giovedì 3 agosto 2017

BlogTour "Il valore delle piccole cose" di Marco Vozzolo [Sesta Tappa] - Contenuti speciali


Eccoci arrivati alla sesta tappa del blogtour dedicato al nuovo romanzo di Marco Vozzolo, Il valore delle piccole cose! Oggi scopriremo dei contenuti speciali riguardo al libro… Pronti a saperne di più?!

CONTENUTI SPECIALI A CURA DELL’AUTORE

Durante la fase documentale e la stesura del testo mi sono imbattuto in una serie di situazioni che via via hanno contribuito alla realizzazione della storia.
E ho seguito un percorso disseminato di piccoli oggetti che però avevano un vibrante valore. Un filo continuo che attraversava gli anni a ritroso nel tempo.

La cosa più toccante sono state le “interviste”, parlare cioè con le persone che potessero testimoniare sui fatti realmente accaduti. Si tratta del lavoro lungo anni. Molti di loro mi hanno chiesto uno sforzo di riservatezza poiché confessi di azioni che, loro malgrado, furono costretti a fare.
Una donna dagli occhi chiari come il ghiaccio si vergognava di essere stata costretta a depredare il corpo di un soldato tedesco degli stivali per riparare i propri piedi da un inverno particolarmente rigido.
Altre di cose subite di una certa crudezza. Di esplosioni che dilaniavano i propri cari, tanto per fare un esempio. Ho raccolto tra le mani le schegge disseminate tutt’oggi per tutta la zona. 
Di fatto, si sentivano responsabili di “colpe” che non avevano.

Mi veniva raccontato di uomini costretti a nascondersi per sfuggire ai rastrellamenti dei tedeschi con l’orgoglio ferito di chi sa di essere coraggioso eppure costretto a piegarsi alle circostanze più grandi del suo coraggio.

Ho visto nei loro occhi gli incubi che solo l’afflizione sa generare.
Mi è stato fatto immaginare il sapore delle carrube e delle radici. Ma non mi è bastato e allora ho assaggiato le carrube.
Ho saputo di inermi civili oppressi dai tedeschi che comunque ospitavano oppure aiutavano soldati sbandati con notevole rischio di ritorsioni.
E dell’oblio che fu l’attraversamento del “tratturo delle Ravi” da parte di gente spinta dalla disperazione, costretta a camminare tra i corpi dilaniati dei compaesani.   
Questi sono solo degli esempi.

Ma il “dietro le quinte” è anche ricco di episodi unici e preziosi.
Ecco che mi verrà mostrato e regalato l’orologio dal vetrino infranto e la terra ancora incastrata sul quadrante, fermo alle ore 04:57 del 21 gennaio del 1944 durante la feroce offensiva tedesca verso gli alleati.

Glyn, un fuciliere britannico, scriverà ai genitori che è vivo e vegeto ma cercherà il conforto della madre perché ha avuto un periodo durissimo in battaglia. Ho letto e riletto le sue parole perché conosco la sua sorte…

Da documentazione dell’epoca ho individuato una foto in cui sono immortalati per sempre due corrieri di ordini intenti a superare un canale con le loro biciclette. Dal timbro che avevo tra le mani immaginavo l’ufficiale che apponeva il marchio del Reich sul documento che quei due avrebbero tentato di consegnare al destinatario. 

Una signora mi mostrerà la fede in metallo che si era fatta fare al posto di quella in oro che era stata costretta a donare per finanziare lo sforzo bellico. Non voleva si pensasse male di lei e da allora indossò quella fede come simbolo del suo amore verso l’uomo ancora lontano a causa della guerra.

Un’altra invece mi farà avvicinare e si vede, dai suoi occhi, che avrebbe dovuto dirmi qualcosa di impertinente. E sussurrando mi ha detto un segreto per poi sghignazzare.
Mi doveva mostrare –chissà perché- la culottes che le aveva portato il marito e che aveva indossato solamente al suo ritorno. Adesso, nonostante non sia più tra noi, ancora sento la sua risatina accorta.

Seppi di un bambino si riparava dentro un fienile assieme ad altri sfollati in una località della “Forcella”. Era uscito incautamente e quasi finiva ammazzato da una cannonata che era esplosa a poca distanza da lui. Solamente il mattino seguente ritrovarono un maiale crivellato dalle schegge di quella bomba.

In una sorta di trincea fatta di pietre ammucchiate ho trovato delle schegge di una cannonata che, probabilmente, aveva centrato (o quasi centrato) quella difesa in cui erano riparati i tedeschi. Tra l’altro, a causa proprio della conformazione del terreno, non sempre i soldati riuscivano a scavare delle buche in cui ripararsi. E allora non rimaneva altro da fare che ammucchiare delle pietre dietro cui trovare riparo. E dentro quelle piccole tane si concentravano le esistenze di chi vi si trovava in copertura.

Ho ritrovato il ferro di un mulo utilizzato per il rifornimento di munizioni verso le disseminate postazioni tedesche sulle zone impervie. E, con il ferro tra le mani, ho immaginato il mulo che sarà protagonista di una scena del libro. Era un carrista britannico a curarsi dei muli del X° Corpo e sul suo diario lamenterà della conformazione del suolo.

E’ saltata fuori la storia di una moneta dei Savoia nascosta nell’intercapedine di una porta e poi ritrovata circa sessanta anni dopo.


Una arzilla signora centenaria mi ha mostrato ciò che rimaneva dell’ogiva estratta dalla sua gamba dopo che un ufficiale delle SS le aveva sparato. Ciò che mi ha colpito di quella donna era lo sguardo scintillante e la capacità di vestire con un certo stile.

