venerdì 16 febbraio 2018

Recensione: "Sherlock Holmes. Il mistero di Eilean Mòr" di G. P. Rossi


SHERLOCK HOLMES. IL MISTERO DI ELEAN MÒR

di G. P. Rossi

118 pagine | 6,90€


Dopo il primo romanzo sulla Contessa di Castiglione e il secondo su Abraham de Moivre, G.P. Rossi torna con un nuovo Sherlock Holmes, sempre basato su fatti e luoghi storici reali, scrivendo sui misteri avvenuti sull’isola di Eilean Mòr. ---- SINOSSI ---- Sherlock Holmes è chiamato a investigare su uno dei segreti più intriganti di inizio '900, ovvero quello della famosa isola di Eilean Mòr, dove i tre custodi del faro sono scomparsi senza lasciare alcuna traccia. Uno di loro, però, giunto a Londra, riesce a raccontare a Sherlock di un attacco all’isola da parte di terribili personaggi capitanati da una donna oscura. Il caso s’infittisce quando Sherlock scopre che dei documenti, riguardanti un’arma inventata da Nikola Tesla, sono stati sottratti dalla Royal Society. Ad aiutare Holmes e Watson giungerà, dall’Europa, la contessa de Rouge. Durante le indagini Holmes capisce che il mistero sembra ruotare attorno al famoso gioiello Koh-i-Noor, avvolto da una leggenda che afferma che la pietra sia maledetta, poiché tutti i sovrani maschi che la possedettero morirono o persero il loro regno poco dopo averla ottenuta, mentre avrebbe portato fortuna se a possederla fosse stata una donna. -



«Signor Ducat» esordì Holmes. «Ci può spiegare cosa è successo?» L’altro bevve un altro sorso di cognac.«Signori, non so se la cosa sia già diventata di dominio pubblico, ma tutto è accaduto il 15 dicembre a Eilean Mòr» rispose con la bocca impastata e con una voce stanca. Da ciò capii che il nostro uomo non sapeva ancora che la notizia era già stata riporta dalla stampa.
G. P. Rossi delizia i suoi lettori con il terzo romanzo incentrato sulle avventure di Sherlock Holmes: a far da sfondo a questa nuova storia c’è l’isola di Eilean Mòr e un mistero che la avvolge.  Il detective inglese e il suo fidato amico Watson si ritrovano a dover investigare sulla misteriosa scomparsa dei tre custodi del faro dell’isola di Elean Mòr. Il caso si infittisce quando Sherlock Holmes scopre che questa sparizione possa essere collegata al gioiello Koh-i-Noor, che dovrebbe appartenere alla regina Vittoria.

Il ritmo è sempre serrato, con gli avvenimenti che si succedono senza lasciar il tempo al lettore di riprendere fiato: soprattutto nel finale, la tensione è alta fino all’ultima riga. Il finale lascia presagire un proseguimento della storia con il caso che è sì risolto ma che lascia molte porte aperte.
Ritroviamo una vecchia conoscenza, la contessa de Rouge, che si rivelerà importante per lo svolgimento delle indagini. Seppur brevemente, appare anche la regina Vittoria: sono momenti fugaci, ma ritengo che l’autore abbia saputo inserirli al meglio, rendendo una di queste anche molto toccante.
«Allora, contessa, ci potete illuminare su questo diamante?» […] Lei ci osservò titubante. «Il gioiello che vi ho fatto recapitare e che ora è in vostro possesso, in realtà è un diamante molto famoso, che nessuno sa essere stato rubato» iniziò a confessare. «Famoso?» chiesi, non sapendo che una semplice pietra potesse esserlo. «Sì, dottor Watson, noto e leggendario» replicò lei quasi scocciata.
Ritorna qui la caratteristica ritrovata nei precedenti due capitoli: storia e fantasia vengono intrecciati con grande abilità dall’autore che riesce a farti interessare ai fatti storici accaduti. Nel primo romanzo mi ero così tanto appassionata alla figura della contessa di Castiglione tanto da fare delle ricerche su di lei; nel secondo, invece, abbiamo fatto la conoscenza di Abraham de Moivre, un matematico francese. Qui ritroviamo non un personaggio storico in particolare, ma quest’isola di Eilean Mòr e il suo faro.  La sparizione dei tre guardiani è apparentemente inspiegabile e non si arriva a una conclusione vera e propria: si ipotizza che uno di loro fosse uscito sotto la pioggia per assicurare una cassa e, seguito dagli altri due, sia stato trascinati via da un’onda. 
Il gioiello Koh-i-Noor, di cui non sapevo molto, è un vero e proprio protagonista di questo terzo episodio. Un gioiello intorno al quale gira la leggenda che se a possederlo è un uomo, questo sarebbe stato afflitto da una grande sfortuna; viceversa se ad averlo è una donna.
Come nei romanzi precedenti, alla fine del libro G. P.Rossi riporta brevi spiegazioni sui fatti narrati nel corso della storia e sui personaggi incontrati, così da rendere ancora più chiare le idee al lettore.

