martedì 8 marzo 2016

Grandi donne tra libri e storia









Buona festa delle donne! 

Ho pensato a lungo a che tipo di post pubblicare in questo giorno, ed ecco che mi è venuta l'idea. Amando la storia, ho pensato... perché non dedicare il post ad alcuni romanzi storici incentrati sui personaggi femminili?! Alcuni di questi li ho già letti, mentre altri mi sono stati consigliati.

Gli uomini hanno sempre dominato la scena e si parla molto poco di quelle donne, regine e principesse che hanno avuto una loro parte nella storia.



E iniziando, non posso non citare Philippa Gregory, che ha dedicato la maggior parte dei suoi romanzi proprio ai personaggi femminili. Si sa, la Gregory tende molto a romanzare e, sotto alcuni aspetti, si attiene poco alla storia vera e propria; il suo stile però è molto scorrevole e, grazie alle descrizioni, l'autrice fa sì che il lettore si immerga nella corte inglese. In particolar modo vi parlo della serie dedicata alla guerra delle due rose [Sperling&Kupfer], durata trent'anni, dal 1455 al 1485, che ha visto York e Lancaster scontrarsi tra di loro per il trono inglese. Dietro a Edoardo IV, Riccardo III e Enrico Tudor (futuro Enrico VIII) ci sono loro, le donne. Jaquetta di Lussemburgo, Elizabeth Woodville, Margaret Beaufort, Anne Neville non sono rimaste a guardare, ma hanno lottato per mantenere o conquistare il potere.
Jaquetta (1415-1472) è la più saggia, capisce quando è il momento di dover prendere decisioni radicali per il benestare della sua famiglia. Sostiene sempre la figlia, dandole giusti consigli. Sposa in prime nozze il fratello del re inglese, Giovanni di Lancaster, duca di Bedford.
Alla sua morte, Jaquetta segue il suo cuore e posa Richard Woodville, ciambelano del defunto marito. Dal loro felice matrimonio, nascono ben quattordici figli. Quando scoppia la guerra, i due si schierano dalla parte dei Lancaster. In seguito, sostengono la causa degli York, soprattutto dopo che la figlia, Elizabeth Woodville convola a nozze con il re Edoardo IV. 
Elizabeth Woodville (1437-1492) e Margaret Beaufort (1443-1509), rispettivamente la regina della rosa bianca e della rosa rossa, lottano in fazioni opposte ma sono entrambi tenaci e disposte a tutto pur di non perdere il potere. Alla fine, l'unione dei loro figli, Elisabetta di York e Enrico Tudor, porterà alla fine della guerra delle due rose. La prima sposa Edoardo IV in gran segreto nel 1464. Solo in un secondo momento il loro matrimonio diviene di dominio pubblico, facendo infuriare in particolar modo Richard Neville, detto creatore di re, indaffarato a contrattare le nozze con una principessa francese. Alla morte del marito, Elizabeth è in un primo momento regina madre, con il figlio Edoardo salito al trono a soli 13 anni. Edoardo e il fratello vengono trasferiti alla Torre di Londra in attesa dell'incoronazione, ma da quella torre non ne usciranno mai. Sulla morte c'è ancora un alone di mistero, non si sa se sia stata commissionata da Margaret Beaufort o da Riccardo di Gloucester. Infatti Margaret lotta affinché a salire sul trono inglese sia il figlio Enrico Tudor, avuto dal matrimonio con Edmondo Tudor. Costretta a vivere lontana dal figlio perché considerato una minaccia al trono degli York, Margaret ottiene con grande determinazione e sutterfugi ciò che tanto desidera. 
My Lady the King's Mother.
[Enrico VII]
Anne Neville (1456-1485), la figlia del creatore di re, è vittima del gioco di alleanze del padre, che cambia fazione, e viene data in sposa al figlio di Margherita D'Angiò, Edoardo, ma rimane presto vedova. Viene così fatta prigioniera appena quindicenne ed è il cognato Giorgio, duca di Clarence, a controllarla, sperando di poter ottenere presto l'eredità dei Neville. Acconsente poi alle nozze tra lei e il fratello Riccardo, duca di Gloucester, a patto che lui rinunci ad alcune terre appartenute al defunto conte di Warwick.
Nel luglio 1483 lei e suo marito vengono incoronati re e regina d'Inghilterra, ma il loro regno dura a malapena due anni ed è segnato da tristi eventi come la morte del loro unico figlio.


