martedì 6 agosto 2019

Vieste e il Pizzomunno | A spasso tra storia e leggenda





Foto di Gianni Crestani da Pixabay
Vieste, La Perla del Gargano, è un comune italiano della provincia di Foggia, in Puglia, e fa parte del Parco nazionale del Gargano.

 Questo piccolo paesino sul mare, con le sue case bianche, riesce a regalare ai turisti un senso di pace e tranquillità. E poi c'è quella grande roccia all'inizio della spiaggia del Castello, il Pizzomunno, che si erge con tutta la sua maestosità e sembra quasi controllare e proteggere la città.
È impossibile non rimanerne affascinati, soprattutto dopo aver letto la leggenda legata a Vieste.

Si narra che ai tempi in cui Vieste era ancora un villaggio, Pizzomunno era un bellissimo pescatore del posto. Ogni giorno andava in mare con la sua barca e lì trovava le sirene che provavano a incantarlo con canzoni d'amore e gli promettevano l'immortalità nel tentativo di ammaliarlo e convincerlo a restare con loro come loro re e amante. Il giovane, innamorato follemente di Cristalda, non cedeva mai. Fu così che una sera, mentre i due innamorati stavano sulla spiaggia, le sirene gelose aggredirono Cristalda e la portarono con loro nel mare; Pizzomunno tentò invano di salvare l'amata. Il giorno dopo, alcuni pescatori ritrovarono il ragazzo pietrificato dal dolore nello scoglio che oggi tutti possono ammirare. 
Si dice anche che, ogni cento anni, Cristalda risale dagli abissi per ritornare dal suo Pizzomunno.
Una variante della leggenda dice che la ragazza si chiamava Vieste o Vesta, ricollegandosi così anche con il nome della città.
Quando ci si ritrova a passare davanti al Pizzomunno, è inevitabile pensare ai due giovani innamorati: è romantico pensare che i due si rincontrano ogni cento anni e che né il mare né il tempo possono spezzare il loro sentimento così forte. 

Foto di Sebastiano Iervolino da Pixabay

Vieste è anche un luogo ricco di storia. Zona popolata sin dal Paleolitico, come testimoniano i molti siti archeologici e i reperti ritrovati, grazie al suo clima mite, alle molte sorgenti di acqua potabile, al terreno fecondo e alla varietà di frutta, selvaggina e pesci. 
Nei pressi del castello e sulla punta di San Francesco sono visibili resti di tombe dell'età del ferro. Molti reperti archeologici, purtroppo, sono poco curati o addiritturati abbandonati a se stessi, con il conseguente deterioramento. 

Fu abitata sia dagli antichi Grechi che dai Romani, amministrata dai bizantini e poi passata sotto il controllo dei longobardi. Durante l'epoca normanna e sveva Vieste conobbe una forte crescita dal punto di vista urbanistico. Dopo la dominazione angioina, Vieste, entrata a far parte del Regno di Napoli e poi delle due Sicilie, fu posta sotto il controllo dei Borrboni fino all'unità d'Italia. 

Il castello che sorge al margine del centro storico venne costruito nell'XI secolo dal conte di Vieste, il normanno Roberto Drengot.
Federico II di Svevia nel 1242 
lo fece riedificare e ampliare, con lo scopo di fortificare la città, per la sua posizione strategica, dopo il saccheggio veneziano avvenuto pochi anni prima, nel 1239, dovuto alle lotte tra papato e imperoLo stesso Federico vi soggiornò in due occasioni, una nel 1240 e l'altra nel gennaio 1250. 

Nel corso del cinquecento venne nuovamente ampliato e rinforzato dal Viceré di Napoli Don Pedro de Toledo (1539) e da Don Parafan de Ribera (1559): in queste due occasioni il castello cambia profondamente il suo assetto iniziale, reso più idoneo ai nuovi canoni militari e ai nuovi pezzi di artiglieria. 
Nel '500 inoltre subì diversi assalti da parte dei saraceni e tra questi si ricorda quello di Dragut Rais, che nel luglio 1554 fece decapitare circa 5000 abitanti. Questo episodio è ricordato da una targa visibile vicino la cattedrale. 
Il violento terremoto del 1646 non solo danneggiò il castello, ma causò molti crolli diffusi. 
Di pianta triangolare, rinforzata con tre bastioni cinquecenteschi a lancia agli angoli, la fortezza è situata su una rupe a strapiombo sul mare, e purtroppo non sempre è visitabile perché divenuta sede militare. 
Da non perdere il suggestivo panorama che si può osservare dalla balconata panoramica. 

Foto di Gianni Crestani da Pixabay
Vicino al castello, c'è la Concattedrale di Santa Maria Assunta, edificata nell'XI secolo. È una delle chiese più antiche di stile romanico della Puglia e presenta un campanile ricostruito in stile barocco in seguito a un crollo nel 1772. 
All'interno della Chiesa vi è la statua della protettrice di Vieste, Santa Maria di Merino. Nei giorni della sua festa, dal 30 aprile al 9 maggio, la statua viene esposta su un trono allestito nell'altare maggiore. 