Ho tenuto tra le mani elmetti che portavano ancora i fori dei colpi che avevano posto fine all’esistenza di chi li indossava. Uno, tra questi, ha stimolato la mia fantasia fino alla creazione di Hans, il soldato buono. Ho letto nomi sulle piastrine arrugginite che mi hanno lasciato un brutto retrogusto amaro cercando di sfiorare le anime di chi si chiamava in quel modo. Ho indossato i loro elmi e qualche cappello anche per sentire cosa provava la loro pelle a contatto con quei tessuti o elementi.
Tutte cose realmente indossate dai soldati del conflitto in questione, divenute poi oggetto di ritrovamenti di resti di soldati in ogni parte della penisola in cui si siano svolti dei combattimenti. In particolar modo nel centro Italia. 

Ero con gli Americani in una trincea a fumare Lucky Strike con un pacchetto dell’epoca nella mano destra.
Ho riposato su una cassa che ha contenuto fucili per le forze alleate.
Provato ad usare posate da campo e toccato la svastica sulla divisa di un soldato della 29ª per vedere che effetto faceva sfiorare con un polpastrello il simbolo più terribile al mondo.

Indossato l’uniforme di un soldato americano che ho immaginato essere uno dei primi ad entrare a Castelforte.
Poi ho vestito l’elmetto dei famelici “Red Bull” che combatterono a Cassino.
C’erano milioni di sorrisi in quello che ho fissato nella foto del 1943 in cui tre giovani soldati tedeschi partono per un nuovo fronte. Ho immaginato che poche ore prima si stavano divertendo e qualche giorno dopo le sorti sarebbero state ben diverse. Ho pensato alle loro mani che impugnavano matite consumate quasi del tutto per scrivere lettere che magari sarebbero arrivate a destinazione dopo la loro uccisione. 

Mi sono sorpreso a portare fiori su tombe di sconosciuti che hanno dato la vita nelle stesse feroci battaglie descritte nel libro.
Ho camminato per ore lungo i sentieri della Linea Gustav accompagnato dal silenzio della solitudine ma anche dal frastuono delle battaglie che immaginavo e ricostruivo studiando documenti e ascoltando le testimonianze.



Vi ricordo che avete ancora un giorno per partecipare al giveaway! 

a Rafflecopter giveaway

E domani non perdetevi la recensione su Diario di un sogno. 

Recensione:" Il settimo enigma [Codice Fenice Saga #2]" di G.L. Barone - Review Party




«Esattamente. Quello che non sappiamo è cosa sia in concreto Aarat: secondo gli impiegati della fondazione, De Lestes se ne occupava di persona, assieme a un archeologo di nome Domianello... e casualmente sono entrambi morti».

Titolo: Il settimo enigma [Codice Fenice Saga #2]
Autore: G.L. Barone
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 320
Prezzo: 7.90€

New York. Il palazzo delle Nazioni Unite è sotto attacco. Quattro terroristi sfondano il cancello di ingresso e muniti di cinture esplosive sparano sulla folla. È una terribile carneficina, con oltre trenta morti. Tra i numerosi feriti c’è anche Zeno Veneziani, pubblico ministero romano arrivato a New York per indagare sulla misteriosa morte dell’archeologo Leonardo Domianello. Sierra Leone. Nigel Sforza, ispettore dell’Interpol, è appena giunto a una svolta nelle sue indagini. Gli indizi raccolti, tuttavia, lo hanno portato a una conclusione che ha dell’incredibile: un filo rosso lega tra loro un omicidio avvenuto nello stato africano, l’assassinio di Domianello al largo delle isole Baleari e la strage di New York. È solo la punta dell’iceberg di un disegno molto più grande. L’obiettivo è diffondere una terribile pandemia in grado di decimare il genere umano in poche settimane. Chi progetta un piano così folle e diabolico? Sforza e Veneziani uniscono le forze e scoprono l’esistenza di un vaccino, tenuto nascosto dalla multinazionale SunriseX International. Trovarlo prima che sia troppo tardi è la loro nuova missione. Ma per riuscirci dovranno prima risolvere il mistero che circonda il Settimo Enigma…


«I piani della Sunrise X… A questo punto mi piacerebbe davvero sapere quali sono», replicò Sforza, scettico. 
«Siamo nel bel mezzo di una crisi mondiale e siamo scampati a due attentati per essere qui», tagliò corto Veneziani. «Forse è il caso di mettere una volta per tutte le carte in tavola».


Codice Fenice Saga riprende dove si era interrotto il primo volume: Nobile e Veneziani continuano le loro indagini e sono giunti negli Stati Uniti d’America per parlare con il Ministro Rodchenko; Nigel Sforza è intento nella sua ricerca e Padre Fernandes prosegue la sua missione. 
Le morti di De Lestes, capo della fondazione Mendel, e Domaniello restano ancora un mistero per Nobile e Veneziani, che vogliono scoprire anche qualcosa di più sull’attività Ararat e sulla SunriseX International, la multinazionale russa. Anche Sforza sta indagando su questi omicidi e su tutto ciò che ruota intorno ad essi. Ma non sanno che il Ministro Rodchenko non è una persona così affidabile… E il loro viaggio in Sierra Leone, raccomandato da Rodchenko, non è tanto sicuro.
I tre, aiutati poi anche da Sybilla, devono compiere una vera e propria corsa contro il tempo: l'umanità rischia di essere colpita da un virus Ebola tanto potente da esser in grado di distruggete il genere umano. E questa epidemia si sta espandendo con grande rapidità, oltrepassando i confini africani e giungendo anche nel resto del mondo. In tutto ciò si inseriscono gli esperimenti della SunriseX, che spaccia per funzionante un vaccino in realtà nocivo.

