Recensione: "Il lupo e la preda" di Franco Mieli - Un lettore è un gran sognatore | Blog di letteratura, storia, cultura, teatro

martedì 22 settembre 2020

Recensione: "Il lupo e la preda" di Franco Mieli

 


Il leone e la preda 

Di Franco Mieli 

Leone Editore 

400 pagine | 12,90€ 

 

Durante il trasferimento dal carcere di Spoleto a quello dell’Aquila, Marcello Ferretti e un complice riescono in quella che sembrava un’impresa impossibile: fuggono, lasciando dietro di sé una scia di morte e violenza. La loro, però, non è un’evasione a scopo di fuga. È stata architettata nei minimi dettagli da Ferretti, pluriomicida, per portare a termine una vendetta iniziata cinque anni prima; non si fermerà fino a che non sarà soddisfatto. Sulle sue tracce si mettono i carabinieri Alessandro Sorgi, che cinque anni prima ha catturato il killer, e Massimo Cerci, con un passato doloroso alle spalle. Ferretti, tuttavia, si dimostrerà difficile da catturare, evasivo come un fantasma e letale come un lupo. La caccia all’uomo si rivelerà più difficile del previsto, come una sanguinolenta partita a scacchi, in cui entrambe le parti cercheranno di anticipare le mosse dell’altro. 






«Il mio parere? Liberatene, se puoi. Il carcere duro non lo ha domato, l'hai visto anche tu. Ha avuto la costanza di allenarsi senza tregua, tutti i giorni, per cinque anni. Uno che si comporta così non si è arreso, credimi. Ha un obiettivo in mente, uno scopo da perseguire e non si fermerà.»


La vendetta è un piatto che va servito freddo. E non importa se bisogna aspettare molti anni per ottenerla. La cosa più importante è riuscire a farlo. 


Questo lo sa bene Marcello Ferretti, uno spietato omicida che ha lasciato una scia di cadaveri dietro di sé pur di ottenere quella vendetta tanto desiderata. Quando viene catturato, gli manca solo una persona da eliminare. Ed è con il pensiero di uccidere questa persona che trascorre cinque lunghi anni in carcere, pianificando in ogni minimo dettaglio la sua fuga fino a che non riesce a metterla in atto. 

Fuggito con un altro criminale, l'albanese Alkan, Ferretti si nasconde tra i boschi abruzzesi in attesa di potersi avvicinare alla sua vittima. 

Sulle sue tracce si mettono il maresciallo Sorgi e il maggiore Cerci, carabinieri che avevano già avuto a che fare con quell'uomo. Non sarà facile per Ferretti, costretto ad agire nel buio, perché Sorgi e Cerci dimostrano sin da subito di avere un gran intuito.

  

A far da sfondo a questa caccia all'uomo ci sono le vie di Roma e la boscaglia abruzzese con i paesini che la circondano: le scene si spostano continuamente, portando il lettore a spostarsi dalla Capitale all'Abruzzo. I cambi di scena sono repentini: i capitoli brevi danno alla storia un ritmo così veloce da non far mai annoiare chi legge. 

Franco Mieli riesce con grande abilità a spostare il focus della scena senza disorientare mai il lettore, ma anzi dandogli modo di seguire da un lato l'indagine dei carabinieri e dall'altro le intenzioni e le mosse di Ferretti. 

Benché qualche scena possa sembrare ai limiti della realtà, la trama è ben strutturata e molto coinvolgente. 


L'autore è riuscito a creare un personaggio, Marcello Ferretti, che esula dalle classiche figure di serial killer. Apparentemente, non ha avuto un'infanzia infelice e neanche mai problemi a relazionarsi. Ed è questo che lo rende ancora più interessante agli occhi di chi legge, perché si viene sopraffatti dalla curiosità di scoprire il motivo che ha portato Ferretti a compiere simili atrocità. Ferretti appare come un uomo spietato, perché non solo uccide le vittime prescelte, ma anche i malcapitati che si ritrovano involontariamente a intralciare la sua strada. Allo stesso tempo, è un uomo dotato di grande intelligenza e agisce con gran lucidità. Viene definito un lupo, perché un predatore proprio come questo animale. 


Il lupo e la preda è un thriller che mescola momenti di alta tensione a momenti più intimi, durante i quali tutti gli altri personaggi, non solo Ferretti, vengono quasi messi a nudo con le loro preoccupazioni, le loro ansie e loro sofferenze. Ciò consente di rendere ogni personaggio più reale. E fa comprendere quanto sia davvero molto sottile il confine tra chi è predatore e chi è preda. 


Per iniziare al meglio questa stagione autunnale, penso che Il lupo e la preda sia il thriller adatto: le scene forti che vengono descritte in tutta la loro spietatezza riuscirebbero a far rabbrividire chiunque, come i primi freddi tipici di questa stagione. 


«Il caso di Marcello Ferretti può essere classificato come omicidio seriale per vendetta, anche se è doveroso fare una piccola distinzione. Mentre il classico serial killer agisce in nome di una vendetta simbolica, uccidendo soggetti che non hanno implicazioni dirette nei suoi confronti, ma che rappresentano una mera categoria che lui vuole punire per un comportamento oltraggioso in via di principio, Ferretti ha ucciso una serie di individui accomunati dall'aver commesso gravi torti nei suoi confronti.» 

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