lunedì 3 aprile 2017

Interviste storiche - Marco Vozzolo

Dopo averci pensato su, ho deciso di riprendere la rubrica dedicata alle Interviste storiche! E per l’occasione, ho intervistato un autore che mi ha colpito davvero molto con il suo romanzo storico tanto da eleggerlo uno dei libri più belli del 2016. Ringrazio ancora Marco Vozzolo che ha dato risposte davvero molto interessanti e ha reso l’intervista ancor più bella! 



- Ciao Marco e benvenuto nel mio blog. Grazie per aver aderito a questa iniziativa!
Iniziamo con una piccola presentazione, chi è Marco Vozzolo nella vita di tutti i giorni?
Mi divido tra la Toscana e Castelforte, così da poter scorrazzare tra antichi borghi fatti di pietre che hanno saputo attraversare il tempo. Non saprei vivere senza l’accecare del sole tra le colline e le perfette geometrie dei vigneti. …e sotto i quattro centimetri non è una vera bistecca bensì un carpaccio!
Tra un capitolo e l’altro cambio i pannolini al piccolo Michele e preparo cenette alla piccola Margherita che mi segue ovunque (anzi no, mi seguiva… adesso inizia ad avere altri interessi e si fa desiderare, che peccato!). E se la mattina non rifaccio il letto mia moglie mi brontola.
Sommelier, propenso verso i vini francesi e toscani. Adoro tornare a casa stremato e con l’inseparabile mountain bike sporca di fango.
Rispondo alle tue domande ascoltando in cuffia (tutta sparata) Johnny come home, degli Fine Young Cannibals e “ciaone” proprio!
Ma soprattutto mi lascio trascinare via dalla fantasia e poi mi ci perdo dentro… 

- Come si intitola il tuo romanzo storico? Quale sfumatura ha?
Il suo titolo è La Corona del Re Longobardo ed è edito da Leone Editore.
È un Medioevale crudo, molto descrittivo. Elaborato in modo tale da permettere al lettore di avere una visione d’insieme, come se si trovasse realmente lì dove le cose stanno accadendo.
Una sorta di minaccia continua: puoi voltare la pagina se vuoi ma occhio ai tiri di balestra…

- Come lo presenteresti a chi ancora deve leggerlo?
Questa è la domanda più bella alla quale rispondere. Perché presentare La Corona del Re Longobardo è sempre emozionante. È un progetto a cui ho lavorato per ben quattro anni al fine di creare le condizioni ottimali in cui far divertire il lettore, sia esso appassionato del genere o meno.
Affinato in simbiosi con lo staff dell’Editore per renderlo assolutamente perfetto e pronto per gli scaffali delle librerie.
Tra le sue pagine si seguono le vicende della Guelfa Pistoia, stretta nell’assedio dell’armata Ghibellina. In tale contesto si svolgono le vicende che vedono protagonisti il cavaliere Ruggero da Suio e Isotta, la figlia del venditore di stoffe. C’è quindi la loro storia d’amore che viene vissuta nel bel mezzo delle cruente faide tra le famiglie blasonate della città.
Ma soprattutto si possono annusare le pagine per sentire il profumo della carta, del metallo appena forgiato e magari quello acre delle torri d’assedio incendiate. La fragranza delle minestre calde servite nella locanda del Gallo d’Oro o del sego delle candele. Ma anche l’olezzo dei cadaveri, delle mucche putrefatte lanciate dentro le mura dagli assedianti per creare pestilenze oppure il puzzo della paura, quella che si prova prima di ogni battaglia.

- Com’è nata l’idea?
Visitavo il castello di Montefioralle nel Chianti. Ci si doveva stringere nel giubbotto per resistere al freddo e alle folate di vento. Oltrepasso la porta e guardo ciò che rimaneva dei cardini che permettevano l’apertura degli enormi battenti.
Ed erano già tutti lì.
I balestrieri appostati sulle mura, gli armigeri si preparavano a respingere l’assedio. C’era un gran via vai. Poi, guardando a valle l’ho vista: l’avanguardia dell’armata Ghibellina.
Tutto stava per avere inizio e dovevo riportare quello che elaborava la creatività sulla mia moleskine prima che svanisse…