Un lettura leggera e breve che consiglio di leggere in uno di questi freddi pomeriggi accompagnata da una tazza di tè caldo! 

mercoledì 14 febbraio 2018

La dipendenza affettiva - Nuovo Teatro Orione | Un lettore a teatro

LA DIPENDENZA AFFETTIVA


Si parlerà di love addiction il 15 febbraio sul palco del Nuovo Teatro Orione di Roma in occasione della rassegna “Corti da legare”, la manifestazione dall’ambizioso obiettivo di diffondere e utilizzare l’arte come strumento di prevenzione e contrasto nelle problematiche di origine psicopatologica.

martedì 13 febbraio 2018

Femme Letale - Teatro l'Aura | Un lettore a teatro


FEMME LETALE


Testo e regia di Natascia Bonacci



Grande attesa al Teatro L’Aura per FEMME LETALE di Natascia Bonacci in scena dal 15 al 18 febbraio 2018 una produzione MCR Arts Fsactory in collaborazione con gli artisti de La Maieutica con Beatrice Picariello, Martina Di Fazio, Susanna Stefanizzi e Laura Monaco.

Ispirato da fatti di cronaca reali, Femme Fatale vi farà viaggiare dal  1600 ai giorni nostri attraverso la vita e la storia di quattro donne che hanno scolpito il loro destino in maniera decisamente diversa
Quattro  donne mostrano il loro lato oscuro, quello che tutti nascondiamo che cerchiamo di non far venire fuori ma che in alcuni momenti difficili può emerge e far uscire il peggio di noi.
C’è chi è più forte e lo tiene a bada e chi non riesce a tenere nascosto il suo lato “d’Ombra”, che esce fuori e ribalta la situazione, i ruoli e che sembra renderci liberi.
Diverse storie e diverse personalità si intrecciano in questo spettacolo: Pauline e Juliet due amiche adolescenti e folli, Denise una bellissima donna ma facilmente manipolabile, Catherine una dama del ‘600 amante delle tenebre, ed Elvira che nasconde tormenti familiari.

Storie di malesseri sociali, psichici, usanze popolari, forse magia e solitudine si intrecciano per esplorare i lati più profondi e oscuri della mente di queste donne, che affrontano il dipanarsi della loro vita nei modi più disparati e alcune volte compiendo azioni “difficili”.
Uno spettacolo che prende vita dalla mente della autrice e regista Natascia Bonacci spettatrice in prima persona di alcuni fatti
Una storia di donne che non accettano il ruolo imposto dalla società e che invece di sentirsi vittime si trasformano in carnefice appunto in donne letali.
Uno spettacolo che vi coinvolgerà, vi metterà in discussione o in contrasto, vi farà inquietare ma allo stesso tempo vi porterà a riflettere per esplorare anche il vostro lato oscuro.