Il PM lo osservò in silenzio, poi poggiò una mano sulla sua spalla: aveva l'espressione tipica del padre che sgrida il figlioletto, colpevole di una qualche forma di egoismo. «Non so se ti è chiaro», concluse, «ma qui è in gioco il destino del mondo». 

Mentre il virus si diffonde in Sierra Leone, Nobile, Veneziani e Sforza sfidano gli ostacoli che trovano, mettendo anche a rischio la loro salute, per cercare di porre fine a una catastrofe imminente.  Ma la loro visita in quella terra non è ben gradita ai cosiddetti Tredici, o più conosciuti come Ordine degli Illuminati, che stanno lavorando a un Nuovo Ordine Mondiale. Queste persone sono così meschine e intente a raggiungere i loro obiettivi che non si faranno il minimo scrupolo a eliminare chi osa ostacolare la loro strada.  In Il settimo enigma facciamo anche la conoscenza di uno di loro, proprio colui che ha ideato il progetto dell’Ebola: Verdi, il cui vero nome è conosciuto a pochi così come il suo aspetto fisico.

Il virus che gli avrebbe consentito di raggiungere i suoi piani era già stato diffuso: avrebbe costretto le popolazioni a vaccinarsi.

Attraverso una fitta rete di intrighi e complotti, si dipana una storia complessa che l’autore riesce a districare pian piano ma che, ovviamente, troverà piena spiegazione nel prossimo capitolo della saga. Non bisogna mai abbassare la guardia, perché ogni evento costituisce un piccolo pezzo di un puzzle davvero molto grande, dove antiche teorie e moderne cospirazioni si intrecciano e si fondono. Veneziani, Nobile, Sforza e Sybilla devono anche risolvere il settimo enigma e in particolar modo la parte su Behaye, che risulta essere quella più difficile da decifrare.
Così come ne La settima profezia, anche qui la storia di sviluppa in luoghi diversi. Amazzonia, Sierra Leone, New York City e Genova sono solo alcuni dei luoghi in cui i fatti si svolgono. 
Di tutti questi, l'Amazzonia ha un ruolo centrale, e chi ha già letto il primo libro dovrebbe avere a mente il messaggio firmato Catilina ricevuto da Domaniello in cui si faceva riferimento all’Amazzonia come posto di fondamentale importanza: è lì che si nasconde l'ultimo degli indios immuni rimasti in vita che potrebbe salvare il mondo.

Con uno stile leggero e un ritmo incalzante, G.L. Barone ci trascina in un vortice ricco di eventi che ti danno il tempo di respirare ma ti tengono con il fiato sospeso. Se inizialmente vi troverete spaesati, è tutto normale. Qui iniziamo a trovare qualche risposta alle domande che ci eravamo fatti leggendo La settima profezia: l'autore chiarisce tutto perfettamente pagina dopo pagina, disegnando una teoria complottista che si rivela essere molto attuale. Perché diffondere volontariamente un virus? I motivi possono essere tanti, da quelli politici a quelli economici o religiosi.
Perché qualcuno vorrebbe giungere all’Apocalisse? Non vi dirò di più perché Codice Fenice Saga è tutta da scoprire. 


Non perdetevi le altre recensioni del Review Party! 


martedì 1 agosto 2017

Interviste storiche - Emanuele Rizzardi



-Ciao Emanuele, benvenuto nel mio blog e grazie per aver aderito a questa iniziativa! Come si intitola il tuo romanzo storico? Quale sfumatura ha?
Si intitola “l'ultimo Paleologo”, dove Paleologo è il cognome di uno dei protagonisti. È un romanzo storico che parla di un grande assedio e di una guerra civile in un Paese molto particolare. È un romanzo di guerra ma anche di avventura, di amore e di formazione, perchè mostra il cambiamento dei suoi personaggi durante i circa dieci anni dell'arco narrativo

-Come lo presenteresti a chi ancora deve leggerlo?
Gli direi che è un romanzo storico importante ma gradevole, ambientato durante il grande assedio di Costantinopoli del 1453 e nel regno caucasico di Georgia. Con molta semplicità d linguaggio e scorrevolezza trasporta il lettore in un mondo medioevale crudo e realistico durante un'epoca di grandi cambiamenti. Assistiamo alla caduta dell'ultimo lembo dell'impero bizantino, alla nascita della potenza ottomana, alle ultime fasi della guerra civile georgiana, alla diffusione delle armi da fuoco contro i cavalieri in armature metalliche

-Com'è nata l'idea?
È nata dalla mia passione per il medioevo e in particolare quello orientale. Inizialmente volevo ambientare il tutto durante il solo assedio di Costantinopoli ma ho voluto dare sia una continuazione ad una storia altrimenti tragica, sia dare la possibilità al lettore di poter esplorare il mondo georgiano, il Caucaso e la sua storia.

-Ti andrebbe di parlarci dei personaggi del tuo romanzo?
Ci sono moltissimi personaggi, sia effettivamente esistiti che verosimili ma non storici. Abbiamo fra i realmente esistiti l'ultimo basileus dei romani Costantino, un uomo quasi anziano e provato dalla guerra ma dal grande carattere e spessore morale, il giovane e sanguigno sultano ottomano Maometto, avido di potere e conquiste. Il principe georgiano Bagrat, giovanissimo, irascibile ma dal grande senso della giustizia, sua sorella Tamar, donna di grande intelligenza usata come merce di scambio per via del suo sesso, il re georgiano Giorgi, scaltro e fedele al suo regno.
Fra i personaggi di fantasia ci sono il giovane diplomatico Alessio Paleologo, cugino del basileus e dal passato tenebroso e la sua amante Lucrezia, bastarda italo-greca.

