lunedì 13 ottobre 2014

Recensione in anteprima: "Althea & Oliver" di Cristina Moracho

La connessione ha fatto i capricci e mi stavo per arrendere, ma finalmente ecco la recensione di un romanzo che mi ha davvero colpito.
 
Titolo: Althea & Oliver
Titolo originale: Althea & Oliver
Autore: Cristina Moracho
Editore: DeAgostini
Pagine: 426
Prezzo: 14,90€

Althea e Oliver si conoscono da sempre e sono amici per la pelle fin dal primo giorno di scuola. Ora, a diciassette anni, la loro amicizia potrebbe trasformarsi in qualcosa di più, e Althea lo sa. Così una sera, dopo una festa e qualche bicchiere di troppo, si abbandona a un bacio appassionato con Oliver. Ma, prima che i due amici abbiano il tempo di chiarirsi le idee, succede una cosa inaspettata: Oliver si ammala e cade in un prolungato stato di semi-coscienza. Disperata, Althea prende una decisione che rischia di compromettere per sempre il suo legame con Oliver...
Da qualche parte negli ultimi quattordici mesi c'è stato uno strappo. Se lui potesse disfarli come si fa con un maglione di seconda mano, è sicuro che lo troverebbe. Forse è iniziato nella sua testa, o forse in quella di Althea, ma non ha più importanza.

Althea e Oliver, due ragazzi di 17 anni, si conoscono da quando ne avevano 6. La loro è un'amicizia vera, sincera: condividono tutto, il letto, i giochi, i loro pensieri e si sotengono sempre l'uno con l'altro. È come se Oliver completasse Althea e viceversa. Purtroppo però questo loro bellissimo rapporto non è destinato a durare: Althea capisce di provare qualcosa di più per l'amico che invece nacora non si sente pronto. Non solo, ben presto Oliver si scoprirà di soffrire di una malattia di cui inizialmente non sa nulla ma di cui poi scoprirà almeno il nome: la sindrome di Kleine-Levin (KLS) che porta chi ne soffre a cadere in lunghi sonni profondi, che possono durare da pochi giorni a varie settimane, e a trasformarsi completamente durante quei stati di trance.
Durante uno di questi sonni prolungati, tra Althea e Oliver accadrà l'irrimediabile. I due si allontaneranno finché Oliver non partirà per cercare una cura all'insaputa di Althea. La ragazza però, ormai cambiata, deciderà di raggiungere presto Oliver ma i piani non vanno come vorrebbe.

Nel suo romanzo d'esordio la Moracho ha voluto dar voce a una storia intensa e struggente
La malattia di cui di parla purtroppo non ha cura ed è proprio questo a far sentire peggio il nostro protagonista e tutti i compagni che incontrerà in un ospedale. 
«Io ho smesso di aspettare le cose» interviene un altro ragazzo. «Perché non so mai se sarò presente quando succederanno. Le vacanze, le feste. [...] È come se tutto adesso fosse solo un gran punto interrogativo. Non ho più il potere di decidere niente.»
Con uno stile semplice e fluido l'autrice è riuscita ad offrire un quadro perfetto di come ci si possa sentire. Molte le riflessioni che vengono fuori leggendo questo romanzo. Ogni tanto mentre si legge ci si ritrova a pensare a come ci si deve sentire e quanto deve essere terribile. Sapere che prima o poi si cadrà di nuovo in un ipersonno e si perderanno settimane o forse addirittura mesi. Tu ti fermi ma il mondo intorno a te cambia e il cambiamento potrebbe arrivare proprio alle persone a cui più tiene. E questo succede proprio ad Oliver e a Althea.
Dopo che Oliver inizia ad accusare questa sindrome, Althea perde il suo punto di riferimento e tutte le certezze intorno a lei iniziano a crollare. Quando Oliver dorme lei non sa come muoversi e non fa altro che aspettare che il suo amico torni. È sola e soltanto Oliver può capirla. Arriverà a prendere decisioni sbagliate, ma saranno proprio queste decisioni a portarla a maturare, a farle capire che non è più una bambina.
Il viaggio che porterà Althea a cercare Oliver servirà come viaggio di crescita per la giovane protagonista. Pian piano imparerà ad essere dipendente e a capire che può avere altri amici oltre Oliver. Forse lui non ci sarà sempre nel suo futuro e lei deve imparare a camminare sui propri piedi. Da ragazza insicura diventerà più risoluta. Oliver invece, quando si troverà ad un bivio, capirà che senza Althea non può nulla. Lui ha bisogno di lei. 
«Hai sempre pensato che da solo me la sarei cavato meglio, che fossi tu ad avere bisogno di me. Sbagli! Non riesco a fare un passo senza di te. Sei come un pungolo. Lo sei sempre stata. E io sono pronto a seguirti.»
 Oltre al rapporto tra Althea e Oliver, anche quello genitore/figlio ha un ruolo importante. Infatti Althea non si sente legata alla madre che sente solo ogni sei mesi e il padre, benché non le faccia mancare nulla, non si è mai davvero preoccupato per lei, troppo impegnato con i suoi studi. Solo quando si accorgerà che rischia di perdere la figlia inizierà a comportarsi come vero genitore. Oliver invece è cresciuto solo con la madre e ha perso il padre quando era molto piccolo.

Ho davvero apprezzato lo stile della Moracho. Nel suo romanzo niente è stereotipato e l'autrice mette il lettore di fronte a una dura realtà. La cosa migliore? Un finale inaspettato. Lasciatevi travolgere da questa appassionante quanto straziante storia e ricordate... se il destino è incerto, bisogna trovare il coraggio di affrontare le difficoltà e guardare al futuro

VOTO 
e mezzo

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