lunedì 29 ottobre 2018

Recensione: Shakespeare in love | Un lettore a teatro


SHAKESPEARE IN LOVE

DALLA SCENEGGIATURA DI MARC NORMAN & TOM STOPPARD
ADATTAMENTO TEATRALE DI LEE HALL
MUSICHE DI PADDY CUNNEEN
TRADUZIONE EDOARDO ERBA
ORIGINARIAMENTE PRODOTTO PER IL WEST END
DALLA DISNEY THEATRICAL PRODUCTIONS E SONIA FRIEDMAN PRODUCTIONS
REGIA DECLAN DONNELLAN, SCENE NICK ORMEROD
CON
LUCIA LAVIA – VIOLA DE LESSEPS/THOMAS KENT
MARCO DE GAUDIO – WILL SHAKESPEARE
E CON
LISA ANGELILLO, STEFANO ANNONI, LUIGI AQUILINO, ROBERTA AZZARONE,
MICHELE BERNARDI, LORENZO CARMAGNINI, MICHELE DE PAOLA, NICOLÒ GIACALONE, CARLO AMLETO GIAMMUSSO, ROSA LEO SERVIDIO, PIETRO MASOTTI, GIUSEPPE PALASCIANO, EDOARDO RIVOIRA, ALESSANDRO SAVARESE, GIUSEPPE SCODITTI, FILIPPO USELLINI, DANIELE VAGNOZZI, GULLIVER
SCENE PATRIZIA BOCCONI, COSTUMI ERIKA CARRETTA, REALIZZAZIONE VIDEO SCENOGRAFICA CRISTINA REDINI, COREOGRAFIE E COMBATTIMENTI BIAGIO CARAVANO, AIUTO REGIA DAFNE NIGLIO, DISEGNO SUONO EMANUELE CARLUCCI, DIREZIONE MUSICALE MATTEO CASTELLI, DIRETTORE DI PRODUZIONE CARLO BUTTO’, DIREZIONE ARTISTICA OTI ALESSANDRO LONGOBARDI
REGIA GIAMPIERO SOLARI
REGIA ASSOCIATA BRUNO FORNASARI
UNA PRODUZIONE ALESSANDRO LONGOBARDI PER OFFICINE DEL TEATRO ITALIANO



Fino al 18 novembre al Teatro Brancaccio va in scena Shakespeare in love, tratto dall’omonimo film vincitore di ben 7 Oscar, con protagonisti Gwyneth Paltrow e Joseph Fiennes. Ritengo che il film sia magistrale e uno spettacolo teatrale sia un gran bella sfida. Una sfida vinta però, perché è impeccabile sotto ogni punto di vista.
A 3 anni dalla prima rappresentazione londinese di Lee Hall, lo spettacolo arriva pure in Italia, pronto a far innamorare anche il Bel Paese.

La storia inizia con un William Shakespeare in piena crisi. Non riesce più a trovare l’ispirazione per nuove opere ed è bloccato nella stesura di Romeo e Ethel, la figlia del pirata. Quando affida il ruolo di Romeo a un ragazzo, Thomas Kent, William è inconsapevole che in realtà sia Viola de Lesseps, nobildonna amante del teatro e della recitazione, e che proprio quella donna gli avrebbe cambiato la vita. Ben presto Viola diventa la musa ispiratrice di William e tra i due nasce un sentimento forte, ma anche impossibile. Infatti Viola è stata promessa in sposa a Lord Wessex: un matrimonio combinato che lei non vorrebbe mai accettare perché, nonostante l’epoca in cui è costretta a vivere, Viola crede nel vero amore. Ma, pur innamorata di William, sa che non può sottrarsi ai suoi doveri.

Shakespeare in love mette in scena una bellissima e complicata storia d’amore, dalla quale poi nascerà la tragedia più conosciuta di Shakespeare, Romeo e Giulietta. Ma non parla solo d’amore, c’è molto di più dietro questa storia. Realtà e finzione si mescolano, c’è la volontà di andare le regole, oltre le leggi di una società che vieta alle donne di potersi esprimere al meglio. Uno spettacolo teatrale che vuole rappresentare non solo l’amore vero e autentico tra due persone, ma anche quello per il teatro. E, questo scopo, gli riesce benissimo.