-Secondo te cosa deve avere un romanzo storico per attirare l'attenzione di un lettore?
Deve avere il giusto mix fra realtà e fantasia. Non deve essere troppo “pesante” a livello di fonti e descrizioni storiche, altrimenti rischia di diventare un saggio (e far addormentare i lettori) ma non deve nemmeno essere troppo fantasioso o vago, altrimenti si rischia di creare confusione. Un buon romanzo storico deve dare al lettore la voglia di approfondire il periodo.

-Il miglior romanzo storico che hai letto.
 Credo “Giuliano” di Gore Vidal, il tempo non lo ha invecchiato minimamente e nonostante sia un romanzo epistolare riesce a tenerti incollato alle sue pagine. Parla della vita dell'imperatore romano Giuliano “l'Apostata”.

-Se potessi fare un viaggio nel passato, in quale periodo ti piacerebbe andare?
Il medioevo è un'epoca bellissima, per certi aspetti, o anche l'epoca antica (nel mondo grecoromano). Un salto come spettatore ce lo farei volentieri ma non ci vivrei, sai malattie, guerre, briganti, nessuna comodità nella vita...meglio guardarlo da fuori.

-Su quale personaggio realmente esistito ti piacerebbe scrivere un romanzo?
Ce ne sono così tanti che è difficile dirlo. Di sicuro punterei su qualcuno la cui biografia, romanzata o non, non sia stata ancora presa molto in considerazione e sarebbe ovviamente in un contesto medioevale. Magari qualche grande generale (come Belisario o Alessio Filantropeno) o sovrano (Alessio Comneno).

-C'è un film/telefilm storico che secondo te è da vedere assolutamente?

Ho guardato “Vikings”, secondo me è fatto molto bene sia per accuratezza nella trama che nella cura dell'ambientazione. Se vogliamo andare più sul fantasy anche “il trono di spade” merita.
A tema medioevale non ne conosco altre, anzi se ce ne sono di meritevoli sono tutti orecchi!

-Grazie per essere stato qui con noi, in bocca al lupo per le tue future pubblicazioni!
Grazie a te, è stato un piacere.



lunedì 31 luglio 2017

Arthur Conan Doyle | Un classico a colazione


Nel secondo appuntamento di Un classico a colazione, Vanessa Leone ci parla di un autore conosciuto soprattutto agli amanti del giallo: Arthur Conan Doyle, colui che ha dato vita all’investigatore Sherlock Holmes. 




LA VITA

Sir Arthur Conan Doyle (Edimburgo, 22 maggio 1859 – Crowborough, 7 luglio 1930) fu un medico e scrittore scozzese considerato, insieme a Edgar Allan Poe, il fondatore di due generi letterari: il giallo e il fantastico. In particolare, Doyle è il capostipite del sottogenere noto come «giallo deduttivo».  Nonostante la produzione letteraria dell’autore spazi dal romanzo d’avventura alla fantascienza, dal soprannaturale ai temi storici, raggiunse il successo con le avventure dell’investigatore Sherlock Holmes e il suo assistente Watson.

«La prova principale della vera grandezza di un uomo consiste nella percezione della propria piccolezza
»

Arthur Conan Doyle nacque in Scozia il 22 maggio 1859 in un piccolo appartamento di Edimburgo dall’inglese Charles Altamont Doyle e dall’irlandese Mary Foley. Il cognome composto lo ereditò dal prozio Michael Conan, noto giornalista dell’epoca.
Iniziò i suoi studi presso una scuola della sua città per proseguire alla Hodder Preparatory School nel Lancashire, proseguì presso lo Stonyhurst Jesuit College, per poi terminare all'Università di Edimburgo dove si laureò in medicina nel 1885. È durante gli anni dell’università che iniziò a pubblicare vari racconti e articoli per riviste di medicina.
Nel 1881 ottenne prima il baccellierato in Medicina, quindi il Master in Chirurgia. Lavorò come assistente medico per diversi studi affiancando medici come Richardson a Sheffield, Elliot a Shropshire e Reginald Hoare a Birmingham. Tra i vari professori di medicina con cui collaborò, rimase particolarmente colpito dal brillante e freddo dottor Bell che, con il suo metodo scientifico e le sue abilità deduttive, gli ispirò in seguito il fortunato personaggio di Holmes, che ha così, almeno nelle origini, un legame con il thriller medico.

Arthur Conan Doyle, in apparenza un uomo tranquillo, aveva invece un animo combattivo e delle forti convinzioni per cui si batteva pubblicamente a mezzo stampa: nel 1890 mise in guardia il mondo intero contro la tanto decantata cura per la tubercolosi, qualche anno più tardi, nel 1902, difese il governo britannico contro le accuse di cattiva condotta durante la Seconda Guerra Boera. Nel 1906 sostenne la riforma per il divorzio e nel 1909 intervenne contro le atrocità in Congo. Nel 1910 difese pubblicamente Oscar Slater falsamente accusato di omicidio. Infine, nel 1914 mise in guardia tutti contro i devastanti effetti del blocco sottomarino. Molte di queste sue battaglie personali risultavano impopolari, ma il senso di onore era per lui più importante dell'opinione pubblica.


Dopo aver lavorato per un breve periodo come medico di bordo sul battello Mayumba e aver messo da parte una piccola somma, decise di aprire – con scarso successo - uno studio medico nel Southsea, sobborgo di Portsmouth: fu proprio in questo periodo che Doyle cominciò a scrivere le avventure di Holmes, che iniziarono ad avere un discreto successo presso il pubblico britannico. Il primo romanzo sul detective fu Uno studio in rosso, pubblicato sul The Strand Magazine nel 1887 rappresenta una sorta di introduzione alle opere successive, infatti il narratore, il buon dottor Watson, presenta Holmes e la sottile scienza della deduzione. A questa prima opera fece seguito nel 1890 Il segno dei quattro, opera che lo portò al successo.

