lunedì 18 aprile 2016

Recensione: "Segreto di famiglia" di Mikaela Bley

Titolo: Segreto di famiglia
Autore: Mikaela Bley
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Thriller
Pagine: 332
Prezzo: 12€

A Stoccolma è un freddo e piovoso venerdì di maggio, quando la piccola Lycke, di soli otto anni, scompare improvvisamente nel centro della città.
La rete televisiva nazionale si lancia subito sulla notizia e manda sul campo un’inviata specializzata in cronaca nera, Ellen Tamm. Chi ha visto Lycke per l’ultima volta? Chi sono i suoi genitori? Il padre e la madre di Lycke sono separati ed è stata la nuova moglie del padre ad accompagnare la bambina al centro sportivo, dove se ne sono perse le tracce. La donna, madre a sua volta da poco, racconta la sua versione dei fatti, ma ci sono delle zone d’ombra nella testimonianza. La tata che ha cresciuto la bambina è chiusa nel dolore. La madre di Lycke invece è imperscrutabile, soffre ancora il peso del divorzio e di una depressione post partum mai affrontata. Il padre, dal canto suo, non si dà pace. Nel frattempo Ellen si impegna in una ricerca spasmodica, nonostante la corruzione della polizia, i sempre più strani comportamenti dei genitori di Lycke e le frecciate velenose dei colleghi. Ma ha deciso di fare il possibile per fronteggiare la situazione da vera professionista, perché questo caso le ricorda da vicino ciò che conosce sin troppo bene: segreti di famiglia, bugie, inganni che la obbligheranno a confrontarsi con il proprio doloroso passato, mentre le speranze di ritrovare la bambina scomparsa si assottigliano…



Non solo Lycke era una bambina speciale. Era anche così sola e fragile.
Lycke, bambina di 8 anni, sparisce venerdì 23 maggio. La matrigna, Chloe, dice di averla lasciata al centro sportivo per fare una lezione di tennis che proprio quel giorno è stata cancellata. Harald e Helena, i genitori della piccola Lycke non sanno più a chi chiedere aiuto. Che fine ha fatto loro figlia? Qualcuno l'ha presa e rapita?

Con tutti questi interrogativi inizia il libro. La giornalista Ellen Tamm, specializzata in cronaca nera, sarà incaricata di seguire questo caso; ma anche lei, come tutti i personaggi del libro, nasconde un qualcosa di cui non vuole parlare. Le indagini andranno avanti permettendoci di scoprire molto su

La narrazione viene affidata al punto di vista delle 4 donne protagoniste di questa storia.
Ellen Tamm, che sembra così forte, in realtà è sopraffatta dagli attacchi d'ansia. Ci tiene molto a ritrovare Lycke, perché tutta questa storia le ricorda un evento tragico successo nel suo passato. Sarà minacciata, dovrà affrontare spiacevoli fatti, ma avrà sempre la forza di rialzarsi: una gran donna, che non si fa abbattere dalla avversità. È ossessionata dai crimini e dalla morte, e proprio questa sua ossessione la porterà a seguire una pista tutta sua.
Quando i suoi amici sedevano incollati davanti a MTV aspettando che trasmettessero l loro video preferito, Ellen faceva zapping tra i documentari sugli omicidi e gli assassini. Ritagliava necrologi e articoli su persone morte per cause non naturali. Su incidenti orribili.
Helena, la mamma, è colei che dovrebbe star peggio: eppure appare così impassibile, è indecifrabile il suo comportamento. Ha sofferto di depressione post partum e, complice anche il divorzio, questo si è riversato nel suo rapporto con la figlia.
Helena aveva parlato di Lycke come se la bambina non esistesse più. Ellen fu scossa da un brivido. 
Chloe l'ho trovata molto effimera. Si cura solo della sua famiglia, senza pensare alla figlia di Harald come dovrebbe e, anzi, facendola sentire un peso.
Mona, la sua tata, è l'unica a preoccuparsi davvero per Lycke. Ormai a pochi giorni dalla pensione, era dispiaciuta di dover lasciare la bambina in balia dei suoi genitori, senza più una figura di riferimento. 
Nonostante ciò, il personaggio che più entra nel cuore è proprio Lycke. Il suo è un personaggio silenzioso, non ha voce: dai racconti degli altri e dalle scoperte di Ellen, si scopriranno molte cose su di lei che non sta vivendo la sua infanzia come tutte le bambine, ma vive con un fardello dentro. È costretta a vedere il padre e la madre a situazioni alterne: la situazione che vive la porta ad essere introversa È silenziosa, nessuno sembra darle quell'affetto che cerca. Nessuno tranne Mona, colei che la conosce bene e le vuole bene davvero. 
Mona non voleva raccontare delle compagne di classe di Lycke e di quanto fossero crudeli con lei quando la accompagnava a scuola. Non la salutavano neppure, benché a volte Lycke prendesse l'iniziativa cercando di stabilire un contatto, cosa che comunque accadeva sempre più di rado.
 
E infine Harald... il padre con tanti soldi che in realtà non conosce davvero sua figlia. È benestante ed ha più a cuore la nuova moglie che Lycke: quando sua figlia sparirà, non saprà dare molte indicazioni alla polizia non conoscendo dettagli della sua vita.

I capitoli, divisi in giorni e orari, fanno intendere come ogni minuto sia prezioso e non bisogna perdere tempo nel cercare Lycke.

Alla fine del libro rimarrete stupiti e sconvolti. La verità sarà come una doccia gelata, perché non sarà come vi aspettavate: io ho provato una gran tristezza appena girata l'ultima pagina.
Mikaela Bley con la sua scrittura fluida e ammaliante, vi catturerà: continuerete a leggere facendovi tremila domande che troveranno risposta solo alla fine. Come Ellen, cercherete di scoprire cosa sia successo davvero e dubiterete di tutti: Chloe, Harald e Helena non sono la famiglia che tutti vorrebbero avere, ma una di quelle da cui vorreste stare alla larga.

C'è, però, un contro: la vicenda principale a volte sembra non essere la scomparsa di Lycke, ma più tutto ciò che riguarda Ellen e il suo passato: i suoi sentimenti e ciò che prova passano in prima piano, a discapito di quella che dovrebbe la trama centrale.
Ad ogni modo, è un thriller che vi consiglio, un libro che vi rimane dentro. Non il thriller dell'anno, ma una storia che vi spiazzerà.  

VOTO 
e mezzo

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