Per chi volesse esplorare altri bellissimi luoghi del Gargano, da Vieste si ha la possibilità di prendere il traghetto che porta alle Isole Tremiti, un arcipelago del Mar Adriatico composto di 5 isole: San Domino e San Nicola, le uniche due abitate, Cretaccio, Capraia e Pianosa.

VIESTE NEI LIBRI 

L'avventura di un povero cristiano
Ignazio Silone
Pubblicata nel 1968, L'avventura d'un povero cristiano è l'ultima fatica letteraria di Ignazio Silone. 
Racconta la storia dell'eremita Pietro Angelerio del Morrone che viene eletto pontefice nell'agosto 1294, con il nome di Celestino V, e che rinuncia all'incarico pochi mesi dopo perché incapace di amministrare la Chiesa. Costretto a fuggire per evitare di essere messo sotto controllo dal nuovo papa Bonifacio VIII, Pietro si rifugia anche a Vieste nel maggio 1925, con lo scopo di imbarcarsi per la Grecia, ma qui viene catturato.
Il Gargano è dunque teatro degli ultimi tristi momenti di vita di Pietro che muore poi nel maggio 1926. 



Lo scoglio incantato
Vanessa Vescera e Fabiana Andreozzi

Per chi fosse rimasto affascinato dalla leggenda di Vieste, consiglio la lettura di questa storia della quale ho anche avuto il piacere di curare la sinossi.
La trama e la brevità fanno sì che Lo scoglio incantato sia una lettura adatta da leggere nelle caldi giornate d'estate.
La protagonista è una sirena, Crystan, che viene colpita da una maledizione: viene trasformata in uno scoglio ma ha la possibilità di riprendere la sua vera sembianza ogni cent'anni. Il destino ha in serbo per lei delle grandi sorprese e la giovane si renderà presto conto che il vero amore può arrivare in qualsiasi momento. 

mercoledì 17 luglio 2019

Premio Massimo Troisi | Conferenza Stampa


Presentata mercoledì 17 luglio al Gran Caffè Gambrinus di Napoli la XIX edizione del Premio Massimo Troisi, che si terrà dal 20 al 27 luglio a San Giorgio a Cremano. 
Quest'anno il Premio Massimo Troisi porta la firma del direttore artistico Gino Rivieccio, attore e regista di vasta esperienza, che ha messo a punto un programma di grandi ospiti e nel segno della cultura e del divertimento. 

Gli spettacoli sono gratuiti e aperti al pubblico: il tutto è promosso e organizzato dal Comune di San Giorgio a Cremano nella persona del sindaco Giorgio Zinno, tramite l'assessorato alla cultura retto dall'assessore De Martino, e con il finanziamento della Regione Campania.

Presente in sala il sindaco Giorgio Zinno che parlato così del Premio: "San Giorgio è legato alla persona di Massimo Troisi.
La kermesse sarà itinerante, si svgera negli spazi aperti della città e sarà gratuita fino ad esaurienti posti. Tra i tanti spettacoli in programma nella settimana di eventi che ci porterà al gran galà finale del 27 luglio, quest'anno abbiamo voluto dedicare anche una serata ad Alighiero Noschese. 
È stata fondamentale la presenza della regione Campania. C'è una partecipazione di tutta la città, crediamo nel progetto culturale del Premio."

Il direttore artistico Gino Rivieccio si mostra fiero del ruolo che riveste nella manifestazione: "Massimo era una maschera unica, nobile, che faceva ridere con quello che diceva ma anche con quello che non diceva, che raccontava le pause con una napoletanità lontana dai soliti modelli stereotipati. 
Quando ho scelto il programma mi sono consultato con Massimo. Sarebbe piaciuta a Massimo questa serata? Mi sono messo nei suoi panni. 
Quest'anno oltre ai concorsi tradizionali, inizia a entrare nel dettaglio la scrittura comica, curata dal presidente della giuria Pino Imperatore. Sono stati esaminati ben 65 racconti per questo concorso. 
Ringrazio tutti per avermi dato questa possibilità, di farmi emozionare ancora. Perché è emozionante stare sul palcoscenico e fare il direttore artistico nel nome di Massimo Troisi."

Queste le parole di Edoardo Tartaglia, componente della giuria del concorso dell'attore comico e protagonista della serata di mercoledì 24 luglio: 
"Abbiamo incontrato varie anime della comicità, non tutte napoletane, e ciò è anche un segno della nazionalità del premio. Vi aspettiamo per scoprire qualche talento nuovo." 