DEFINIZIONE

Il metodo deduttivo o deduzione è il procedimento razionale che fa derivare una certa conclusione da premesse più generiche, dentro cui quella conclusione è implicita.
Come anticipato, Conan Doyle amava moltissimo anche altri generi letterari come l'avventura o il fantastico o opere di ricerca storica. Scrisse diversi romanzi storici come La compagnia bianca (1891), il suo antefatto Sir Nigel (1905) e la serie di sedici racconti storico-satirici sulle immaginarie avventure del brigadiere Gérard, pubblicati tra il 1894 e il 1903. Si cimentò anche nell’opera lirica comica pubblicando, insieme all’amico James Matthew Barie, un libricino dal titolo Jane Annie.

Morì il 7 luglio 1930 colto da un improvviso attacco cardiaco mentre si trovava nella sua casa in campagna a Windlesham, Crowborough. Le sue ultime parole, rivolte alla moglie Jean Elizabeth Leckie, furono: «Sei meravigliosa, moglie mia».
La sua sepoltura è a Minstead nel New Forest, Hampshire, presso il cimitero parrocchiale di tutti i santi. L'epitaffio sulla sua tomba recita:
«Acciaio vero,
Lama diritta,
Arthur Conan Doyle,
Cavaliere,
Patriota,
medico e uomo di lettere»

LE OPERE

Leone Editore riporta alla luce due racconti dell’autore scozzese per la collana Gemme. Nel maggio del 2014 viene pubblicato il cortoromanzo Il capitano della Stella Polare/The captain of the Polestar e nel marzo 2017 La banda maculata/The Speckled Band, entrambi con testo originale a fronte 

Il capitano della Stella Polare/The captain of the Polestar 

«Sono andato avanti con lui e lo abbiamo sentito, a tratti come il pianto di un bambino, a tratti come il grido di dolore di una ragazza.»

Il racconto è scritto in forma diaristica dal medico di bordo della nave baleniera Stella Polare che riporta, passo per passo, l'avventura del capitano Craigie e del suo equipaggio che all'inizio di un inverno artico rischiano di rimanere intrappolati dai ghiacci e preda di una misteriosa entità. In una brevissima storia di delirio e terrore il giovane dottore assiste alla scomparsa del capitano e alla manifestazione dello spirito che da tempo spaventa gli uomini.
Questo testo rientra nella produzione fantastica dello scrittore insieme ad altri cinque romanzi e a circa una quarantina di racconti, la maggior parte dell’orrore e del soprannaturale. È evidente come lo spiritismo, dottrina a cui Doyle si affiancò molto presto e che seguì per tutta la vita, sia un elemento fondamentale nel testo. L’elemento misterioso accompagna il lettore durante tutta la storia facendogli provare la stessa angoscia e lo stesso terrore dei protagonisti.

La banda maculata/The Speckled Band

«Nel dare uno sguardo ai miei appunti sulla settantina di casi nei quali, durante gli ultimi otto anni, ho studiato le metodologie del mio amico Sherlock Holmes, molti li trovo tragici, alcuni comici, in buona quantità semplicemente strani, ma nessuno banale.»

Sherlock Holmes e Watson indagano sul caso di una giovane donna che teme di essere assassinata. Helen Stoner, la figliastra del dottor Grimesby Roylott, ha buoni motivi per sospettare che il patrigno abbia ucciso sua sorella, anche se lei non sa come, e che ora voglia sbarazzarsi anche di lei. 

«Fu una notte tremenda. Fuori il vento ululava e la pioggia infuriava e si infrangeva contro le finestre. All’improvviso, in mezzo al baccano di quel fortunale, irruppe l’urlo disperato di una donna terrorizzata. Sapevo che si trattava della voce di mia sorella.»  

La banda maculata, uno dei testi preferiti dello stesso autore, è un racconto giallo pubblicato per la prima volta nel febbraio del 1892 sulla rivista The Strand Magazine, successivamente venne inclusa nella raccolta Le avventure di Sherlock Holmes.
Nonostante la sua brevità cattura da subito l’attenzione del lettore, che riesce facilmente a immedesimarsi nei personaggi percependo la loro paura e la loro tensione. I piccoli indizi che Holmes cerca di dare all’amico Watson per aiutarlo a risolvere il caso accompagnano la lettura e stimolano la mente ma la soluzione non è mai scontata, si scoprirà solo all’ultima pagina quando tutti i pezzi del puzzle andranno al loro posto e si scoprirà che l’investigatore più celebre del mondo aveva capito tutto fin dall’inizio. 

Conan Doyle, nonostante l'enorme successo che gli ha regalato Sherlock Holmes, non legò mai abbastanza con il suo personaggio, arrivando a nutrire odio e gelosia perché divenuto più famoso di lui. L’autore, nel 1927, dichiarò che aveva scritto di Holmes più di quanto intendesse inizialmente fare, perché spinto dall'insistenza di alcuni suoi amici.