INFO
dal 15 al 18 febbraio 2018

dal giovedì al sabato ore 21.00 domenica ore 18
Teatro L'Aura | Vicolo di Pietra Papa, 64 (angolo con Via Pietro Blaserna, 37)
Roma Zona Viale Marconi
info e prenotazioni 0683777148 oppure 3464703609
o tramite nuovoteatrolaura@gmail.com

Stabat Mater - PiccoloTeatro Studio Melato | Un lettore a teatro

STABAT MATER

di Antonio Tarantino
con Maria Paiato
regia Giuseppe Marini
scene Alessandro Chiti
costumi Helga Williams
musiche originali Paolo Coletta

disegno luci Javier Delle Monache



Nel testo di Antonio Tarantino, Maria Paiato, sola in scena, è Maria Croce, ragazza madre, ex prostituta, ultima degli ultimi, nel corpo, nei sentimenti, nella lingua. Diretto da Giuseppe Marini, Stabat Mater è un accidentato e originale percorso linguistico nel quale il comico si affaccia sull’orrore dell’esistere. 

Lo Stabat Mater è una preghiera del XIII Secolo attribuita a Jacopone da Todi. Antonio Tarantino ne prende a prestito il nome, la figura della Madre e la tematica del dolore.  L’autore si è proposto il compito di rendere attuale una figura epica come la Madre del Cristo, per trasferirla sulle rive della realtà e del tempo presente. La Madre di Tarantino è una ragazza-madre prostituta. Il padre di quel  figlio che lei attende è sposato con un’altra. Il figlio che è stato generato, sul quale riponeva grandi speranze, viene arrestato in quanto terrorista. Entrano quindi in scena altri personaggi: la signora Trabucco, funzionaria dell’Assistenza sociale, Don Aldo, prete eppure uomo, soggetto ancora a reazioni perdutamente umane, il dottor Ponzio (Ponzio Pilato), che è il fautore dell’arresto del figlio e il Dottor Caraffa (Caifa), colui che imprigiona e condanna il figlio.
“Oratorio per voce sola”, recita il sottotitolo del testo: è la Madre, sola in scena, che si strugge d’attesa, sia di avere notizie del figlio sia della figura dissoluta e traditrice del padre. Sul palco, Maria Paiato, già protagonista di alcuni storici allestimenti di Luca Ronconi al Piccolo Teatro, tra cui Celestina e Santa Giovanna dei Macelli.
Lo Stabat Mater di Tarantino mischia l’italiano con sporcature dialettali e gergali, facendone la lingua dei reietti, dei diseredati. Sul degrado e sulla miseria, però, regna, resiste e vince la figura della Madre. Per quanto possa essere sofferente e posta ai piedi di una Croce immersa nella periferia popolare, resta sopra qualunque perdita, anche quella della propria dignità. La scrittura d’autore di Antonio Tarantino è costruita intorno ad un linguaggio gergale e ricercato insieme. Le sue storie traggono ispirazione talvolta classiche e religiose, talvolta politiche, sempre fortemente etiche.

INFO
Dal 13 al 18 febbraio 2017
al Teatro Studio Melato | Via Rivoli, 6, 20121 Milano 
Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.
Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro
Informazioni e prenotazioni 0242411889 - www.piccoloteatro.org


sabato 10 febbraio 2018

Un lettore a teatro - L'agenda | Febbraio 2018


IN PROGRAMMAZIONE
PROSSIMAMENTE
    CONCLUSI

    giovedì 8 febbraio 2018

    Recensione: La storia d'Itaglia | Un lettore a teatro

    LA STORIA D’ITAGLIA

    regia di Marco Simeoli
    di Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi, Claudio Pallottinicon Daniele Derogatis, Valeria Monetti, Maurizio Paniconi, Alessandro Tirocchi



    Caratteristica principale di una commedia deve essere quella di farti ridere di vero cuore durante lo spettacolo, di farti sperare che duri sempre di più di quanto previsto. Ed è proprio quello che fa La storia d’Itaglia, in scena al Teatro de’ Servi fino al 18 febbraio, prodotto dalla Compagnia AMO.