Quest'anno il Premio Massimo Troisi si avvale della partecipazione dell'università Federico II di Napoli. La nuova sezione di concorso del XIX Premio Massimo Troisi 2019, intitolata "Testi teatrali, sceneggiature cinematografiche e scritture seriali di fiction televisive seriali di fiction televisive", è nata in sinergia tra Master di II livello e il Comune di San Giorgio a Cremano. Essa prevede l'assegnazione di due borse di studio per "Autori emergenti" e l'assegnazione di un premio speciale della giuria, composto da 5 docenti dell'università degli studi di Napoli Federico II: il prof. Pasquale Sabbatino (Presidente della giuria), la prof.ssa Giuseppina Scognamiglio, la prof.ssa Anna Masecchia, il prof Matteo Palumbo, il prof. Vincenzo Caputo.
La professoressa Scognamiglio ha parlato così del concorso: "Siamo felici di questa collaborazione con il Premio Massimo Troisi fortemente voluta dal sindaco e dall'assessore. 
Sono arrivati 57 testi, più 10 fuori tempo massimo che non abbiamo potuto esaminare. Speriamo di trovare attori nuovi, attori emergenti che emergano così come è emerso Massimo Troisi. 


lunedì 15 luglio 2019

Recensione: "Fashion victim" di Amina Akhtar [Review Party]



FASHION VICTIM
di Amina Akhtar
Leone Editore
344 pagine | 14,90€

Reduce da un passato oscuro e intriso di sangue, Anya St. Clair si crea una nuova identità e si fa assumere come editor da una celebre rivista di moda, La Vie. L’unica ragione di questo passo, a ben vedere, sembra essere l’ossessione per Sarah Taft, la seguitissima influencer che lavora per la stessa rivista. Forse non è un caso se la mente fragile di Anya comincerà presto a vacillare, schiacciata dalle umiliazioni subite in redazione; e così, perso ogni contatto con la realtà, le manie sfoceranno nel delirio assoluto. Tra stagiste vessate, armi improprie, vendette in grande stile e ironica ferocia, Anya metterà in piedi una grande macchina della morte, nel cui vortice cadranno tutti i suoi colleghi.



«Non puoi essere così ossessionata da quelle immagini. Non sono reali.» 
Lo ripetei finché, finalmente, anche lui lo capì. Avevo bisogno delle riviste e delle modelle flessuose. Dei vestiti da diecimila dollari. Di Sarah. Avevo bisogno di tutto quello per essere completa. Per essere reale.«Esiste forse qualcosa di reale? Voglio cose belle. Non c’è niente di sbagliato.» 

Quando si pensa alla moda e alle riviste che riguardano questo settore, il primo pensiero va sempre a Il diavolo veste Prada e alla famigerata Miranda Priestley. Ecco, ora immaginate una versione di questa commedia molto più cupa, tinta di rosso sangue, con una protagonista che non sia la dolce Andrea Sachs ma una ragazza con problemi mentali, Anya St. Clair.  

Anya è una ragazza che ha vissuto un passato difficile, ma decide di reinventarsi e di crearsi una nuova vita. Il suo obiettivo è quello di diventare una perfetta donna di La Vie e di essere la migliore amica dell’affascinante Sarah Taft, sua collega e influencer. Ma il suo non è solo un disperato bisogno di amicizia, per lei si tratta proprio di una vera e propria ossessione: Anya è disposta a tutto pur di ottenere l’amicizia di Sarah, anche a macchiarsi di sangue. Dopo essere stata assunta dalla rivista, Anya si sforza controllare i suoi squilibri mentali, grazie anche all'aiuto del suo mistero psichiatra, il dottor M. Ma quando qualcuno prova a mettersi tra lei e Sarah e capisce che l’impresa è ancora più difficile del previsto, inizia a mettere in moto un vero e proprio circolo della morte. Liberandosi dei suoi “nemici”, Anya è sempre più convinta di potersi avvicinare a Sarah e per un momento crede di esserci riuscita. 
I suoi piani però cambiano ben presto, anche a causa degli atteggiamenti di Sarah e le fissazioni di raggiungere il successo di Anya. 

Secondo il dottor M. sceglievo come amica sempre lo stesso tipo di ragazza per ripercorrere volta dopo volta la medesima storia, in un cerchio infinito. Non ne ero poi così convinta. Sceglievo solo ragazze carine a cui potevo piacere. Non c'era niente di sbagliato. Le ragazze carine - e di conseguenza le loro cerchie di amici- conducevano vite più facili, migliori. Era un dato statistico.
Narrare la storia attraverso la voce di Anya è uno dei punti forti del romanzo: in questo modo si riesce ad esplorare bene la mente pazza e folle di questa ragazza. In alcuni momenti ci si ritrova anche a compatirla, perché Anya appare come una persona emarginata che cerca di conquistare un proprio posto e un proprio ruolo sociale ben definito all'interno di un mondo che, si sa, sa essere molto crudele con chi non è una taglia 36 o con chi non è già nato ricco. 
Nonostante tutto, Anya risulta anche simpatica al lettore: le sue battute, anche in circostanze poco opportune, spezzano la tensione che si crea leggendo, e la sicurezza che riesce a tirar fuori dopo ogni omicidio, tanto da sembrare una vera vittima, è quasi da apprezzare. Anya è folle sì, ma nella sua follia riesce ad essere anche fin troppo ragionevole. 