CURIOSITÀ: Elementare, Watson!
Il tipico modo di dire attribuito ad Holmes è la frase "Elementare, Watson!"("Elementary, my dear Watson"), quando spiega all'amico medico la soluzione di un caso, ma in realtà Doyle ha utilizzato pochissimo questa frase. Andando a rileggere i suoi racconti la si può trovare in una pagina della raccolta Le memorie di Sherlock Holmes, nel racconto L'uomo deforme, quando Holmes, rispondendo ad una domanda di Watson, fa uso di questo modo di dire: "Elementare!", così come lo utilizza due volte nel racconto Uno studio in rosso, sempre rispondendo a una domanda di Watson, e una volta nel racconto successivo Il segno dei quattro, ancora una volta in risposta a una domanda dell'amico. La frase è stata inizialmente introdotta negli adattamenti teatrali e resa celebre con la cinematografia successiva.


venerdì 28 luglio 2017

Segnalazione: "La scommessa del centravanti" di Daniele Grillo e Valeria Valentini


Da grande amante del calcio, non potevo non restare affascinata da questo noir firmato Fratelli Frilli Editori, uscito pochi giorni fa!

Titolo: La scommessa del centravanti
Autore: Daniele Grillo e Valeria Valentini
Editore: Fratelli Frilli Editori
Pagine: 216
Prezzo: 11,90€


Il talento uruguaiano Cardanyo è spompato da un paio di giornate, il Chiavari alla prima stagione in A annaspa come sempre e il vice allenatore preme col mister per dare un’opportunità a quella punta pescata da una serie minore nel mercato di riparazione. È il momento dell’esordio del non più giovane Roberto Galanti, e l’inizio di una parabola che porterà la terza squadra ligure a giocarsi una miracolosa salvezza sparigliando i piani di altri club. Ma dopo un epico match contro la capolista allo stadio Ferraris di Genova, il centravanti soprannominato l’Alchimista per le magie confezionate dal calcio d’angolo viene assassinato. Marcenaro dovrà allora concentrarsi sul caso dello stadio di Marassi, delegando al vice Solani il compito di trovare il modo di acciuffare l’inafferrabile serial killer degli animali. Intanto, nell’appartamento del commissario a Capo Santa Chiara, gli occhi della piccola Eleonora Giulia sono ancora spenti. Lo sono da quando un gruppo di terroristi mutò per sempre l’ordine naturale delle cose, lasciandola sola sulla spiaggia di Saint Malo tormentata dalla burrasca.

giovedì 27 luglio 2017

BlogTour "Il valore delle piccole cose" di Marco Vozzolo [Prima Tappa] - Presentazione + Estratti



Esce oggi per Leone Editore Il valore delle piccole cose di Marco Vozzolo e per l’occasione ho organizzato con la casa editrice questo blogtour. Non perdetevi neanche una tappa, perché ci saranno contenuti molto interessanti! Inoltre, uno di voi potrà vincere una copia del libro: vi basterà compilare il modulo che trovate alla fine del post. 

mercoledì 12 luglio 2017

Recensione: "Il curioso caso di Benjamin Button" di Francis Scott Fitzgerald


Non si può stabilire quanto quella sventura pesasse sulla vita sociale dei Button e del loro parentado, giacché lo scoppio della Guerra civile calamitò l’attenzione generale altrove. Alcune persone dai mondi immancabilmente cortesi, si scervellarono in cerca di un complimento con cui gratificare i genitori.

Titolo: Il curioso caso di Benjamin Button

Autore: Francis Scott Fitzgerald
Editore: Leone Editore
Collana: Gemme
Pagine: 112
Prezzo: 6€


Nel 1860, a Baltimora, Benjamin nasce con le sembianze di un anziano. Ma la cosa ancor più curiosa è che con il passare del  tempo Benjamin ringiovanisce, vivendo una vita in senso esattamente opposto a quella dei comuni mortali. Da questo racconto divertente e esemplare sull'incapacità degli uomini di comprendere e accettare qualcosa di diverso e a prima vista inspiegabile, è stato tratto l’omonimo film con Brad Pitt e Cate Blanchett,diretto da David Fincher. 





Come sarebbe la nostra vita se, invece di invecchiare, ringiovanissimo? Impossibile non farsi questa domanda durante la lettura de Il curioso caso di Benjamin Button. Il protagonista, Benjamin, nasce a Baltimora nel 1860, in una mattina di settembre. Tutto normale fin qui, se non fosse che la sua nascita sconvolge i suoi genitori: Benjamin non è un neonato, ma un anziano.

Sulla fronte del signor Button si moltiplicarono le gocce di sudore. Chiuse gli occhi e poi, quando li riaprì, guardò di nuovo. Non si stava sbagliando… stava davvero guardando un uomo di settant’anni… un neonato di settant’anni, un neonato i cui piedi penzolavano ai lati della culla dove giaceva.

Lo shock iniziale è inevitabile: i Roger Button sono una famiglia con una buona posizione sociale e faticano ad accettare questa situazione, certi che li avrebbe rovinati. Con il passare degli anni, Benjamin Button nota che le rughe iniziano a sparire e sembra più giovane: infatti con l'avanzare degli anni ringiovanisce. 
Se inizialmente il primo pensiero può essere “Che bello!”, pian piano si inizia a prendere consapevolezza di quanto questa cosa sia penosa. Mentre Benjamin diventa sempre più giovane, acquistando più fascino e bellezza, i suoi genitori, sua moglie e suo figlio crescono e invecchiano. E si arriva a un punto in cui il figlio gli fa da padre, perché Benjamin al termine della storia diventa un neonato.

«Santo Cielo!» disse ad alta voce. Il processo stava continuando. Non c’erano dubbi: ora aveva l’aspetto di un uomo di trent’anni. Invece di rallegrarlo, quel pensiero lo angustiava. Stava ringiovanendo. Fino a quel momento aveva sperato che una volta che il suo corpo avesse raggiunto l’età corrispondente a quegli anni, quel grottesco fenomeno che aveva segnato la sua nascita si sarebbe arrestato. Rabbrividì. Il suo destino gli sembrava orrendo, incredibile.