    Immaginate che, un giorno, la professoressa di vostro figlio o vostra figlia vi chiami per proporvi di mettere in scena un copione sulla storia d’Italia scritta proprio da loro. Come reagireste? Giovanni Persichetti (Alessandro Tirocchi), Andrea Mangano (Maurizio Paniconi) e Michele Tarantino (Daniele Derogatis) non hanno dubbi: accettare è impensabile. Ma la terribile professoressa Incoronata d’Onofri (Valeria Monetti), soprannominata la Merkel a scuola, riesce con qualche inganno a convincere i 3 malcapitati padri. E così si dà inizio alle prove: Giovanni, Andrea e Michele si ritrovano a condividere quella che all’inizio viene considerata una sfortuna, ma che poi in fondo li aiuterà ad aprirsi con chi non avrebbero mai creduto. Infatti, non potrebbero essere più diversi. Giovanni fa parte di una band, i Dead Meat, ed è ancora alla ricerca di quel successo tanto sognato; Andrea ama definirsi uno scrittore; Michele, di origini pugliesi, è un ristoratore divorziato. Tre personalità differenti costrette quindi a vedersi quotidianamente da questa professoressa che non lascia spazio a repliche, che non vuole essere contraddetta e non accetta che si cambi ciò che viene deciso da lei.

    La storia d’Itaglia è una commedia che sì regala tante, tantissime risate ma anche momenti di riflessioni. Ridendo si affrontano anche temi importanti: si esplora il rapporto tra un genitore e il figlio e si sottolinea l’importanza della presenza di un padre; si riflette sulla propria vita, fatta di vittorie ma anche di sconfitte dalle quali bisogna ripartire. Ma l’argomento principale è proprio la storia: le vicende che hanno portato all’unità del nostro Paese vengono raccontate qui in una nuova chiave, del tutto ironica, che fanno appassionare anche chi non è amante di questa materia. Si parte dalla fondazione di Roma, con Romolo e Remo; si passa alle Idi di Marzo e si arriva al periodo del Risorgimento con Garibaldi, Mazzini e Cavour. Tre eventi che non sono narrati con quella linearità che tutti conosciamo, ma che presentano elementi innovativi e rivisitati che rendono questo spettacolo originale.

    Lo spettacolo si snoda quindi su due binari: uno quello che riguarda la sfera privata dei protagonisti, l’altro quello che rimette in gioco la nostra Storia. Un compito che può sembrare arduo, ma che riesce benissimo: non si crea mai confusione tra i cambi di scena e tutto si intreccia perfettamente. E il tutto viene inframmezzato da momenti canori che rendono questo spettacolo ancora più bello.  
    Ecco che, tra una battuta e un’altra, conosciamo i veri Giovanni, Andrea e Michele. Il primo vuole mostrarsi con un animo da rockettaro e da duro, ma in realtà non è così; il secondo si dà arie quasi da snob con i suoi modi di fare presuntuosi; Michele è sicuramente il più bonaccione dei tre, con il suo gran cuore da pugliese. Tirocchi, Paniconi e Derogatis interpretano 3 personaggi dalle mille sfaccettature, personaggi in cui tutti si possono rispecchiare.
    Ma, a mio dire, la vera protagonista è Valeria Monetti, impeccabile nel ruolo di Incoronata d’Onofri. Dà vita a una donna pungente, dal carattere forte e autoritario, che pian piano si mette a nudo mostrando le sue vere aspirazioni e sogni.
    Non solo mostra grandi doti recitative, ma anche canore e coreografiche: un’artista a 360°, che si trova a proprio agio in qualunque scena reciti. Standing ovation per la sua interpretazione di Viva l’Italia di De’ Gregori: riesce a trasmettere grande emozioni agli spettatori, rendendo quel momento davvero molto toccante.