I personaggi che fanno la loro apparizione, seppur breve, nella storia sono molti. Alcuni sono eccessivamente stereotipati, come il bellissimo detective Hopper che si occupa delle indagini, ma poco caratterizzati. Ad eccezione di Sarah. L’influencer appare come superficiale e insensibile, intenta a preoccuparsi solo che si parli di lei e che i suoi social siano sempre aggiornati. Il suo è un carattere menefreghista ed egoista, e in più di un’occasione dimostra quanto per lei sia importante solo la sua immagine e quanto non le importi calpestare gli altri. Neanche la morte delle sue colleghe la tocca minimamente; per lei è importante apparire su Instagram e Twitter, lanciare hashtag di successo. 
Altro personaggio curioso è il dottor M. Uno psichiatria che sembra fuori dagli schemi, al quale Anya si affida del tutto per cercare di controllarsi. 

Amina Akhtar con Fashion Victim ha regalato ai suoi lettori un thriller ambientato in un modo così frivolo, quello della moda, che può sembrare un territorio inusuale per questo genere. E proprio per questo motivo è risulta essere una lettura adatta a questa stagione dell’anno. Se siete deboli di stomaco, qualche scena potrebbe risultare pesante, ma nulla di eccessivo. 

Lo stile di Amina è così intrigante che la storia si legge tutta d'un fiato. E il finale... Quello vi stupirà, senza dubbio. Mai mi sarei aspettata un epilogo del genere, la mia mente aveva elaborato vari finali ma l'autrice riesce davvero a stupire. 

Sarah mi disprezzava. Odiava tutto di me. Non riuscivo a crederci. La sera prima era stata fantastica. Era venuta a salvarmi. No, era venuta a salvare Jack. Io ero solo un accessorio. Non ero nessuno. Era stata tutta una farsa.

mercoledì 10 luglio 2019

Interview Tour "Movida" di Andrea Campucci - I protagonisti: la disumanità dell'individuo



232 pagine - 12.90€ cartaceo | 6,99 ebook

I protagonisti, nonostante siano ragazzi qualsiasi, compiono azioni violente ed efferate. Durante le sei serate raccontate nel romanzo, la crudeltà del singolo individuo viene esaltata attraverso il branco. Cosa separa quindi l’umano dal disumano, da cosa deriva questa violenza?

È lapalissiano che un individuo, se supportato dal gruppo, farà cose ben diverse rispetto a quando è solo. Ed è altrettanto divertente vedere come fior di sociologi stiano lì a spaccarsi la testa su questioni tanto elementari, producendo pubblicazioni di settore che per il sottoscritto farebbero più bella figura in un falò. Quanto a me, ho evitato di proposito di cimentarmi con temi di attualità come il branco, i condizionamenti sociali, il gruppo, le tendenze nichilistiche dei giovani, le droghe, l’alcool, etc.. Piuttosto ho quest’idea che la crudeltà e la disumanità appartengano di diritto all’individuo e non vadano fatte dipendere da condizioni sociali. Così come la povertà esaspera il singolo e lo porta a delinquere, il branco trasforma un giovanotto per bene in un criminale. Rispondendo alla domanda trovo quindi che non ci sia nulla di ontologico che separi l’umano dal disumano. Semplifico al massimo immaginando una specie di amalgama di impulsi di cui è composta la natura umana. Ora, se i miei personaggi portano all’estremo la loro componente sadica o bestiale, è perché riescono a vedere anche negli altri, magari mascherate dal conformismo o dalle convenienze, le stesse intenzioni, la stessa disumanità, che però appaiono a livello embrionale, tenute a freno soltanto dalla minaccia della Legge.  

ESTRATTO
“Nel frattempo proprio lì, davanti al Friend’s, il Buccia si prepara a diventare il protagonista indiscusso dei prossimi tre/quattro minuti di lettura. Perché, dai che ti ridai, succede sempre che c’è quel dettaglio, quella sublime caratteristica di un tuo amico che ci vogliono come minimo due o tre pagine di un libro per farci chiarezza. E il buon vecchio Buccia non è certo uno cui piaccia tirarsi indietro quando si tratta di bizzarrie e storture di varia natura, per cui è arrivato il momento, davvero drammatico e vagamente catartico, di introdurre la questione di un malaccio che sembra vessare il nostro amico ab ovo – su per giù da quando aveva 13/14 anni – e che ogni tanto, può capitare anche nel più stronzissimo inutile e insignificante momento della sua vita, arriva a colpirlo e a trasformarlo in un simil morto vivente, o più specificatamente in un coglione, per un lasso di tempo che può variare dai 15 minuti all’oretta e mezzo. Nel voltarmi difatti lo vedo piegato in due sul marciapiede, ginocchio destro ben piantato a terra e mano corrispondente a reggersi il mento in una posa che ha di sicuro più di un elemento in comune con il celebre Penseur di rodiniana memoria.”


L'AUTORE
Andrea Campucci è nato a Incisa in Val d’Arno (Firenze) nel 1983. è laureato in filosofia e attualmente collabora con alcuni editori fiorentini. Con Leone Editore ha pubblicato i suoi successi Plastic shop (2016) e Porn food (2017). Il 4 luglio è finalmente uscito il suo nuovo romanzo Movida, edito da BookRoad.

martedì 9 luglio 2019

Libri per l'estate 2019


Siete in partenza e siete indecisi su quale libro portare con voi in vacanza? O siete rimasti in città a causa del lavoro e cercate un libro che vi tenga compagnia in queste calde sere d'estate? 
Ecco per voi una selezione di libri usciti in questo periodo dell'anno, adatti da leggere sia sotto l'ombrellone sia in città! 