Facendo un salto temporale indietro, parliamo di Caterina di Valois (1401-1437). Di lei si è parlato poco, ma in Italia è stato pubblicato l'anno scorso "La regina proibita" di Anne O'Brein [HaperCollins Italia] che ci permette di conoscere meglio questa regina enigmatica. Figlia di Carlo VI di Francia e di Isabella di Baviera, viene promessa in sposa poco dopo la sua nascita al futuro re Enrico V d'Inghilterra. Il matrimonio avviene nel 1420 a Troyes e da lui ha un figlio, il principe Enrico. 


Enrico- Un angelo pare simile a voi, Kate, e voi mi parete un angelo.
[Shakespeare, Enrico V]

Caterina non ha però una vita facile: è regina d'Inghilterra per soli due anni e rimane vedova a 21anni con un figlio in fasce. Rimasta vedova, le vengono imposte molte limitazioni per paura di un suo possibile matrimonio non gradito all'Inghilterra. Confinata nella dimora di Wallingford Castle, inizia una relazione con Owen Tudor, un cortigiano di origini gallesi con il ruolo di guardarobiere della regina. Nonostante le sia negato dal Parlamento il consenso di una relazione con lui, Caterina continua a incontrarlo e da lui ha sei figli, tra cui c'è Edmondo Tudor, padre del futuro re d'Inghilterra Enrico VII. Non è certo se i due si siano sposati o meno, anche perché non è rimasto nulla su un loro eventuale matrimonio. Poco dopo aver partori l'ultimo figlio, Caterina muore. In seguito, Owen viene arrestato per accuse non ben specificate ma subito rilasciato. Nel 1461 viene giustiziato dal casato di York. 


E parlando di periodo Tudor, come posso non nominare Anna Bolena (1501/1507-1536)? Colei che seduce Enrico VIII, che causa lo scisma della chiesa di Roma, che riesce a diventare regina d'Inghilterra spodestando Caterina D'Aragona. 


Ainsi sera, groigne qui groigne. (Così sarà, si lamenti chi vuole).  
[Motto di Anna Bolena]

Vive per un periodo alla corte di Francia come dama di compagnia prima della regina Maria Tudor, poi di Claudia di Francia, consorte del nuovo re Francesco I. Qui, apprende molte arti, come la letteratura e la musica, impara a danzare e a conoscere il galateo.
Quando ritorna in Inghilterra, le viene dato il compito di sedurre il re d'Inghilterra affinché la famiglia possa salire di rango. Questo ruolo era stato già affidato a Maria, la quale aveva fallito. Il primo incontro tra Enrico e Anna avviene durante una masque, una sorta rappresentazione teatrale. Il re si infauta così tanto di lei da insistere affinché diventi la sua amante. Ma Anna Bolena chiede qualcosa di più: vuole diventare sua consorte e non una delle tante donne passate per la sua camera da letto. Nel 1533 Anna diviene ufficialmente regina d'Inghilterra, ma non viene apprezzata dal popolo che rimpiange Caterina. 
Il matrimonio con Enrico VIII non è felice come si sarebbe aspettata: la nascita di un erede maschio tarda ad arrivare e anche lei, così come Caterina, dà alla luce una sola figlia femmina, Elisabetta. Enrico si stanca facilmente di lei e, invaghitosi di un'altra donna, Jane Seymour, inizia a ritenere scomoda la presenza di Anna. Inizia una vera e propria caccia alla strega: le vengono associati molti amanti, tra cui lo stesso fratello Giorgio e le viene data la colpa di aver stregato il re. Così, accusata per alto tradimento, stregoneria e incesto è decapitata nel 1536. Suzannah Dunn in "Regina di astuzie" [Corbaccio], dà l'immagine di una regina presuntuosa ed egoista. Mi trovo in disaccordo con qusta sua descrizone: penso che il carattere molto forte rispetto alle donne di quel tempo possa aver portarto a un'immagine distorta di lei. Ad ogni modo, è una lettura particolare perché ci offre due punti di visit: quella della regina e quello di una pasticcera.
Per avere una visione completa di questa regina molto discussa, non potete non leggere "Anna Bolena" di Carolly Erickson [Oscar Mondadori]. 


