Recensione: "Tutta la stanchezza del mondo" di Enrica Tesio - Un lettore è un gran sognatore | Blog di letteratura, storia, cultura, teatro

mercoledì 2 marzo 2022

Recensione: "Tutta la stanchezza del mondo" di Enrica Tesio

 


Tutta la stanchezza del mondo
di Enrica Tesio
Bompiani
192 pagine | 17€ 

L’11 febbraio 2013, nel cuore di una serata di ordinario delirio tra figli piccoli, lavoro arretrato e incombenze domestiche, dalla tv arriva una notizia stupefacente: il papa si è dimesso. Non è malato, non è in crisi spirituale, è afflitto dalla patologia del secolo, la stanchezza. In quel momento Enrica Tesio si sente “parte di qualcosa di grande e insieme sola in modo assoluto”. Perché no, noi non possiamo dimetterci. Noi siamo il popolo del multitasking che diventa multistanching. Siamo quelli che in ogni istante libero “scrollano” pagine social per misurare le vite degli altri, quelli che riempiono di impegni il tempo dei figli per il terrore di non stimolarli abbastanza, quelli che di giorno si portano il computer in salotto per lavorare e la sera in camera da letto per guardare una serie ma intanto rispondere all’ultima mail... quelli che, per riposarsi, si devono concentrare. Con il suo sguardo acuto e pieno di humour Enrica Tesio ci apre un diario privato di fatiche collettive, dodici per la precisione, come quelle di Ercole. Con un’unica raccomandazione: stasera, quando tornate a casa, date una carezza a un adulto stanco e ditegli “questa è la carezza dell’ex papa”.


Ratzinger non era piu papa [...], non era piu il capo della Chiesa, era l'icona della condizione dell'uomo e della donna contemporanea, del tema ricorrente in ogni conversazione tra adulti. Io stessa facebo parte di quella schiera di pecorelle che passava ogni giorno dal multitasking al multistanching.

Quante volte ci è capitato di pensare di essere davvero stanchi? E quante volte ci capita di pensarlo più volte al giorno? 
Ecco, quella della stanchezza è una cosa che accomuna un po’ tutti noi. Non pensiamo però che sia un qualcosa di cui doversi vergognare, ma un qualcosa da condividere. 

Tutta la stanchezza del mondo è proprio questo: un libro autobiografico in cui Enrica Tesio ci parla di tutte le volte in cui ha provato questo senso di stanchezza, dividendo le sue fatiche in dodici capitoli. Dodici proprio come le fatiche di Ercole. E a cosa è riconducibile questa stanchezza? A tanti motivi, come il lavoro, i figli, i social, diventare adulti. 

Enrica Tesio, pur parlando delle sue personali esperienze, riesce a rappresentare quello che è il quadro della società di oggi. Una società che dopo il Covid è sicuramente cambiata, perché ha dovuto stravolgere le sue abitudini. 
Con un linguaggio semplice e colloquiale, l’autrice dà voce a tutte le sue preoccupazioni, a quelli che sono i suoi veri pensieri. Non vuole apparire perfetta, ma senza filtri ci racconta episodi che le sono capitati e il suo destreggiarsi tra i problemi quotidiani. E questo è un modo per sentire l’autrice ancora più vicina noi, perché sembra proprio di star parlando con un’amica. L'autrice bussa dolcemente alle nostre porte, si fa spazio pian piano sul nostro divano e ci tende una mano. Perché questo è un libro che non parla solo delle sue disavventure, ma un libro che dà voce a tutti noi. 
Chi non ha mai avuto problemi con la dad o nel cercare una nuova casa? E chi è sempre riuscito a muoversi nella burocrazia senza troppi intoppi? E chi non ha mai riscontrato difficoltà nel diventare adulti e crescere dei figli? 

Si ride tanto durante la lettura. Enrica Tesio riesce ad usare nel suo libro quella giusta dose di ironia che serve per affrontare tematiche importanti approcciandosi ad esse in modo leggero, ma non superficiale. E questo dà modo al lettore di riflettere tra una risata e l’altra.

La narrazione viene intervallata dai molti i riferimenti letterari e cinematografici. Scelta che ho apprezzato, perché ci aiuta ad accrescere il nostro bagaglio culturale segnando e andando poi a ricercare i titoli che più ci incuriosiscono. 

Tutta la stanchezza del mondo è uno di quei libri che dovremo tutti avere sempre vicino a noi, sul comodino, per ricordarci che non siamo soli nella nostra stanchezza. D’altronde, se anche papa Ratzinger ha avuto bisogno di dimettersi perché stanco, chi siamo noi per non desiderare di fermarci un attimo mentre questa vita sembra correre più veloce di noi? 

*Ringrazio la casa editrice per la copia* 

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