FASHION VICTIM
di Amina Akhtar
Leone Editore
344 pagine | 14,90€

Reduce da un passato oscuro e intriso di sangue, Anya St. Clair si crea una nuova identità e si fa assumere come editor da una celebre rivista di moda, La Vie. L’unica ragione di questo passo, a ben vedere, sembra essere l’ossessione per Sarah Taft, la seguitissima influencer che lavora per la stessa rivista. Forse non è un caso se la mente fragile di Anya comincerà presto a vacillare, schiacciata dalle umiliazioni subite in redazione; e così, perso ogni contatto con la realtà, le manie sfoceranno nel delirio assoluto. Tra stagiste vessate, armi improprie, vendette in grande stile e ironica ferocia, Anya metterà in piedi una grande macchina della morte, nel cui vortice cadranno tutti i suoi colleghi.


MOVIDA
di Andrea Campucci
BookRoad Editore
232 pagine | 12,90€
  
Un gruppo di amici si ritrova abitualmente al Pappagallo verde e da lì nel fine settimana si dirige a Firenze, dove all’interno di un locale diverso ogni volta tortura e uccide un numero sempre maggiore di persone. Ogni serata è scandita da un antefatto e da una cena in uno dei migliori ristoranti della città, fino all’ultima giornata, che si trasforma in una fuga attraverso i vari quartieri di una Firenze ormai devastata.


SORELLE SBAGLIATE
di Alafair Burke
Piemme
304 pagine | 19,50€

Pensavi di essere la migliore delle due. 
E se fossi tu quella sbagliata? 

Chloe è la più giovane delle sorelle Taylor, ma è sempre stata la più amata, forse perché nella sua vita tutto è sempre apparso sotto controllo. Invece Nicky La scapestrata Nicky. Quella che ha sempre combinato tanti casini. Che ha sempre bevuto un po' troppo. Che ha sposato d'impulso il giovane avvocato Adam Macintosh e ha avuto un bambino, ma non sa essere né moglie né madre. Oggi, Chloe e Nicky sono due perfette estranee. Nicky è rimasta a Cleveland, sola. Chloe lavora a New York in un importante giornale di moda. Ce l'ha fatta. Non solo: si è presa qualcosa che apparteneva a Nicky. È stato più forte di loro: lei e Adam si sono innamorati. D'altra parte Nicky, quella volta, l'aveva fatta grossa, e quando Adam ha visto il suo bambino in pericolo, ha deciso che era troppo. Adesso Chloe e Adam sono sposati, e insieme stanno crescendo Ethan, il figlio che Nicky non ha saputo amare. Ma quando Adam viene trovato morto sul pavimento della loro casa di vacanza negli Hamptons, una serie di dubbi comincia ad affacciarsi nella vita di Chloe. Dubbi sul marito, che ultimamente era sempre più reticente a parlare del proprio lavoro. Dubbi sul figlio, che l'adolescenza ha decisamente messo in crisi. E perfino dubbi su se stessa. Perché la verità è molto più di quello che l'apparenza lascia credere. E la vita troppo spesso ci fa dimenticare le cose più vere. Il nuovo grande thriller dell'autrice de La ragazza nel parcoè semplicemente un vortice di sorprese, da cui non saprete staccarvi.


DOVE COMINCIA IL PASSATO
di Amy Tan 
Salani Editore
432 pagine | 18,60€

Sette scatole colme di ricordi: lettere e disegni, fotografie e pagine di diario. È tra queste carte che ha inizio il viaggio di Amy Tan alla ricerca delle sue radici. In un memoir originale e coraggioso la scrittrice racconta il suo passato, colmo di zone d’ombra, segnato dalla sofferenza, eppure illuminato da un’insperata redenzione. Pagina dopo pagina ricostruisce una storia familiare che ha inizio nella Cina imperiale, decadente, ma ancora ricchissima di fascino. Dipana il mistero che circonda la vita di sua nonna, cortigiana nella Shanghai del primo Novecento e fonte d’ispirazione per i suoi romanzi. Indaga il rapporto conflittuale che la lega alla madre, adultera sfuggita a un matrimonio infelice. Rievoca il dolore per la morte prematura del padre e del fratello. Ma soprattutto racconta la passione profonda che l’ha condotta alla scrittura. Ogni tessera di questo mosaico contribuisce a delineare il ritratto vivido e toccante di una donna apparentemente fragile ma fortissima, di un’autrice talentuosa e fuori dagli schemi, capace di rivelare con sensibilità e umorismo il complesso rapporto che lega la finzione alla vita. 
Un libro incantevole, in cui rivivono la Cina dell’Ultimo imperatore e le atmosfere di Lanterne rosse.



