giovedì 3 agosto 2017

BlogTour "Il valore delle piccole cose" di Marco Vozzolo [Sesta Tappa] - Contenuti speciali


Eccoci arrivati alla sesta tappa del blogtour dedicato al nuovo romanzo di Marco Vozzolo, Il valore delle piccole cose! Oggi scopriremo dei contenuti speciali riguardo al libro… Pronti a saperne di più?!

CONTENUTI SPECIALI A CURA DELL’AUTORE

Durante la fase documentale e la stesura del testo mi sono imbattuto in una serie di situazioni che via via hanno contribuito alla realizzazione della storia.
E ho seguito un percorso disseminato di piccoli oggetti che però avevano un vibrante valore. Un filo continuo che attraversava gli anni a ritroso nel tempo.

La cosa più toccante sono state le “interviste”, parlare cioè con le persone che potessero testimoniare sui fatti realmente accaduti. Si tratta del lavoro lungo anni. Molti di loro mi hanno chiesto uno sforzo di riservatezza poiché confessi di azioni che, loro malgrado, furono costretti a fare.
Una donna dagli occhi chiari come il ghiaccio si vergognava di essere stata costretta a depredare il corpo di un soldato tedesco degli stivali per riparare i propri piedi da un inverno particolarmente rigido.
Altre di cose subite di una certa crudezza. Di esplosioni che dilaniavano i propri cari, tanto per fare un esempio. Ho raccolto tra le mani le schegge disseminate tutt’oggi per tutta la zona. 
Di fatto, si sentivano responsabili di “colpe” che non avevano.

Mi veniva raccontato di uomini costretti a nascondersi per sfuggire ai rastrellamenti dei tedeschi con l’orgoglio ferito di chi sa di essere coraggioso eppure costretto a piegarsi alle circostanze più grandi del suo coraggio.

Ho visto nei loro occhi gli incubi che solo l’afflizione sa generare.
Mi è stato fatto immaginare il sapore delle carrube e delle radici. Ma non mi è bastato e allora ho assaggiato le carrube.
Ho saputo di inermi civili oppressi dai tedeschi che comunque ospitavano oppure aiutavano soldati sbandati con notevole rischio di ritorsioni.
E dell’oblio che fu l’attraversamento del “tratturo delle Ravi” da parte di gente spinta dalla disperazione, costretta a camminare tra i corpi dilaniati dei compaesani.   
Questi sono solo degli esempi.

Ma il “dietro le quinte” è anche ricco di episodi unici e preziosi.
Ecco che mi verrà mostrato e regalato l’orologio dal vetrino infranto e la terra ancora incastrata sul quadrante, fermo alle ore 04:57 del 21 gennaio del 1944 durante la feroce offensiva tedesca verso gli alleati.

Glyn, un fuciliere britannico, scriverà ai genitori che è vivo e vegeto ma cercherà il conforto della madre perché ha avuto un periodo durissimo in battaglia. Ho letto e riletto le sue parole perché conosco la sua sorte…

Da documentazione dell’epoca ho individuato una foto in cui sono immortalati per sempre due corrieri di ordini intenti a superare un canale con le loro biciclette. Dal timbro che avevo tra le mani immaginavo l’ufficiale che apponeva il marchio del Reich sul documento che quei due avrebbero tentato di consegnare al destinatario. 

Una signora mi mostrerà la fede in metallo che si era fatta fare al posto di quella in oro che era stata costretta a donare per finanziare lo sforzo bellico. Non voleva si pensasse male di lei e da allora indossò quella fede come simbolo del suo amore verso l’uomo ancora lontano a causa della guerra.

Un’altra invece mi farà avvicinare e si vede, dai suoi occhi, che avrebbe dovuto dirmi qualcosa di impertinente. E sussurrando mi ha detto un segreto per poi sghignazzare.
Mi doveva mostrare –chissà perché- la culottes che le aveva portato il marito e che aveva indossato solamente al suo ritorno. Adesso, nonostante non sia più tra noi, ancora sento la sua risatina accorta.

Seppi di un bambino si riparava dentro un fienile assieme ad altri sfollati in una località della “Forcella”. Era uscito incautamente e quasi finiva ammazzato da una cannonata che era esplosa a poca distanza da lui. Solamente il mattino seguente ritrovarono un maiale crivellato dalle schegge di quella bomba.

In una sorta di trincea fatta di pietre ammucchiate ho trovato delle schegge di una cannonata che, probabilmente, aveva centrato (o quasi centrato) quella difesa in cui erano riparati i tedeschi. Tra l’altro, a causa proprio della conformazione del terreno, non sempre i soldati riuscivano a scavare delle buche in cui ripararsi. E allora non rimaneva altro da fare che ammucchiare delle pietre dietro cui trovare riparo. E dentro quelle piccole tane si concentravano le esistenze di chi vi si trovava in copertura.

Ho ritrovato il ferro di un mulo utilizzato per il rifornimento di munizioni verso le disseminate postazioni tedesche sulle zone impervie. E, con il ferro tra le mani, ho immaginato il mulo che sarà protagonista di una scena del libro. Era un carrista britannico a curarsi dei muli del X° Corpo e sul suo diario lamenterà della conformazione del suolo.

