martedì 10 ottobre 2017

Ho adottato mio fratello - Teatro de' Servi | Un lettore a teatro

HO ADOTTATO MIO FRATELLO 
di Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino, Nazzareno Mattei con Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino


Un quadro ironico e dissacrante dei difetti dell'Italia di oggi, pigra, litigiosa e un tantino razzista: in scena al Teatro de’ Servi “Ho adottato mio fratello”.
Sbarcare il lunario in modo semplice, poco faticoso e possibilmente senza lavorare? Facile! Affittare la camera rimasta vuota dopo la morte dei genitori nella ex casa di mamma e papà. E’ questa l'idea che innesca la trama di “Ho Adottato Mio Fratello”, in scena al Teatro de’ Servi di Roma dal 17 ottobre al 5 novembre.

Una commedia divertente dal ritmo incalzante, firmata e portata in scena da una giovane compagnia che comunque dimostra sul palco carisma e disinvoltura, trattando con leggerezza al limite della irriverenza anche tematiche drammatiche e molto attuali: si va dallo smarrimento dovuto alla perdita prematura dei genitori, al gioco d’azzardo, alla crisi economica. E su tutto aleggiano i pregiudizi. le frasi fatte, la banalità contrabbandata per saggezza.

Si prefigura così il ritratto di Francesco e Bruno, interpretati da Mirko Cannella e Nicolò Innocenzi. Sono due fratelli che, come il bianco e il nero, in comune hanno solo lo stesso cognome. Sono costretti a convivere nell'appartamento ereditato dai genitori, che è fonte di dissapori ma rappresenta anche una delle poche sicurezza a cui ancorarsi, soprattutto quando si hanno difficoltà economiche. E proprio l'ingresso nell'appartamento di Rosario e Nicola – Michele Iovane e Jey Libertino -  due “folkloristici” ragazzi del sud d’Italia in cerca di una camera in affitto, provoca una reazione a catena di spunti comici e surreali. I due infatti devono accettare la strana richiesta di Bruno: fingersi del nord Italia per fare contento il fratello Francesco, il quale non sopporta i "terroni".

La già difficile convivenza tra i fratelli diventa allora una burrascosa navigazione a quattro su un fragile guscio che rischia ad ogni momento di naufragare: ci si muove tra brillanti colpi di scena verso un rassicurante lieto fine, ma forse agli spettatori resterà un po’ di amaro in bocca a indicare che la commedia ha saputo davvero cogliere nel segno.

INFO
Teatro de’ Servi | Via del Mortaro 22, Roma
info: 06 6795130
www.teatroservi.it

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