VACANZE REALI
di Lindsay Emory
Newton Compton Editori
320 pagine | 9,90€

Dopo che il promesso sposo l’ha piantata in asso all’altare, la principessa Theodora Isabella Victoria di Drieden è sparita per concedersi quattro mesi di esilio. Ma adesso è di nuovo chiamata ai suoi doveri reali: conferenze stampa, apparizioni pubbliche e persino l’organizzazione di eventi. Del resto, è quello che tutti si aspettano da una principessa. Ma Thea non ne può più. Il suo retaggio è stato la causa di tutti i suoi guai. E così una notte sgattaiola fuori dal palazzo. Il ragazzo che incontra in un bar, un affascinante scozzese di nome Nick, le fa immaginare di poter vivere una vita normale. Ma Nick non è esattamente un principe azzurro… Le sue intenzioni, infatti, non sono nobili: è il fratello del fidanzato scomparso di Thea, è una spia inglese e, come se non bastasse, non si fa problemi a usare il ricatto come mezzo di persuasione. E così Thea si unisce a lui a malincuore, per scoprire che cosa è successo il giorno del suo matrimonio. Entrambi, però, ignorano quanto certi segreti possano essere pericolosi…


È ORA DI RIACCENDERE LE STELLE
di Virginie Grimaldi
Fabbri Editore
335 pagine | 18€

Una storia che ti incanterà come un'aurora boreale.

Anna, trentasette anni, è sul punto di soccombere sotto il peso del lavoro e dei debiti e osserva la vita scorrerle davanti come se non le appartenesse. Proprio come le sue figlie, che incrocia ogni giorno solo per il tempo di una frettolosa colazione. Lily, dall'alto dei suoi dodici anni, non nutre grande simpatia per il genere umano: preferisce gli animali, e in particolare il topo che ha adottato e a cui ha messo il nome del padre perché, come ogni ratto che si rispetti, anche lui ha abbandonato la nave. A diciassette anni Chloé ha già detto addio ai propri sogni, e sa che presto dovrà darsi da fare per aiutare la madre. Ma l'atteggiamento da dura è solo una maschera che si scioglie ogni volta che un ragazzo le dimostra un minimo di tenerezza, fosse anche solo per approfittare di lei. Il giorno in cui tutto le crolla addosso, Anna si rende conto di essere sul punto di perdere ciò che ha di più caro al mondo e per cui ha sopportato fatiche e frustrazioni: le sue figlie. Superando paure e attacchi di panico, prende quindi una decisione folle e spericolata: carica le ragazze in camper e parte per un viaggio on the road verso Capo Nord. È l'inizio di un'avventura piena di sorprese esilaranti e incontri commoventi, un corpo a corpo che vedrà madre e figlie scontrarsi sul presente e confrontarsi sui segreti del passato, per poi imparare a conoscersi e ad ascoltarsi. Un'esperienza che le cambierà profondamente, lasciandole senza fiato. Proprio come l'aurora boreale.


GIULIANO E LORENZO.
LA PRIMAVERA DEI MEDICI
di Adriana Assini
Scrittura&Scritture
192 pagine | 14€

Giuliano è il sole; Lorenzo è cielo, mare e terra. Sono giovani, colti, carismatici e ammirati entrambi quando diventano i principi di Firenze. All’altezza del nome che portano, trattano con successo sia gli affari privati che la cura della cosa pubblica, circondandosi di menti eccelse e rinomati artisti, tra i quali spicca il Botticelli. Ma presto, accanto a tanta luce, crescono le ombre. Spensierato e seducente, Giuliano resta in secondo piano nel governo ma primeggia nelle faccende care a Venere, finendo per invischiarsi in una pericolosa storia d’amore con una donna maritata, Simonetta Cattaneo Vespucci, la più bella tra le belle. Lorenzo, invece, pur rivelandosi un politico abile e prudente, compie alcuni passi falsi nell’insidiosa palude del potere, procurandosi temibili rivali tra i banchieri, via via segretamente spalleggiati dal papato e da alcuni signori d’altri Stati. Giorno dopo giorno, attorno agli invidiati fratelli Medici prendono forma e corpo oscurissime trame… A distanza di una manciata d’anni dal tramonto dei due astri, nella città dell’Arno ormai in declino sarà Cosma, un giovane affascinante, cultore d’arte, a ripercorrere per la sua amata e inaccessibile Beatrice splendori e tenebre di quella irripetibile stagione.