Gli attori in scena riescono a calarsi perfettamente nei loro ruoli, rievocando l’atmosfera del periodo elisabettiano. Anche la scenografia e i costumi danno il giusto contributo per trasportare lo spettatore in quell’epoca.
Bravissimo Marco di Gaudio nei panni di un William Shakespeare tormentato e innamorato: Shakespeare qui non ci appare solo come un grande poeta, ma come un uomo che deve affrontare molte difficoltà per poter trovare la sua strada.
Non da meno Lucia Lavia, che riesce a destreggiarsi con grande facilità sia nel ruolo di Viola che in quello di Thomas. Con il suo atteggiamento rivoluzionario, si rende anche portatrice di una sorta di volontà di indipendenza femminile.

Tra battute divertenti e allusioni ad altre opere shakespeariane, come La dodicesima notte, Shakespeare in love è una commedia degli equivoci ben riuscita. Non solo si ride, ma ci si commuove, si sogna. Si sogna un amore come quello tra Viola e William che, pur non avendo un lieto fine, riesce a trasmettere molte emozioni perché viene vissuto oltre ogni ostacolo. Si sogna anche di poter realizzare i propri desideri, anche se in apparenza difficili, grazie al coraggio e all’audacia di Viola.
Shakespeare in love è uno spettacolo teatrale capace di far appassionare non solo gli amanti di Shakespeare, ma anche chi non lo è.


mercoledì 10 ottobre 2018

La tragedia del vendicatore - Piccolo Teatro Strehler | Un lettore a teatro


LA TRAGEDIA DEL VENDICATORE
 di Thomas Middleton

drammaturgia e regia Declan Donnellan
versione italiana Stefano Massini
scene e costumi Nick Ormerod
luci Judith Greenwood, Claudio De Pace
musiche Gianluca Misiti

personaggi ed interpreti (in ordine alfabetico)
Ivan Alovisio Lussurioso
Alessandro Bandini  Junior
Marco Brinzi operatore TV / giudice / guardia
Fausto Cabra Vindice
Martin Ilunga Chishimba operatore TV / guardia
Christian Di Filippo Supervacuo
Raffaele Esposito Ippolito
Ruggero Franceschini operatore TV / vescovo / guardia
Pia Lanciotti Duchessa / Graziana
Errico Liguori Spurio
 Marta Malvestiti Castiza
David Meden Ambizioso
Massimiliano Speziani  Duca
Beatrice Vecchione operatore TV / medico / guardia

coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione

foto di scena Masiar Pasquali



Declan Donnellan
dirige la sua prima produzione
al Piccolo Teatro e in Italia
con una compagnia tutta italiana

Il pubblico ha applaudito al Piccolo Teatro le sue geniali regie di testi shakespeariani: Cymbeline nel 2007, Macbeth nel 2010 e Racconto d’inverno nel 2016.
Ora, Declan Donnellan, uno dei più grandi registi europei, Leone d’Oro alla carriera, sceglie, per la sua prima produzione al Piccolo e in Italia, La tragedia del vendicatore del giacomiano Thomas Middleton. In scena, una compagnia di attori italiani, per la maggior parte cresciuti alla Scuola del Piccolo. Intrighi, corruzione, lussuria, narcisismo e brama di potere in una corte del Seicento spaventosamente contemporanea.

Contemporaneo di Shakespeare – era di sedici anni più giovane del Bardo – Middleton attribuisce ai personaggi della sua pièce nomi “parlanti”, così da connotarne fin da subito il ruolo e il comportamento: Vindice, Spurio, Supervacuo, Lussurioso, Ambizioso, Castiza….
«Middleton e Shakespeare – spiega Donnellan – si affermarono in una Londra teatro di cambiamenti dirompenti. Era un tempo di boom economico e bancarotta, dominato da un disagio sociale destinato a sfociare nella rivoluzione che avrebbe, alla fine, completamente distrutto il contesto culturale dei due autori. Leggendo Middleton si percepisce una minaccia incombente, che cresce come un tumore invisibile fino a scoppiare, alimentata dal rancore e dall’ingiustizia.
Ci parla di un governo corrotto, invischiato in loschi affari, di un popolo che si compra al prezzo dei beni di consumo. Descrive una società ossessionata dalla celebrità, dalla posizione sociale e dal denaro, dominata dal narcisismo e da un bisogno compulsivo di auto rappresentarsi per convincere gli altri – ma soprattutto se stessi – di essere buoni e belli».
«All’epoca l’Italia – conclude Donnellan – era un luogo proibito che ben pochi inglesi avrebbero visitato. L’Europa cattolica rappresentava, per gli Inglesi protestanti, un altrove simile a quel che la Russia sovietica incarnava quando eravamo ragazzi: era il potenziale invasore, latore di un’ideologia perniciosa».

