Recensione: Ho adottato mio fratello | Un lettore a teatro - Un lettore è un gran sognatore | Blog di letteratura, storia, cultura, teatro

venerdì 20 ottobre 2017

Recensione: Ho adottato mio fratello | Un lettore a teatro

HO ADOTTATO MIO FRATELLO 
di Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino, Nazzareno Mattei con Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane, Jey Libertino





Dal 17 ottobre al 5 novembre 2017 il Teatro De’ Servi mette in scena una commedia così divertente che sarà impossibile non uscire con le lacrime agli occhi per quanto vi farà ridere. Ho adottato mio fratello è scritto da Nazzareno Mattei e da quattro ragazzi che si fanno chiamare I pezzi di Nerd: Nicolò Innocenzi, Mirko Cannella, Jey Libertino e Michele Iovane.

Bruno (Nicolò Innocenzi) e Francesco (Mirko Cannella) sono due fratelli che dividono un appartamento che gli è stato lasciato in eredità dai genitori, ma sono due ragazzi molto diversi. Il primo è sfaticato e pigro, non ha voglia di trovarsi un lavoro e passa tutto il giorno in pigiama facendosi mantenere dal fratello minore. È di carattere più aperto rispetto a Francesco che, invece, ha una certa predilezione per gli abitanti del nord e odia i cosiddetti terroni. È però Francesco a portare avanti la casa con il suo lavoro da agente immobiliare. Ha una routine ben fissa nella sua vita, esce ed entra sempre nella stessa ora e neanche la domenica si concede un po’ di svago. A distinguere i due fratelli c’è anche la fede calcistica: Francesco è laziale, così come lo è tutta la sua famiglia da 4 generazioni; Bruno è la pecora nera, è romanista fino al midollo, tanto da rifiutare una proposta di lavoro nella Regione Lazio solo per il nome. 

E lo spettacolo inizia mettendo sin da subito in risalto le loro differenze. È domenica mattina, Francesco è già attivo, ha pulito casa e si appresta a cambiare una lampadina che Bruno, anziché acquistarla, ha rubato a un ristorante cinese. 
Quando Francesco rimprovera a Bruno per l’ennesima volta di trovarsi un lavoro, questi si fa venire la brillante idea di affittare la camera del defunto padre che per Francesco è intoccabile. Con il vizio del gioco e con la necessità di procurarsi soldi per delle scommesse, Bruno pensa a un piano in apparenza infallibile: affittare la stanza all’insaputa di Francesco, far rispettare ai nuovi coinquilini determinati orari così da non incontrarsi mai con il fratello. Unico requisito? Non essere terroni!
Si presentano così Nicola (Jey Libertino), un ragazzo in fuga dalle raccomandazioni del padre e che vuole dimostrare di riuscire a cavarsela da solo, e Rosario (Michele Iovane), un ragazzo genuino, un po’ sprovveduto, con il sogno di diventare attore. Ma i due… tutto sono, tranne che del nord! Provano a fingersi veneziano il primo e milanese il secondo, ma vengono ben presto smascherati da Francesco che scopre essere uno della Puglia e uno della Sicilia. Per Francesco ciò non rappresenta un problema, la cosa più importante è una sola: evitare che i due si incontrino con Francesco. Sembra tutto così facile, ma la convivenza si rivelerà più difficile di quanto previsto… Inizia così un susseguirsi di circostanze buffe accompagnate dai proverbi storpiati da Rosario che crede davvero in ciò che dice.

Questi quattro ragazzi sono riusciti a dar vita a un testo che non delude e a interpretarlo a regola d’arte. Mirko Cannella, Nicolò Innocenzi, Michele Iovane e Jey Libertino con la loro genuinità e comicità fanno divertire il pubblico in sala, dando dimostrazione di una totale armonia tra loro. Riescono a dare al loro personaggio quella sfumatura in più tanto da renderli reali: a volte un po’ grotteschi sì, ma racchiudono caratteristiche in cui ognuno di noi può calarsi

La commedia si può quasi dividere in due parti: regala tantissime risate nella prima parte e alcune riflessioni nella seconda. I litigi tra fratelli ci sono e ci saranno sempre, ma Bruno e Francesco nelle loro differenze si stanno allontanando molto senza neanche accorgersene. Quando si toccherà l’apice degli imbrogli, i due si separeranno per un anno. Ma questa lontananza farà bene ad entrambi, perché torneranno più uniti che mai consapevoli degli errori fatti in passato. D’altronde, il rapporto tra fratelli è bello proprio perché nonostante le discussioni uno sa sempre che può contare sull’altro.

E che differenza c’è se uno viene da Milano o da Catania? Nessuno! Francesco, grazie alla mediazione di Nicola e Rosario, capirà anche che la discriminazione di chi proviene dal sud è subdola. E questo dovrebbe far aprire gli occhi anche a chi, in Italia, è davvero convinto che sia una cosa giusta discriminare un pugliese, un siciliano o un calabrese. 

Il tutto si svolge sullo sfondo di una scenografia molto semplice, che ritrae parte della casa con la cucina, un salottino, e la porta della camera del padre. 

Nessun commento:

Posta un commento