Torniamo indietro di moltissimi anni, nell'Antica Roma, ai tempi di Cesare. Dopo Pompeo, ripudiata, e Cornelia Cinna minore, morta di parto, la sua ultima e terza moglie è Calpurnia (75 a.C., dopo il 44 a.C.), che si contraddistingue per la sua grande forza d'animo. Figlia del senatore Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, diviene moglie di Cesare nel 59 a.C. 
Non passa molto tempo con il marito poiché è impegnato in diverse guerre e, nonostante ciò, porta sempre in alto il nome del consorte. Costretta anche a subire l'umiliazione di Cesare che ritorna con l'amante Cleopatra, non si lascia mai andare a momenti di rabbia. Dalla loro unione non nasce nessun figlio. Come sappiamo da Plutarco, dopo la morte del marito lei consegna a Marco Antonio quanto apparteneva a Cesare. 

Sempre Plutarco, ci riporta che il giorno dell'assassinio di Cesare(15 marzo 44 a.C.) Calpurnia ha una premonizione ma non riesce a distogliere il marito dai suoi impegni al Senato, convinto anche da Decimo Giunio Bruto Albino, uno dei congiurati, a non ascoltare la moglie. 


A quanto sembra, un certo sospetto e timore presero anche Cesare: precedentemente infatti non aveva notato in Calpurnia alcuna debolezza femminile derivante da scrupoli religiosi. 

[Plutarco,Vite Parallele: Alessandro e Cesare]

Sonia Morganti in "Calpurnia. L'ombra di Cesare" [Leone Editore] dà voce a questa donna fin troppo trascurata dalla storiografia, facendo emergere alla perfezione i suoi sentimenti e i suoi rapporti con il padre e i suoi amici, tra cui Lucrezio e Catullo.



Infine, non posso non parlare di Caterina Sforza (1463-1509)Una donna coraggiosa e intelligente che fa di tutto per salvaguardare i propri titoli e possedimenti. Signora di Imola e contessa di Forlì, prima con il marito Girolamo Riario e poi come reggente del figlio Ottaviano, è figlia illegittima di Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, e di Lucrezia Ladriani.
Dopo l'assassinio del marito,  sposa in segreto Giacomo Feo di cui era follemente innamorata. Poiché si teme che Giacomo possa aumentare a dismisura il suo potere, rimane vittima di una congiura di cui erano a conoscenza anche i figli di Caterina. In terze nozze, sposa Giovanni de' Medici: dalla loro unione, ha origine la dinastia granducale dei Medici. 
 
Ammirata per la resistenza posta a Cesare Borgia, alla fine viene fatta prigioniera e condotta a Castel Sant'angelo con l'accusa di aver voluto avvelenare delle lettere papa Alessandro VI. Dopo la liberazione, conduce una vita ritirata a Firenze. Alla morte di Alessandro VI, prova a riprendersi la signoria di Imola e Forlì, ma la popolazione è contraria.
Oltre ad essere una grande condottiera, è anche una madre attenta all'educazione dei figli. A ereditare la passione per le armi è l'ultimo figlio, Giovanni dalle Bande Nere. 
Se io potessi scrivere tutto, farei stupire il mondo.[Caterina Sforza]

Carla Maria Russo le dedica una trilogia: "La bastarda degli sforza" [Sperling&Kupfer] è il primo libro, seguito da "I giorni dell'amore e della guerra". Con una grande accuratezza storica, l'autrice delinea perfettamente la Milano di quel periodo e presenta Caterina partendo dalla sua infanzia. 



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