Lo spettacolo, in italiano, sarà sovratitolato in inglese nelle recite del 9, 13, 17, 20, 27 ottobre e 3, 10 novembre. Sovratitoli a cura di Prescott Studio.

INFO
Dal 9 ottobre al 16 novembre 2018
al Piccolo Teatro Strehler | Largo Greppi – M2 Lanza, 20121 Milano 
Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e giovedì ore 20.30 (salvo mercoledì 7 novembre, ore 15 per le scuole); domenica ore 16. 
Tutti i lunedì e giovedì 1 novembre riposo.                     
Durata: un’ora e 50 minuti senza intervallo 
Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro
Informazioni e prenotazioni 0242411889 - www.piccoloteatro.org

Segreti e cipolle in un condominio di Piazza Vittorio - Teatro de' Servi | Un lettore a teatro

SEGRETI E CIPOLLE IN UN CONDOMINIO DI PIAZZA VITTORIO

Scritto da Monica Lugini e Paolo Pioppini
Regia di Monica Lugini
con Roberto Bonaccorsi, Stefania Cofano, Alessandro Demontis, Sandro Lavecchia, Monica Lugini, Paolo Pioppini, Michael Zang


Dal 19 ottobre al 4 novembre al Teatro de’ Servi con “Segreti e cipolle in un condominio di Piazza Vittorio” ci si immerge negli umori e negli odori, permeati di una multietnicità non facile da digerire, di un affollato condominio di Piazza Vittorio. La scena è una modesta cucina, con una finestra affacciata sulle contraddizioni del nostro tempo, dove storie di ordinaria quotidianità si scontrano con difficoltà di integrazione ed inconfessabili segreti.

“Segreti & Cipolle nasce da un viaggio fatto ad occhi chiusi, un viaggio negli anfratti della memoria, un viaggio che facevo  da bambina affacciata alla finestra di un grande cortile, spiando e sognando le vite degli altri.- spiega Monica Lugini, che firma anche la regia dello spettacolo. -   Ho voluto che i personaggi rappresentassero ciò in cui è più facile ritrovarsi. Ma soprattutto ho voluto che con ogni gesto, movimento e sguardo raccontassero tutto quello che spesso coviamo e meno facilmente accettiamo di essere”.
E allora, come fosse un “confessionale”, a passare dalla cucina di Marisa (Monica Lugini) ed Umberto  (Paolo Pioppini) - una coppia non più giovanissima e provata dalle vicissitudini della vita - saranno un attore mancato (Roberto Bonaccorsi), che “aveva recitato con Carmelo Bene, ma recitava male”, un parrucchiere innamorato che ha paura dell’amore  (Sandro Lavecchia), una non più giovane prostituta greca che dà lezioni di morale a tutti (Stefania Cofano) e ricorda con trasporto gli splendidi tramonti della natia Santorini, l’amico “arrivato” perché ha fatto i soldi (Alessandro Demontis) ma inesorabilmente cafone ed anche un ragazzo cinese che parla come il più perfetto romano de Roma (Michael Zang).

Il livello di conflittualità e di ansia è alto. Ma in “Segreti e cipolle”, lo spettacolo della compagnia Muse & Musi, le pennellate di ottimismo nella migliore tradizione della commedia sono d’obbligo. Così tra sorrisi e commozione l’odiata “puzza” di cucina etnica si trasforma pian piano in un rassicurante abbraccio in grado di cambiare anche le sorti che sembrano più nere.

