Recensione: "Napoletano? E famme ‘na pizza!" | Un lettore a teatro - Un lettore è un gran sognatore | Blog di letteratura, storia, cultura, teatro

giovedì 13 gennaio 2022

Recensione: "Napoletano? E famme ‘na pizza!" | Un lettore a teatro

Foto di Federico Riva


IN SCENA FINO AL 16 GENNAIO 2022
AL TEATRO MANZONI 

NAPOLETANO? E FAMME 'NA PIZZA!
scritto e diretto da Vincenzo Salemme 
 con in o. a. Vincenzo Borrino, Sergio D’Auria, 
Teresa Del Vecchio,  Antonio Guerriero, Fernanda Pinto 
 scene e costumi Francesca Romana Scudiero 
 musiche Antonio Boccia 

Vincenzo Salemme porta a teatro tutta la sua ironica napoletanità e Napoli con lo spettacolo Napoletano? E famme ‘na pizza!, in scena al teatro Manzoni fino al 16 gennaio 2022. 

Il titolo è tratto da una battuta di una commedia teatrale dello stesso Salemme, E fuori nevica: a uno dei personaggi viene chiesto di fare una pizza per dimostrare il suo essere napoletano. 
Infatti, in tutto lo spettacolo vengono trattati dall’attore molti luoghi comuni riguardanti i napoletani: dall’amore per il caffè a quello per la pizza e per la mozzarella, senza tralasciare la forzatura di dover essere simpatici sempre. 
L’intento di Salemme è quello di dimostrare a tutti la vera essenze del napoletano, che va oltre tutti gli stereotipi che gli vengono attribuiti. Napoli non è solo Gomorra, pizza e caffè. Napoli è molto di più: come dice Salemme, Napoli è Benedetto Croce, Massimo Troisi, è una città che ha visto molte culture, come quella spagnola e quella francese.
E vuole dimostrare tutto questo con dei bellissimi monologhi dedicati alla sua città: Salemme esalta la sua Napoli, è impossibile non immaginarsi nel capoluogo partenopeo grazie anche alla bellissima scenografia ricreata: una terrazza che affaccia sul golfo napoletano, dalla quale si può ammirare il Vesuvio. Per quasi due ore ci si dimentica di essere a Milano, e ci si immerge totalmente nell’atmosfera napoletana. 

L’attore napoletano, però, oltre a questo offre molto di più al suo pubblico: unisce nello stesso spettacolo le parti più divertenti di due sue commedie di grande successo, Con tutto il cuore e Una festa esagerata. Ecco, dunque, che Salemme indossa talvolta i panni di Ottavio Camaldoli, talvolta quelli di Gennaro Parascandolo. Il primo è un professore di greco e latino, uscito da poco dall’ospedale in seguito a un trapianto di cuore, che ritorna a casa accompagnato da un infermiere dotato di scarsa intelligenza. Il secondo è un borghese alle prese con la festa di compleanno della figlia che è motivo di delirio della moglie, che vuole che tutto sia perfetto e che si concede fin troppi succhi di limone… limoncello. 

Salemme qui si circonda di talentuosi attori che riescono a rendere i dialoghi ancora più divertenti con la loro bravura. Esilarante lo scambio di battute tra Salemme e Antonio Guerriero, che interpreta infermiere e secondino, carico di ironia e sarcasmo; spassosi gli interventi di Vincenzo Borrino, un napoletano che si finge un indiano pur di lavorare. 
Salemme con grande maestria riesce a intrecciare le due commedie senza mai disorientare lo spettatore, che si gode questi spezzoni ridendo di vero gusto. 

Tutto ciò fa confermare ancora una volta Salemme come un attore eccezionale, capace di catturare il pubblico per tutta la durata dello spettacolo. Una nota di menzione anche per i bellissimi elogi dedicati alle donne e alla loro capacità di dar vita ad altri essere umani, e ai nonni, patrimonio dell’umanità. 

Napoletano? E famme ‘na pizza, dunque, non è solo una semplice commedia. 
Salemme, con grande autoironia e con il suo dialetto napoletano usato senza mai strafare, dipinge una bella Napoli che nasconde molto altro dietro a ciò che viene sempre detto su di lei. 

Il bellissimo messaggio che si vuol mandare è che non bisogna solo soffermarsi sul luogo da cui uno proviene, ma è più importante sapere verso dove si dirige. Bisogna iniziare a pensare al futuro, con un occhio rivolto alle proprie origini ma senza permettere che esse prevalgano in noi o siano motivo di ostacolo, e imparare a superare ogni tipo di stereotipo. Chi lo dice che un napoletano non può non amare il panettone? E chi lo dice che Napoli è sinonimo di caffè? Salemme ha detto che il più buono lo ha bevuto a Palermo… A voi le conclusioni!

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