martedì 17 febbraio 2015

Recensione: "Le fedeltà" di Diane Brasseur

Titolo: Le fedeltà
Titolo originale: Les fidélités
Autore: Diane Brasseur
Editore: Sonzogno
Pagine: 128
Prezzo: 15,00€


Il monologo interiore di un uomo che si obbliga a una scelta impossibile tra sua moglie e la sua amante

Prima di partire con la famiglia per le vacanze di Natale, il narratore si rinchiude nel proprio studio determinato a non uscirne finché non avrà preso una decisione. L’uomo ha 54 anni e da dodici mesi si divide tra Marsiglia e Parigi, tra moglie e amante. Ma la situazione è ormai diventata insostenibile, deve fare una scelta. Ama ancora la moglie, ama ritrovare il profumo della sua crema da notte, guardarla sorridere con la fi glia adolescente, notare quello che hanno costruito assieme. Tutto questo però non gli ha impedito di andare più in là con Alix, l’amante del cui giovane corpo non riesce più a fare a meno. Vive in attesa del prossimo momento di intimità, della lucina che indica un suo messaggio sul telefonino, perché con Alix non è solo l’ebbrezza di una nuova giovinezza, è più complicato di così, «è la possibilità di fare un secondo giro nel momento in cui le possibilità si restringono». Lascerà casa e inizierà una nuova vita con l’altra donna, come fanno tanti uomini della sua età? Oppure troncherà la relazione per dedicarsi a moglie e figlia? Nel chiuso della stanza, l’uomo ripercorre la storia del proprio adulterio: gli incontri con Alix, le prime bugie, il senso di colpa. C’è chi è a proprio agio con la doppia vita. Lui no: ama la moglie, ama Alix, non ama l’infedeltà.

"Faccio l'amore con Alix, faccio l'amore con mia moglie.
Non so più chi tradisco con chi"
Il protagonista del romanzo è un uomo sulla cinquantina che si ritrova nel suo studio, la mattina prima di partire con la famiglia per New York, a ragionare sulla sua doppia vita. Da un anno tradisce sua moglie con una giovane donna, Alix, che vive a Parigi. Passa più tempo lì che a casa con la moglie e con la figlia a Marsiglia: nonostante odi l'infedeltà, non può far a meno nè dell'una nè dell'altra.

Le fedeltà è un monologo di quest'uomo fedifrago: si ha quasi l'impressione che il lettore sia una sorta di psicanalista e che il paziente sia questo marito indeciso. Rivive questo suo tradimento sin dal primo giorno in cui ha ceduto al fascino di Alix: non segue una linea continua nell'evocare i ricordi, ma fa dei salti temporali che fa sembrare il tutto ancora più reale, come se fosse un discorso fatto davanti a te.
Lo stile della Brasseur è fluido e sensuale: non usa mezzi termini per descrivere il desiderio sessuale del protagonista, rivolto sia verso la moglie sia verso l'amante.

Le due donne sono totalmente diverse: la moglie è colei con cui è sposato da diciannove anni e con cui ormai condivide tutto; l'amante sa di nuovo e fresco, rappresenta quegli anni che per il protagonista ormai sono andati.
"Alix non mi regala una botta di giovinezza, mi offre la possibilità di fare un secondo giro nel momento in cui le prospettive si restringono."
Tramite le sue parole possiamo vivere sia il disagio che a volte avvolge sia la moglie sia Alix: la prima non si sente più desiderata come deve e vorrebbe fare l'amore con il marito; la seconda deve tenere segreta la relazione con un uomo sposato e non può mostrare ad amici e parenti la sua felicità.

Per il protagonista questa situazione è diventata ormai insostenibile.
"Ho una doppia vita da un anno. Sono scivolato in questa situazione senza opporre resistenza. [...] Che cosa aspetto? Che qualcuno prenda una decisione al posto mio? Un dramma?"
L'uomo deve prendere una decisione, ma non è facile per lui. Quando è con la moglie, pensa costantemente ad Alix e non vede l'ora di poterla sentire. Immagina in cosa sia impegnata la ragazza e, molto spesso, ha paura che si trovi un uomo più giovane e soprattutto non sposato. Viceversa, quando è Parigi da Alix, i suoi pensieri sono rivolti alla moglie e alla figlia: si chiede cosa stiano facendo senza di lui e sente la loro mancanza. Si sente così tanto legato ad entrambe che arriva ad uno stadio confusionale: tradisce la moglie con Alix? O tradisce Alix con la moglie?
Arriva anche a immaginarsi ipotetiche situazioni future in cui la moglie lo scopre: sembra quasi che si stia preparando a quest'eventualità, con le risposte giuste da dare.
L'uomo, a cui l'autrice ha deciso di non dare un nome così come alla moglie, ci rende partecipi dei momenti intimi sia con la moglie che con l'amante. Si arriva a pensare che il protagonista, inconsapevolmente, nonostante non sopporti la situazione ci si trova bene: è come se l'una completi l'altra e lui proprio per questo non può rinunciare a nessuna. O forse non ha il coraggio di scegliere, per paura di prendere una scelta sbagliata?

Diane Brasseur con grande maestria ha dato voce a un uomo che, purtroppo, rappresenta molti uomini: le sue parole e le sue situazioni sono dipinte attraverso un linguaggio molto realistico, e permettono di comprendere al meglio i pensieri, le paure e le incertezze di un uomo che si divide tra moglie e amante. Una lettura che non lascia del tutto indifferenti, perché ognuno potrebbe ritrovarsi nei panni di uno dei tre personaggi del monologo.

VOTO

1 commento:

  1. Chiedo scusa, ma sono io a non aver capito oppure alla fine il marito fedigrafo non sceglie?

    RispondiElimina