INFO
Dal 19 ottobre al 4 novembre
Teatro de’ Servi | Via del Mortaro 22, Roma
info: 06 6795130 www.teatroservi.it

Hitchcock. A love story - Teatro de' Servi | Un lettore a teatro


HITCHCOCK. A LOVE STORY

scritto da Fabio Morgan
regia di Leonardo Ferrari Carissimi
con Anna Favella e Massimo Odierna
costumi Alessandra Muschella
disegno luci Martin Emanuel Palma
organizzazione Gianni Parrella
comunicazione e promozione E45
produzione Progetto Goldstein

Sarà “Hitchcock. A love story” della Compagnia del Teatro dell’Orologio ad aprire lunedì 15 ottobre alle ore 21.00 la stagione Fuoriclasse al Teatro de’ Servi, una stagione esperimento che vede dieci titoli selezionati dalla direzione artistica del Teatro dell’Orologio e ospitati dal Teatro de’ Servi. La Compagnia, dopo gli ultimi eventi in spazi urbani come la Metro C, Mercati Rionali, piazze e vie della periferia romana, torna in teatro con “Hitchcock. A love story”, un lavoro scritto da Fabio Morgan e diretto da Leonardo Ferrari Carissimi, che catapulta lo spettatore in un film noir.

Due ragazzi col sogno di diventare attori, si incontrano durante un provino per uno spettacolo teatrale dedicato alla filmografia del regista. La loro storia, una storia d’amore ricca di colpi di scena e di pennellate noir, si muove attraverso le fitte trame di Caccia al ladroIntrigo internazionaleVertigoIl delitto perfettoPsychoLa finestra sul cortile e Gli Uccelli. L’azione scenica si sviluppa in un divertente alternarsi tra la vita privata dei due protagonisti e la storia, sul palco, dei personaggi che interpretano.

“Essendo il teatro il luogo principe dell'esperienza visiva, non ritengo possibile prescindere, nella contemporaneità teatrale, dalla tecnica cinematografica e dalle sue suggestioni. A questa idea risponde la scelta di incentrare lo spettacolo sulla filmografia di Hitchcock, perché quel tipo di cinema è legato a doppio filo con il teatro, e del teatro restituisce ampiamente i ritmi, i significati, il rapporto tra realtà e finzione.- spiega il regista Leonardo Ferrari Carissimi .- Il teatro deve essere anche un viaggio nella visione e nell'immaginario, così come il cinema di Hitchcock è un cinema che non dimentica la macchina teatrale, straordinaria ed imperfetta finzione che non riproduce la realtà ma la reinventa”.

INFO

15-16-17 ottobre
Teatro de’ Servi | Via del Mortaro 22, Roma
info: 06 6795130 www.teatroservi.it

lunedì 8 ottobre 2018

Un lettore a teatro - L'agenda | Ottobre 2018



IN PROGRAMMAZIONE

PROSSIMAMENTE
  • A testa in giù | Dall'11 al 29 ottobre 2018 - Teatro Manzoni [Milano] 
  • Il martirio di Monsignor Romero | 13 ottobre 2018 - Senato della Repubblica [Roma]
  • Hitchcock. A love story | 15, 16, 17 ottobre 2018 - Teatro de' Servi [Roma] 
  • La famiglia Esposito | Dal 18 al 21 ottobre 2018 - Teatro L'Aura [Roma]
  • Segreti e cipolle in un condominio di Piazza Vittorio | Dal 19 ottobre al 4 novembre - Teatro de' Servi [Roma]
  • Salvimaio | 22 ottobre 2018 - Teatro Vittoria [Roma]
  • Ben Hur. Una storia di ordinaria periferia | Dal 23 ottobre al 4 novembre 2018 - Teatro Vittoria [Roma]
CONCLUSI

sabato 6 ottobre 2018

A testa in giù - Teatro Manzoni | Un lettore a teatro

A TESTA IN GIÙ

di Florian Zeller
traduzione Giulia Serafini
con Emilio Solfrizzi   Paola Minaccioni
con Viviana Altieri e Bruno Armando
 regia Gioele Dix
scena Andrea Taddei costumi Barbara Bessi luci Carlo Signorini

