mercoledì 19 giugno 2019

Nuove uscite: "Miti e delitti. 13 metamorfosi. 13 autori-. 13 storie" a cura di Andrea Del Castello





MITI E DELITTI
13 metamorfosi. 13 autori. 13 storie
a cura di Andrea Del Castello
Prefazione di Romano De Marco
Lupi Editore
292 pagine | 13€


Poesia latina e letteratura gialla. È questo il binomio ideato per la raccolta di racconti Miti e delitti (Lupi Editore, 290 pp.) che sarà presentata in anteprima domenica 7 luglio alle ore 17 nel chiostro dell’Annunziata nell’ambito della manifestazione AB Wine.
L’insolito accostamento mira a unire passato e presente in un progetto editoriale ideato da Jacopo Lupi e curato da Andrea Del Castello. 
Dopo l’esperienza positiva del festival Giallovidio nel 2018, nasce ora una vera e propria collana della Lupi Editore. Il progetto Giallovidio vuole dare continuità alle pubblicazioni “mystery” che allo stesso tempo rivolgono uno sguardo alla letteratura classica o in generale alla storia e alle peculiarità del territorio.
Oltre alla prefazione di Romano De Marco, uno degli autori più affermati del panorama italiano contemporaneo, la raccolta ospita 13 racconti di 13 scrittori che hanno rivisitato in chiave thriller e moderna i 13 miti delle Metamorfosi di Ovidio che nel 2017 Alessandro Monticelli e Claudio Pagone hanno rappresentato mediante un’istallazione artistica tra le arcate dell’acquedotto medioevale di Sulmona.
Due racconti di questa raccolta sono proprio ambientati a Sulmona. Ci sono autori abruzzesi e autori di altre regioni, quali Emilia Romagna, Toscana, Marche, Molise e Campania.
Come afferma Del Castello nell’introduzione, l’ordine dei racconti si snoda lungo un percorso che a grandi linee parte dallo stile tipico del giallo contemporaneo (Marilù Oliva, Annavera Viva), e attraverso le penne della scrittura professionista (Daniela Casciola, Paolo Di Vincenzo), passando per nuove e più dure voci della narrativa (lo stesso Del Castello, Walter Miraldi, Jøn Mirko, Alessandra Cotoloni, Sara Ferri), arriva all’aulismo degli esperti della materia ovidiana (Simone Lupi, Raffaele Giannantonio) e delle poetesse prestate alla prosa (Michela Di Gregorio Zitella, Imma Telesforo).
“Si tratta di un percorso” scrive il curatore “che ci riporta idealmente alla poesia, la forma originaria delle Metamorfosi, come a chiudere un ciclo che comincia e finisce con il poeta di Sulmona, come a dimostrare che si vuole tornare a Ovidio, ma con uno sguardo costante al presente e al futuro”.


venerdì 14 giugno 2019

Nuova uscita: "Marco Polo" di Gianluca Barbera




MARCO POLO
di Gianluca Barbera
Castelvecchi 
 pp. 178 - 17,50

Dopo il successo di Magellano, una nuova straordinaria avventura tra Occidente e Oriente. Un inno all’arte del raccontare

Marco Polo ha aperto la via dell’Oriente, è un esploratore di grande fama, l’emblema stesso del viaggiatore… eppure gli capita di raccogliere insulti e ortaggi mentre narra sulla pubblica piazza delle sue imprese leggendarie. Intrattenitore ambito nelle corti d’Europa grazie alla circolazione dei favolosi resoconti del Milione, ha girovagato come un novello aedo ripetendo all’infinito il racconto delle sue gesta e di ciò che ha visto: enormi ricchezze accumulate dai potenti, donne di bellezza comparabile solo a quella di Elena di Troia, popoli dai costumi sanguinari, pratiche magiche oscure e mistici indovini, guerrieri di valore ineguagliabile lanciati in epiche battaglie, miserabili traditori pronti a ordire macchinazioni, ma soprattutto luoghi fantastici in cui la natura ha dato sfogo ai propri capricci. Desideroso com’era di non deludere le aspettative dei signori che lo ospitavano e dei loro cortigiani, tutti smaniosi di novità ed esotismo, Marco Polo si è abbandonato a una sfrenatezza inventiva senza eguali, finendo per confondere verità e fantasia. E lo scottante segreto che custodisce da anni è reale o frutto anch’esso della sua fertile mente? Un romanzo scritto in una lingua limpida e immaginifica che vi catapulterà in un’altra dimensione, dove non è più l’uomo che conta, ma l’eternità del suo mito, della sua storia.

venerdì 7 giugno 2019

Recensione: "Chocolate & The City" di Rona Persichetti



C’è voluto tanto a prendere questa decisione. Trasferirsi all’estero è eccitante, ma non facile. Ci si distacca dai propri cari, dalle abitudini e dalle certezze. Ma quella vocina dentro di me era diventata sempre più insistente: «È arrivato il momento di troncare con il passato e ricominciare».
Trasferirsi a Londra e rivoluzionare la sua vita: è questo l’obiettivo di Sara, avvocato di trentatré anni, che decide di dare un taglio netto con il passato e con un lavoro poco soddisfacente. Carica di buoni propositi, l’avventura a Londra all’inizio si rivela piuttosto difficile, poiché Sara, che si appoggia inizialmente in un ostello si sente sola, senza amici, e fatica a trovare un lavoro. Ma ben presto le cose sembrano migliorare: trova una camera in affitto nella casa dell’esuberante ma dolce Helene, con la quale poi lega molto, e viene assunta dal prestigioso studio legale Diva & Louf. Inoltre, inizia anche ad approfondire la conoscenza con un altro avvocato, Daniele Lorenzini, colui che l’ha scartata per un posto di lavoro nello studio di cui è partner.