- Ti andrebbe di parlarci dei personaggi del tuo romanzo?
Certo. Anche se ho patito per le sorti di alcuni di loro e ancora mi capita di pensarci alle volte.
Li ho creati ognuno con un carattere e caratteristiche proprie perché è così che sono nella realtà i singoli individui. Ve ne presento alcuni, quelli principali. Gli altri li conoscerete pagina dopo pagina. Sempre che non vi trafiggano prima…
  • Il primo di cui mi preme la presentazione è, senza dubbio, il protagonista: Ruggiero da Suio. Premetto: NO non ho prestato nulla di me al suo personaggio, non lo faccio mai. È un cavaliere ma anche un uomo che la vita ha costretto con le spalle al muro. Ruggiero è tutti noi, perché è la capacità di reagire quando -tuo malgrado- non sai come uscirne. È la capacità di trasformare una circostanza negativa in un’opportunità e, magari, renderla il volano della propria esistenza. Sa combattere Ruggiero ed è uno che non si fa vincere dalla paura. Comanderà i “Biancoverdi” durante l’assedio;
  •   Poi viene il più bastardo tra le carogne. Filippo Dé li Tedici, uno che sa davvero come farsi odiare. Sa farsi anche temere a dir la verità. Realmente esistito, nella storia si racconteranno di fatti che lo hanno visto protagonista. Malvagio oltre ogni limite piegherà la gente di Pistoia alla sua crudeltà. Neanche a dirlo Ruggiero è il suo più acerrimo nemico;
  •  Castruccio Castracani (degli Antelminelli). Ghibellino e condottiero, sarà al comando dell’armata che terrà sotto assedio la città. Cinico e abile stratega. Il suo obiettivo è saccheggiare e sottomettere. Ci riuscirà?
  • Isotta, che poi è una meraviglia. È la figlia del venditore delle stoffe. Isotta è quell’emozione che si sente quando si è innamorati. Isotta è fatta di sospiri ma anche di coraggio e voglia di vivere. Nonostante tutto.
- Secondo te cosa deve avere un romanzo storico per attirare l’attenzione di un lettore?
Si può rispondere a questa domanda ma dopo aver fatto un preambolo: un romanzo storico deve nascere da una struttura solida e fredda come le mura di un castello. Perché poi la storia che si racconta non deve essere buona con il lettore e non ci si deve neppure affezionare ad esso così non avrà rimorsi nell’istante in cui lo prende per il braccio e lo trascina fin dentro alle vicende.
Detto ciò se l’incipit non delude le aspettative allora si è colto nel segno. E quindi, per fare un esempio, il lettore (che quasi sempre è un appassionato del genere e lo ricerca) non deve leggere di una battaglia: ci si deve trovare suo malgrado nel bel mezzo e se non si affretta a recuperare una spada e un buono scudo potrebbe anche non uscirne. 

- Il miglior romanzo storico che hai letto.
Eh… la fai facile!
Tra i miei libri preferiti il podio più alto è ex aequo de I Pilastri della Terra e Il Dio Del Fiume. Emozione fluida, il cuore che mi batteva forte e la voglia di leggere ancora un’altra pagina e un’altra ancora…
Capolavori.

- Se potessi fare un viaggio nel passato, in quale periodo ti piacerebbe andare?
Non ho dubbi su questo. Vorrei fare il Centurione di una Legione della Roma che fu. Avanzare al passo dei miei Legionari dietro il muro di scudi.
Che poi ho la riproduzione di un elmo crestato che ogni tanto indosso…

- Su quale personaggio realmente esistito ti piacerebbe scrivere un romanzo?
Prima o poi io e Flavio Ezio (Comes) dovremmo fare due chiacchiere a quattr’occhi.

- C’è un film/telefilm storico che secondo te è da vedere assolutamente?
Le Crociate di Ridley Scott.
Se non è puro Medioevo quello…

- Grazie per essere stato qui con noi, in bocca al lupo per le tue future pubblicazioni!
È già finita? No… ok, ok, niente polemiche. Grazie a Te! Grazie davvero e un Abbraccio a coloro che seguono il Tuo blog.

1 commento:

  1. Chi pensa che la storia sia ingessata e noiosa, non conosce i libri di Marco. E Marco ;)

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