musiche Savino Cesario, Silvano Belfiore
assistente regia Sara Damonte



NOTE DI REGIA

Daniel invita a cena, contro il consiglio di sua moglie, Patrick suo migliore amico e la sua nuova partner Emma per la quale ha lasciato la moglie. Emma, giovane e carina provoca una tempesta negli animi dei commensali, scuotendo le loro certezze, risvegliando frustrazione, gelosia e invidia.
L'originalità di A testa in giù sta nel fatto che il pubblico è testimone dei pensieri dei personaggi che parlano in disparte. Grande gioco di attori che svelano con la tecnica del doppio linguaggio una verità comica, crudele e meravigliosamente patetica.
Il testo è stato portato in scena, nel gennaio 2016, al Théâtre De Paris, con Daniel Auteil nel ruolo di protagonista e regista. Da tempo desideravo lavorare con e per Emilio Solfrizzi. Ci unisce un’antica amicizia e una comune, istintiva fiducia nell’arte della commedia. Ed ecco l’occasione: un nuovo testo di Zeller che sembra scritto apposta per esaltare le sue qualità di comico naturale e di raffinato interprete.
A testa in giù è costruito sull’idea che i personaggi, oltre a parlare normalmente fra loro, esprimano ad alta voce di fronte al pubblico anche i propri pensieri. L’effetto è dirompente e trasforma una comune vicenda in un formidabile e spassoso labirinto di gesti e parole. Per le attrici e gli attori si tratta di recitare su un doppio binario, una prova al tempo stesso complicata ed esaltante.
Emilio Solfrizzi è un esilarante Daniel, editore colto e maturo, le cui certezze improvvisamente si sgretolano di fronte alla scelta di Patrick (l’ottimo Bruno Armando), amico di un vita, che decide di abbandonare la moglie per mettersi con Emma (la bravissima Viviana Altieri), giovane aspirante attrice. Un avventato e inopportuno invito a cena trasforma l’innocua serata in una sorta di regolamento di conti fra gaffe, equivoci e incomprensioni. E Daniel si ritroverà ben presto a mettere interiormente in discussione gran parte della propria esistenza. Ma sarà la moglie Isabelle, con le sue brillanti doti di saggezza e di acuminata ironia, a salvarlo dal preoccupante precipizio. Nel difficile ruolo della coprotagonista c’è per fortuna Paola Minaccioni, fuoriclasse del teatro comico e non solo, attrice sensibile e versatile, una garanzia.
A testa in giù, uno spettacolo originale e sorprendente che non potrà non piacervi, se amate le commedie intelligenti.
Gioele Dix

INFO
Dall'11 al 28 ottobre 2018 
Teatro Manzoni | Via Manzoni 42, 20121 Milano 
 info e prenotazioni 027636901
Biglietti: Poltronissima Prestige 35€ - Poltronissima 32€ - Poltrona 23€
Poltronissima Under 26 15,50€

venerdì 5 ottobre 2018

The Merchant of Venice - Globe Theatre | Un lettore a teatro


THE MERCHANT OF VENICE
Testo in lingua originale
Regia di Chris Pickles
In coproduzione con The Bedouin Shakespeare Company


"C'era una dama a Belmonte, ereditiera di grandi ricchezze,

e bella, e quel che d'essa è ancor più bello,
meravigliosamente piena di virtù..."…” 
Nel Mercante di Venezia entrano in collisione due mondi:
Venezia: il cuore finanziario del mondo occidentale,  pulsante, spietato, frenetico, dissoluto. Un mondo di affari, commercio, accordi, imprese, rischio, contratti, leggi, mercanti e mercanzia. Città di eccessi, stravaganze, ricchezze e stravizi, che convivono accanto a bancarotta, disperazione e rovina.Belmonte: Un mondo incantato di musica e magia. Terra di bellezza, di notti stellate, di fascino. Un mondo da favola dove la bella Porzia potrebbe essere conquistata se il suo coraggioso pretendente, guidato da un potere superiore, sceglierà, durante un rituale, quello giusto tra tre scrigni. Che succede quando questi due mondi si scontrano? Quando la magia incontra gli affari? Quando  la verità e la giustizia dell'universo incontrano le rigide leggi ed i contratti umani? Quando Belmonte arriva a Venezia nelle sembianze di Porzia travestita da avvocato? Quando Venezia arriva a Belmonte nelle sembianze di Bassanio,  giovane di belle speranze, pretendente di Porzia, e degli innamorati fuggitivi Jessica e Lorenzo?Riuscirà Porzia a portare un maggior senso di giustizia ed equità nella mortale battaglia legale che infuria tra Shylock ed il mercante Antonio? Potrà Belmonte aiutare il vacuo e triste Antonio a trovare pace, senso ed appagamento? Tramite il rito degli scrigni, l'incauto Bassanio, viziato, manipolatore e irresponsabile, potrà trovare un senso più sereno, autentico e profondo di autostima ed amore? E Nerissa, la cameriera di Porzia, riuscirà ad aiutare il focoso e irrefrenabile Graziano a comprendere che si può avere un approccio alla vita meno conflittuale ed aggressivo? Potranno i due giovani innamorati veneziani - l'egocentrica Jessica e l'idealista e romantico Lorenzo - scoprire la possibilità di una relazione più attenta e profonda nell'oscura notte stellata di Belmonte?Lasciatevi trasportare da Shakespeare e dai Bedouins in un viaggio ricco di musica ed intrecci. Dove Venezia e Belmonte si scontrano, e quanto ne deriva è un profluvio di rischi, vendette e danze.
La Bedouin Shakespeare Company è felice  di partecipare ancora una volta alla stagione teatrale del Silvano Toti Globe Theatre nella lingua di Shakespeare, rispettando  la tradizione di chiudere la stagione festeggiando i quindici anni del teatro.The Bedouin Shakespeare Company
“In Belmont is a Lady richly left,