A causa dei ritmi frenetici, della vasta quantità di lavoro e di un capo troppo pressante, Sara si ritrova ben presto spaesata e affranta: ma è in questo momento che capisce di dover cambiare, di doversi guardare dentro e di affrontare in modo diverso le difficoltà. E ci pensa una giovane donna, Rosa, incontrata casualmente in un giardino zen, a insegnarle tutto ciò.
Inoltre, l’amore è dietro l’angolo per la nostra protagonista: arrivata a Londra con il cuore spezzato per la fine della sua storia con Luca, Sara rimetterà in gioco il suo cuore grazie a un amore che arriverà inaspettatamente e da chi meno se lo sarebbe aspettato.

La città in cui è ambientato il libro, Londra, viene ben descritta da Rona Persichetti. È una città che può dare molto, che ti fa sentire parte del mondo e che è anche multietnica. Londra permette a chi se lo merita di avere un lavoro all’altezza dei suoi studi e delle sue capacità; non vige la regola delle conoscenze. Inoltre, è una città indifferente: non freddezza come si potrebbe pensare, ma più rispetto per la privacy altrui. Certo, ci sono anche i contro, come la vita molto cara, il caffè con prezzi esagerati e non buono come il nostro, o il cibo inglese che non può essere proprio paragonato al nostro.
Vivere all’estero consente anche di guardare l’Italia con uno sguardo diverso: molto spesso viene vista con uno sguardo nostalgico.

Chocolate & The City non è la classica commedia che regala qualche risata, ma durante la lettura regala grandi insegnamenti. Grazie agli incontri tra Rosa e Sara, si dimostra come la risposta a tutto sia dentro di noi: ogni tanto bisogna prendersi un momento per guardarsi dentro e per riflettere.
«Quando inizierai a rispettare te stessa, gli altri inizieranno a rispettarti. Se non lo farai, consentirai a chiunque di offendere la tua personalità, la tua sensibilità, la tua preparazione e quanto più tollererai tale violenza, tanto più sarà difficile tornare indietro, perché l’inversione di rotta esigerà una tua forza di volontà esponenzialmente superiore. Tu sei la causa del modo in cui vieni trattata e se vuoi che le persone cambino il loro atteggiamento nei tuoi confronti, devi farlo tu per prima.»
E Sara, nel suo percorso di crescita interiore, riesce passo dopo passo a capire finalmente chi è davvero.
Rona è riuscita a regalare al suo pubblico una spassosa commedia romantica, con una protagonista che risulta subito simpatica grazie alla sua sottile ironia e al suo modo di fare. Consiglio di leggere Chocolate & The City a tutti coloro che cercano una storia d’amore che faccia sognare ma che faccia anche divertire. Lettura perfetta da portare al mare con voi!
«Se vedessi un leone in questo momento, tu cosa faresti?» 

Ma ho capito bene? Comincio a pensare che nella mia lovely tazza di tè ci sia della droga. 
«Non ho capito. Come?» 
«Ho detto: se adesso vedessi un leone entrare in questa stanza, cosa faresti?» 
Ma che domanda è?! Non ho più dubbi: questo tizio è davvero un’idiota. Mi è capitato in passato che mi abbiano fatto domande stupide durante i colloqui, ma mai così stupide. 

giovedì 6 giugno 2019

"Chocolate & The City" di Rona Persichetti | Il percorso interiore di Sara [BlogTour]




Quante volte abbiamo pensato che trasferirsi all’estero sia la soluzione migliore per scappare da una delusione o da una vita che non ci soddisfa abbastanza?
Io, in primis, ci ho pensato più di una volta. Ed è quello che fa la protagonista di Chocolate & The City, Sara, avvocato di trentatré anni, che decide di stravolgere la sua vita lasciando il suo posto di lavoro e trasferendosi a Londra.

Trasferirsi all’estero è eccitante, ma non facile. Ci si distacca dai propri cari, dalle abitudini e dalle certezze. Ma quella vocina dentro di me era diventata sempre più insistente: «È arrivato il momento di troncare con il passato e ricominciare.»  

Sara si tuffa in questa nuova avventura un po’ titubante sì, ma con la certezza che a Londra potrà ripartire con una nuova vita. Ma non è così semplice all’inizio: non solo non conosce nessuno, ma si ritrova a dover comunicare con una lingua che non è la sua e che non sempre comprende subito al primo colpo. 
Nonostante un inizio difficile, Sara riesce a trovare subito una camera in cui poter stare e un lavoro al rinomato Studio Legale Diva & Louf.
A Londra, Sara conosce anche italiani che si sono trasferiti lì e ha modo di confrontarsi con loro: dall’avvocato Daniele Lorenzini, che mai tornerebbe in Italia se non per far visitare ai suoi, a una giovane barista, che al contrario non è soddisfatta dell’esperienza londinese ed è il procinto di tornare in terra italiana.
L’iniziale euforia di Sara viene presto alternata da momenti di scoraggiamento, dovuto anche al fatto di non avere amici e dall’impressionante mole di lavoro che si ritrova in ufficio. Ma è qui che arriva un importante insegnamento, di cui tutte noi dovremo far tesoro.  
Una lacrima inizia a scendere sul mio viso. O forse qualcuna in più. Non ne so neanche il perché. Non mi ero mai sentita così. […] D’un tratto sento una voce, quella della giovane donna che intravedo d’improvviso riflessa nell’acqua. «Perché piangi?»  «No, nulla» mento imbarazzata mentre mi asciugo velocemente il viso. «Eppure sembri triste» continua lei con una dolcezza indescrivibile.«È che mi sento sola» le confesso d’impulso.Se ne sta per un momento in silenzio e, prima di dileguarsi, esclama: «Non si è mai soli se si è amici di se stessi.»     

