Piazza Vittorio | Dal 19 ottobre al 4 novembre - Teatro de' Servi [Roma]
  • Salvimaio | 22 ottobre 2018 - Teatro Vittoria [Roma]
  • Ben Hur. Una storia di ordinaria periferia | Dal 23 ottobre al 4 novembre 2018 - Teatro Vittoria [Roma]
CONCLUSI

sabato 6 ottobre 2018

A testa in giù - Teatro Manzoni | Un lettore a teatro

A TESTA IN GIÙ

di Florian Zeller
traduzione Giulia Serafini
con Emilio Solfrizzi   Paola Minaccioni
con Viviana Altieri e Bruno Armando
 regia Gioele Dix
scena Andrea Taddei costumi Barbara Bessi luci Carlo Signorini

musiche Savino Cesario, Silvano Belfiore
assistente regia Sara Damonte



NOTE DI REGIA

Daniel invita a cena, contro il consiglio di sua moglie, Patrick suo migliore amico e la sua nuova partner Emma per la quale ha lasciato la moglie. Emma, giovane e carina provoca una tempesta negli animi dei commensali, scuotendo le loro certezze, risvegliando frustrazione, gelosia e invidia.
L'originalità di A testa in giù sta nel fatto che il pubblico è testimone dei pensieri dei personaggi che parlano in disparte. Grande gioco di attori che svelano con la tecnica del doppio linguaggio una verità comica, crudele e meravigliosamente patetica.
Il testo è stato portato in scena, nel gennaio 2016, al Théâtre De Paris, con Daniel Auteil nel ruolo di protagonista e regista. Da tempo desideravo lavorare con e per Emilio Solfrizzi. Ci unisce un’antica amicizia e una comune, istintiva fiducia nell’arte della commedia. Ed ecco l’occasione: un nuovo testo di Zeller che sembra scritto apposta per esaltare le sue qualità di comico naturale e di raffinato interprete.
A testa in giù è costruito sull’idea che i personaggi, oltre a parlare normalmente fra loro, esprimano ad alta voce di fronte al pubblico anche i propri pensieri. L’effetto è dirompente e trasforma una comune vicenda in un formidabile e spassoso labirinto di gesti e parole. Per le attrici e gli attori si tratta di recitare su un doppio binario, una prova al tempo stesso complicata ed esaltante.
Emilio Solfrizzi è un esilarante Daniel, editore colto e maturo, le cui certezze improvvisamente si sgretolano di fronte alla scelta di Patrick (l’ottimo Bruno Armando), amico di un vita, che decide di abbandonare la moglie per mettersi con Emma (la bravissima Viviana Altieri), giovane aspirante attrice. Un avventato e inopportuno invito a cena trasforma l’innocua serata in una sorta di regolamento di conti fra gaffe, equivoci e incomprensioni. E Daniel si ritroverà ben presto a mettere interiormente in discussione gran parte della propria esistenza. Ma sarà la moglie Isabelle, con le sue brillanti doti di saggezza e di acuminata ironia, a salvarlo dal preoccupante precipizio. Nel difficile ruolo della coprotagonista c’è per fortuna Paola Minaccioni, fuoriclasse del teatro comico e non solo, attrice sensibile e versatile, una garanzia.
A testa in giù, uno spettacolo originale e sorprendente che non potrà non piacervi, se amate le commedie intelligenti.
Gioele Dix

INFO
Dall'11 al 28 ottobre 2018 
Teatro Manzoni | Via Manzoni 42, 20121 Milano 
 info e prenotazioni 027636901
Biglietti: Poltronissima Prestige 35€ - Poltronissima 32€ - Poltrona 23€
Poltronissima Under 26 15,50€