And she is faire, and fairer then that word,
Of wondrous vertues…”

In The Merchant of Venice, two worlds collide.
Venice: the beating, cut-throat, frantic, vicious, financial heart of the western world. A world of business, trade, deals, enterprise, risk, contracts, law, merchants and merchandise. A city where there is to be found excess, extravagance, riches and overindulgence existing side by side with bankruptcy, despair and desolation.Belmont: An enchanted world of music and magic. A land of beauty, starlight and romance. A fairy-tale world where the fair Portia might be won if her brave suitor, guided by some higher power, chooses the correct box in the ritual of the three caskets.What happens when these two worlds meet? When magic meets business? When the truth and justice of the universe encounter the rigorous law and contracts of man? When Belmont comes to Venice in the form of Portia disguised as a lawyer? When Venice comes to Belmont in the form of Portia’s hopeful young suitor Bassanio, and the runaway lovers Jessica and Lorenzo?Can Portia bring to bear a greater sense of Justice and fairness to the deadly legal battle raging between Shylock and the merchant Antonio? Can Belmont help the empty and sad Antonio to discover peace, meaning and fulfilment? Through the ritual of the caskets, can the reckless, self-indulgent, manipulative and irresponsible Bassanio find a calmer, truer and deeper sense of self-worth and love? Will Portia’s maid Nerrissa help the fiery and unrestrained Gratiano realise there can be a less confrontational and aggressive approach to life?  Can the two young Venetian lovers - the self-absorbed Jessica and the romantically idealistic Lorenzo, discover a more considerate and profound relationship in the dark, starlit Belmont night?Let Shakespeare and us Bedouins take you on a journey, filled with music and intrigue. Where Venice and Belmont collide and the spillages of risk, revenge, and a little bit of dancing fill your cup. The Bedouin Shakespeare Company are honoured to be part of the Silvano Toti Globe’s season once again, especially in this 15 year anniversary of the Globe’s existence here in Rome. We love our collaboration and the yearly tradition of closing the season in Shakespeare’s original language is one we value greatly.

Artistic Director Edward Andres
Director Chris Pickles
Composer Paul Knight
Lighting Derek Carlyle
Costumes Adrian Lillie
Producer Eleonor Russo

Clare Bloomer – Shylock
Camilla Simson - Anthonia
Janna Fox - Portia
Eleanor Russo - Nerissa / Old Gobba
Kiki Darlowe - Jessica / Solania
George Caporn - Lorenzo
Edward Andrews - Graziano
Azaan Symes - Bassanio / Prince of Morocco
Michael Watson-Gray - Launcelot Gobbo / Salerio / Prince of Arragon / Jailor / Messenger / Tubal / Duke / etc.          



INFO
dal 10 al 14 ottobre 2018
Globe Theatre |Largo Aqua Felix (Piazza di Siena) - Villa Borghese, Roma 
info e prenotazioni http://www.globetheatreroma.com/biglietti/

Firenze Libro Aperto 2018 - La fiera e i suoi protagonisti





Si è conclusa da pochi giorni Firenze Libro Aperto, la fiera fiorentina giunta alla sua seconda edizione e che si è svolta nella Fortezza da Basso dal 28 al 30 settembre 2018.

