giovedì 19 gennaio 2017

Recensione: "Sherlock Holmes. La vestaglia della contessa di Castiglione" di G. P. Rossi

Titolo: Sherlock Holmes. La vestaglia della contessa di Castiglione
Autore: G. P. Rossi
Editore: Castelvecchi
Pagine: 91
Prezzo: 12,50€


Quando l'avvenente contessa di Castiglione viene inviata dal conte di Cavour in missione presso la corte francese per perorare la causa dell'alleanza italo-francese, raggiunge il suo scopo seducendo l'imperatore Napoleone III vestita soltanto di una sottile vestaglia di seta verde. Il misterioso capo, che ha cambiato la storia d'Italia, nasconde un incredibile segreto e molte nazioni sono disposte a tutto per accaparrarselo. All'asta che viene bandita per aggiudicare il prezioso abito è presente anche Sherlock Holmes, chiamato per vigilare affinché tutto si svolga correttamente. Ma molti misteri si nascondono nel castello di Neuschwanstein.



«Comunque avete portato il vostro revolver?», mi chiese.
«Certo, come mi avete chiesto. Credete che ne avremo bisogno?». Si rivolse verso di me dalla porta del bagno. «Non si sa mai, la notte sarà lunga e credo che questo castello nasconda molto di più di quanto non mostri», concluse Holmes.
La trama di questo libro mi aveva sin da subito attirata, sia perché ha come protagonista Sherlock Holmes e sia per lo sfondo storico. 

Chi non si è mai avvicinato, almeno una volta, al detective inglese più famoso? G. P. Rossi riprende uno dei personaggi più amati della letteratura in modo eccezionale e, cosa che si apprezza molto, non stravolge nulla ma segue in modo fedele quanto creato da Arthur Conan Doyle.

In Sherlock Holmes. La vestaglia della contessa di Castiglione, ci troviamo nel XIX secolo. Sherlock Holmes deve investigare sulla morte misteriosa di un noto sarto, Paolo Porelli, il cui corpo è stato ritrovato dalla moglie davanti al camino senza presentare ferite o qualcosa che potesse far capire perché fosse morto. A destare la curiosità di Holmes c’è il fatto che Poretti aveva cucito la famosa vestaglia verde della contessa di Castiglione, famosa perché si dice che proprio con quella la contessa avrebbe sedotto Napoleone III per difendere la causa dell’alleanza tra Italia e Francia. Sherlock Holmes viene invitato, insieme al suo fidato compagno Watson, all’asta che si tiene per aggiudicarsi questa vestaglia. Compito del detective è quello di far sì che questa finisca o nelle mani della Francia o in quelle dell’Italia.

Veniamo così portati nella fredda Germania, nel castello di Neuschwanstein attorno al quale aleggia una leggenda su Ludovico II di Baviera per via della sua morte misteriosa. L'autore, inoltre, ci fornisce una bellissima descrizione della fortezza.
 La posizione del castello di Neuschwanstein era spettacolare, proprio sul ciglio di una gola vertiginosa e immerso nella foresta. L'ingresso [...] aveva due torri gemelle ai fianchi ed era in contrasto col resto della struttura a causa dei mattoni rossi rispetto alla corte in pietra. 
Tra altri omicidi e colpi di scena, alla fine Sherlock arriverà alla soluzione del caso grazie all’ingegno che lo contraddistingue. 

Grazie al linguaggio fluente e al lessico semplice, la lettura non risulta mai noiosa. Seppur breve, questo è un libro che riesce a coinvolgerti perché ricco di suspense. C’è una scena che avviene durante l’asta che tiene davvero con il fiato sospeso e che ti fa leggere con ancora più avidità le pagine per scoprire chi sia l’assassino.

Altro punto a favore di Sherlock Holmes. La vestaglia della contessa di Castiglione è la vicenda storia con cui si intreccia l’indagine. Infatti il contesto storico viene ben ricostruito, facendo riferimenti a personaggi e fatti ben precisi. Si vede che G. P. Rossi ha fatto un buon lavoro di ricerca prima di riportare tutto. Ho avuto modo anche di scoprire episodi che ignoravo, come per esempio la pazzia e la morte di Ludovico II di Baviera, di cui ora voglio saperne di più!
Anche la stessa contessa di Castiglione è una figura che non conoscevo e che mi ha incuriosita.

«Virginia Elisabetta Luisa Carlotta Antonietta Teresa maria Oldoini Verasis Asinari, contessa di Castiglione e nobildonna italia. Figlia del marchese spezzino Filippo Oldoini e della marchesa Isabella Lamporecchi, cugina di Camillo Benso, conte di Cavour, e una tra le donne più belle del nostro secolo», replicò guardandomi per un istante e aspettando che collegassi quel nome.
Cercai di aggrapparmi ai flebili ricordi che quel nome mi trasmetteva, purtroppo non ero mai stato un grande appassionato di gossip.
«Ah, sì, la donna più bella d'Europa!», risposi.
 Se un libro riesce a far incuriosire il lettore non solo sulla trama ma anche sul contorno storico guadagna molti in più!

Unica pecca? La brevità! Ti affezioni subito alla storia, ma ecco che sei già giunto all’ultima pagina. Il finale lascia molte domande e tante curiosità, quindi ora attendo il seguito.



e mezzo

*Ringrazio l'autore per la copia del libro*

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