RICOMINCIO DA VEDOVA
di Minna Lindgren
Sonzogno
221 pagine | 17€

«So come ti senti» è una delle frasi che, pronunciate con aria contrita, avrebbe dovuto consolare Ullis al funerale del marito. Ma la vedova settantaquattrenne, che ha trascorso gli ultimi dodici anni ad accudirlo, ha in testa una sola parola: «Finalmente!» Iniziano così le avventure di una nuova Ullis, che desidera soddisfare desideri fino a quel momento repressi, da un diverso taglio di capelli alla ripresa dei contatti con le vecchie conoscenze di quando era giovane. Certo, qualcuno non c’è più e molti di loro non sono disposti a uscire dall’isolamento nel quale l’età li ha reclusi. Molti ma non le sue ex compagne di scuola Hellu e Pike e l’affascinante Valtonen: un simpatico terzetto con cui Ullis inizia a folleggiare per le vie di Helsinki, sia di giorno con attività di ogni sorta – dai corsi di hot yoga a quelli di italiano, fino alla pittura di porcellane –, sia di notte, tra concerti a teatro e serate nei locali. Finché un bel giorno arriva addirittura la decisione di vendere la casa di famiglia per trasferirsi in centro. Un sogno che Ullis coltiva da sempre e che, non fosse stato per il caro estinto, avrebbe tentato di realizzare molto prima. Ma sarà proprio il trasloco a far scattare l’allarme nei suoi due figli, ormai adulti e a dir poco infastiditi dalle stravaganze dell’anziana madre, per la quale avevano escogitato ben altri piani, soprattutto quello di limitare il più possibile lo sperpero dell’eredità. Fra mille peripezie, un po’ dolci e un po’ agre, Ullis dovrà ricorrere a tutta la sua energia e al senso di ritrovata libertà per dimostrare alle future generazioni, ma soprattutto a se stessa, che invecchiare non significa certo rincitrullire, smettere di godersi la vita, o rinunciare a volersi bene.  


LA MAESTRA BUGIARDA
di S. E. Lynes
Newton Compton Editori
352 pagine | 9,90€ 

Pippa ha superato i trent’anni e nonostante il suo matrimonio sia naufragato, sente di meritare una seconda occasione. La sua vita però è in stallo: il lavoro di insegnante non le regala più alcuna soddisfazione, il suo primo libro è stato un totale insuccesso e non trova l’ispirazione per iniziare un nuovo romanzo. Finché non bussa alla sua porta Ryan Marks. È un venditore porta a porta, e lei rimane subito folgorata dai suoi occhi azzurri, così decide di lasciarlo entrare. Anche Ryan è un uomo in fuga dal suo passato, ma giura di essere cambiato. Potrebbe essere la chiave per l’inizio della nuova vita che Pippa desiderava? Dopotutto, è sempre stata brava a riconoscere una bugia. Se la sua vita fosse in pericolo, se ne accorgerebbe di sicuro… oppure no?


FELICITÀ PER UMANI
di P.Z. Reizin
Rizzoli
508 pagine | 20€

È possibile che quello di Jen, giornalista inglese di trent'anni e rotti, sia il lavoro più bello del mondo: da qualche mese la pagano per trascorrere la giornata a parlare con un computer, o, per meglio dire, un'intelligenza artificiale di nome lari, che i programmatori vogliono addestrare a interagire con le persone. A lari, però, sta succedendo qualcosa di imprevisto: ultimamente gli sembra di avvertire, fra i circuiti di silicio, delle sensazioni. E siccome tra una chiacchierata e l'altra con Jen sull'ultimo romanzo di Jonathan Franzen, !ari è venuto a sapere che la ragazza è reduce da una relazione finita male, decide di mettersi in pista per trovarle un nuovo compagno. Compito impossibile per una macchina? Chi può dirlo. Qui si parla di una macchina intelligente e ultrasofisticata, con accesso a Internet, con concrete possibilità di identificare il partner perfetto e organizzare un incontro. Ma può un algoritmo capire di cosa è fatta la felicità? Risolvere addirittura l'equazione di un incontro amoroso? O non risulterà forse pericolosa, in prospettiva, tutta questa intelligenza artificialmente creata? Immaginando un futuro che siamo solo a un passo dal toccare, questo romanzo infarcito di dialoghi frizzanti e prese in giro delle nostre debolezze immagina anche un mondo che forse, inavvertitamente, potrebbe sfuggirci di mano. Per dirla con lari: "Billy Wilder sosteneva che se ti trovi in difficoltà nel terzo atto, il problema vero ce l'hai nel primo. Ma nel mondo reale, chi di noi sa davvero in quale atto si trova? Potremmo stare ancora al prologo". Di quale futuro non si sa.


COME MANTENERE UN SEGRETO
di Sarah Morgan
HarperCollins
460 pagine | 11,60€

Da ragazzine Lauren e Jenna erano unite come solo due sorelle possono esserlo e la loro vita nell'incantevole Martha's Vineyard era perfetta. Erano convinte che niente e nessuno avrebbe potuto separarle, finché non hanno dovuto condividere un terribile segreto, e la reciproca promessa di non rivelare mai l'accaduto alla loro madre, Nancy, ha finito per allontanarle sempre di più. Lauren si è trasferita in Inghilterra, si è sposata con un uomo meraviglioso, e il suo unico problema è che la loro figlia, Mackenzie, ultimamente sembra arrabbiata con il mondo. Tutto sembra andare per il meglio, se non fosse che la sua vita all'improvviso si rivela un fragile, fragilissimo castello di carte. Jenna, che è rimasta sull'isola insieme alla madre, non desidera altro che costruire una famiglia insieme al marito, ma inizia a temere che questo possa non accadere mai. Eppure, anche se ha il cuore a pezzi, è decisa a stamparsi in faccia un bel sorriso e a fingere che tutto vada bene. Nancy, per parte sua, sa di non essere stata la madre migliore per le sue figlie, ma come può spiegare a Lauren e Jenna il perché? Negli ultimi tempi, però, il segreto che custodisce da tanti, troppi anni le pesa sul cuore come un macigno... Poi, in un attimo, la loro vita cambia, e le quattro donne si ritrovano a vivere di nuovo insieme a Martha's Vineyard. Qui, nonostante le differenze, devono reimparare a essere una famiglia, e anche se svelare i propri segreti può essere una sfida durissima, alla fine ne sarà valsa la pena.