Benjamin vive una vita pervasa di anormalità: tutto ciò che ha vissuto e i suoi ricordi finiranno con essere dimenticati.

La pecca di questo testo è la sua brevità. Forse è anche fin troppo breve: Fitzgerald avrebbe potuto dedicare più spazio all’introspezione psicologica del protagonista, al suo rapporto con i genitori e con la moglie.
Ecco, non prendetelo come un racconto introspettivo, ma come una cronaca quasi comica della bizzarra esistenza di Benjamin Button. Se vi avvicinate al libro con quest’idea, non rimarrete delusi.
Nonostante tutto, il racconto porta a riflettere. Quanto può essere difficile vivere così? Benjamin non sarà mai accettato dalla società, è quasi un emarginato. Riesce a riscattarsi solo quando la sua età e il suo aspetto fisico combaciano. Per il resto, deve convivere sempre con un padre prima e un figlio poi che quasi si vergognano di lui.
Un racconto ambientato nel 1860, ma che si riflette benissimo anche nel nostro secolo: talvolta la gente è così bigotta da non riuscire ad approvare chi è diverso. Più facile guardare con occhio critico e distaccato, piuttosto che capire e avvicinarsi a questa persona.


Il curioso caso di Benjamin Button non sarà il libro dell’anno, ma è un ottimo compagno per una sera di questa calda estate. 

lunedì 10 luglio 2017

Bonfirraro Editore - Conosciamo l'editore

Oggi vi parlo di una casa editrice siciliana che ha catturato la mia attenzione su un titolo dedicato a Lucrezia Borgia e Giulia Farnese (Lucrezia Borgia e Giulia Farnese - Le donne più ammirate e desiderate del Rinascimento di K. Midleton, libro di cui vi parlerò presto sul blog). Ringrazio Rosa Maria Ciulla, addetta stampa della casa editrice, per le informazioni che mi ha fornito!


Per la nascita della casa editrice, vi riporto le parole di Rosa Maria: “La storia nasce appunto
in un piccolo paesino della sperduta provincia di Enna, nel cuore della Sicilia sul finire del 1985, anno in cui il giovane Salvo Bonfirraro, intraprendente e visionario talent scout, decide di non seguire la maggior parte dei suoi coetanei, che emigravano altrove per trovare nuove e migliori condizioni economiche, ma, determinato, investe e crede nel proprio territorio.
Da quel momento lo travolge un successo sicuramente inaspettato, ma profondamente giustificato: in una regione monopolizzata dai salotti culturali di Palermo e Catania, Bonfirraro riesce a colmare in questo modo un vuoto, dando voce anche a coloro i quali, pur vivendo di cultura, non avrebbero avuto altrimenti la possibilità di accedere al mondo dell’editoria”.

venerdì 7 luglio 2017

Uscite Luglio 2017 Leone Editore


Leone Editore per il mese di luglio non si risparmia e ci propone come sempre uscite interessanti. Torna Marco Vozzolo, autore che ho già avuto modo di conoscere con La corona del re Longobardo, con Il valore delle piccole cose. Per chi, come me, è amante del giallo non perdetevi Omicidi in tribunale. 

Titolo: Il valore delle piccole cose
Autore: Marco Vozzolo
Collana: Sàtura
Pagine: 364
Prezzo: 13,90€



Le piccole mani premute sulle orecchie per attutire il fragore dei bombardamenti. Corte nuvole di vapore cadenzavano i respiri corti dei bambini spaventati, vestiti con quello che si era potuto raccattare prima della fuga. Il boato delle abitazioni che deflagravano centrate dalle cannonate e il sibilo dei proiettili che tracciavano il cielo, mettevano a dura prova gli animi di chi era arrivato vivo fino a quella notte rischiarata dai bagliori rossastri della guerra. Tutti si fermarono quando la mano di Gaetano fece segno di non muoversi. Era con un occhio oltre lo spigolo e riusciva a vedere un plotone di Panzergrenadier che scendeva correndo lungo le scale di San Giovanni. Le voci rauche e concitate trasmettevano l’inquietudine di finire ammazzati. Soldati tedeschi e castelfortesi in quel momento erano paradossalmente affratellati dalla paura.

Lorenzo, in un solo giorno, perde il lavoro, scopre il tradimento della moglie perfetta e riceve la telefonata che gli cambierà la vita: suo padre, che non vedeva ormai da anni, è morto. Disorientato dagli eventi, è costretto a far ritorno al piccolo paese natio, dove il vecchio Antonio, amico inseparabile del padre, lo aiuterà a rimettere in sesto la modesta casa ereditata. Attraverso i ricordi di Antonio, Lorenzo rivivrà i giorni terribili dell’occupazione tedesca durante i tentativi alleati di sfondare la munitissima Linea Gustav; farà conoscenza del sergente delle SS Sturmann, esaltato e capace di nefandezze indicibili nei confronti dei civili, e del mite soldato Hans, costretto suo malgrado a obbedire agli ordini ma sempre bendisposto ad aiutare il piccolo Antonio donandogli sacchetti di sale, bene preziosissimo all’epoca, uno dei quali l’anziano ha conservato sul camino della propria casa. Così, mentre Lorenzo sarà impegnato a rimettere in piedi la sua vita e Antonio a combattere le sue antiche angosce; un evento straordinario stravolgerà, ancora una volta, l’esistenza di entrambi. I resti di un soldato tedesco verranno ritrovati da un cercatore di funghi e, quel soldato, si rivelerà trattarsi proprio di Hans. Nel tentativo dei due uomini di emendare il proprio passato, ogni esistenza si andrà a legare a quella di altri personaggi e fino a fondere le due epoche.