    I quattro attori sanno come far ridere il pubblico con le loro battute serrate, riescono a dare il giusto pathos e la giusta comicità al loro personaggio: anche un linguaggio a volte un po’ colorito passa in secondo piano e non dà fastidio neanche ai più puristi.
    Bellissimi i costumi di scena, tra i quali merita una particolare menzione il tricolore che formano i protagonisti alla fine dello spettacolo, che si fanno portatori di un simbolo nazionale, un’unità che sembra a volte si perdi, coinvolgendo anche il pubblico in sala con l’inno italiano. 

    martedì 6 febbraio 2018

    Serata omicidio - Teatro Trastevere | Un lettore a teatro

     SERATA OMICIDIO


    di Giuseppe Sorgi

    regia di Olimpio Pingitore

    Con Francesca Parlagreco, Francesca Santini, Daniela Zoffoli, Chiara
    Carpentieri, Flaminia Grippaudo, Olimpio Pingitore



    Perché una patita di gialli innamorata di Poirot, una maniaca nevrotica ossessiva del sesso e una donna in lutto si ritrovano dentro la casa di una estranea in compagnia della sua amica? Un omicidio preannunciato su Internet, che avverrà a mezzanotte in punto in quell’appartamento. Chi sarà la vittima? Chi, l’assassina? Solo attraverso un’attenta e minuziosa ricostruzione dei fatti, l’arguzia, la tenacia e un ragionamento logico deduttivo degno della più grande Jessica Fletcher si arriverà ad una soluzione. Ma a volte le soluzioni non sono la realtà.

    "Con la pièce “Serata Omicidio” di Giuseppe Sorgi ho posto l’attenzione a come ciascuno di noi, a volte, reinterpreti la realtà come più gli è congeniale arrivando, addirittura, a distorcerla. Racconteremo come un semplice pretesto possa creare una situazione bizzarra dove paure, paranoie, frustrazioni, tipiche della nostra società, vengano vissute da ogni personaggio in base alla propria verità. Sociologicamente niente di nuovo, caratteri e rapporti già ampiamente trattati in romanzi e pièce teatrali. Mi piace ricordare, che bisogna sorprendersi sempre e guardare il mondo con occhi innocenti, anche nelle situazioni più paradossali, e che tutti possono trasformarsi in altro da sé" Cit. Olimpio Pingitore


    INFO
    dal 6 all'11 febbraio 2018
    Teatro Trastevere | Via Jacopa de'Settesoli 3, 00153 Roma
    orari: lunedì-sabato h. 21.00, domenica h. 17.30
    contatti: 06.5814004 info@teatrotrastevere.it  

    lunedì 5 febbraio 2018

    Mr President - Teatro L'Aura | Un lettore a teatro

    MR. PRESIDENT
    di Alex Cantarelli
    con Renato Civello, Camilla Tagliaferri, Irene Ciani, Alessandro Lupi


    Debutta al Teatro L’Aura dal 7 all’11 febbraio 2018 MR.PRESIDENT di Alex Cantarelli con Renato Civello, Camilla Tagliaferri, Irene Ciani, Alessandro Lupi.
    Nel 2017 il Presidente di uno stato immaginario, sua moglie e la cognata con il marito prolungano la loro conversazione in un lungo dopocena. Una compagnia di attori è attesa, ad allietare la serata. Ma non arriverà. In gioco è la verità delle convinzioni dei quattro, tra Champagne, discorsi antisemiti, rivelazioni… Quali saranno le conseguenze dei pensieri e delle simpatie dei quattro?
    Mr. President è una riflessione ironica e tragica sulla storia contemporanea e sulle storture della politica, della sete di potere. Da cosa nascono i luoghi comuni? Che conseguenze hanno le nostre convinzioni? Il libero pensiero è una conquista salda o siamo tutti sempre in bilico e nel terrore che qualcuno ci riproietti di colpo in un periodo buio che credevamo passato definitivamente?
    Quindi lei Presidente, acconsente, dall’alto della sua democrazia, che certi discorsi abbiano ancora luogo? Facciamo accadere le cose più turpi e lasciamo passare il tempo. Ecco cos’è la verità: è efferatezza più tempo. Col tempo passa tutto, vero, Presidente?
    - Ora stai davvero esagerando…ci ha anche pagato la cena!
    Mr.President è un’opera inedita di Alex Cantarelli, autore teatrale contemporaneo tra i più interessanti. Il suo è un teatro “morale” prima che politico, che ci costringe a far vacillare le nostre convinzioni nel nome di una coerenza che ci sembrava persa o nascosta nei meandri della consuetudine. Artista poliedrico che spazia tra danza, teatro e musica, attendiamo con notevoli aspettative questo nuovo successo. In scena quattro ragazzi, quattro straordinari attori formatisi all’Accademia Silvio D’Amico di Roma, che assecondano, stravolgono, riportano in asse con maestria un testo complesso, sagace e tragico allo stesso tempo.