Incuriosita da questa nuova fiera, domenica 30 settembre insieme a Vanessa di Leone Editore abbiamo deciso di passare lì la mattinata.

Una cosa mi ha colpito subito non appena giunta a Firenze: non c’era nessun tipo di pubblicità, né in stazione né in giro per la città. Per una fiera che è ancora agli inizi, mi sarei aspettata un po’ più di promozione.
Senz’altro bello il luogo in cui si è svolta: la Fortezza da Basso, costruita tra il 1534 e il 1537, si trova in un punto strategico, facilmente raggiungibile a piedi dalla Stazione di Santa Maria Novella.

Tralasciando alcune indicazioni scritte a penna su un semplice foglio bianco, con la cartina che viene data all’ingresso siamo riuscite a orientarci abbastanza bene. 
La fiera si è svolgeva su tre piani, con circa 500 partecipanti tra piccola, media e grande editoria, tra cui grandi nomi come Giunti e Einaudi. Offriva sicuramente un'ampia scelta di libri e ce n'era per tutti i gusti, dai gialli ai romanzi storici, passando per molti altri generi. 

Una volta entrata però non sentivo quello spirito da fiera che si percepisce invece nelle altre rassegne. Ed erano gli stessi editori a trasmettere questa sensazione: quando mi avvicinavo agli stand, erano pochissimi quelli capaci di invogliarti all’acquisto. Molti altri sembravano quasi disinteressati ai loro stessi libri.

Altra piccola pecca: troppo spazio tra uno stand e l’altro. Da una parte era anche buono perché ci si poteva muovere bene, ma dall'altra era quasi controproducente perché dava quasi un senso di vuoto. 
Il secondo piano era molto meno affollato rispetto al primo, e molti editori si lamentavano di questa cosa. Ma questa è una lamentela che ho sentito, purtroppo, anche durante altre fiere. 







È una fiera che ha sicuramente delle buone basi: programma ampio, incontri anche interessanti e concerti inclusi nel biglietto di ingresso della fiera. 

Peccato per la poca promozione e qualche carenza nell’organizzazione. 
Ritengo che sia molto importante coinvolgere l’intera città con qualche cartello pubblicitario che invogli il cittadino a recarsi alla fiera, o una sistemazione più adeguata degli stand. 
Ma voglio essere positiva, pensando che dal prossimo anno avrà modo di riscattarsi e migliorarsi!

Ad ogni modo, fa sempre piacere che ci siano sempre più fiere dedicate al mondo dell'editoria, sperando che queste possano dare un loro contributo per aumentare il numero di lettori in Italia. 



Anche Vanessa è della mia stessa opinione:

Location molto bella, peccato per la scarsa organizzazione. C’è molto su cui lavorare per portarla a livelli delle altre manifestazioni.
Durante la mattinata ho scambiato anche due chiacchere con Paola Papetti, responsabile ufficio stampa di Odoya, che ha dato un suo giudizio sulla fiera:

La fiera sicuramente sconta alcune cose, forse il troppo caldo. Una fiera fiorentina mancava sicuramente, ma se pensiamo al successo di Pisa Book Festival che è sempre nell’area toscana chiaramente ci aspettavamo di più. Ma è una fiera ancora giovane e può crescere ancora molto.

Se cercate qualche consiglio di lettura, ecco alcuni titoli firmati Odoya che non potete perdervi.

Sta andando molto bene The Gloaming. I Radiohead e il crepuscolo del rock di Stefano Solventi che è una disamina di come i Radiohead hanno interpretato il loro tempo da un punto di vista di critica musicale. Si parla molto della storia tecnologica, quindi il passaggio da vinile a spotify, cosa è successo nel mezzo.