   
Con quest’ultima frase Sara sembra ritrovare quella forza che le mancava e, soprattutto, la fiducia in se stessa. Infatti per Sara Londra rappresenta un modo per rapportarsi anche con le sue paure e le sue debolezze. E sarà sempre quella giovane donna, Rosa, a darle un altro insegnamento.
«Quando inizierai a rispettare te stessa, gli altri inizieranno a rispettarti. Se non lo farai, consentirai a chiunque di offendere la tua personalità, la tua sensibilità, la tua preparazione e quanto più tollererai tale violenza, tanto più sarà difficile tornare indietro, perché l’inversione di rotta esigerà una tua forza di volontà esponenzialmente superiore. Tu sei la causa del modo in cui vieni trattata e se vuoi che le persone cambino il loro atteggiamento nei tuoi confronti, devi farlo tu per prima. Troppo facile restartene inerte cercando qualcuno a cui dare la colpa: il rispetto di te è un atto di coraggio per cui un atteggiamento di passiva rassegnazione ti rende colpevole.»

Rosa diventa un punto fermo per Sara, la sua guida: con i suoi preziosi consigli, fa avvicinare Sara alla meditazione e la aiuterà a crescere interiormente e a conoscere meglio se stessa, una cosa che diamo sempre troppo per scontato. 
L’avventura londinese per Sara rappresenta quindi un modo per acquisire consapevolezza di sé e, cosa non da poca, l’aiuterà a trovare l’amore.

lunedì 3 giugno 2019

Recensione: "Piccole anime folli" di Mirko G. Rauso



PICCOLE ANIME FOLLI
di Mirko G. Rauso 
288 pagine | 12,90€

IN UN PAESE DOVE IL MALE DILAGA NESSUNO È INNOCENTE
CHI SOPRAVVIVERÀ ALLA CACCIA SUPREMA?

Nel piccolo paese di San Rodi, i mesi scorrono con estrema lentezza. Quattro ragazzini di quindici anni, ognuno con un problema che si porta dentro e una condizione familiare disastrosa, fanno parte del gruppo dei Cacciatori Solitari. Agli occhi di tutti sono dei perdenti, degli emarginati, ma aver fatto squadra li rende più coraggiosi. Sfrecciando in bicicletta tra i boschi circostanti, si sentono degli eroi: catturano ogni tipo di animale e, per dimostrarsi «uomini veri», arrivano perfino a torturare e ammazzare cani, galline e volpi. Ma le dinamiche di quel gruppo nascondo risvolti sconvolgenti. Un giorno, infatti, spinti dalle manipolazioni e dalla pazzia del loro carismatico capo, Fermo, decideranno di compiere la Caccia Suprema, quella di un essere umano. Da allora, da quel primo omicidio, si scatena una spirale di violenza sempre più grande, sempre più terribile, che piano piano coinvolgerà l’intera comunità, rivelando scenari inquietanti, fino alla comparsa di un altro Mostro, un terrificante serial killer. Quali sorti toccheranno agli abitanti di San Rodi?



Tra questi vari gruppi, uno in particolare non amava le partite di calcio e preferiva guardare film dell'horror in Vhs. I quattro componenti non erano ben visti dal resto dei loro coetanei, ma se ne fregavano. Ogni giorno, dopo la scuola e prima che calasse la notte, impugnavano le loro maestose biciclette e si allontanavano dal pietoso centro cittadino, alla ricerca di avventure. 
Folle. È questo l’aggettivo che meglio descrive Piccole anime folli. La trama non mi aveva convinta molto all'inizio ed ero molto titubante, ma poi mi sono subito ricreduta. Questo è un romanzo cruento, violento, in cui i limiti sembrano non esistere.

La storia è ambientata a San Rodi, piccola città del Centro Italia, dove le giornate sono sempre le stesse per gli abitanti. Tra i vari gruppi che si formano tra i ragazzi della città, ce n’è uno particolare caratterizzato dalla presenza di giovani problematici, con alle spalle una situazione familiari tutt’altro che rosea. Sono i Cacciatori, che vivono dando la caccia a poveri indifesi animali per sentirsi parte integrante di un mondo che sembra disprezzarli. A capo c’è Fermo, ragazzo deciso e sicuro di sé, sprezzante di tutti e di tutto che ha a cuore solo se stesso. Un bravo manipolatore, che sa come plasmare la mente dei suoi amici. Piero B, ex promessa del calcio, ha perso la sua popolarità e per questo si è unito ai Cacciatori. È colui che entra più in contrasto con Fermo. Arcangelo e Tommaso sono i più deboli del gruppo: il primo è un ragazzo con problemi di peso e con una madre troppo presente, il secondo non vuole accettare la propria omosessualità.

La tranquillità di San Rodi viene stravolta quando Fermo decide di dar via alla Caccia Suprema, unico modo per poter dare dimostrazione della loro superiorità. Ed è qui che entrano in gioco molti altri personaggi, come Mollusco, vittima prescelta dai ragazzi, la signorina Ranieri, che sembra essere inizialmente un personaggio secondario ma che in realtà è molto coinvolta in questa storia folle, Venusia, nuova arrivata in città che si innamora di uno dei Cacciatori, e Yara, a capo della congrega delle Streghe che cerca di aiutare una persona a cui tiene molto.