E’ saltata fuori la storia di una moneta dei Savoia nascosta nell’intercapedine di una porta e poi ritrovata circa sessanta anni dopo.


Una arzilla signora centenaria mi ha mostrato ciò che rimaneva dell’ogiva estratta dalla sua gamba dopo che un ufficiale delle SS le aveva sparato. Ciò che mi ha colpito di quella donna era lo sguardo scintillante e la capacità di vestire con un certo stile.

Ho tenuto tra le mani elmetti che portavano ancora i fori dei colpi che avevano posto fine all’esistenza di chi li indossava. Uno, tra questi, ha stimolato la mia fantasia fino alla creazione di Hans, il soldato buono. Ho letto nomi sulle piastrine arrugginite che mi hanno lasciato un brutto retrogusto amaro cercando di sfiorare le anime di chi si chiamava in quel modo. Ho indossato i loro elmi e qualche cappello anche per sentire cosa provava la loro pelle a contatto con quei tessuti o elementi.
Tutte cose realmente indossate dai soldati del conflitto in questione, divenute poi oggetto di ritrovamenti di resti di soldati in ogni parte della penisola in cui si siano svolti dei combattimenti. In particolar modo nel centro Italia. 

Ero con gli Americani in una trincea a fumare Lucky Strike con un pacchetto dell’epoca nella mano destra.
Ho riposato su una cassa che ha contenuto fucili per le forze alleate.
Provato ad usare posate da campo e toccato la svastica sulla divisa di un soldato della 29ª per vedere che effetto faceva sfiorare con un polpastrello il simbolo più terribile al mondo.

Indossato l’uniforme di un soldato americano che ho immaginato essere uno dei primi ad entrare a Castelforte.
Poi ho vestito l’elmetto dei famelici “Red Bull” che combatterono a Cassino.
C’erano milioni di sorrisi in quello che ho fissato nella foto del 1943 in cui tre giovani soldati tedeschi partono per un nuovo fronte. Ho immaginato che poche ore prima si stavano divertendo e qualche giorno dopo le sorti sarebbero state ben diverse. Ho pensato alle loro mani che impugnavano matite consumate quasi del tutto per scrivere lettere che magari sarebbero arrivate a destinazione dopo la loro uccisione. 

Mi sono sorpreso a portare fiori su tombe di sconosciuti che hanno dato la vita nelle stesse feroci battaglie descritte nel libro.
Ho camminato per ore lungo i sentieri della Linea Gustav accompagnato dal silenzio della solitudine ma anche dal frastuono delle battaglie che immaginavo e ricostruivo studiando documenti e ascoltando le testimonianze.



Vi ricordo che avete ancora un giorno per partecipare al giveaway! 

a Rafflecopter giveaway

E domani non perdetevi la recensione su Diario di un sogno. 

6 commenti:

  1. mamma mia che tappa meravigliosa! adoro queste curiosità, quest'approfondito dietro le quinto!
    sono curioso di leggere il libro
    Luigi Dinardo
    luigi8421@yahoo.it

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  2. wow bellissima tappa....i racconti dei sopravvissuti e le testimonianze degli oggetti arrivati a noi sono l'oro della nostra cultura, un perenne monito di quel che è stato.. deve essere stato davvero bello incontrare, intervistare e vendere tutte quelle cose!!!
    mail : patty_1986@hotmail.it

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  3. Ah ... questa tappa è meravigliosa <3 Molto originale, fuori dai soliti schemi grazie sia a voi blogger ma soprattutto, immagino, grazie al libro che ha permesso di ampliare gli orizzonti. Stupendo.
    mail: rachelsandmanauthor@gmail.com

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  4. Una tappa molto emozionante ❤
    I pensieri dell'autore su ciò che ha provato nel sentire il racconto di quegli anni tremendi, ed i vari oggetti ritrovati non possono che rattristare il mio cuore :(
    Per me sarebbe un onore poter incontrare un giorno chi la guerra l'ha vissuta sulla propria pelle... sono uomini e donne che vanno ricordati ❤
    Non vedo l'ora di leggere questo libro, sono sicura che susciterà in me tantissime emozioni ❤

    Partecipo al BlogTour e al Giveaway
    Di seguito vi elenco tutte le regole che ho rispettato nel form :)
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    La mia email: mora_1993_@hotmail.it
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    - Ho completato il form in tutti i suoi campi...
    ( Ho commentato e condiviso le tappe precedenti, aspetto l'ultima di domani )
    Grazie per la partecipazione!!
    Buona Fortuna a Tutti ❤

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  5. Questa Tappa è una cosa unica e meravigliosa *_*
    Davvero Grazie per aver condiviso con tutti noi questo tuo viaggio nel passato.

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  6. Il percorso compiuto dall'autore durante la stesura di questo libro deve essere stato qualcosa di meraviglioso. Tutte le testimonianze e i ritrovamenti sono veramente stupefacenti!

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