Titolo: Diciassette anni di clausura (Intime e segrete confessioni di una clarissa)
Autore: Erika Pisacco e Giovanni Rossi
Collana: Sàtura
Pagine: 192
Prezzo: 10,90€



… mi portò in un bagno, mi pettinò con cura per fare in modo di poter raccogliere tutti i capelli in una scatola. Li tagliò alla radice con perizia. In quel momento io mi sentii davvero spogliata, derubata di qualcosa d’importante. Deposti i miei capelli, posò anche le forbici e prese un rasoio per terminare il lavoro.

Adolescente e spinta da una situazione familiare problematica, Sofia decide di entrare in convento per divenire suora. La vita monastica, però, è ben diversa da quella che aveva immaginato e, soprattutto, la giovane scopre che fuggire dal mondo esterno facendo una scelta così radicale non è la soluzione ai suoi problemi interiori. L’ambiente che la circonda non fa altro che deluderla, finché deciderà, dopo anni di sofferenze, di tornare a quel «mondo esterno» da cui si era sconsideratamente allontanata con troppa superficialità pur di sfuggire ai problemi quotidiani.


Titolo: Io ti vedo
Autore: Sara Wood
Collana: Sàtura
Pagine: 300
Prezzo: 12,90€

E penso a come ogni singola sofferenza potrebbe essere alleviata se solo ci fosse qualcuno che si rendesse conto di quello che sta accadendo. Tutto questo male, tutta questa solitudine, si potrebbe sconfiggere se solo ognuno di noi la guardasse dritta negli occhi e dicesse: «Io ti vedo». Allora nel mondo saremmo meno soli.


Laura e Nicholas si sono separati dopo una breve ma intensa relazione d’amore a Copenaghen. Lei è una giovane italiana laureata in ingegneria e adesso vive a Doha, in Qatar, dove sempre più sola si dedica intensamente al lavoro. Lui, invece, si è trasferito a Hong Kong e, oppresso dai rimorsi per il modo in cui si è lasciato con Laura, parte alla ricerca della ragazza, che è rimasta coinvolta in un grave incidente stradale. Attraverso il diario della sua ex fidanzata, Nicholas riuscirà a ricomporne l’esistenza: la vita da expat, i pregiudizi verso una donna in carriera che non vuole figli, la solitudine e la depressione, gli sport estremi, la discriminazione razziale, il contrasto tra le diverse culture.


Titolo: Sulla strada per l’amore
Autore: Ester Bergudaz
Collana: Sàtura
Pagine: 382
Prezzo: 13,90€

Quella notte per me fu pazzesca. Forse, il mio cervello era andato in tilt e vivevo una vita irreale: sì, non poteva essere altrimenti. Tutto quanto mi stava stravolgendo: il mio lavoro, i riconoscimenti e adesso quella sensualità sfrenata. Stranamente, ci dormii sopra, sapendo che, se si trattava di un sogno, all’indomani tutto quanto sarebbe svanito. Non fu così.

Luna è una graziosa ragazza di ventitré anni, geniale architetto fresco di laurea dal passato doloroso. A Milano, sua città natale, trova subito impiego presso il prestigioso studio di architettura di Giovanni, splendido uomo che usa il suo fascino diabolico per sposarla, con l’unico scopo di arricchirsi sfruttandone il talento. Col tempo Giovanni diventa però geloso e prepotente, e Luna si ribella, per riprendersi la propria libertà e mettersi alla ricerca del vero amore, sempre in bilico tra figli, carriera e trasgressive avventure.


Titolo: Viola
Autore: Silvio Sampò
Collana: Sàtura
Pagine: 96
Prezzo: 9€


Una sera, pochi giorni prima che il suo incarico di lavoro a tempo determinato terminasse, mi arrivò una richiesta di amicizia su Facebook. Accettai. Giorni prima mi era capitato di lanciare uno sguardo alla scollatura della sua camicetta estiva colorata di rosso e amaranto. Con calcolata nonchalance, come solo le donne consapevoli del loro sex appeal sanno fare, metteva in mostra la perfetta linea circolare dei seni. Quell’occhieggiare più insistente del normale era inopportuno per un collega, oltretutto della mia età. Sì! Era proprio poco professionale! Ma in quell’istante, breve come il mio sguardo furtivo, avevo capito due cose che avevo sempre cercato di nascondere a me stesso: lei mi piaceva e aveva una sapiente capacità di sedurmi. 

Giulio, un uomo maturo, stimato e carismatico, si invaghisce della nuova collega Viola, una giovane donna che ha poco più della metà dei suoi anni. Viola è indipendente, molto intelligente e affascinante, ma non ha ancora trovato una sua tranquillità sentimentale, e decide di cominciare una relazione con Giulio solo perché sa di doversi presto trasferire. La differenza d’età e lo scontro tra personalità così diverse daranno vita a un amore contrastato ma incredibilmente intenso.


Titolo: Omicidi in tribunale
Autore: Walter Ghilardi
Collana: Mistéria
Pagine: 218
Prezzo: 10,90€

Un assassino si aggira per Milano uccidendo giudici e curatori fallimentari, e dopo averli uccisi li appende al soffitto, nudi e a testa in giù, con un cartello recante la scritta Giustizia è fatta. Chi è veramente il killer? Ha ucciso per vendetta, o c’è qualcosa di più grande che si nasconde dietro agli omicidi? Cosa ha scatenato il suo odio? Che significato ha il macabro rituale? Dopo Omicidio a Chinatown, tornano le avventure del commissario Dell’Orto con un romanzo poliziesco ambientato nelle aule di tribunale.