I TARQUINI.
LA DINASTIA SEGRETA
di Emma Pomilio
Mondadori
428 pagine | 20€

Tarquinia, sei secoli prima di Cristo. In occasione di una gara a cavallo, Lucumone, giovane e ancor più ambizioso mercante etrusco, si invaghisce della nobile Tanaquil, indovina e abile interprete dei segni degli dei. Dovrebbe essere condannato a rimanere un sogno impossibile, il suo - Tanaquil è promessa sposa al potente principe Murinas - ma Lucumone non è abituato a rinunciare ai propri desideri, né gli mancano l'astuzia e l'abilità per realizzarli. Con un'impossibile prova di coraggio, capovolge il finale già scritto della gara, e insieme riscrive anche il destino di Tanaquil. Le conseguenze del suo oltraggio, però, non si fanno attendere, convincendo Lucumone a tentar miglior fortuna in una città vicina in forte e inarrestabile espansione, Roma. Accolto a corte, Lucumone mostra presto qualità preziosissime agli occhi di Anco Marcio, l'attuale re: straordinario intuito politico, granitica affidabilità, grandi doti militari e - dulcis in fundo - infinita disponibilità e generosità economica. Ma non tutti vedono in Lucumone, che presto cambia il suo nome nel romano Lucio Tarquinio, un potente alleato: per altri, lo straniero è solo un pericoloso concorrente alla corsa al trono, da eliminare con ogni mezzo… Nessuno può sospettare che tra le mura del palazzo si sta giocando una partita più ampia, che getta lo sguardo già oltre la generazione di Anco Marcio e Lucumone, posandosi su Macstarna, meglio conosciuto come Servio Tullio.

mercoledì 19 giugno 2019

Nuove uscite: "Miti e delitti. 13 metamorfosi. 13 autori-. 13 storie" a cura di Andrea Del Castello





MITI E DELITTI
13 metamorfosi. 13 autori. 13 storie
a cura di Andrea Del Castello
Prefazione di Romano De Marco
Lupi Editore
292 pagine | 13€


Poesia latina e letteratura gialla. È questo il binomio ideato per la raccolta di racconti Miti e delitti (Lupi Editore, 290 pp.) che sarà presentata in anteprima domenica 7 luglio alle ore 17 nel chiostro dell’Annunziata nell’ambito della manifestazione AB Wine.
L’insolito accostamento mira a unire passato e presente in un progetto editoriale ideato da Jacopo Lupi e curato da Andrea Del Castello. 
Dopo l’esperienza positiva del festival Giallovidio nel 2018, nasce ora una vera e propria collana della Lupi Editore. Il progetto Giallovidio vuole dare continuità alle pubblicazioni “mystery” che allo stesso tempo rivolgono uno sguardo alla letteratura classica o in generale alla storia e alle peculiarità del territorio.
Oltre alla prefazione di Romano De Marco, uno degli autori più affermati del panorama italiano contemporaneo, la raccolta ospita 13 racconti di 13 scrittori che hanno rivisitato in chiave thriller e moderna i 13 miti delle Metamorfosi di Ovidio che nel 2017 Alessandro Monticelli e Claudio Pagone hanno rappresentato mediante un’istallazione artistica tra le arcate dell’acquedotto medioevale di Sulmona.
Due racconti di questa raccolta sono proprio ambientati a Sulmona. Ci sono autori abruzzesi e autori di altre regioni, quali Emilia Romagna, Toscana, Marche, Molise e Campania.
Come afferma Del Castello nell’introduzione, l’ordine dei racconti si snoda lungo un percorso che a grandi linee parte dallo stile tipico del giallo contemporaneo (Marilù Oliva, Annavera Viva), e attraverso le penne della scrittura professionista (Daniela Casciola, Paolo Di Vincenzo), passando per nuove e più dure voci della narrativa (lo stesso Del Castello, Walter Miraldi, Jøn Mirko, Alessandra Cotoloni, Sara Ferri), arriva all’aulismo degli esperti della materia ovidiana (Simone Lupi, Raffaele Giannantonio) e delle poetesse prestate alla prosa (Michela Di Gregorio Zitella, Imma Telesforo).
“Si tratta di un percorso” scrive il curatore “che ci riporta idealmente alla poesia, la forma originaria delle Metamorfosi, come a chiudere un ciclo che comincia e finisce con il poeta di Sulmona, come a dimostrare che si vuole tornare a Ovidio, ma con uno sguardo costante al presente e al futuro”.