Il primo omicidio commesso dai Cacciatori ha un effetto domino: seguono una serie di altri omicidi non tutti ricollegabili allo stesso assassino, ed è qui che viene fuori la vera follia del romanzo. Tutti diventano assassini, tutti sono vittime e tutti sono colpevoli: a San Rodi la depravazione è ormai dilagata e non si possono più dormire sonni tranquilli. 
Fermo, che credeva di aver messo in atto un piano impeccabile, si ritrova a non avere più la situazione in mano e a essere coinvolto in un gioco più grande di lui. 


La persona che aveva suonato la prima nota della melodia più disumana immaginabile era uno sconvolto Fermo. Chi avrebbe mai pensato che San Rodi potesse nascondere così tanti segreti, così tanta follia. Lui aveva dato inizio a tutto, aveva pianificato ogni cosa nel minimo dettaglio, ma era come se ormai fosse diventato un semplice gregario, non aveva più l'importanza di un tempo.
Piccole anime folli è una storia di bullismo e di violenza, e ti fa capire quanto questi due comportamenti siano concatenati tra di loro. Chi è vittima di bullismo, non resta estraneo alla violenza ma anzi ne cova moltissima, ritenendo che questa è l’unica soluzione, l’unico modo per poter affrontare la vita.

Rauso riesce a coinvolgere il lettore con uno stile fluido e semplice, contraddistinto da un linguaggio crudo. Le descrizioni sono molto accurate e ogni personaggio è ben caratterizzato. E l’autore è bravo a dare il giusto spazio a ogni singola persona che ritroviamo nel corso della storia: nessuno viene lasciato a se stesso, ognuno ha la propria storia che viene ben descritta e trova un degno finale. La catena di omicidi dà il via a un vortice di sentimenti contrastanti: odio, sete di vendetta e di giustizia, amore folle e amore irrazionale.

Durante la lettura è impossibile non rimanere sconvolti: avevo quasi i brividi mentre leggevo, non riuscendo a capacitarmi in così tanta cattiveria. Sconsiglio la lettura a chi è debole di stomaco perché alcune scene sono descritte in modo così reale che è impossibile non immaginare la scena e rimanerne disgustati. Invece, se amate le storie forti, Piccole anime folli deve essere letto proprio per la particolarità della trama. 

«Adeline, da cosa si capisce quando qualcuno è uno psicopatico?»«Si capisce da molte cose... Gli psicopatici spesso recitano con gli altri, ponendo loro stessi come divinità centrali della loro esistenza, sono molto distaccati sotto il punto di vista emotivo... La morte, le tragedie... Non pesano su di loro quanto pesano su di noi. Gli psicopatici mentono, rompono le regole, provano piacere nel provocare danni agli altri, sono asociali, tortura o gli animali e spesso si sentono come se l'intero pianeta avesse un problema con loro. Teramano per rompere l'ordine naturale delle cose, possono arrivare a compiere azioni tremende e rivoltosebsenza provare alcun rimorso...» [...]Mollusco riconobbe Fermo in ogni singola parola pronunciata da Adeline. «Adesso ho ancora più paura.»

venerdì 31 maggio 2019

Intervista a Odile D’Oultremont: "Ci sono delle cose che cerco di rubare dal personaggio di Louise perché la trovo fantastica"



-         “Gli incurabili romantici” è il tuo romanzo d’esordio. Da dove nasce l’idea?
L’idea di questo romanzo è nata dopo aver letto un articolo di cronaca in cui si raccontava la storia di un uomo che aveva lasciato il proprio posto di lavoro per cinque anni senza che nessuno se ne rendesse conto. L’azienda continuava a pagarlo ma lui a lavoro non ci andava. Questa storia mi ha da un lato colpita ma dall’altro mi ha creato grande angoscia perché mi sono chiesta come sia possibile che nel 2017 una persona sparisca dal proprio posto di lavoro senza che nessun collega se ne renda conto, senza suscitare reazioni da parte di nessuno. E mi sono resa conto che questa non è fantasia ma, purtroppo, è proprio la realtà. Una volta uscito questo mio libro ho ricevuto e letto una serie di articoli su altri casi simili. In Europa ci sono stati vari casi come questo, non sarà né il primo né l’ultimo. Quindi è da qui che è nata la trama della storia, che è nato il personaggio di Adrien al quale ho poi accostato il personaggio di Louise perché avevo bisogno di dare a lui una ragione che lo portasse a lasciare il proprio posto di lavoro. Questa è la base della storia. Poi le riflessioni hanno portato le cose a costruirsi pian piano, da un personaggio poi è nata una situazione ed è così che ho affibbiato a Louise un cancro al polmone. Avevo bisogno di una svolta in questa storia. Adrien pian piano ha riempito il vuoto lasciato dentro di sé dal suo lavoro per riempirsi di Louise che a sua volta si è svuotata perché è andata incontro alla morte.

-         Louise è una donna vivace, vive con leggerezza ogni situazione, anche quella più drammatica. Riesce a essere sempre positiva e, anche quando scopre di avere il cancro, non si lascia abbattere. Si può ritrovare qualcosa di te nel suo personaggio? 
Non somiglio a Louise per il fatto della malattia, perché fortunatamente non ne ho avuto a che fare. Ci sono delle cose che cerco di rubare dal suo personaggio perché la trovo fantastica. Forse un punto che abbiamo in comune è questo: cerco di mettere distanza tra me e le cose che accadono, perché ritengo che questo sia il modo migliore al giorno d’oggi per gestire gli eventi difficili che la vita ci pone davanti. Mettere quindi distanza tra noi e le cose e far avvolgere tutto dall’ultimo sono cose che cerco di fare quotidianamente. E tra l’altro è questo il perno del personaggio di Louise, mettere distanza tra lei e le cose e riuscire a trasformare le cose più complesse che le succedono in qualcosa di leggero, di più facilmente gestibile. È questo il punto che ci unisce.