Altro titolo che stiamo promuovendo in questo periodo è Guida ai super e real Robot, che ha una campata ampia perché in questo titolo vengono appunto inclusi i real robot, tra cui Evangelion e Gudam per fare il nome dei più famosi. L’ha scritto Jacopo Mistè, che gestisce il blog Anime Asteroid ed è uno dei massimi esperti dell’argomento a livello italiano.
Il 31 ottobre uscirà un titolo che è un libro di riferimento per quanto riguarda la cultura sui vichinghi, Vite e morte dei grandi vichinghi di Tom Shippey. Il titolo inglese è Laughing Shall I Die (Morirò ridendo). Si parla molto della passione per la morte del popolo vichingo nel folklore norreno ma anche di tutti i lasciti tolkeniani, cosa c’è di fantasy nelle saghe. 


venerdì 28 settembre 2018

Recensione: "Senza esclusione di colpi" di Pietro Brambati - Review Party



SENZA ESCLUSIONE DI COLPI

di Pietro Brambati


Leone Editore
234 pagine | 11,90€

Il senatore Talamo e l’onorevole Cossi vengono uccisi il primo in un cimitero, il secondo in una casa di appuntamenti dedicata all’alta società. Inizialmente la pista da seguire sembra quella dell’azione anarchica, ma un oscuro presentimento suggerisce al commissario Romeo che la direzione giusta è un’altra. Le indagini lo porteranno a scoprire un traffico illecito di droga e di congegni elettronici gestito da Alfred Corso, un italo albanese che riesce a svolgere i propri affari grazie alle tangenti elargite a politici e a uomini dei Servizi. Mettendo a repentaglio la sua stessa vita e quella della sua compagna Giuliana Lamberti, Romeo combatterà una battaglia senza esclusione di colpi, nonostante sia consapevole che alla fine il potere vince sempre.


«Questi due delitti presentano molti lati oscuri, e ho la netta sensazione che stiano tentando di attribuirli a qualche misteriosa e non ben definita setta anarchica rivoluzionaria. Inoltre, ho il sospetto che qualcuno stia facendo un gioco sporco, forse per aiutare o favorire qualcun altro. E io intendo scoprire chi e perché.»
Milano viene sconvolta dall’omicidio di due esponenti importanti della politica. Prima viene rinvenuto il cadavere del senatore Talamo in un cimitero; poco dopo viene ritrovato morto l’onorevole Cossi. Le indagini vengono inizialmente affidate al commissario Romeo che, però, inizia sin da subito a intuire che c’è qualcosa che non va. Infatti, l’atteggiamento del procuratore Neri fa insospettire Romeo, che decide di agire con molta cautela per arrivare alla verità.

Indagando senza sosta, viene a scoprire che dietro queste due morti c’è un traffico illegale di armi e di droga che ha il benestare di personaggi politici. Ma c’è anche chi si pente e vorrebbe denunciare tutto, non facendo i conti che chi è dietro questo giro illecito non si fa scrupoli a mettere a tacere chi vuole parlare. È quello che succede al senatore Talamo che, in procinto di confessare ogni cosa con una lettera, viene ucciso. E alla sua morte seguirà non solo quella dell’onorevole, ma anche quella di altre persone coinvolte.
Romeo intraprende una vera e propria lotta alla giustizia, con l’intento di smascherare chi è corrotto. Ed è una lotta solitaria, perché Romeo si rende conto che questo caso coinvolge molte più persone di quante creda, che non può contare su tutti perché molti si rivelano suoi nemici. Con un’indagine meticolosa, il commissario riesce a mettere insieme tutti i tasselli.
«Non esageriamo, commissario. […] Il nostro compito, in certe situazioni, è quello di mitigare, non di provocare. Del resto, non crede anche lei che il potere, da qualsiasi parte provenga, sia in fondo necessario e utile?»
Il commissario Romeo è caratterialmente ben delineato: appare come un uomo che tiene al suo lavoro, molto coraggioso e astuto. Non si lascia ingannare facilmente e rischia tutto pur di arrivare a una svolta positiva del caso: incarna il classico prototipo di commissario. 

Intorno a lui si muovono molti altri personaggi, poco caratterizzati ma comunque importanti ai fini della storia, che a loro modo catturano l’attenzione del lettore.


L’autore ha saputo creare una trama molto coinvolgente, caratterizzata da uno stile semplice e lineare che travolge il lettore in questa fitta rete di intrighi politici. L’indagine si svolge in modo così meticoloso e preciso che sembra che sia lo stesso lettore a condurla: ciò dà alla storia una maggiore credibilità, tanto da renderla quasi reale. E si sa che, purtroppo, il mondo politico non è così incorruttibile…  


Pietro Brambati è uno di quegli autori che vi consiglio di leggere in questo autunno: una storia perfetta in cui immergersi in questi primi freddi autunnali.