    INFO
    Dal 7 all'11 febbraio 2018
    dal giovedì al sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
    Teatro L'Aura | Vicolo di Pietra Papa, 64 (angolo con Via Pietro Blaserna, 37)
    Roma Zona Viale Marconi
    info e prenotazioni 0683777148 oppure 3464703609
    o tramite nuovoteatrolaura@gmail.com

    domenica 4 febbraio 2018

    D'annunzio Segreto - Teatro Manzoni | Un lettore a teatro

    D’annunzio segreto


    con Edoardo Sylos Labini e Viola Pornaro 
    drammaturgia Angelo Crespi
    regia Francesco Sala
    con Erika Urban
    e la partecipazione di Paola Radaelli
    e con Francesca Kelly Tisi, Irina Ioana Sirbu, Iolanda Gurreri, Lucia Conte Fabiani
    scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
    assistente ai costumi Laura Giannisi
    disegno luci Pietro Sperduti



    D'ANNUNZIO SEGRETO, EDOARDO SYLOS LABINI INTERPRETA UN D’ANNUNZIO INEDITO NEGLI ULTIMI ANNI DELLA SUA VITA AL VITTORIALE

    Amore, passione e letteratura rivivono sul palcoscenico, 

    in occasione dell’ottantesimo anniversario della morte del Vate

    A 80 anni dalla morte di D’Annunzio, le memorie del Vate prendono vita sul palcoscenico, sapientemente interpretate dall’attore Edoardo Sylos Labini nello spettacolo D’Annunzio Segreto. In scena, dal 5 al 7 febbraio, la vita del poeta, tra amori, passioni, tradimenti e grande letteratura, raccontata dalla penna potente ed evocativa di Angelo Crespi, per la regia di Francesco Sala.
    “La figura di Gabriele D’Annunzio è oggi più viva che mai, il suo spirito rivoluzionario e provocatorio, il suo porre la Cultura al centro delle sue battaglie è un esempio sempre attuale - spiega Edoardo Sylos Labini - Del resto soltanto l’arte e la poesia sono immortali e il Vate ci ha lasciato delle pagine indimenticabili di grande letteratura”.
    Nel contrasto tra giorno e notte, euforia e malinconia, sogno e realtà si svolge il D’Annunzio segreto messo in scena da Edoardo Sylos Labini. Non più l’immagine del superuomo ma un ritratto inedito del Vate degli Italiani che, nella prigione dorata del Vittoriale, ormai anziano, rivive la sua dimensione del Notturno.
    Tra un’amante e l’altra e i vari litigi con Mussolini ricorda e parla con l’unica donna che egli abbia veramente amato ma che ora non c’è più: Eleonora Duse. La divina Duse, interpretata da Viola Pornaro, diventa la sua coscienza mettendo in luce il lato più fragile e intimo del poeta.

    Protagonista della pièce teatrale è anche la grande letteratura: in scena le prove teatrali della “Città morta”, lo scandalo pubblico del romanzo “Il fuoco” e un’emozionante interpretazione de “La pioggia nel pineto”.
    A fianco di Edoardo Sylos Labini, sul palcoscenico anche Erika Urban nei panni di Amelie Mazoyer detta Aelis, fedele governante, Paola Radaelli nel ruolo della cuoca del Vittoriale Suor Intingola, e le “badesse”, giovani amanti del poeta, interpretate da Francesca Kelly Tisi, Irina Ioana Sirbu, Iolanda Gurreri, Lucia Conte Fabiani.