-         Nel tuo romanzo affronti un tema importante e doloroso come quello del cancro, ma riesci a parlarne in modo delicato. Quanto è stato difficile affrontare questo argomento?
Quando ho deciso di introdurre questo tema nel romanzo ero perfettamente consapevole che si trattava di un tema molto delicato e complesso, quindi ho iniziato a leggere molto e a informarmi da un punto di vista tecnico su quello che è il cancro, perché ho la fortuna di non avere cari che sono stati colpiti da questa malattia. Ho iniziato anche a parlare con i medici per cercare di capire quanto meno i contorni di questa malattia. Una volta raccolte tutte le informazioni di cui avevo bisogno, mi sono messa a scrivere accordando a me stessa tutta la libertà possibile, cioè parlando di questa tema a partire dal mio punto di vista e dei miei personaggi, senza riflettere troppo e senza lasciarmi prendere dall’angoscia. In realtà io non volevo scrivere qualcosa sul cancro, se non attraverso questo tipo di escamotage. Non avrei potuto scrivere del cancro se non lo avessi fatto così.

-         Rifacendoci al forte legame che lega Adrien e Louise, cos’è per te l’amore?
Questa è una gran bella domanda. Per quanto riguarda questo romanzo ho cercato di parlare dell’amore senza giudicare, senza porre limiti a questo sentimento. E penso che questo sia il modo più facile per esprimere l’amore che provano questi personaggi. Credo che tutto ciò che si possa dire sull’amore non è sufficiente, non è all’altezza di quello che è il sentimento dell’amore. Non esistono descrizioni e non esistono parole che possano descrivere l’amore. Qualsiasi definizione non sarebbe opportuna, e io stessa non darò una definizione perché vorrebbe dire tradire il mio pensiero. Qualsiasi tipo di definizione sarebbe riduttiva e ridurrebbe anche il sentimento dell’amore, perché l’amore è semplicemente il mistero assoluto. Qualsiasi descrizione o tentativo di descrizione non sarebbe completo.

-         Qual è il messaggio che vuoi lasciare ai lettori de Gli incurabili romantici?  Cosa vuoi che resti loro dopo la lettura?
Quando scrivo in realtà non penso mai a come il lettore potrà accogliere e ricevere il mio romanzo. Può sembrare strano ma quando io scrivo mi concentro sul lavoro, sul desiderio di scrivere una storia con dei personaggi la cui trama stia in piedi: questo è ciò che faccio. Concentrarsi sul lettore vorrebbe dire perdere di creatività e di fantasia. E peraltro penso che una volta finito il mio lavoro di scrittrice il libro non mi appartiene più perché a quel punto lo affido ai miei lettori e sono loro che se ne appropriano. Quello che posso dire è che il libro è già uscito in Francia e ha avuto un feedback molto positivo. Alcune persone che lo hanno letto mi hanno detto che sono state felici di averlo letto perché sono stati o loro malati o hanno avuto dei cari malati, e mi hanno detto che questo libro ha fatto loro bene perché sono riusciti a gettare uno sguardo diverso sulla malattia. E questo mi ha colmato di gioia, per quanto non sia stata questa la ragione per la quale ho scritto questo libro.

giovedì 30 maggio 2019

"Piccole anime folli" di Mirko G. Rauso | I personaggi [BlogTour]




288 pagine | 12,90€

Protagonisti del romanzo sono dei ragazzi di San Rodi, una città piccola e tranquilla del Centro Italia, che vivono da emarginati, non sentendosi parte di quel posto. L’unico modo per sentirsi superiori agli altri è cacciare gli animali: è così che riempiono quel vuoto che hanno dentro. Ma la loro vita cambia quando decidono di cambiare preda e di cacciare un essere umano, e il tutto è legato all’arrivo di nuovi abitanti.

Tutti e quattro odiavano San Rodi, ma riconoscevano che quel paese era la tana perfetta per le malefatte che progettavano. La loro era una posizione privilegiata. Nessuno sospettava che dei reietti potessero avere qualche pensiero cospirazionista. [...] Avevano quindici anni, ma il loro andarsene in giro alla ricerca di avventura li faceva sembrare degli undicenni indifesi e da compatire. 

Fermo

È lui il leader del gruppo, colui dal quale parte l’idea di diventare dei Cacciatori che cacciano e torturano animali indifesi. Ed è sempre lui che propone la Caccia suprema. È il più sicuro tra i quattro e riesce facilmente a plasmare i suoi amici. Dotato di grande intelligenza, è un gran manipolatore ed è molto bravo con le parole: proprio per questo motivo è lui a comandare sugli altri, a decidere cosa fare e cosa non fare. Al di fuori del gruppo, appare invece come un ragazzo timido e innocuo, pur ritenendosi superiore a tutti gli altri abitanti del paese Le sue certezze e i suoi piani però vengono scombussolati dall’arrivo di Venusia, ragazza esuberante che attira il ragazzo per i suoi modi di fare e per il suo essere molto simile a lui. 
Crede di avere tutto sotto controllo, ma ben presto si rende conto che non sempre tutto va secondo i piani e che è facile perdersi nella rete di follia che è stata creata con le proprie mani.


Piero B. 

Ex promessa del calcio, è colui che ha meno cose in comune con gli altri membri del gruppo e per questo è più in contrasto con Fermo, ma ne subisce comunque l’influenza. In un primo momento tenta di escogitare un piano per contrastare la Caccia Suprema ideata da Fermo, ma poi abbandona l’idea, preso dalla leadership del suo amico. Come Fermo, anche lui non resta immune dal fascino della neo arrivata Venusia.  
Con la madre ubriaca dalla mattina alla sera non ha un gran rapporto, e neanche con il padre. È con la sorella che ha un legame più stretto, una sorta di amica e madre per lui che gli dà molti consigli.


