Intervista a Simona Bosco: "Scrivere l'Eco del passato non è stato semplice e ha richiesto competenze concrete: legali e psicologiche" - Un lettore è un gran sognatore | Blog di letteratura, storia, cultura, teatro

mercoledì 24 giugno 2020

Intervista a Simona Bosco: "Scrivere l'Eco del passato non è stato semplice e ha richiesto competenze concrete: legali e psicologiche"

Oggi ho il piacere di ospitare Simona Bosco, autrice de L'eco del passato [QUI trovate la recensione], thriller che ho apprezzato davvero molto per le tematiche che tratta. 

Ringrazio l'autrice per avermi concesso quest'intervista! 


L’eco del passato è un romanzo che tratta una tematica molto delicata, quello dello stalking. Da dove nasce l’idea di questo thriller?

L’idea di questo thriller nasce dal desiderio di comunicare un messaggio forte e chiaro: denunciare! Lo stalking nasce in sordina ma le sue manifestazioni si sviluppano, al contrario, in crescendo.

È proprio nel silenzio delle vittime che lo stalker riesce a tessere la sua trama fitta, talmente fitta da sembrare impossibile da districare.

Scrivere questo romanzo non è stato semplice e ha richiesto competenze concrete: legali e psicologiche. Ho raccontato la storia di una donna che dopo una fase di iniziale titubanza sceglie di aprire gli occhi sulla situazione e reagire, a difesa di se stessa e delle persone che le sono vicine, vittime involontarie come lei di qualcosa che sembra non avere freni.



Nel corso della stesura, hai riscontrato qualche difficoltà nel trattare un tema così forte?

Nella stesura di questo romanzo, dal tema così forte, nulla è stato lasciato al caso. Mi sono confrontata con casi di cronaca e qualche racconto “dal vivo”, attraverso associazioni che si occupano di dare supporto a donne vittime di stalking.

Ho inoltre cercato di curare in modo dettagliato anche gli aspetti legali della questione che spesso e volentieri creano un paradosso. Se da una parte, infatti, la giustizia si mette in moto nel momento esatto della denuncia, dall’altra richiede tempi tecnici tali da far sentire le potenziali vittime ancora più in pericolo. Il tema psicologico è il più importante e delicato e non coinvolge solo la donna che subisce la persecuzione ma diventa un problema di tutti coloro che le stanno accanto. Lo stalker, spesso, non si limita ad azioni dirette alla sua vittima ma include atti persecutori e disturbanti verso i suoi famigliari, i suoi amici. Cerca di isolarla instillando in lei un senso di colpa profondo; insiste per ottenere il famoso “ultimo incontro chiarificatore”, che non lo sarebbe mai e che, come sappiamo dalla cronaca, spesso si rivela essere il punto di non ritorno, con conseguenze gravissime.


Sofia, la protagonista della storia, è una donna ben delineata caratterialmente. Ti sei ispirata a qualcuno per il suo personaggio?

Non mi sono ispirata a nessuno in particolare ma Sofia è tutte le donne, è tutte noi.

È una persona sulla quale la vita non è passata in modo indolore e che ha avuto momenti critici. Una donna che ha preso decisioni importanti che hanno richiesto rinunce e coraggio.

Sofia è una donna indipendente e libera che ritrova l’amore dopo un lungo periodo di buio profondo, non riconoscendone però i tratti malati, al contrario così chiari agli occhi di coloro che guardano la storia dall’esterno. Una donna che ancora una volta deve scegliere, senza esitazioni, mettendosi completamente in discussione per sé e per coloro che ama.


Il personaggio di Alex, a differenza di quello di Sofia, non viene approfondito a fondo. Di lui si sa quel che basta per capire il tipo di personale e quel che è utile ai fini narrativi. Leggendo, ho pensato fosse una tua scelta volontaria quella di non dare ad Alex uno spessore psicologico come quello che hai dato a Sofia, proprio per far capire che la protagonista è Sofia ed è a lei e ai suoi pensieri che hai voluto dar voce. Confermi questo mio pensiero? 

Certo, confermo il tuo pensiero. Di Alex ho voluto sottolineare il tratto caratteriale disturbato che affonda le proprie radici in un passato lontano, e che ritorna in modo ridondante nella sua vita e nelle sue relazioni sentimentali con modalità sempre uguali e ossessive. L’Eco del Passato non vuole in alcun modo essere l’elogio del male ma al contrario l’ode al coraggio e alla forza dell’amore, quello vero, incondizionato, che in cambio non pretende nulla. Alex è solo il personaggio che crea il pretesto e la base della narrazione per dare voce a Sofia, che lungo i capitoli può esprimere le sue fragilità che si trasformano in forza, presa di coscienza e lucidità.


Con Leone Editore in questo stesso anno hai pubblicato una raccolta di messaggi e frasi d’amore, Parole d’amore, e nel 2019 un altro thriller, L’ombra del girasole. C’è qualcosa che accomuna quest’ultimo con L’eco del passato? E cosa, invece, ti ha portato a pubblicare Parole d’amore, e discostarti così dal genere thriller?

Hai toccato un tasto importante, che mi dà grande gioia. In undici mesi sono stati pubblicati tutti e tre le mie opere e devo dirti che, dal primo giorno, non ho fatto altro che raccogliere consensi e attestati di gradimento. L’Ombra del Girasole, a più di un anno dalla sua pubblicazione, non smette di regalarmi soddisfazioni, così come gli ultimi due arrivati, estremamente diversi tra loro e dal primo. È  stata l’esplosione della fantasia e la creazione di una trama che mi ha travolta e rapita parola dopo parola. Niente schemi, nessuna scaletta, ho scritto “a braccio” mentre la storia di Victoria, William, Paul, Ludovica, Johnson e Dakota mi si delineava nella mente. L’Eco del Passato è stato un lavoro diverso, molto più sofferto per certi versi, perché tratto da fatti di cronaca che purtroppo un lieto fine spesso non ce l’hanno. Sofia, al contrario di Victoria, non nasce come personaggio di carattere, ma il carattere, alla fine, lo trova dentro se stessa. Alex, a differenza del “cattivo” de L’Ombra del Girasole, non costituisce l’altra metà della vicenda ma unicamente il presupposto di partenza per raccontare tutt’altro. Classificati entrambi come thriller sono in realtà molto diversi tra loro, entrambi autoconclusivi e con zone d’ombra differenti.

Parole d’amore è tutta un’altra storia. È la voglia di vivere e di raccontarsi, attraverso messaggi, di una coppia che riscopre l’amore e la sua bellezza. Ho pensato e scritto questa raccolta di poesie per dare voce anche alla luce, oltre che al buio e sono colpita dall’entusiasmo con cui i miei lettori stanno apprezzando la diversità dei miei libri. Scrivere è sperimentare me stessa, è non avere paura di manifestare i miei pensieri, ombre o luci che siano.

 

Progetti per il futuro? 

Tanti, e tutti lontani da quello che è stato fino a oggi. Storie di vita, narrativa e letteratura, queste sono le mie passioni recenti. Sto leggendo molto e si sta componendo, lentamente, quello che diventerà il mio quarto romanzo. Spero di trovare uno stile di scrittura sempre migliore e di diventare, un giorno, una brava scrittrice.

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