sabato 1 agosto 2015

Recensione: "Il libro della vita" di Debora De Lorenzi


Titolo: Il libro della vita 
Autore: Debora De Lorenzi
Pagine: 250
Prezzo: 14€ (formato cartaceo) / 2,99€ (formato ebook)

 Faith Laveau lavora presso un giornale del Connecticut. E proprio mentre sta stilando un suo articolo accade ancora quella cosa imprevista e incontrollabile. Qualcuno di invisibile, ma non irraggiungibile, pronuncia il suo nome. È un richiamo forte e insistente. Pungente e terribilmente meraviglioso. Questa volta però Faith non resiste e si precipita, nel mezzo di un tornado, al suo piccolo, misterioso villaggio, avvolto dagli arcani della profonda provincia di New Orleans. Qui, insieme con l’inseparabile gemella Stephanie, si trova a scoprire (o riscoprire?) un mondo fatto di vere e proprie arti magiche, le più antiche, le più potenti. Qui l’antica lotta tra bene e male, illuminata dalla seducente luce del Woodoo, si colora di tutte le tinte dell’amore, della passione, del desiderio e della vita. Un baule e un libro sono le colonne su cui si poggia il palcoscenico di una storia decisamente ben orchestrata, capace di offrire improvvise e inaspettate impennate narrative che non lasciano spazio neppure al respiro. Libro squisitamente al femminile (anche Glen, l’antagonista, è una “fascinosa quanto temibile” donna), mette in luce il coraggio, l’intelligenza, la piacevolezza della protagonista. Dal finale inimmaginabile, tutta l’opera è sapientemente condita da un’ironia profonda, tagliente, intelligente. Questo è il quarto romanzo di Debora De Lorenzi. E siamo certi che, come gli altri, sarà un sicuro successo. 

 Si può amare tanto? Si può arrivare a condannare la propria esistenza a un eterno supplizio? Sì, certo che si può. Asher era tutti i miei sogni, le mie speranze. Era... la vita, la mia vita. L'unica che desiderassi. Aiutami loa dei sogni e delle speranze, aiutami!
Lettori sognatori, che bel romanzo!
La protagonista è Faith Laveau che decide di riitornare nella sua terra natia per un motivo ben preciso: sente continuamente una voce che le dice “Faith, vieni da me” e ha buone ragioni per pensare che possa essere la voce del ragazzo che ha perso 5 anni prima, Asher. Con la gemella Stephanie torna a Glen Witch, ma non sa che quello che le aspetta non sarà per nulla buono. Riuscirà a ritrovare il suo Asher?

La narrazione procede tra un alternarsi tra passato e presente: Faith, che ci narra la storia in prima persona, non solo ci racconta ciò che la accade quando arriva a Glen Witch, ma ci rende partecipe dei suoi ricordi, anche quelli più dolorosi.

L'ambientazione merita una nota di merito: Glen Witch è un luogo di fantasia ben creato e, anche la leggenda legata alla nascita di questo luogo è ben congegnata. Debora ha abilmente dato vita a un paesino vicino a New Orleans che rispecchia tutto ciò che dovrebbe avere un luogo intriso di magia: il lettore, grazie alle parole dell'autrice, riesce a immaginare Glen Witch quasi come se esistesse davvero.
Anche i personaggi sono ben costruiti, in particolar modo Faith: un'eroina diversa dalle altre, non dotata solo di magia bianca ma anche di quella nera. Innamorata e disposta a tutto pur di ritrovare quell'amore che pensava fosse morto, inizialmente sembra quasi accecata da questo desiderio di ritrovare Asher tanto che agisce senza pensare più di una volta; ma la ragazza capirà ben presto cosa fare e agirà per il bene di tutti. Faith potrebbe risultarvi non subito simpatica per il suo agire spropositamente, ma poi pian piano ci si rende conto che, ogni persona disperatamente innamorata, perderebbe il giudizio se è in gioco il ritrovare quell'amore perduto.
E la gemella Stephanie, che appare quasi in ombra per tutto il corso della storia, si riscatta quando fa intendere quanto voglia bene alla sorella. Il loro è un legame inscindibile: il loro rapporto non può non entrare nel cuore dei lettori.

Ho molto apprezzato il fatto che l'autrice, nelle ultime pagine, abbia deciso di mettere delle note per il lettore facendo riferimenti al vudù e a termini tecnici con relativa spiegazione. È stata anche una piacevole sorpresa scoprire che l'antenata di Faith e Stephanie, Marie Laveau, sia una sacerdotessa realmente esistita. Da queste note si evince un gran lavoro fatto da Debora e la sua grande passione verso la magia.

Il libro della vita è una storia intrisa di magia che procede con un ritmo incalzante: Debora ha uno stile fluido che permette al lettore di non annoiarsi mai. La storia è ben costruita e troviamo tutti gli elementi che potremo desiderare: magia, mistero e amore.

VOTO 

4 commenti:

  1. Grazie, grazie e ancora grazie... ho solo raccontato una storia, mi fa piacere che ti sia piaciuta!

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  2. Mi ispira moltissimo *-* che bella recensione!

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    1. Grazie Ancella *__* te lo consiglio!! :D

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