Arcangelo e Tommaso

Con una madre fin troppo presente e i suoi problemi di peso, il primo sviluppa un carattere molto insicuro e ansioso. Il secondo vive in modo conflittuale la sua omosessualità perché ha paura a rivelarlo agli altri. In un paese piccolo come Rodi, non verrebbe mai accettato come omosessuale, vivrebbe nella vergogna. 
Per entrambi, Fermo rappresenta un punto di riferimento perché è l’unico che sembra comprenderli e che li aiuta a superare le loro paure. Ma dopo la Caccia Suprema, la loro vita non sarà più la stessa, credono di vivere in incubo e sono tormentati dai sensi di colpa sono enormi e hanno l’impressione di vivere in un incubo. È meglio confessare o continuare a vivere in una menzogna?


Cesare Bianchi 

Vittima prescelta dai Cacciatori, Cesare Bianchi, chiamato Mollusco, è un ragazzo problematico. Di carattere molto debole, soffre molto la situazione di emarginato in cui è costretto a vivere e viene anche bullizzato: si sente incapace di agire, di reagire alle ingiustizie che subisce e vede nella violenza l’unica risposta possibile a tutto. Aver vissuto con un padre violento e alcolizzato, dedito al gioco d’azzardo, gli causa non pochi problemi: oltre ad essere asmatico, diventa anche molto ansioso, ed ha paura di ogni cosa. 
Mollusco restava fermo sul suo letto, impassibile. Guardava il soffitto, guardava fuori dalla finestra e cercava di trovare un significato alla sua vita. Aveva voglia di parlare di nuovo con la signorina Ranieri, ma non avrebbe mai osato farlo. 
Nell’indifferenza di San Rodi, solo una persona cerca di aiutarlo, una delle professoresse che fanno supplenza alla sua classe, la signorina Ranieri, per la quale Mollusco perde la testa. È grazie a lei se inizia a compiere dei passi avanti, acquisendo un po’ di quella sicurezza in se stesso che gli era sempre mancata. Quando Fermo lo salva dall’ennesima azione intimidatoria dei bulli, Mollusco sembra quasi ritrovare la speranza di poter essere accettato in un gruppo e rafforza il suo carattere. In realtà il povero ragazzo non è altro che una marionetta in mano non a un solo burattinaio, ma a due.


Venusia

A causa del lavoro del padre, un giornalista investigativo, Venusia vive una vita instabile fatta di continui trasferimenti. Non avendo una sua stabilità, non riesce a stringere amicizie durature e ciò la porta a odiare la sua famiglia. Dal carattere ribelle e menefreghista in apparenza, in realtà nasconde una personalità delicata e vive in una sorta di isolamento voluto, di distacco emotivo da tutto e da tutti. 
Poco dopo l’ingresso di Mollusco nel gruppo dei Cacciatori, Venusia fa il suo arrivo a San Rodi. Intenzionata a non legarsi a nessuno, alla fine decide di avvicinarsi ai Cacciatori, e in particolar modo a uno di loro. Ma quell’amore che sembra averle ridato una flebile speranza di una vita diversa non è destinato a durare e ciò la sconvolge ancora di più, ma le dà quella forza e quel coraggio necessari a scoprire la verità e a cercare vendetta.
Restava una ragazza sensibile e delicata, ma si era trovata costretta a costruirsi una personalità completamente diversa da mostrare al mondo esterno, una corazza che le avrebbe impedito di mandare in frantumi l'ultimo briciolo di cuore e affettività che le era rimasto, dopo essere restata continuamente sola, anno dopo anno, a causa dei continui spostamenti. 

Adeline Ranieri 

Inizialmente appare come una donna sicura di sé e volenterosa di aiutare Mollusco, ma pian piano emergono aspetti cupi della sua vita e si mostra mentalmente instabile. Nasconde molti segreti macabri ed è molto più simile a Fermo di quanto si possa credere, sociopatica tanto quanto lui. È ossessionata da un amore malato ed è legata a un uomo molto particolare, Filippo il Cupo, che in questa storia svolge un ruolo importante.

Yara

Prima strega della congrega delle Streghe, gruppo a cui aderisce anche Venusia. Le Streghe non obbediscono alle regole, sono ribelli che non vogliono sottostare a nessuno e per questo sono molto simili ai Cacciatori. Anche lei ha una situazione familiare tragica alle spalle ma ha l’istinto di proteggere chi ama. Questo è il motivo che la spinge fino a San Rodi, posto in cui si ritrova a dover indagare su omicidi che la riguardano da vicino.

giovedì 23 maggio 2019

Nuova uscita: "Chocolate & The City" di Rona Persichetti



Chocolate & The City 
di Rona Persichetti


BookRoad Editore
234 pagine | 12,90€

DIARIO DI UN’ITALIANA A LONDRA, TRA LUSSO E NUTELLA

Sara è una giovane e brillante donna di trentatré anni che, stanca del suo lavoro poco gratificante e sottopagato e delusa da una relazione amorosa finita malissimo, decide di cambiare vita trasferendosi a Londra. Dopo un periodo di difficoltà in cui, alla disperata ricerca di un lavoro, è costretta a vivere in un lugubre ostello, viene assunta in uno degli studi legali più prestigiosi della City e si trasferisce in un quartiere elegante insieme a una ragazza francese. Di lì a poco si innamora di un uomo italiano, anche lui professionista in carriera, e sembra che tutti i tasselli della sua vita siano tornati al giusto posto. L’apparenza però inganna…

“Sei sicura che una «vita perfetta» sia ciò che desideri davvero?”