    Infine particolare attenzione sarà riservata ai giovani spettatori: gli under 26 che assisteranno allo spettacolo riceveranno in esclusiva e gratuitamente il fumetto Gabriele D’Annunzio tra amori e battaglie, un modo nuovo e originale per rivivere la storia del Vate attraverso le vignette di Marco Sciame, con la prefazione di Giordano Bruno Guerri.
    Lo spettacolo è inserito nel palinsesto Novecento Italiano, che il Comune di Milano dedica alle espressioni artistiche e sociali che hanno animato il Novecento nel nostro Paese.

    INFO
    Dal 5 al 7 febbraio 2017
    Teatro Manzoni | Via Manzoni 42, 20121 Milano 

    info e prenotazioni 027636901
    Biglietti: Poltronissima Prestige 27€ - Poltronissima 25€ - Poltrona 18€

    giovedì 1 febbraio 2018

    Canto la storia dell’astuto Ulisse - Piccolo Teatro Studio Melato | Un lettore a teatro

    CANTO LA STORIA DELL’ASTUTO ULISSE

    di Flavio Albanese
    collaborazione drammaturgica Giuseppina Carutti
    regia di Flavio Albanese
    movimenti ombre Federica Ferrari
    con Flavio Albanese, Federica Armillis, Katia Mirabella
    coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro Gioco Vita e Compagnia del Sole

    Età consigliata: da 8 anni


    Flavio Albanese veste nuovamente i panni di Ulisse per accompagnare il pubblico in un viaggio nel mito. Creature mostruose, divine e potenti, rivivono con le ombre di Emanuele Luzzati messe in scena da Teatro Gioco Vita.

    Torna l’eterno mito di Ulisse, con il suo universo popolato da esseri mitici e dominato da divinità ostili, in una proposta teatrale elaborata espressamente per il pubblico più giovane (da 8 anni).

    Canto la storia dell’astuto Ulisse, prodotto dal Piccolo Teatro in collaborazione con Teatro Gioco Vita e Compagnia del Sole, presenta il racconto avventuroso e ricco di scoperte dell’Odissea. Si parte dalla fine della Guerra di Troia, si prosegue con le peripezie del guerriero dal “multiforme ingegno” nel Mediterraneo, fino al ritorno ad Itaca. Scorrono così nello spettacolo gli episodi e i personaggi più noti del poema di Omero: il ciclope Polifemo, le ammalianti Sirene, la maga Circe, il cane Argo, Telemaco e l’amata Penelope. Tutti i personaggi e le situazione prendono vita con le figure d’ombra degli elementi scenografici creati da Emanuele Luzzati. Ombre e luci diventano così simboli delle nostre paure, dei nostri desideri, della nostra sete di conoscenza.
    Il viaggio tra il fantastico e il reale dell’eroe è la più classica metafora del percorso che ognuno di noi compie dentro e fuori di sé durante la propria esistenza.
    La magia del teatro d’ombre al servizio di un testo così suggestivo genera stupore, fascinazione e non smette di regalare ogni volta spunti di riflessione sull’uomo in lotta contro il destino e soprattutto contro se stesso.

    INFO
    Dall'1 all'11 febbraio 2017
    al Piccolo Teatro Studio Melato | Via Rivoli, 6, 20121 Milano 
    Orari: sabato 3 e 10 febbraio, ore 19.30; domenica 4 e 11 febbraio, ore 16. 
    Prezzi: posto unico 10€
    Per le scuole: giovedì 1, venerdì 2 e martedì 6 febbraio ore 9.45 e 11.15; mercoledì 7, giovedì 8 e venerdì 9 febbraio ore 9.45. Prezzi 8€.