martedì 24 ottobre 2017

Uomini e no - Teatro Studio Melato | Un lettore a teatro

UOMINI E NO

di Michele Santeramo
 tratto dal romanzo “Uomini e no” di Elio Vittorini
regia Carmelo Rifici
scene Paolo Di Benedetto
luci Claudio De Pace

costumi Margherita Baldoni, musiche Zeno Gabaglio


Carmelo Rifici dirige Uomini e no, uno spettacolo di Michele Santeramo, tratto dal romanzo di Elio Vittorini, pubblicato nel 1945. La prima produzione della stagione 2017/2018, firmata Piccolo Teatro, vede in scena, nell’arena del Teatro Studio, scenograficamente tagliata da un tram d’epoca, una compagnia di attori che hanno la stessa età dei giovani che, nel libro, attraversano Milano tra la primavera e l’autunno del 1944. Uomini e no racconta le vicende di un gruppo di partigiani impegnati in una serie di azioni di contrasto all’occupazione nazifascista della città.

I protagonisti di Uomini e no sono ragazzi intorno ai vent’anni, scaraventati nella tragedia della guerra civile, in un mondo reso profondamente caotico dal conflitto. Eppure, incredibilmente, gli eventi tragici da cui sono travolti regalano a quei giovani una sorta di stupore.

“I venticinquenni di oggi – si domanda Carmelo Rifici - hanno quello stesso stupore? Volevo che recuperassero un elemento immaginifico, antico, scaturito da una realtà storica che dovrebbe ancora toccarci. Vittorini ci aiuta a riscoprire una sorta di meraviglia, nell’amore, nell’amicizia, nei rapporti umani, che apparteneva a un’epoca così complessa come la prima metà del Novecento ma che oggi è inesorabilmente andata perduta”.

“Eravamo interessati a un testo che parlasse di Milano”, continua il regista. “Mi sembrava che il tram fosse un segno forte di Milano. Il testo di Vittorini è bello quando trasforma la topografia milanese in una città metafisica, con piazze, strade, luoghi che risultano metaforici, simbolici, trascendentali… Così abbiamo ricreato un tram ‘metafisico’, diviso a metà per rappresentare la ferita di una Milano colpita, tagliata in due”.

Racconta il drammaturgo, Michele Santeramo: “riscrivere per il teatro questo romanzo è significato attraversarlo, spinto dalla volontà di cercare ogni spunto in cui tenerezza e ingenuità venissero fuori con forza. La tenerezza e l’ingenuità di ragazzi che devono vivere i loro sentimenti ancora acerbi eppure così pieni e densi, dentro un contesto che è quello delle strade occupate e della morte a ogni angolo”. E aggiunge: “C’è un tema che mi è sembrato essenziale: questi personaggi tentano tutti di imboccare una strada che li metta in una condizione di felicità, che almeno in prospettiva li porti a quella condizione. Lo fanno muovendosi in gruppi, pianificando azioni comuni, come se la felicità potesse essere un traguardo da raggiungere insieme. Ma accanto a questo, Enne 2 e tutti sanno, ciascuno nel profondo di sé, che quel traguardo lo si raggiunge da soli. Ciascuno per sé”.

All’uscita del romanzo Elio Vittorini fu oggetto di forti critiche, a partire dal titolo stesso che sembrava dividere le due parti coinvolte nel conflitto in ‘umana’ e ‘disumana’. In realtà l’opera di Vittorini, tutt’altro che banalmente manichea, è complessa, a tratti ambigua, e perciò estremamente attuale.

“Il testo “, conclude Rifici, “ha il dono di mostrare il contagio della violenza, malattia che ammorba entrambe le fazioni nella direzione di una pericolosa somiglianza. Oggi è molto difficile rintracciare contrapposizioni ideologiche tanto estreme: purtroppo quel germe di indifferenziazione cui allude Vittorini è esploso in tutta la sua evidenza”.

INFO
Dal 24 ottobre al 19 novembre 2017
al Teatro Studio Melato | Via Rivoli, 6, 20121 Milano 
Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30
(salvo mercoledì 15 novembre: ore 15, pomeridiana per le scuole, e 20.30); domenica ore 16.
Lunedì riposo; mercoledì 1 novembre riposo.
 Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro
Informazioni e prenotazioni 0242411889 - www.piccoloteatro.org

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