Dopo essere stata in cima alle classifiche con il suo primo libro Una Spa per la mente, il manuale di crescita personale che ha conquistato milioni di donne offrendo preziosi consigli per trovare un equilibrio nella propria vita privata e professionale, Rona Persichetti torna con una brillante commedia al femminile. Sara ha tutto quello che si può desiderare: un bel lavoro, un fidanzato attento e premuroso, tante amiche e una vita frenetica a Londra. Eppure una vita all’apparenza “perfetta” non la rende pienamente soddisfatta. Cosa le manca per essere davvero felice? L’autrice ci invita a riflettere fuori dagli schemi, concentrandoci sulle scelte che possono portarci al perfezionamento di noi stessi. Un viaggio all’interno del proprio io: rimettersi in gioco lasciando parlare la propria essenza e seguendo i propri desideri verso la felicità. Chocolate & The City è una commedia romantica che vi stravolgerà la vita! 

martedì 21 maggio 2019

Nuove uscite Leone Editore | Maggio 2019




PICCOLE ANIME FOLLI
di Mirko G. Rauso 
288 pagine | 12,90€

IN LIBRERIA DAL 23 MAGGIO

IN UN PAESE DOVE IL MALE DILAGA NESSUNO È INNOCENTE
CHI SOPRAVVIVERÀ ALLA CACCIA SUPREMA?

L’isteria di massa tornò a scatenarsi tra le strade di San Rodi: scuole chiuse, negozi chiusi, sembrava uno scenario postapocalittico. La milizia di Debra continuava a pattugliare le strade, senza perdere tempo a dispiacersi per la scomparsa di uno dei loro membri. Pochi coraggiosi uscivano di casa, alcuni erano convinti che non bisognasse lasciarsi terrorizzare dagli atti di questo Mostro, altri ritenevano che restare chiusi per giorni e giorni fosse la cosa migliore. I genitori tenevano a bada i loro figli, terrorizzati. Quando Piero B era scomparso, tutti si erano riversati tra i vicoli come formiche. Con la scomparsa di Mollusco, l’effetto fu opposto. San Rodi non era più la stessa, era una cittadina sporcata per sempre, orfana della sua purezza, corrotta da qualche ragazzino folle e da qualche adulto pieno di scheletri fatti a pezzi nell’armadio.
Nel piccolo paese di San Rodi, i mesi scorrono con estrema lentezza. Quattro ragazzini di quindici anni, ognuno con un problema che si porta dentro e una condizione familiare disastrosa, fanno parte del gruppo dei Cacciatori Solitari. Agli occhi di tutti sono dei perdenti, degli emarginati, ma aver fatto squadra li rende più coraggiosi. Sfrecciando in bicicletta tra i boschi circostanti, si sentono degli eroi: catturano ogni tipo di animale e, per dimostrarsi «uomini veri», arrivano perfino a torturare e ammazzare cani, galline e volpi. Ma le dinamiche di quel gruppo nascondo risvolti sconvolgenti. Un giorno, infatti, spinti dalle manipolazioni e dalla pazzia del loro carismatico capo, Fermo, decideranno di compiere la Caccia Suprema, quella di un essere umano. Da allora, da quel primo omicidio, si scatena una spirale di violenza sempre più grande, sempre più terribile, che piano piano coinvolgerà l’intera comunità, rivelando scenari inquietanti, fino alla comparsa di un altro Mostro, un terrificante serial killer. Quali sorti toccheranno agli abitanti di San Rodi?



UNA VITA SENZA PATENTE
di Stefano Garavini
126 pagine | 10,90€

IN LIBRERIA DAL 23 MAGGIO

QUANDO SUPERARE IL LIMITE TI FA RISCHIARE GROSSO
Se ripenso a tutte le volte che ho guidato dopo aver bevuto, mi convinco che la patente avrebbero dovuto ritirarmela almeno una volta ogni fine settimana. Avrei potuto causare incidenti, fare del male a me stesso, agli amici che salivano con me in auto, ma più di tutto avrei potuto far del male ad altri, persone innocenti che avrebbero solo avuto la sfortuna di incrociare il loro cammino con il mio. La mia vita è stata così, un susseguirsi di eventi normali, intervallati ogni fine settimana da bevute oltre il lecito consentito. Quante volte mi son detto, Stefano ora basta, smetti, torna a casa, e invece sono rimasto lì, appoggiato al banco del bar brandendo un buono consumazione o del denaro in attesa dell’ennesimo bicchiere.
Stefano Garavini racconta in prima persona la sua storia di ragazzo cresciuto sulla riviera romagnola, nel mito dei motori, delle serate in discoteca e delle bevute tra gli amici. E proprio quelle bevute, unite alla scellerata decisione di mettersi alla guida di una macchina o di una moto, gli sono costate per ben otto volte la patente. Tra ritiri lievi e ritiri più lunghi, con alte pene pecuniarie e l’obbligo di lavori socialmente utili, si caratterizzano così circa venti anni della sua vita, durante i quali Stefano si trova a dover pagare le conseguenze delle sue imprudenti scelte, dal problema di rimanere appiedato e quindi più limitato negli spostamenti, fino a quello di dover convivere col senso di colpa per aver deluso la propria famiglia, in special modo la madre. E poi anche per aver deluso se stesso, quando, all’ennesimo ritiro, di fronte alla promessa che sarebbe stato l’ultimo, inevitabilmente ci ricascava. In un libro personale e significativo, l’autore, attraverso il racconto, a tratti leggero e con note umoristiche, della sua esperienza, lascia un messaggio di grande importanza, mettendo in guardia tutti dal pericolo di sottovalutare gli effetti dell’alcol, soprattutto al volante.




UN AMORE DAL PASSATO
di Dilly Court
450 pagine | 14,90€

IN LIBRERIA DAL 23 MAGGIO 

LA GRANDE AVVENTURA DI UNA RAGAZZA CORAGGIOSA NELLA LONDRA VITTORIANA
Poco prima Maria aveva paura della sua ombra mentre ora era diventata una tipa tosta, che guidava sua madre dal buio dell’inferno a una vita migliore. Ma il tempo stringeva, bisognava agire; Caroline uscì dalla corte con la vaga speranza di trovare un carretto a cui imbrigliare uno dei pony. Provò a vedere nel fienile, ma la porta girò su un solo cardine, cigolando per la ruggine come se protestasse. Allarmata, Caroline fece un passo indietro e andò a sbattere contro il corpo massiccio di un uomo…
Nella Londra vittoriana, la giovane Caroline Manning si ritrova catapultata in un incubo quando il padre muore improvvisamente e la sua compagnia mercantile, che fino ad allora aveva garantito benessere alla famiglia, è sull’orlo del fallimento. Senza poter contare sulla madre, sconvolta dall’accaduto, Caroline, insieme all’amica Sadie, deve occuparsi dei due fratellini e delle economie famigliari. Dopo aver risposto all’annuncio per un posto da chaperon presso la famiglia Colville, da sempre rivale in affari dei Manning, la ragazza conosce la crudele e fredda matriarca, la signora Clarissa Colville, e i suoi nipoti Maria e Phineas. Maria è una figlia illegittima ed è sempre stata trattata male dalla nonna, che ha costretto la madre ad andarsene e sposare un contadino del Devonshire; le due ragazze stringono subito un forte legame e, dopo un litigio con la signora Colville, decidono di scappare insieme alla ricerca della madre di Maria. È l’inizio della loro avventura.




L’INVERNO DENTRO
di Claudio Benazzoli
216 pagine | 11,90€

IN LIBRERIA DAL 23 MAGGIO

IL NUOVO CASO DEL MAESTRO BONOMETTI
QUALE VERITÀ SI CELA DIETRO UN’INSPIEGABILE ATTENTATO?
Attraverso di corsa la porta e vedo le fiamme avvolgere il carretto di Dino, che gli gira intorno a torso nudo cercando di spegnerlo con la camicia. Poi un rumore si insinua nella mia testa, un rumore che ho udito solo un’altra volta nella vita. In un lampo comprendo cosa stia succedendo e urlo con quanto fiato ho in gola: «Dino! Dino! Allontanati! Stai lontano dal fuoco! Scappa!». Non mi sente, o forse non vuole sentirmi. Quel carretto è tutta la sua vita, il suo passato e il suo futuro. E lo sta vedendo bruciare. Alla luce delle fiamme intravedo una figura precipitarsi in cortile e mettersi tra lui e il carretto in fiamme. Poi tutto si fa nero. Rumore, polvere, pezzi di legno volano ovunque tracciando nell’aria linee di fuoco quando il tubo rubato esplode dentro il carretto, investendo in pieno l’uomo che, col suo corpo, ha fatto da scudo a Dino. Vengono entrambi scagliati lontano. Non sento più nulla, il mondo è diventato di colpo silenzioso
È1891, Idro, piccolo comune del bresciano costituito da numerose frazioni abbarbicate sui monti intorno all’omonimo lago. Dino, un arrotino itinerante esperto di esplosivi, salva il piccolo borgo di Lemparato e la casa del maestro Bonometti dalle acque in piena del lago, ma il suo atto eroico non è premiato. Anzi, subisce un attentato che mette a rischio la sua vita. Viene infatti dato fuoco al suo carretto, al cui interno era stata nascosta una rudimentale bomba. Chi è l’autore di questo efferato gesto? E quali motivazioni lo spingono ad attentare alla vita di un forestiero? Tocca al maestro Bonometti smascherare il colpevole e scoprire la verità. E lo farà grazie all’aiuto di Giovanni, detto il Ciucia, e di Monda, un’anziana levatrice, ma anche un po’ strega, che conosce tutti i segreti del paese. Intorno a loro gravita un universo di personaggi misteriosi, ognuno con un segreto da nascondere, protagonisti di una trama che Benazzoli plasma con sapienza e abilità. Ne nasce un giallo che conquisterà il lettore pagina dopo pagina.


IL VIANDANTE DELLE SFERE

di Stefano Pecchioli
450 pagine | 14,90€

IN LIBRERIA DAL 30 MAGGIO
L’Uomo della Morte era inarrestabile. Afferrò il lucchetto della porta che segnava il confine della zona di detenzione e lo congelò all’istante, per poi sbriciolarlo come fosse una foglia secca. Si fece quindi strada nella sala di guardia che faceva da anticamera alle celle. Le due orbite luminose rischiararono l’anticamera di una luce sinistra fino a illuminare una sagoma vestita di una tunica viola.
Kyrion è un umile contadino cresciuto ai margini del regno di Endoria, dove una casta di potenti maghi detiene saldamente il potere. Una notte, durante la festa di Fine inverno, un’enigmatica figura vestita di nero fa la sua comparsa nel villaggio, sconvolgendo per sempre la vita del giovane Kyrion, che soltanto pochi giorni prima ha scoperto di possedere un’aura magica. Costretto a fuggire insieme alla dolce Alisia e al coraggioso Sam, e protetto da un vecchio guaritore e da un possente guerriero nordico, entra a far parte della prestigiosa accademia di magia di Endorcast. Inizia così un’avventura straordinaria che porterà Kyrion in mondi fantastici e pulsanti di vita, alla scoperta della sua vera identità.